Priverno è un comune italiano di abitanti della provincia di Latina nel Lazio. Fino al 1927 ebbe il nome di Piperno.
Geografia fisica Territorio
La città di Priverno sorge al centro della valle dell'Amaseno, su un'area di modeste alture facente parte del sistema collinare dei Monti Seiani. Risulta, però, isolata da questi per la presenza a sud-ovest dell'abitato di una profonda e incassata vallata chiamata "Valle Cagnana" che divide l'area urbana vera e propria dal Monte San Davino, il colle dei Seiani più prossimo alla città.
Si trova di fronte a due imponenti massicci calcarei dei Monti Lepini (Monte Semprevisa m 1536; Monte Gemma m 1457; Monte Malaina m 1480; Monte Salerio m 1439; Monte Acuto m 827; Monte Sentinella m 1110) e Ausoni (Altopiano Le Serre m 700; Monte Alto m 821 e il gruppo del Monte delle Fate m 1090) che con due anfiteatri contrappostil'uno a nord/nord-ovest, l'altro a sud/sud-estcingono la media e bassa valle dell'Amaseno. Ma l'area privernate comprende prevalentemente colline in cui affiorano rocce sedimentarie organogene, composte da carbonato di calcio formatesi in un ambiente marino, prima della formazione delle colline appenniniche, a causa dello spostamento della Sardegna e Corsica verso la posizione odierna, e in seguito all'assottigliamento della crosta marina del Mar Tirreno tra Sardegna e attuale Italia, che ha portato alla formazione delle isole pontine per effetto della risalita di magma.
Sono rocce ricche di fossili, in particolare rudiste e altre specie di bivalvi, echinodermi, foraminiferi, gasteropodi. Inoltre la piana a nord/nord-est della città ("Mezzagosto") e quella a nord-ovest ("Ceriara") presentano sedimenti di natura alluvionale, mentre nella zona collinare a ovest/sud-ovest c'è una fascia di conglomerati, tufi e sabbie gialle, che testimoniano un antico cordone litoraneo fra le paludi pontine e il mare.
Idrografia
Da anni è in corso il recupero del fiume Amaseno, che offre opportunità di pesca e passeggiate lungo le rive, con presenza di carpe, gobbi, pesci gatto, trote, alborelle, scardole, triotti e tinche. In località Gricilli si trovano i laghi del Vescovo: sono laghetti termali di origine vulcanica, famosi per le loro acque sulfuree dalle caratteristiche chimico-fisiche benefiche, che sgorgano da varie sorgenti del sottosuolo. La credenza popolare vuole che il lago maggiore non abbia fondo.
Clima
Per la sua ubicazione nel settore centrale del versante tirrenico italiano, l’area privernate è compresa in quella che Edmondo Bernacca classificò come “fascia temperata - senza eccessi - con caratteri di oceanicità”, le cui connotazioni principali sono piogge abbastanza ben distribuite durante l’anno e temperature relativamente contenute in ogni stagione. È evidente una buona resistenza agli agenti atmosferici del territorio che, per conformazione geomorfologica, raramente è stato interessato da eventi disastrosi.
Alcune caratteristiche topografiche locali influenzano le condizioni climatiche differenziandole sensibilmente rispetto alle zone adiacenti. A metà strada tra il mar Tirreno e l'Appennino, il territorio comunale è interamente compreso tra le due catene pre-appenniniche (Lepini e Ausoni), mentre l'area urbana vera e propria si distende su alcuni arrotondati dorsali di modesta altitudine, al centro della valle del fiume Amaseno e a ridosso del versante nordorientale del sistema collinare Seiano, il quale raccorda i Lepini e Ausoni e separa il catino vallivo dalla Pianura Pontina. L'insieme di tali elementi crea un clima di vallata più che di collina, riparato, soprattutto a quote basse, dalle dirette influenze marittime, soggetto ad inversioni termiche invernali e a forte umidità in tutte le stagioni. Il bacino dell'Amaseno costituisce un corridoio naturale che favorisce gli scambi d’aria mare - continente. Ne risulta il clima spiccatamente di transizione tra il sublitoraneo e il continentale. La posizione essenzialmente di vallata dell’area urbana, circondata da ogni parte da rilievi, comporta il ristagno nelle bassure di aria umida calda in estate e molto fredda in inverno, tanto che nelle aree meno elevate del fondovalle, ma anche nelle periferie occidentali e settentrionali dell’abitato, si sono verificate nel tempo punte degne dei più puri climi continentali: (04/07/94 +37,4 °C; 02/07./98 +38,2 °C; 03/08/03 + 38,6 °C; 01/08/2017 +40.1 °C; 02/08/2017 +39.9 °C ------ 12/01/85 -15,6 °C; 26/12/86 -7,4 °C; 28/12/96 -8,7 °C; 18/12/01 -9,6 °C; 17/12/2010 -8.8 °C; 08/01/2017 -8.5; 27/02/2018 -7.7 °C; 05/01/2019 -7.4 °C ).
