Divenne noto scrivendo per La Vie ouvrière (VO); fu uno dei fondatori della Terza Internazionale e membro della Section française de l'Internationale communiste (SFIC) (il futuro Partito Comunista Francese) tra il 1922 e il 1924. È stato amico di Trotsky, fino dalla sua espulsione dal PCUS nel 1924, e storico del movimento operaio.

Biografia Infanzia e adolescenza Poco dopo il suo secondo matrimonio, nel mese di aprile 1871, a Saint-Étienne (Loire), il padre di Alfred Griot, parrucchiere, che abitava a Saint-Rambert-les-Barques (Loire), emigrò negli Stati Uniti d'America con la moglie e il cognato. Nella piccola città di Patterson, vicino a New York, i Griot ebbero due figli: Lucie nel 1874 e Alfred nel 1877. Fino all'età di 8 anni, il giovane Alfred Griot e la sorella impararono l'inglese e frequentarono le scuole statunitensi a Patterson. Nel 1884, la famiglia tornò in Francia dove il padre aprì un salone da parrucchiere a Montrouge. Il padre, favorevole a Dreyfus, esporrà L'Aurore nel suo salone. Dopo aver completato le scuole elementari, Alfred Griot ottenne una borsa di studio per frequentare le scuole superiori nella città di Parigi, dove conseguì il suo diploma al Lycée Lavoisier. Dopo aver esercitato alcuni piccoli mestieri, Alfred vinse un concorso che gli permise di diventare impiegato scrivano negli uffici comunali parigini (dal 1895 al 1911). Editore originale: Le Maitron Dictionnaire Biographique - Les Éditions de l’Atelier Naturalmente guadagnava poco e a volte arrotondava il suo stipendio facendo la comparsa nei teatri, cosa che lo costringeva a fare lunghi tragitti a piedi, a vivere frugalmente (anche frequentando i restaurants de tempérance (ristoranti dove erano proibite le bevande alcoliche), non perché era contro l'alcol, ma perché erano a buon mercato.

Il suo principale biografo, Christian Gras, osserva che "l'idea di fare carriera è stata, per lui come per altri militanti futuri, d'intelletto eccezionale e brillante, di vasta cultura, totalmente estranea alla loro concezione della vita". Approfitta del tempo libero che gli lascia il lavoro poco impegnativo per interessarsi al teatro, alla pittura e alla letteratura. È anche conquistato dalle idee rivoluzionarie. Disgustato dal parlamentarismo dei socialisti, è di tendenza anarchica. Aderisce a vari movimenti: Montagne Sainte-Geneviève, Étudiants socialistes révolutionnaires, Étudiants socialistes révolutionnaires internationalistes. Avendo trascorso l'infanzia negli USA aveva una buona conoscenza della lingua inglese. Era attirato anche dal mondo anglosassone e, avendo uno spiccato amore per i viaggi, fu in grado nel 1902 di offrirsi un primo viaggio nel Regno Unito. Impara l'italiano e il russo per leggere gli autori che gli interessano. La sua vita non era austera. Amava le passeggiate e la natura. Allora i giovani andavano spesso a passeggiare al Bois de Boulogne e sulle rive della Marna, dove si poteva fare canottaggio. Incontrò la sua prima donna; si trasferirono a L'Haÿ-les-Roses e poi a Bourg-la-Reine. Ma la sua compagna lo lasciò abbastanza presto per vivere con un emigrato russo vicino ai circoli anarchici e gestire un negozio di gioielli artistici in Rue des Écoles e poi nei pressi della stazione ferroviaria di Saint-Lazare. Nel giugno del 1906, Alfred firma, col nome André Alfred, il suo primo articolo sul giornale anarchico Les Temps nouveaux, una critica teatrale su Ibsen.Il cognome Rosmer lo prende da Johannes Rosmer, personaggio dell'opera drammatica Rosmersholm di Ibsen. Vedi: Rosmer qu'il emprunte à Ibsen, in Il teatro sarà una passione che non lo abbandonerà mai.

La Vie ouvrière Alfred aveva aderito nel 1899 al primo sindacato degli impiegati di prefettura. Lentamente si allontana dall'anarchismo per avvicinarsi al sindacalismo rivoluzionario e firma i suoi primi articoli, ancora sul teatro, nel giornale La Vie ouvrière, la rivista della Confédération générale du travail (CGT), fondata da Pierre Monatte nel 1909.

