Secondo la tradizione di diverse religioni, gli angeli sono organizzati in una gerarchia di differenti ordini, detti nel Medioevo cori angelici.
Queste gerarchie consistono in entità intermedie tra Dio e gli uomini, in quanto collegano e descrivono il rapporto esistente fra l'assoluta trascendenza divina e la sua attività nel mondo.Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia, PIEMME, 1997, I, 56.
Lo Pseudo-Dionigi l'Areopagita, nel libro De coelesti hierarchia, indica alcuni passaggi del Nuovo Testamento, nello specifico la Lettera agli Efesini. e la Lettera ai Colossesi,. sulla cui base costruire uno schema di tre gerarchie, sfere o triadi di angeli, ognuna delle quali contiene tre ordini o cori. In decrescente ordine di potenza esse sono: Prima gerarchia: Serafini, Cherubini, Troni. Seconda gerarchia: Dominazioni, Virtù, Potestà. Terza gerarchia: Principati, Arcangeli, Angeli. A partire da antiche tradizioni misteriche, ogni gerarchia era identificata inoltre con una delle orbite degli astri, dalle quali proveniva un coro, un'armonia recondita conosciuta come «musica delle sfere».Cfr. AA.VV., La musica, pp. 46-47, Jaca Book, 2000; anche Rivista d'Italia, volume 2, pag. 369, Società editrice Dante Alighieri, 1900.
Origini e fortuna delle gerarchie angeliche
Un primo accenno alle Gerarchie si ha nell'Antico Testamento, dove gli angeli, pur comparendo all'inizio come semplici controfigure di Jahvè, ed acquistando solo in seguito i connotati di entità distinte,Nella Bibbia la parola stessa "Dio" è spesso sostituita da "angelo del Signore", letteralmente: "messaggero del Signore". nel sogno di Giacobbe appaiono posizionati su una scala che unisce il cielo alla terra.Barbara Faes De Mottoni, San Bonaventura e la scala di Giacobbe: letture di angelologia, § 2, pag. 39 e segg., Bibliopolis, 1995.
La loro presenza sarà più esplicita negli scritti ebraici diffusi fra il III secolo a.C. e il V secolo successivo, quali Hekhalot, ed il Libro di Enoch,Testo non canonico per la Chiesa Cattolica, ma canonico per quella Cristiana Copta. dove l'ascesa al cielo dell'omonimo patriarca è descritta come l'attraversamento di successive schiere angeliche fino alla visione beatifica del Nome.
La figura degli angeli, tuttavia, potrebbe avere anche un'origine pre-biblica, nutrendosi di antiche conoscenze sapienziali, astrologiche, ed esoteriche riguardanti esseri divini e soprannaturali, appartenenti alle culture persiana, assiro-babilonese, egiziana,A. Bausani, Persia religiosa, Milano 1959; G. Dumézil, Naissance d'archange, Parigi 1945. spogliandosi in seguito delle diverse connotazioni politeistiche.J. Quinlan, Angeli e diavoli, in "Giornale di teologia", Brescia 1972, pp. 61-92.
All'inizio dell'era cristiana l'angelologia veniva coltivata soprattutto dagli gnostici.Per gli Gnostici, gli angeli si identificavano con gli Eoni, cfr. Adriano Lanza, Dante e la gnosi: esoterismo del "Convivio", pag. 68, Mediterranee, 1990. Paolo di Tarso, pur polemizzando contro costoro,Egli raccomandava di non perdersi in discorsi e culti vani ed oziosi (). rappresentò la fonte principale del Nuovo Testamento da cui attingerà la futura angelologia cristiana utilizzando i suoi stessi accenni (, , , ). Il testo di riferimento più famoso su questo tema sarà appunto il De coelesti hierarchia. Occorre considerare inoltre i contributi della filosofia classica e neoplatonica, tra cui il concetto di dynamis della metafisica di Proclo, negli influssi sull'angelologia cristiana.E. Corsini, Il trattato "De divinis nominibus" dello Pseudo-Dionigi e i commenti neoplatonici al Parmenide, Torino 1962, p. 58 e segg.