Una caratteristica peculiare è il vivace regime di venti e brezze, spesso totalmente opposto ai venti sinottici presenti nel resto della regione, in particolare la brezza da nord/nord-est (qui denominata "Strina") che domina specialmente in inverno su tutte le altre direzioni e drena l'aria fredda continentale, incanalata da nord attraverso la valle Carpinetana e da nord-est dalla limitrofa Valle del Sacco in provincia di Frosinone. Tale vento di Greco-Tramontana può assumere carattere d'intensità forte o addirittura burrascosa in caso di profonde basse pressioni nell'Italia meridionale, oppure durante le invasioni di aria gelida dai Balcani o dal Nord Europa. In generale, anche nei periodi di bel tempo, risulta vivace in tutti i vicoli e le piazzette del centro storico, divenendo impetuoso nelle aree aperte e in tutti gli sbocchi esposti a nord ed est. Seguono le direzioni da sud (provenienti dalla bassa valle dell'Amaseno), da sud-ovest (che spirano dai colli Seiani verso l'area urbana) e da ovest (attraverso il ramo occidentale della vallata denominato piana di Ceriara). Le correnti occidentali e meridionali si fanno sentire più direttamente nei periodi di cattivo tempo, particolarmente in autunno e primavera oppure, sotto forma di sostenute brezze di valle, nelle ore diurne d'estate, non di rado mitigando notevolmente la calura. Più rare le provenienze da nord-ovest e da sud-est per le protezioni offerte dalle catene Lepina e Ausona incombenti in quelle direzioni.
Il regime pluviometrico è tipicamente sublitoraneo con i due massimi nelle mezze stagioni: il principale in autunno e il secondario in primavera. Il massimo autunnale si prolunga spesso anche in inverno, principalmente in dicembre. È abbastanza marcata la siccità estiva che dura in ogni caso poche settimane e può essere spesso interrotta da temporali di calore. I quantitativi di precipitazione variano molto a causa della complessa orografia (a seconda della diversa esposizione alle correnti umide e piovose) e sono compresi tra 1100 e 1500 mm annui. Campagne di misura effettuate in vari gruppi di anni tra il 1990 e il 2015 hanno rilevato un'area di maggiore piovosità sui colli Seiani - media attorno ai 1500 mm annui - per la loro favorevole posizione lungo la traiettoria dei più frequenti sistemi perturbati, i quali nel loro moto verso est/sud-est impattano inizialmente sulle suddette alture prima di proseguire incanalandosi tra i rilevi della valle dell'Amaseno. Altre aree ad elevata piovosità sono quelle vicine ai Seiani, soprattutto nel versante interno ove rientra totalmente anche l'area urbana, in cui dalle medie calcolate sulle osservazioni effettuate nel 1954-1995 e 2000-2016 risultano valori medi annui prossimi a 1400 mm. L'area centrale del bacino dell'Amaseno privernate, più aperta e ventilata, è la meno piovosa: le medie annue registrate presso ll locale Istituto Agrario (al centro del fondovalle) si aggirano attorno ai 1100 mm.
Storia Priverno durante la Roma repubblicana Le origini di Priverno risalgono al periodo protostorico del Lazio. Benché vi siano testimonianze che fanno risalire la fondazione dell'antica Privernum ad almeno quattro secoli prima di Roma, quindi al XII secolo a.C. (restano alcuni ruderi di tale centro), le prime notizie storiche certe si devono a Tito Livio. Egli descrive Priverno come un potente centro Volsco del IV secolo a.C. che, a seguito di lunghe lotte, venne sottomesso da Roma per opera di Lucio Emilio Mamercino Privernate e Gaio Plauzio Deciano, che grazie a questa vittoria furono eletti entrambi consoli. Nel 329 a.C. il centro venne completamente distrutto, e il nuovo abitato fu costruito dai Romani nella piana di Mezzagosto, dando origine alla Privernum romana.
