Il Cotonificio Rodolfo Crespi è stata un'azienda tessile con sede nel quartiere Mooca a San Paolo del Brasile. Fu fondata nel 1897 da Rodolfo Crespi, un imprenditore originario di Busto Arsizio ed emigrato in Brasile nel 1893 insieme a Enrico dell'Acqua. Crespi importò dall'Italia alcuni telai e ne acquistò altri a San Paolo. L'azienda era molto vicina a un albergo, oggi sede del Memoriale dell'immigrato, destinato ad ospitare gli immigrati per alcuni giorni dopo il loro arrivo in Brasile, e per questo fu una delle prime aziende in cui immigrati e oriundi cercavano lavoro.

L'azienda possedeva oltre 14.000 fusi e 500 telai ed era suddivisa nei reparti di filatura, tessitura, tintura e lavoro a maglia. Ogni mese l'azienda consumava 3000 cavalli vapore di energia elettrica e 200 tonnellate di petrolio che veniva usato come combustibile nelle caldaie che funzionavano 24 ore al giorno.

Fu una delle prime aziende, nel 1914, a ricevere energia elettrica (400 CV) dalla São Paulo Tramway, Light and Power Company e in contemporanea dalla Indústrias Reunidas Fábricas Matarazzo (500 CV) e dalla Companhia Antártica Paulista.

Nel 1898, tra rua dos Trilhos, rua Taquari, rua Visconde de Laguna e rua Javari (dove oggi sorge un negozio della catena Hipermercados Extra) iniziò la costruzione di un imponente edificio su tre piani e di quasi 50.000 m² su un terreno di 30.000 m² che avrebbe ospitato il Cotonificio Crespi. Progettato dall'architetto veneto Giovanni Battista Bianchi, divenne un importante patrimonio culturale dei primi anni dell'era industriale di San Paolo per la sua architettura; fu sede, nel 1917, di uno dei primi scioperi, nonché il più violento della storia del Brasile.

Il 20 aprile 1924 i dipendenti e alcuni dirigenti del Cotonificio fondarono il Clube Atlético Juventus, inizialmente con il nome Extra São Paulo, poi rinominato in onore della fede calcistica di Rodolfo Crespi, tifoso della .

Il 22 luglio 1924, durante la rivolta paulista, l'edificio fu colpito da un violento bombardamento aereo delle forze lealiste federali e venne quasi totalmente distrutto.

Dopo un grande periodo di prosperità, l'azienda iniziò ad incontrare delle difficoltà nel 1950 a causa dei macchinari diventati obsoleti: chiuse definitivamente nel 1963.

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