Corvus è un genere di uccelli della famiglia Corvidae.
Etimologia Il nome scientifico del genere, Corvus, deriva dal latino ed è alla base anche del nome comune di corvo col quale sono conosciute la maggioranza delle specie ascritte al genere appartenente alla famiglia della corvidae.
Descrizione
Al genere vengono ascritte specie di dimensioni medio-grandi, che vanno dai 34 cm di alcune piccole specie messicane ai 60–70 cm dei grossi corvo imperiale e corvo abissino, che assieme all'uccello lira rappresentano i passeriformi di maggiori dimensioni.
Si tratta di uccelli dall'aspetto robusto e slanciato, muniti di piccola testa arrotondata con forte becco conico, allungato e appuntito, dall'estremità lievemente ricurva verso il basso: le ali sono digitate, le zampe sono forti e la coda è corta e cuneiforme.
La colorazione della livrea è dominata dai toni del nero, con alcune specie che presentano piumaggio dalle iridescenze metalliche ed altre che presentano aree bianche o grigie su collo o torso: le specie australiane presentano occhi chiari, mentre generalmente le iridi sono scure.
Biologia I corvi sono uccelli diurni e moderatamente sociali, con alcune specie dai costumi prevalentemente solitari all'infuori della stagione riproduttiva ed altri che in caso di fonti di cibo particolarmente abbondanti si riuniscono in stormi di centinaia d'individui: durante la stagione degli amori, tuttavia, le coppie divengono territoriali. I corvi possiedono un'ampia varietà di vocalizzazioni (fra cui i caratteristici gracchi), utilizzate per comunicare coi conspecifici: essi sono inoltre in grado di imitare i richiami di altre specie.
I corvi presentano intelligenza molto sviluppata, che utilizzano principalmente per procacciarsi il cibo, mostrando memoria episodica ed arrivando a fabbricare utensili. È dimostrato che, se un esemplare subisce una violenza da un essere umano, possono portare "rancore" per diversi anni, arrivando ad attaccare l'autore delle violenze, non solo dall'esemplare che ha subito l'attacco, ma anche dai componenti del suo gruppo, andando anche oltre alla sua morte.
Questi uccelli sono essenzialmente onnivori e molto opportunisti, cibandosi praticamente di qualsiasi cosa riescano a trovare, dalle carcasse alle granaglie, ai piccoli animali.
Si tratta di uccelli longevi e rigidamente monogami, con le coppie che rimangono insieme per la vita e collaborano in tutte le fasi della riproduzione.
Distribuzione e habitat Il genere ha distribuzione praticamente cosmopolita, essendo diffuso nei cinque continenti ed essendo poco rappresentato solo in Sudamerica. Le specie popolano un po' tutti gli habitat, abitando dalla taiga boreale alla savana, dalla foresta pluviale del Sud-est asiatico al deserto arabico, ai mangrovieti: questi animali evitano unicamente le aree troppo densamente alberate.
Tassonomia
Il genere Corvus rappresenta uno di quelli descritti già nelle prime stesure del Systema Naturae di Linneo.
