LUnione Sportiva Triestina Calcio 1918, meglio nota come Triestina, è una società calcistica italiana con sede nella città di Trieste. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano di calcio.
Il club prosegue, dopo una serie di rifondazioni, la tradizione sportiva dell'U.S. Triestina, nata il 2 febbraio 1919 (dopo un accordo preliminare datato 18 dicembre 1918) dalla fusione dei club F.C. Trieste e C.S. Ponziana.
Nell'agosto 2012, in forza dei 74 campionati professionistici a cui partecipò il sodalizio alabardato, e in applicazione dell'articolo 52 comma 10 delle NOIF, la FIGC permise l'iscrizione in Eccellenza alla nuova società, rilevando il titolo sportivo della vecchia. Al momento della nascita la società ha avuto in affitto dai tifosi lo stemma del precedente sodalizio, l'Unione Sportiva Triestina, a sua volta creata nel 1994 sulle ceneri del club originario.
È l'unica società ad aver militato nella Serie A a girone unico in un periodo in cui la sua città non si trovava in territorio italiano: dal 1947 al 1954, infatti, la città fece parte del Territorio Libero di Trieste, separato dall'Italia.
Storia Dalla nascita all'approdo in Serie A L'Unione Sportiva Triestina nacque grazie alla fusione di due squadre della città di Trieste, il Ponziana e il Foot-Ball Club Trieste, le quali condividevano quale campo di gioco la Piazza d'Armi di una caserma Austro Ungarica di Piazza Dalmazia, posta nei pressi dell'attuale Piazza Guglielmo Oberdan. Dapprima, il Comando Militare di Trieste, al fine di limitare gli inconvenienti che derivavano da tali frequenti incontri, proibì l'uso della Piazza ai due sodalizi, ma successivamente si raggiunse un compromesso: l'autorità avrebbe acconsentito all'utilizzo della Piazza d'Armi per finalità sportive, a patto che le due società si fondessero. L'accordo fu siglato il 18 dicembre 1918 nello storico caffè Secession sito in viale XX settembre 32 (angolo via Rossetti - una targa murale ricorda l'avvenimento); il 19 gennaio 1919 avviene la costituzione del triumvirato che avrebbe guidato la nuova compagine, composto dai dirigenti Bertazzoni, Fonda e Vaccari; infine, il 2 febbraio 1919 la società fu istituita con la denominazione Unione Sportiva Triestina.
Nei primi tre anni, essendo le squadre delle terre redente ancora escluse dai campionati nazionali, prese parte alle competizioni locali del Comitato Regionale Giuliano, nonché alla prima edizione (1922) della Coppa Italia. Nel settembre 1922 perse per 1-0 lo spareggio per la promozione in Seconda Divisione (l'attuale Serie B) contro la Monfalconese, a causa dell'autorete di Pahnke Volker. Nel settembre 1924 conquistò la promozione nel secondo livello superando nelle gare di qualificazione dapprima la Bentegodi di Verona e poi la Pro Gorizia. Nel 1926, a seguito della ristrutturazione dei campionati, passò alla prima Divisione, di fatto sempre paragonabile alla Serie B odierna. A fine giugno 1928, in virtù dell'importanza simbolica della città redenta di Trieste, rientrò tra le squadre promosse d'ufficio alla Divisione Nazionale (la Serie A ante girone unico) in conseguenza dell'allargamento del massimo campionato da 24 a 32 squadre stabilito dal presidente federale Leandro Arpinati.Il comunicato ufficiale in questione (pubblicato su La Stampa del 29 giugno 1928, p. 5) afferma testualmente che la Triestina rientrò tra le squadre ammesse d'ufficio «indipendentemente quest'ultima dal posto che occupa in classifica, ma in omaggio agli altri titoli della nobilissima Trieste». Quell'anno la Triestina sembrava anche sul punto di fondersi con le altre due massime realtà calcistiche cittadine, l'Edera e il rinato Ponziana: la fusione tra Edera e Ponziana, che diede vita all'ASPE Trieste (Ass. Sportiva Ponziana Edera), alla fine non coinvolse la Triestina.
