Nell'antica religione romana il termine fascinum (o fascinus) poteva riferirsi a differenti cose: al dio Priapo (nominato anche Fascinus da Plinio il Vecchio),E. Bianchi, R. Bianchi, O. Lelli (a cura di), Dizionario illustrato della lingua latina, Le Monnier, Firenze, 1974 (1972), sub voce Fascinus, p. 636. alle effigi ed agli amuleti fallici contro il malocchio ed infine agli incantesimi per stregare qualcuno o qualcosa.E. Bianchi, R. Bianchi, O. Lelli (a cura di), Dizionario illustrato della lingua latina cit., sub voce fascinum, p. 636. Plinio il Vecchio afferma che il fascinus, inteso come l'amuleto, funge da medicus invidiae, ossia un rimedio per l'invidia ed il malocchio.Plinio il Vecchio, Naturalis Historiae, XXVIII,7.

Religione pubblica

Plinio asserisce che il fascinus populi romani era custodito nel Tempio di Vesta e che facesse parte dei sacra romana, ossia gli oggetti sacri associati all'origine della città, nascosti e protetti dalle Vergini Vestali.Robin Lorsch Wildfang, Rome's Vestal Virgins, Routledge, 2006, pag. 17 e pag. 20 n. 57.Joseph Rykwert, The Idea of a Town: The Anthropology of Urban Form in Rome, Italy, and the Ancient World, MIT Press, 1988, pp. 101.T.P. Wiseman, Remus: A Roman Myth, Cambridge University Press, 1995, p. 61. Da alcuni autori è stato perciò associato al Palladio.R. Joy Littlewood, A Commentary on Ovid: Fasti Book 6, Oxford University Press, 2006, p. 73. Alcuni miti romani, come la nascita di Servio Tullio, fanno intendere che il fallo fosse l'incarnazione della forza generatrice maschile presente nella terra, considerata sacra.Joseph Rykwert, The Idea of a Town: The Anthropology of Urban Form in Rome, Italy, and the Ancient World cit., pag. 159. Quando un generale celebrava un trionfo veniva appeso un fascinus sotto il carro per proteggerlo dall'invidia.Robin Lorsch Wildfang, Rome's Vestal Virgins cit., pag. 20 n. 57. Agostino d'Ippona, la cui principale fonte si presuppone fosse stata un'opera teologica perduta di Varrone, annota che durante la festa annuale di Liber, il Dio romano identificato con Dioniso e Bacco, veniva portata in processione un'immagine fallica che aveva il compito di proteggere i campi dalla fascinatio, ossia l'incantesimo negativo:Agostino d'Ippona, De civitate Dei, VII, 21.

Essendo un fallo divinizzato, il fascinus può essere messo in relazione con Mutunus Tutunus, il cui tempio risaliva alle origini della città,Arnobio mette in relazione questo Dio proprio col fascinus: Adversus nationes, IV, 7, 1. e con Priapo, importato dai Greci.

