La cosiddetta rivolta dei mercenari (indicata anche come ammutinamento di Kisangani) interessò il territorio della Repubblica Democratica del Congo tra il luglio 1966 e il novembre del 1967. Compagnie di mercenari occidentali che fino a pochi anni prima avevano operato al fianco del governo separatista durante la secessione del Katanga, e ora al servizio nelle forze armate della repubblica congolese, si ammutinarono contro il governo del generale Mobutu Sese Seko, da poco insediatosi alla guida del paese dopo un colpo di Stato, insieme ad altri reparti di soldati congolesi composti in maggioranza da membri delle ex forze armate del Katanga.
Guidati dal belga Jean Schramme e dal francese Bob Denard, i ribelli si impossessarono di diverse città nell'est del paese, ma privi di una credibile guida politica non riuscirono a consolidare le loro conquiste o a sollevare il grosso della popolazione; la controffensiva dei reparti rimasti fedeli a Mobutu portò ben presto alla riconquista delle posizioni perdute, e la rivolta fu soffocata.
Il contesto storico I mercenari in Congo
Fin dall'indipendenza dal dominio coloniale del Belgio nel giugno del 1960, la Repubblica Democratica del Congo sprofondò in un periodo di forte crisi politica sfociata in rivolte armate ed episodi di guerra civile: mentre il governo centrale di Léopoldville era bloccato dallo scontro tra i sostenitori del presidente Joseph Kasa-Vubu e quelli del primo ministro Patrice Lumumba, poi degenerato nella costituzione di un governo parallelo a Stanleyville nell'est del paese, varie regioni insorsero nel tentativo di separarsi dallo Stato congolese e di dare vita a propri stati indipendenti; in particolare, la ricca regione mineraria del Katanga proclamò la sua indipendenza l'11 luglio 1960 sotto il governo di Moise Ciombe, spalleggiato dall'ex potenza coloniale del Belgio e generosamente finanziato dalle compagnie minerarie europee che operavano nella regione (in particolare, l'Union Minière du Haut Katanga)..
Nel Katanga
Ciombe costituì proprie forze armate (la Gendarmerie du Katanga) e prese a reclutare, di fatto come mercenari, vari gruppi di militari ed ex militari europei, in particolare belgi, francesi e altri di lingua inglese: uomini come il belga Jean Schramme, l'irlandese Mike Hoare e il francese Bob Denard si affermarono ben presto come esperti leader dei reparti katanghesi, impegnando una dura lotta sia contro i reparti regolari dell'Armée Nationale Congolaise (ANC) che contro le milizie filosovietiche della Repubblica libera del Congo e sia con le unità della Operazione delle Nazioni Unite in Congo (ONUC), intervenute per aiutare il governo centrale a ristabilire la sua sicurezza interna..
Il Katanga riuscì a resistere fino al febbraio del 1963, quando infine dovette soccombere alle offensive congiunte dei reparti congolesi e della ONUC: Ciombè lasciò il paese diretto in esilio in Rhodesia e poi in Spagna, mentre i comandanti mercenari condussero i resti dei reparti katanghesi oltre il confine con l'Angola, dove le locali autorità coloniali portoghesi, ostili al governo di Léopoldville, offrirono loro ospitalità ed appoggio..
A fianco dell'ANC Lo scoppio nel maggio del 1964 di una vasta rivolta di stampo maoista nelle regioni orientali del Congo, la cosiddetta rivolta dei Simba, portò però a un rapido cambio di alleanze: Ciombe rientrò a Léopoldville e fu messo alla guida di un governo di unità nazionale, e le unità di mercenari bianchi ed ex gendarmi katanghesi furono richiamate dall'Angola e integrate nei reparti dell'ANC, che prima avevano combattuto, ora generosamente riforniti dagli Stati Uniti d'America e dal Belgio.
I mercenari bianchi formarono la punta di lancia dei reparti impegnati nella riconquista delle regioni orientali: venne formata un'unità di mercenari di lingua inglese ("Commando 5") sotto il comando dell'irlandese Mike Hoare e del rhodesiano Alastair Wicks, e un'altra con uomini di lingua francese ("Commando 6") sotto il colonnello belga Lamoulin, cui più avanti nel corso del conflitto se ne aggiunse una terza ("Commando 10") con un misto di bianchi ed ex gendarmi katanghesi agli ordini di Jean Schramme.
Inoltre ufficiali europei, sia regolari belgi che mercenari, erano comunque inseriti a tutti i livelli nella gerarchia di comando dell'esercito congolese.. Così rinforzate, le unità dell'ANC furono ben presto capaci di avere ragione dei ribelli comunisti dell'est: l'importante città di Stanleyville venne riconquistata in un'operazione congiunta con reparti di forze speciali di paracadutisti belgi che il 25 novembre 1964 occuparono la città liberando quasi ostaggi europei, e per l'ottobre del 1965 le ultime sacche di resistenza dei ribelli maoisti erano ormai state distrutte.