Al termine del campionato 1929 fu istituita la Serie A a girone unico con le prime otto squadre dei due gironi della Divisione Nazionale. Arrivando nona la Triestina non avrebbe avuto diritto a parteciparvi. Tuttavia, nel gruppo B Lazio e finirono appaiate all'ottavo posto; una serie di spareggi fra le due squadre non riuscì a stabilire a chi spettava il diritto alla Serie A. La FIGC decise allora, anche per tenere nella massima serie le città più importanti, di far accedere entrambe alla Serie A, ripescando poi pure la Triestina onde evitare un campionato con un numero dispari di squadre. Da quel momento l'U.S. Triestina partecipò alla Serie A ininterrottamente fino al campionato 1956-1957.
Presenza fissa nella massima serie Nel 1929-1930 la Triestina conquistò la salvezza, impreziosendo il campionato con una vittoria a Milano contro l'Ambrosiana-Inter, destinata a vincere lo scudetto. In quel campionato esordì Piero Pasinati, che sarebbe diventato il primatista di presenze con la maglia alabardata: 347, spalmate su tredici stagioni. In quella squadra già giocava il triestino Nereo Rocco: fu prima un importante giocatore, poi allenatore. Fu il primo giocatore alabardato a vestire la maglia della nazionale italiana.
L'anno successivo fece il suo esordio con la maglia rossoalabardata un altro grande giocatore, destinato, come Pasinati, a vincere i mondiali del 1938: Gino Colaussi. Da segnalare una roboante vittoria contro l': 5-0. Nel 1931-1932 Amedeo III Duca d'Aosta, residente in città, divenne presidente onorario del sodalizio.
Il 25 settembre 1932 venne inaugurato il nuovo stadio cittadino, destinato a sostituire il campo di Montebello. Lo stadio, che fino al 1943 si chiamò "del Littorio", venne inaugurato con il match Triestina- (risultato finale 2-2). La Triestina al termine della stagione chiuse con un lusinghiero ottavo posto.
Dopo due stagioni chiuse nella parte medio-bassa della classifica (anche se nel 1935 riuscì ad espugnare Bologna, battendo la squadra più forte d'Europa dell'epoca), la Triestina seppe nel 1935-1936 superarsi e conquistare la sesta piazza.
Questo ottimo risultato venne ottenuto nuovamente nella stagione 1937-1938. Questa volta la squadra alabardata riuscì anche ad inserirsi nella lotta per il titolo. A tre giornate dal termine, dopo aver piegato in casa la (2-0 davanti a tifosi), la Triestina si ritrovò terza in classifica a due punti dalla vetta, dove si trovava proprio la squadra torinese. Nelle ultime tre giornate, però, la squadra riuscì ad incamerare solo un punto. A consolazione del mancato scudetto ben tre giocatori della Triestina vennero chiamati da Vittorio Pozzo nella vincente spedizione in Francia per i mondiali di calcio: Piero Pasinati, Gino Colaussi e Bruno Chizzo.
Nel 1938-1939, in maniera inaspettata, la Triestina si trovò a dover lottare per non retrocedere in Serie B. La squadra si salvò solo per il miglior quoziente reti rispetto a Livorno e Lucchese, dopo un pareggio contro la all'ultima giornata di campionato. Anche nel 1939-1940 la Triestina non disputò un campionato brillante. Vi è solo da segnalare che riuscì nell'impresa di vincere a Torino contro la per 6-2. Nel 1940-1941, dopo esser stata a ridosso dell'ultimo posto al termine del girone di andata, la squadra alabardata ha chiuso il campionato al nono posto.
Il campionato successivo registrò un evento mai più accaduto per la formazione alabardata. Alla quinta giornata si ritrovò da sola in testa al campionato dopo una vittoria contro il . L'attaccante Francesco Cergoli s'infortunò all'ottava giornata, chiudendo il suo campionato. La squadra ottenne l'ottavo posto finale.