Al genere vengono ascritte più di 46 specie:
Corvus splendens - corvo delle case Corvus moneduloides - cornacchia della Nuova Caledonia Corvus unicolor () - cornacchia di Banggai Corvus enca () - cornacchia beccofine Corvus violaceus - corvo violaceo Corvus typicus () - cornacchia di Sulawesi Corvus florensis - cornacchia di Flores Corvus kubaryi - cornacchia delle Marianne Corvus validus - cornacchia beccolungo Corvus woodfordi () - corvo beccobianco Corvus meeki - corvo di Boungainville Corvus fuscicapillus - corvo testabruna Corvus tristis - corvo grigio Corvus capensis - corvo del Capo Corvus frugilegus - corvo comune Corvus brachyrhynchos - cornacchia americana Corvus caurinus - cornacchia del nordovest Corvus imparatus - corvo del Tamaulipas Corvus sinaloae - cornacchia del Sinaloa Corvus ossifragus - corvo pescatore Corvus palmarum - cornacchia delle palme Corvus minutus - corvo delle palme di Cuba Corvus jamaicensis - cornacchia della Giamaica Corvus nasicus - cornacchia di Cuba Corvus leucognaphalus - corvo collobianco Corvus hawaiiensis - corvo delle Hawaii Corvus corone - cornacchia nera Corvus cornix - cornacchia grigia Corvus torquatus - corvo dal collare Corvus macrorhynchos - cornacchia beccogrosso Corvus levaillantii - corvo della giungla orientale Corvus culminatus - corvo della giungla indiano Corvus orru - corvo di Torres Corvus insularis - corvo delle Bismarck Corvus bennetti - corvo minore Corvus tasmanicus - corvo di foresta Corvus mellori - corvo imperiale minore Corvus coronoides - corvo imperiale australiano Corvus albus - corvo bianconero Corvus ruficollis - corvo collobruno Corvus edithae - corvo somalo Corvus corax - corvo imperiale Corvus cryptoleucus - corvo del Chihuahua Corvus rhipidurus - corvo coda a ventaglio Corvus albicollis - corvo collobianco africano Corvus crassirostris - corvo abissino
A queste si aggiungono numerose specie fossili (C. galushai, C. larteti, C. praecorax, C. simionescui, C. hungaricus, C. moravicus, C. pliocaenus, C. antecorax, C. betfianus, C. fossilis, C. neomexicanus, molte delle quali rappresentano verosimilmente cronospecie di C. corax o C. corone) e preistoriche (C. antipodum, C. impluviatus, C. moriorum, C. pumilis, C. viriosus).
A lungo si è pensato che il genere Corvus si sia originato in Asia centrale, e che da lì sia radiato nel resto del mondo: in realtà, tale centro di evoluzione è stato recentemente individuato in Australasia.
Nell'ambito della famiglia dei corvidi, il genere Corvus occupa un clade assieme al suo sister taxon Coloeus (che alcuni accorpano proprio a Corvus) ed a Nucifraga.
I corvi nella cultura Il corvo, forse per il suo colore nero lucente, colore del principio delle cose (il buio del ventre materno e quello della terra ove germina il seme), ma anche della fine (il colore della notte e della morte), ha sempre fornito una simbologia dagli opposti significati: animale della preveggenza, messaggero di esseri soprannaturali, portatore di malasorte e anche di fortuna, ecc.
Cesare Ripa nella sua opera più nota, Iconologia, lo inserisce nella simbologia dell'irresolutezza (Irresolutione), ponendo due corvi in atto di gracchiare nelle mani dell'anziana donna che ne costituisce l'icona e ne spiega anche il perché: «Se le dà i Corvi per ciascuna mano in atto di cantare, il qual canto è sempre Cras, Cras, così gli huomini irresoluti differiscono di giorno in giorno,L'onomatopea Cras corrisponde in latino al termine che significa "domani"; a cui per indicare nelle icone, all'opposto, risolutezza si contrappone Hodie quanto debbono con ogni diligenza operare, come dice Martiale».
Il corvo ha fama di "uccello del malaugurio": questa fama è in un certo senso certificata letterariamente anche dallo scrittore statunitense Edgar Allan Poe, il quale, nel suo Procedimento di Composizione, con il quale descrive come giunse a comporre il suo noto poema in versi Il corvo, afferma: «Ero così giunto alla concezione di un Corvo, l'uccello di malaugurio che va reiterando con monotonia l'unica parola mai più …».Edgar Allan Poe, The Philosophy of Composition, comparso sul numero di aprile 1846 del The Graham's Lady's and Gentleman's Magazine di Filadelfia; da: Racconti Straordinari - Racconti grotteschi e seri, con la traduzione di Franco della Pergola, Edizioni per Il Club del Libro, 1957
La fama malaugurante gli deriva anche dalla sua predilezione per le carogne, che ha dato origine a espressioni come «Finire in pasto ai corvi», per indicare il morire (magari anche insepolti).Alfredo Cattabiani, Volario, Mondatori, Milano, 2000, ISBN 88-04-47991-4, pag. 295 Avendogli il dio Apollo mutate le penne da bianche a nere per punirlo di avergli portato una brutta notizia, è divenuto anche simbolo del delatore.