La Chiesa cattolica cercò di limitare il culto degli angeli ai tre soli citati nella Bibbia,Cioè Michele, Gabriele e Raffaele (Concilio di Roma del 745), cfr. André Vauchez, La spiritualità dell'occidente medioevale, pag. 27, Vita e Pensiero, 1978. dirigendo la pietà dei fedeli solo verso l'angelo custode.Ancora recentemente nel decreto Litteris Diei del 6 giugno 1992, il magistero pontificio ha stabilito che "è illecito insegnare e utilizzare nozioni sugli angeli e sugli arcangeli, sui loro nomi personali e sulle loro funzioni particolari, al di fuori di ciò che trova diretto riscontro nella Sacra Scrittura; conseguentemente è proibita ogni forma di consacrazione agli angeli ed ogni altra pratica diversa dalle consuetudini del culto ufficiale" (Angelo Geretti, Missus est angelus in Angeli. Volti dell'Invisibile, catalogo a cura di Serenella Castri, Umberto Allemandi&C, Torino 2010, p. 24). Si deve in ogni caso a Papa Gregorio la diffusione in Occidente delle gerarchie angeliche descritte dallo Pseudo-Dionigi l'Areopagita, anche se collocate in un ordine diverso da quello indicato da quest'ultimo.
Nel Medioevo altri schemi furono proposti, spesso collegati a considerazioni di natura astrologica e cosmologica. Riallacciandosi ancora a Dionigi, Tommaso d'Aquino scriveva nel XIII secolo:
Secondo ulteriori concezioni astrologiche ed esoteriche, risalenti a remote dottrine iniziatiche e riprese anche da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia, ogni gerarchia angelica dominava su una delle nove sfere celesti ruotanti al di sopra della Terra, da intendere come le orbite planetarie di luoghi celesti di cui i diversi pianeti non sarebbero che una manifestazione riduttiva a livello fisico. È questa una delle rappresentazioni più recenti dell'angelologia sviluppatasi a partire dalla scuola antroposofica creata dall'esoterista Rudolf Steiner.Angeli e antroposofia .
Prima sfera
:«[...] I cerchi primi t'hanno mostrato Serafi e Cherubi. Così veloci seguono i suoi vimi, per somigliarsi al punto quanto ponno; e posson quanto a veder son soblimi. Quelli altri amori che 'ntorno li vonno, si chiaman Troni del divino aspetto, per che 'l primo ternaro terminonno.» (Divina Commedia, Paradiso, XXVIII, 98-108) Serafini
I Serafini (nome ebraico Seraphim) appartengono al più alto ordine di Angeli, quello situato nel cielo del Primo mobile, o cristallino, il più vicino a Dio. Dall'Empireo ricevono in forma immediata le idee e le direttive con cui far evolvere un complesso cosmico.Peter Tompkins, La vita segreta della natura, pp. 139-153, Mediterranee, 2009.
La Bibbia li raffigura come angeli dotati di sei ali: due per volare, due per coprirsi il volto e due per coprirsi i piedi. Cantano continuamente le lodi di Dio: «Santo, Santo, Santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della Sua gloria».(Isaia 6,3) La Sacra Bibbia - IntraText
È anche detto che cantano la musica delle sfere, regolando il movimento del cielo, così come loro comandato, e che ardendo di amore e zelo per Dio, emanano una luce così potente e brillante che nessuno, se non occhi divini, può guardarli.
Francesco d'Assisi viene anche appellato "Serafico" perché, al momento di ricevere le stigmate, il Cristo gli apparve in una visione in cui si mostrava Crocefisso e velato da sei ali come un Serafino; e dalle Sue mani, piedi e costato, partirono i raggi che segnarono il corpo di Francesco rendendolo simile a Lui..
I serafini vengono menzionati alcune volte nella Bibbia solo nel libro di Isaia. e Secondo Tommaso d'Aquino, i serafini presiedevano alla carità e i cherubini alla scienza.
Cherubini
I Cherubini (nome ebraico Cherubim) risiedono oltre il trono di Dio, nelle profondità del firmamento, o cielo stellato dello zodiaco (Ottavo Cielo); sono perciò i guardiani della luce e delle stelle. Essi rielaborano le intuizioni immediate dei Serafini traducendole in riflessioni e pensieri di saggezza riguardanti l'evoluzione dei sistemi planetari.