Come colonia romana, Privernum divenne una città ricca e molto sviluppata, nel periodo che va dalla Repubblica al primo secolo dell'impero; ricchezza testimoniata dai numerosi reperti archeologici, come la Villa di Seiano e il Castel Valentino. Nel 312 a.C. Roma iniziò la costruzione della via Appia, il che diede a Privernum un'importanza strategica per il commercio, visto che sulla via Appia si svolgeva quasi tutto il traffico tra Roma, la Magna Grecia e l'Oriente. Privernum divenne una colonia militare romana con accampamento fortificato, che dominava sul territorio.
Intorno al 161 a.C. iniziarono i lavori per la costruzione delle mura della Privernum romana, ancora oggi visibili insieme all'acquedotto, e le fognature. Sempre in questo periodo fu costruita la diga sull'Amaseno a uso irriguo e civile. Nel 140 a.C. venne realizzata la villa del senatore romano Marco Giunio Bruto (notizia che ci arriva grazie a Cicerone nel 133 a.C.), il tempio Tholos, di cui sono visibili i resti, e il Castel Valentino, in contemporanea al Capitolium.
Nel 58 a.C., mentre a Roma governava il Primo triumvirato formato da Cesare, Pompeo e Crasso, venne coniato un denario d'argento in memoria della presa di Privernum da parte di Lucio Emilio Marmecino Privernate II e Gaio Plauzio Deciano.
Nel 48 a.C. Privernum diventa municipium. In questo periodo, che precede di poco la fine della Repubblica, Privernum contava circa 3000 cittadini e 4000 schiavi.
I ricercatori che studiavano il calcestruzzo utilizzato a Privernum hanno concluso che l'uso di calce viva rendeva il calcestruzzo dell'antica Roma più durevole rispetto a quello moderno.
Priverno durante l'Impero romano Intorno al 15 d.C. fu costruito il teatro romano. Gran parte dei reperti di questo periodo si trovano nei Musei Vaticani.
Sotto l'imperatore Adriano l'Italia venne divisa in quattro distretti, governati da un ex console; Privernum entrò a far parte del distretto di Roma. Il magistrato curatore del municipio privernate venne premiato da Adriano con la corona aurea per essersi distinto in combattimento.
Privernum continuò a crescere sotto Lucio Vero e Marco Aurelio. Nel 189 d.C. la peste bubbonica sterminò circa 1200 persone in tre mesi.
Con la caduta dell'Impero romano le colonie entrarono in crisi. Nel 455 d.C. Roma venne saccheggiata; cessò la manutenzione della via Appia, che tornò in buona parte allagata e impraticabile, così il traffico commerciale si trasferì sulla strada pedemontana. Privernum divenne un punto di sosta, in cui ritirare e spedire la posta e ristorarsi.
Dal medioevo all'epoca moderna Iniziava così il regno di Odoacre. La vita di Privernum fu interrotta nel IX secolo, si ritiene a causa delle invasioni barbariche, ma alcune testimonianze lasciano supporre che la città sia stata distrutta nel IX secolo dai Saraceni. A seguito di queste invasioni i cittadini abbandonarono il sito dell'antica Privernum e, secondo la tradizione, fondarono nuovi centri sui colli e monti circostanti, tra le quali l'attuale Priverno sul Colle Rosso, nonché Sonnino, Roccasecca, Maenza e Roccagorga.
Priverno appartenne allo Stato Pontificio fino alla presa di Roma e dal 1870 fece parte del circondario di Frosinone fino alla sua abolizione nel 1927. Dalla fondazione di Latina appartiene alla provincia omonima.
Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con D.P.C.M. dell'11 novembre 1952.
Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 1º dicembre 1952, è un drappo partito di azzurro e di bianco.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Priverno offre una quantità di opere di interesse artistico tale da essere stata insignita del titolo di Città d'arte.