Entra nella mia vita (titolo originale Entra en mi vida) è un romanzo di Clara Sánchez, pubblicato in Spagna nel 2012 e in Italia nel 2013.
Trama Voci narranti I narratori del romanzo sono le due protagoniste, Verónica e Laura. Verónica scopre l’esistenza di una sorella sottratta ai genitori al momento della nascita e ne avvia la ricerca; Laura, cresciuta senza conoscere la propria origine, vive con la madre adottiva Greta e con la nonna Lilì. Le due ragazze si alternano nel racconto, presentando in prima persona gli eventi che le riguardano.
Trama Verónica, all’età di dieci anni, ritrova in una cartellina contenente alcuni documenti la fotografia di una bambina sconosciuta. Intuisce che è preferibile non fare domande ai genitori, soprattutto perché la madre, Betty, è spesso angosciata. Due anni prima della nascita di Verónica, Betty aveva infatti dato alla luce una bambina che era stata dichiarata morta subito dopo il parto; la donna, tuttavia, non ha mai creduto a tale versione ed è sempre stata convinta che la figlia le fosse stata sottratta. Nel corso degli anni, Verónica percepisce che le tensioni familiari sono legate a quell’episodio e alla fotografia rinvenuta. Divenuta adulta, e mentre la madre si ammala, decide di riprendere le ricerche della bambina, di nome Laura, che Betty aveva dovuto interrompere. Nel frattempo anche Laura è cresciuta e vive con la madre adottiva, Greta, e con la nonna, Lilì, in un ambiente caratterizzato da segretezza e controllo. Verónica scopre che la scomparsa della sorella è collegata alle manipolazioni di Ana, la migliore amica di Betty, da sempre presente nella vita della famiglia ma della quale si conosce ben poco. Ana è anche in stretta relazione con Greta e, nel corso degli anni, ha ostacolato le indagini di Betty. Anche lo psicologo a cui Betty si era rivolta risulta coinvolto: aveva cercato di convincerla che la propria fosse soltanto un’ossessione e che la bambina fosse realmente morta alla nascita. Una volta ricongiunte, Verónica e Laura ricostruiscono progressivamente gli eventi e scoprono che Ana, insieme a una suora e ad alcuni medici, era parte di un sistema clandestino volto a sottrarre neonati alle madri biologiche per poi affidarli illegalmente ad altre famiglie.
Incipit Sull'ultimo ripiano dell'armadio dei miei genitori, avvolta in una coperta, c'era una cartella di pelle di coccodrillo che nessuno usava mai. Per prenderla dovevo tirare fuori la scala di alluminio dalla lavanderia e salire fino al gradino più alto. Prima, però, dovevo cercare la piccola chiave che apriva la cartella tra gli orecchini, i bracciali e gli anelli del portagioie di mia madre.
Finale C'era un buon odore e Laura mi aprì la porta con uno dei vestitini firmati che aveva recuperato nella sua vecchia casa e i capelli lunghi, lisci e brillanti come un lingotto d'oro. Mi disse entusiasta che doveva mostrarmi delle lenzuola che aveva comprato a un prezzo stracciato e, mentre la seguivo in casa, mi ricordai di mia madre e mi sentii quasi male per quanto incomprensibile, abissale, dolorosa e allegra è la vita.
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