Dal 1913 fa parte del "noyau" (letteralmente: nocciolo, nucleo. Nome del gruppo direttivo ufficiale) del giornale e firma con lo pseudonimo di Alfred Rosmer. Diventa l'esperto per gli articoli che trattano di Inghilterra e Stati Uniti. Monatte e Rosmer resteranno sempre fedeli amici. Dal 1912 Rosmer collabora anche alla Bataille syndicaliste dove sostituisce Amédée Dunois. Inizia un congedo a tempo indeterminato dal suo impiego.

L'appassionato di teatro diventa allora cronista parlamentare dove critica gli interventi "molto Comédie-Française". È anche severo con l'eloquenza prolissa dei parlamentari e per la volgarità che viene ostentata in alcuni circoli anarchici. Il suo interesse per le questioni internazionali lo porta a viaggiare molto nel Regno Unito, Svizzera, Belgio, per partecipare a conferenze o seguire scioperi, incontrare militanti.

Nel 1913 è inviato alla Conférence syndicaliste internationale che si tiene a Londra. La CGT e VO, in disaccordo con la creazione di un'internazionale di questo tipo, hanno rifiutato di parteciparvi ufficialmente. Rosmer è sempre curioso di incontrare militanti stranieri.

La guerra Allo scoppio della guerra nel 1914, Rosmer e Pierre Monatte non sono d'accordo con la politica dell'Union sacrée.Union sacrée è il nome dato al processo di riconciliazione politica che legava i francesi di tutte le tendenze (politiche o religiose), allo scoppio della prima guerra mondiale.

Si rifiutano di sottoporre a censura La Vie ouvrière, che cessa così le pubblicazioni. Rosmer è reclutato, ma resta vicino a Parigi e può continuare la sua attività militante.

Sempre in sintonia con Monatte, diventa l'anima di un piccolo gruppo internazionalista. Organizza la distribuzione clandestina in Francia di Au-dessus de la mêlée (Al di sopra della mischia), pubblicato in Svizzera da Romain Rolland. È in questo periodo che stringe amicizia con dei militanti russi in esilio a Parigi, in particolare con Trotsky e Martov che partecipavano alle riunioni di La Vie ouvrière. Quasi ogni domenica, Rosmer trascorreva la giornata in una delle abitazioni parigine di Trotsky.

Non poté recarsi alla conferenza di Zimmerwald che riunì, al di fuori delle strutture tradizionali, sindacalisti e socialisti. È lì che si creò il Comité pour la reprise des relations internationales (Comitato per la ripresa delle relazioni internazionali). Rosmer partecipa alle riunioni del gruppo e firma con Trotsky, il 29 febbraio 1916, nel Bulletin de Zimmerwald un manifesto che indicava chiaramente la necessità di una nuova Internazionale. È durante questo periodo che incontra in una riunione pacifista Marguerite Thevenet che rimarrà la sua compagna fino alla morte.

Il Comitato della Terza Internazionale Dal 1917, sostiene la Rivoluzione russa e si impegna risolutamente nella diffusione delle pubblicazioni bolsceviche. Sempre d'accordo con Monatte, difende la linea di un movimento internazionalista basata su un sindacalismo rivoluzionario. La Vie ouvrière riappare il 30 aprile 1919. Al congresso della Confédération générale du travail (CGT) a Lione, che ha frequentato e di cui ha fatto il resoconto, il discorso di Monatte tracciava il programma della minoranza sindacalista.

Il "Comitato per la ripresa delle relazioni internazionali", nel maggio 1919 diventa il "Comitato della III Internazionale" che delega Rosmer a Mosca per il II congresso della Terza Internazionale e che sarà chiamata anche Internationale Communiste (IC).

Rosmer rimarrà in Russia diciassette mesi durante i quali frequenterà tutti i dirigenti bolscevichi, in particolare Trotsky e Lenin e i dirigenti dell'IC come Zinoviev con il quale i rapporti saranno sempre tesi.