Simbolismo magico

Una rappresentazione grafica del fascinus e della sua funzione apotropoaica nei confronti del malocchio è visibile in un mosaico romano che mostra un fallo eiaculare in un occhio.Daniel Ogden, Magic, Witchcraft, and Ghosts in the Greek and Roman Worlds: A Sourcebook, Oxford University Press, 2002, p. 225. Il motivo era talmente conosciuto che ne sono sopravvissuti diversi bassorilievi in Leptis Magna.Catherine Johns, Sex or Symbol? Erotic Images of Greece and Rome, Routledge, 1982, pp. 70 sgg.; Rediscovering Pompeii («L'Erma» di Bretschneider, 1990), p. 147. Una scultura di terracotta del I secolo a. C. mostra due piccoli uomini-fallo che segano in due un occhio.Craig Arthur Williams, Roman Homosexuality: Ideologies of Masculinity in Classical Antiquity, Oxford University Press, 1990, pag. 92. Nella cultura romana gli amuleti fallici - spesso alati - erano una costante; erano rinvenibili sotto forma di gioielli, campanellini e lampade. Si pensava che questi falli avessero la capacità di allontanare il male dai bambini, in particolare se maschi. Varrone riporta la moda di appendere turpicula al collo dei bambiniVarrone, De lingua latina, VII, 97., il che è confermato dal ritrovamento di una collana con un fallo in rilievo dalla grandezza tale che solo un bambino poteva indossarla.Martin Henig, Religion in Roman Britain, London, BT Batsford LTD, 1984, pp. 185–186. Anche se il fallo, quindi, aveva una funzione di protezione dal male, erano usati altri simbolismi per cacciare le influenze negative, quali ad esempio sputare fra le pieghe della propria veste.William Smith, A Dictionary of Greek and Roman Antiquities, John Murray, London, 1875, sub voce "fascinum". Plinio il Vecchio ci riferisce, inoltre, che si usava porre dei saturica signa, ovvero dei falli nei giardini e sui terreni, in modo da proteggere i frutti dagli invidiosi. La cosa è confermata anche da Orazio, che dedica una propria satira ad un pezzo di legno trasformato da un falegname in una statua di Priapo dal membro virile eretto e rosso (obscaenoque ruber porrectus ab inguine palus) e posto in un campo per cacciare i ladri e gli uccelli.Orazio, Sermones, I, 8.

L'amuleto rappresentante un pugno ed un fallo, invece, era in voga fra i militari. Esso consisteva di una mano, generalmente chiusa a pugno, e di un fallo dalla parte opposta.Harvard Art Museums, 1995.844.5 e 1995.844.8 Molti esemplari presentano inoltre un pugno che "fa la fica" (pollice fra l'indice ed il medio), un gesto che si credeva portasse fortuna.Martin Henig, Religion in Roman Britain cit., p. 176; Portable Antiquities Scheme, cat num: LIN-2BE126; British Museum, n. inv. 1824,0432.2. Nelle zone militari sono state ritrovate inoltre alcune sculture che mostrano un pene eretto ed una vulva, probabilmente anch'esse apotropaiche.Portable Antiquities Scheme, cat num: LIN-CFA375. La più vasta collezione conosciuta è stata trovata a Camulodunum.N. Crummy, Colchester Archaeological Report 2: The Roman Small finds from excavations in Colchester 1971-9, Colchester, Colchester Archaeological Trust LTD, 1983. Altri ritrovamenti sono stati fatti nel 2011 da semplici cittadini; sono stati trovati falli alati, un pene d'oro che funge da ciondolo ed un manico di un coltello intarsiato in modo da rappresentare una coppia che pratica il coito.Lauren Devis, Ancient Romans carved winged penises to ward off the evil eye, 27 ottobre 2012. Vedi anche Image gallery: trove of roman artifacts, 24 ottobre 2012 in www.livescience.com.

Etimologia La parola italiana "affascinare" deriva dal latino fascinare, derivato da fascinus e complementare al lemma italiano "fascino". Il significato originario "malia, influenza malefica che si ritiene possa emanare dallo sguardo degli invidiosi, degli adulatori" è condiviso anche dal termine latino, ma "fascino" ha successivamente originato una connotazione metaforica che indica "potenza di attrazione e di seduzione".Vocabolario Treccani, sub voce "fascino". Vedi anche Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani, in rete sub voce "affascinare" e "fascino". Catullo usa la parola nel carmen VII, dove asserisce di avere un desiderio di tanti baci da non poter essere contati dai maliziosi né "fascinati" dalle malelingue. Nel carmen V si sottolinea che questo stato di beatitudine amorosa attrae "invidia", ricollegabile alle malelingue suddette ed ai loro potenziali malocchi.Catullo, 5 e 7.

Note

Voci correlate Arte erotica a Pompei e Ercolano Mutunus Tutunus Priapo Simbolismo fallico Tintinnabulum

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