Secondo una leggenda, un corvo soleva mangiare dalle mani di San Benedetto; e nei monasteri dell'Ordine era uso tenerne uno addomesticato, in ricordo del Santo.Alfredo Cattabiani, op. cit., pag. 305 Nella mitologia norrena è associato a Odino, il quale ha due corvi come portatori di messaggi: Huginn e Muninn.
Probabilmente il Ripa si ispirò anche all'Antico Testamento, laddove il vecchio Noè fa uscire per primo il corvo al fine di accertare se le acque si sono ritirate: «Esso uscì andando e tornando finché si prosciugarono sulla terra» ma il corvo non se ne andò dall'Arca e Noè fece uscire la colomba cui toccò la stessa sorte. Ma le uscite successive non furono più affidate al corvo, bensì alla colomba che finì poi con lasciare l'Arca per riprendere la propria vita.Bibbia, Genesi, 8, 6-12 Si spiega quindi anche con questo l'interpretazione di simbolo di irresolutezza.
Il corvo compare come animale immangiabile per gli ebrei,«Ecco quello che non dovete mangiare […] ogni specie di corvo […]», Deuteronomio, 14, 14; «Fra i volatili terrete in abominio questi che non dovete mangiare, perché ripugnanti: […], ogni specie di corvo […]» (Levitico, 11, 13-15) di per sé ciò non comporta una connotazione negativa, ma assume una valenza positiva in un Midrash molto noto del libro della Genesi in cui il Signore prende le difese del corvo in una discussione con Noè, preannunciandone l'utilità futura poi citata nel I libro dei Re, il Signore incarica i corvi di portare cibo al profeta Elia.«[…] ivi berrai al torrente ed i corvi per mio comando ti porteranno il tuo cibo […] I corvi gli portavano pane al mattino e carne alla sera […]» (1 Re, 17, 2-6) I profeti Isaia«[…] una grande ecatombe nel paede di Edom. […] per tutte le generazioni resterà deserta, mai più alcuno vi passerà. […] il gufo e il corvo vi faranno dimora», (Isaia, 34, 6-11) e Sofonia«[…] farà [il Signore] di Ninive una desolazione. […] il gufo striderà sulle finestre ed il corvo sulle soglie.», (Sofonia, 13-14) invece lo indicano, insieme ad altri animali, come segno di desolazione. Nel Nuovo Testamento il corvo assume una valenza positiva sulle labbra di Gesù. «Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre.»Luca, 12, 24
Nella mitologia degli aborigeni australiani il corvo è molto presente, svolgendo generalmente i ruoli di trickster, eroe culturale o animale totemico, portando con sé un carico di conoscenze ataviche ed intelligenza che desta negli uomini di volta in volta sospetto o ammirazione. Secondo i noongar dell'Australia Occidentale, il corvo e la gazza australiana sono gemelli, nati originariamente con le penne di colore bianco candido: i due erano molto vanitosi, ed un giorno cominciarono a litigare su chi fosse il più bello. Secondo i clan il cui totem è la gazza, essi caddero in una pozza di fango, nella quale il corvo venne inghiottito completamente (rimanendo completamente nero) e la gazza solo in parte (da cui il piumaggio bianco dorsalmente e nero ventralmente), mentre secondo i clan il cui totem è il corvo essi caddero invece in un fuoco acceso sotto il loro posatoio. Secondo un'altra leggenda aborigena, il corvo stava discendendo il corso del fiume Murray, quando incontrò l'albanella australasiatica: allo scopo di fare uno scherzo a quest'ultima, il corvo la spinse ad attaccare la tana abbandonata di un ratto canguro, nella quale aveva piazzato degli aculei d'echidna. Gli aculei si conficcarono nelle zampe dell'albanella, divenendo però degli artigli appuntiti che l'animale fu felice di avere acquisito.