È ammesso al Comitato Esecutivo dell'IC e siede alla Commission des problèmes internationaux che presiede diverse volte e alla commissione sindacale. Entra nel "petit bureau" del comitato esecutivo accanto a Zinoviev, Radek, Bucharin e Béla Kun autorità dell'IC. Ha lavorato principalmente all'interno degli organi dell'IC. Le sue prese di posizione furono risolute. Nelle discussioni interne, se aveva delle differenze tattiche, o altro di più profondo, non voleva farle conoscere all'esterno: non voleva danneggiare l'azione dell'IC con cui era d'accordo sui punti essenziali. Rosmer approva globalmente la politica dei bolscevichi, anche se non minimizza le difficoltà della rivoluzione negli articoli che invia alla stampa. Non può immaginare di non essere d'accordo con la repressione di Kronstadt e non crede nella possibilità di un assassinio degli altri delegati francesi anarcosindacalisti Marcel Vergeat, Jules Lepetit e Raymond Lefebvre, misteriosamente scomparsi nel Grand NordPer Grand Nord si intende la zona artica e subartica durante il tentativo di tornare in Francia passando da Murmansk.Marcel Body e Volin sostengono che la loro morte non è stata casuale e accusano i dirigenti bolscevichi di essere responsabile. Ma essi non forniscono alcuna prova della loro affermazione. Christian Gras osserva che per Rosmer sarà un argomento dolente per il resto della sua vita.

Il vecchio anarchico accetta anche la necessità della dittatura del proletariato, radicalmente diversa dal socialismo parlamentare. La sua presenza a Mosca non gli permette di partecipare direttamente alla preparazione del Congresso di Tours. Monatte, che non ha ancora fatto il passo di aderire ad un partito, e Rosmer sono vicini ai militanti del Comitato della III Internazionale (Fernand Loriot, Boris Souvarine,...) e non hanno che sfiducia e disprezzo per Frossard o per Cachin, i due dirigenti "centristi" della giovane sezione francese dell'Internazionale Comunista (SFIC in seguito ribattezzata Partito Comunista Francese).

Creazione dell'Internazionale Sindacale Rossa Nel luglio 1921 Rosmer partecipa al congresso costituente dell'Internazionale Sindacale Rossa (SRI). La questione del rapporto tra le due internazionali è estremamente delicato. Per gli anarco-sindacalisti, il sindacato è lo strumento principale per portare a compimento con successo la rivoluzione operaia, mentre la visione leninista dà il primato al partito. Rosmer è l'unico relatore dopo la defezione di Zinoviev, se la cava con un discorso abile: dal momento che la maggioranza dei delegati era favorevole alla cooperazione delle due Internazionali, questa cooperazione tra le due internazionali auspicata dalla maggioranza dei delegati doveva essere accettabile. I partiti dovevano avvicinarsi ai sindacati rivoluzionari. Questo implicava un collegamento, non una subordinazione. Ma un delegato russo, Alexei Losovski, presenta un testo che prevede un collegamento organico obbligatorio tra partito e sindacato. Rosmer non può fare di meglio che sostituire "obbligatorio" con "altamente desiderabile".

Creazione della Confédération générale du travail unitaire (CGTU) Alla fine del 1921, Rosmer è sostituito da Boris Souvarine come rappresentante francese all'Internationale Communiste (IC). Torna in Francia, ma effettuerà ancora diversi soggiorni a Mosca tra il 1922 e il 1924. Nel luglio 1921, il congresso di Lilla della Confédération générale du travail (CGT) aveva visto affrontarsi la maggioranza riformista e la minoranza rivoluzionaria. La scissione è inevitabile. Tornato in Francia, Rosmer partecipa al congresso delle minoranze del dicembre 1921. Egli difende il principio di un'unica internazionale, ma si trova eccezionalmente contro Monatte, ostile al collegamento tra le Internazionali. Quando Monatte si ritira dalla direzione de La Vie ouvrière si fa sostituire da Gaston Monmousseau, considerato più favorevole all'indipendenza dei sindacati. Nel luglio del 1922, le minoranze si riuniscono per il primo congresso della CGTU di cui Rosmer ottiene finalmente l'affiliazione all'Internationale Syndicale Rouge (ISR).

Membro dell'ufficio politico della Sezione Francese dell'Internazionale Comunista