Nel 1942-1943 la Triestina fu nuovamente sull'orlo della retrocessione. Al termine del campionato si classificò tredicesima a pari punti con e Venezia. Solo dopo aver vinto un torneo di qualificazione contro di loro poté acquisire la certezza della permanenza nella massima categoria. Nel 1943-1944 la FIGC della Repubblica Sociale Italiana organizzò, in luogo dei regolari campionati a girone unico, un campionato misto di guerra di Divisione Nazionale, diviso in gironi regionali con finali interregionali, al cui vincitore non fu assegnato lo scudetto ma la Coppa Federale. Dopo aver passato la fase regionale, la Triestina venne eliminata nel girone di semifinale dal . Nel 1944-1945 si poterono disputare solo competizioni a carattere regionale: l'U.S. Triestina (solitamente chiamata "Unione" in quel periodo) fu tra le sei partecipanti al girone triestino della "Coppa Litorale Adriatico" organizzata dal Direttorio V Zona, vincendolo con 10 punti in cinque partite.
Gli anni di Rocco Il primo campionato del dopoguerra venne giocato in due gironi a base geografica. La Triestina si piazzò ottava nel campionato Alta Italia e non poté accedere alla fase finale che attribuì lo scudetto. Nel 1946-1947 la Triestina fu costretta dalle autorità militari anglo-americane, che governavano a Trieste, a disputare le prime partite casalinghe della stagione allo Stadio Moretti di Udine. Un'altra squadra cittadina, l'Amatori Ponziana, disputava infatti il campionato jugoslavo: gli anglo-americani, per evitare incidenti, le avevano vietato di giocare in città, e per evitare polemiche, vietarono anche alla Triestina di giocare a Trieste. Il campionato fu disastroso, la squadra si classificò all'ultimo posto, ma il ripescaggio dell'Amatori Ponziana in Jugoslavia a fine stagione fu visto in Italia come un segno di sfida nella tesissima situazione politica in cui versava in quel periodo la città di Trieste, quindi la FIGC decise, con delibera del 29 luglio 1947, di applicare la stessa misura di ripescaggio alla Triestina, tenendo conto anche delle difficoltà sopraggiunte nella stagione.Nell'interrogazione parlamentare del 26 luglio 1947, con cui si chiedeva alla FIGC di ripescare la Triestina in Serie A, viene affermato che «l'Amatori Ponziana, aiutata con larghezza di mezzi e potenziata in ogni modo, parteciperà anche il prossimo anno al più importante campionato di calcio jugoslavo, per cui le manifestazioni di quest'ultima società, qualora si verificasse la deprecabile retrocessione dell'Unione Sportiva Triestina, risulteranno le più importanti di Trieste». La FIGC decise di allargare il campionato successivo a 21 formazioni.
Nella stagione successiva, il 1947-1948, la squadra della Triestina passò nelle mani di Nereo Rocco; egli impostò la squadra con un rivoluzionario mezzo sistema, modulo in pratica precursore di quello all'italiana. La squadra conquistò il secondo posto, a pari merito con e , totalizzando 49 punti, alle spalle solo del Grande Torino, che di punti ne fece 69, ottenendo così il miglior piazzamento della sua storia. In quell'annata storica la Triestina rimase imbattuta in casa e perse solo otto delle quaranta partite disputate nel corso del campionato. Cosa curiosa, saranno solo 15 i calciatori impiegati da Rocco nella stagione.
Nel 1948-1949 la Triestina disputò un altro buon campionato, sempre guidata da Rocco. In questa stagione la Triestina conseguì anche la vittoria più ampia mai ottenuta: 9-1 contro il , proprio all'indomani della tragedia di Superga. A Superga perì anche Giuseppe Grezar, al quale sarà dedicato nel 1967 lo Stadio Comunale.
Dopo la stagione 1949-1950, conclusa all'ottavo posto, Nereo Rocco fu allontanato e sostituito in panchina da Béla Guttmann. Solo all'ultima giornata, dopo aver battuto il , la Triestina seppe guadagnarsi la salvezza. La stagione successiva fu ancora più drammatica, con la squadra giuliana salva solo dopo gli spareggi contro la (3-3 nella prima gara a Milano e poi 1-0 a Bergamo) e il , secondo della Serie B, (1-0 a Valdagno).