La Bibbia li raffigura come esseri con quattro ali e quattro facce, ovvero una umana, una di bue, una di leone ed infine una di aquila.Libro di Ezechiele, . I Cherubini vengono inoltre descritti come angeli dediti alla protezione, posti a guardia dell'Eden e del trono di Dio.Genesi, . Ad essi è attribuita una perfetta conoscenza di Dio, superata soltanto dall'amore di Dio dei Serafini.
Sempre secondo la Bibbia, le sculture di due Cherubini contrapposti erano rappresentate sul coperchio dell'Arca dell'Alleanza. Essi vengono menzionati di solito al plurale,, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ma anche al singolare., , , , , , , , ,
Troni
I Troni (in ebraico ophanim, in greco Thronoi) sono esseri angelici dalla forma mutevole e dagli infiniti colori. Il loro luogo spirituale è il settimo cielo, che corrisponde all'orbita di Saturno.Maria Grazia Lopardi, La Divina Commedia e il simbolo nascosto, Youcanprint, 2014. Il loro compito è quello di tradurre in opera la sapienza e il pensiero elaborato dai Cherubini.
Vengono descritti dalla Bibbia come ruote intersecate ad altre ruote, delle quali se una si muove avanti e indietro, l'altra si muove da un lato all'altro. Si tratta di ruote dotate di innumerevoli occhi, secondo l'immagine presente nel libro di Ezechiele, dove il profeta Ezechiele descrive la visione dei cieli; il profeta non descrive esplicitamente queste ruote come angeli, ma come oggetti o "creature viventi" che possiedono uno spirito.Libro di Ezechiele, 1, 15-21.
L'apostolo Paolo usa il termine troni nella lettera ai Colossesi.
Secondo Steiner, si deve ai Troni il fatto che l'universo esista in forma fisica così come lo conosciamo, grazie all'emanazione della loro stessa sostanza di calore, sviluppatasi in densità.
Seconda sfera :«In essa gerarchia son l'altre dee: prima Dominazioni, e poi Virtudi; l'ordine terzo di Podestadi èe.» (Divina Commedia, Paradiso, XXVIII, 121-123) Dominazioni
Le Dominazioni (in ebraico hashmallim, in greco Kyriotetes) esercitano la loro influenza a partire dalla sfera orbitante di Giove. Esse hanno l'incarico di regolare i compiti degli angeli inferiori. Ricevono i loro ordini dai Serafini, Cherubini o direttamente da Dio, e devono assicurarsi che il cosmo sia sempre in ordine.
Pseudo Dionigi usò il nome di Dominazioni per indicare una categoria di "intelligenze celesti" libere da qualsiasi legame con le dimensioni più basse, e volta interamente verso l'Essere Sovrano.Dionigi, Gerarchie celesti, VIII, 1. Sono gli angeli ai quali Dio affida la forza del dominare. Si suppone essi compongano l'esercito dell'Apocalisse, e da loro dipendano l'ordine universale e la disciplina ferrea alla quale gli angeli inferiori si rivolgono per mantenerlo.Cinzia Di Cianni, Il mondo segreto degli Arcangeli, Mondadori, 2013.
Il termine dominazioni è usato da Paolo di Tarso nella lettera ai Colossesi.
Virtù
Le Virtù, anche chiamate "Fortezze" (in greco Dynameis) risiedono nella sfera orbitale di Marte. Per Dionigi, «il nome delle sante Virtù significa coraggio saldo e intrepidità in tutte le attività, un coraggio che mai si stanca di accogliere le illuminazioni donate dal Principio divino».Dionigi, Gerarchie celesti, VIII, traduzione di Gabriele Burrini, Gerarchie celesti, Tilopa, Teramo 1981.
Sono menzionati da Paolo di Tarso nella Lettera agli Efesini (1,21).Le gerarchie angeliche; . Spiriti combattenti, che presiedono ai grandi cambiamenti della storia, nella prospettiva esoterica dell'antroposofia di Rudolf Steiner le Virtù definiscono l'archetipo, in termini di qualità specifiche, degli elementi creati, in quanto si deve a loro tutto ciò che nel creato muta e si evolve, come ad esempio la trasformazione del seme in una pianta.Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura .
Potestà