Il colpo di Stato di Mobutu
La repressione della rivolta dell'est e la fine degli scontri armati nel paese non portarono però a una stabilizzazione della situazione politica del paese, e a Léopoldville si aprì una contesa tra il presidente Kasa-Vubu e il primo ministro Ciombe con conseguente frammentazione dei partiti politici e blocco delle attività del parlamento. Davanti alla prospettiva di un nuovo collasso delle istituzioni statali, il 25 novembre 1965 il comandante dello ANC, generale Joseph-Désiré Mobutu, condusse un colpo di Stato sostanzialmente incruento nella capitale: Kasa-Vubu fu costretto alle dimissioni e al ritiro dalla vita politica, mentre Ciombe si recò ancora una volta in esilio in Spagna.. Mobutu soppresse ciò che rimaneva delle istituzioni democratiche congolesi e prese ad accentrare su di sé ampi poteri: il suo Movimento Popolare della Rivoluzione divenne l'unico partito politico legale del paese, mentre la nuova costituzione del 1967 gli conferì in pratica tutte le principali funzioni esecutive e legislative, oltre che il pieno controllo sulla magistratura e sulle forze armate.
La fine della guerra civile rendeva ora i reparti di mercenari bianchi poco utili: i reparti furono impiegati in operazioni di polizia e di controllo del territorio nel nord-est, ma cresceva forte l'imbarazzo del governo congolese, soprattutto davanti agli altri Stati indipendenti dell'Africa, per l'impiego di unità armate europee sul proprio territorio. Alcuni dei comandanti più vicini a Ciombe furono estromessi dopo il colpo di Stato di Mobutu: il colonnello Lamoulin fu licenziato e al suo posto alla guida del Commando 6 andò Bob Denard, mentre Hoare e Wicks del Commando 5 diedero le dimissioni, venendo rimpiazzati dal britannico John Peters; vari ufficiali dei ranghi inferiori furono sostituiti da nuovi venuti, mentre molti di quelli assegnati alle unità regolari dell'ANC furono estromessi..
Il primo ammutinamento La presa del potere da parte di Mobutu non avvenne senza opposizione. René Clemens e Mario Spandre, due sostenitori belgi di Ciombe, ex funzionari dell'ormai disciolto Stato del Katanga, presero a progettare un colpo di Stato ai danni del nuovo presidente sobillando la rivolta tra i reparti dello ANC composti da membri della vecchia gendarmeria katanghese; i cospiratori contattarono Hoare e Wicks, che rifiutarono di farsi coinvolgere, come pure il nuovo comandante del Commando 5 Peters, che fece il doppio gioco e riferì di quanto sapeva a Mobutu..
Giunte voci secondo le quali il primo ministro espulso Moise Ciombe stava pianificando un ritorno dal suo esilio in Spagna, il 23 luglio 1966 un tentativo di golpe fu messo in atto: circa ex gendarmi katanghesi, ora riuniti in un reggimento regolare dell'ANC, si ammutinarono sotto la guida dei loro comandanti di battaglione mercenari (in particolare il belga Wauthier e il tedesco Wilhelm); i ribelli si impossessarono di parte della città di Kisangani (Stanleyville), ma subirono il contrattacco dei reparti paracadutisti dell'ANC, unità d'élite fedele a Mobutu. Denard era acquartierato a Stanleyville con il suo Commando 6: non appena i combattimenti presero vita ordinò ai suoi uomini di mantenersi neutrali e, occupato l'ufficio postale, interruppe i collegamenti telefonici della città; in seguito, Denard contattò Mobutu e si schierò dalla sua parte..
Wauthier ebbe una lite con alcuni dei suoi mercenari europei e rimase ucciso, mentre Wilhelm fu ferito a morte dopo essere caduto in un'imboscata mentre muoveva con i suoi uomini in soccorso dei ribelli a Stanleyville. Privi di una guida, gli ammutinati katanghesi tennero la loro porzione di città per due mesi prima di ritirarsi a nord nella zona controllata dai mercenari di Schramme; il colonnello belga accettò di mediare un compromesso tra le due parti, e i ribelli accettarono un'offerta di amnistia avanzata dal governo di Léopoldville deponendo le armi: in capo a pochi giorni, tutti i ribelli furono giustiziati per ordine di Mobutu, un massacro a cui sembra che parteciparono anche gli uomini di Denard.
La rivolta del 1967 La preparazione Il tentativo di golpe del 1966 aveva fatto crescere i sospetti di Mobutu verso la lealtà dei reparti formati da katanghesi, ma anche verso i mercenari europei ancora in servizio nel paese: Ciombe fu condannato a morte in contumacia mentre, anche con lo scopo di migliorare la propria immagine agli occhi degli altri leader africani, attesi a Léopoldville per un vertice della Organizzazione per l'Unità Africana (OUA) in settembre, nel maggio del 1967 Mobutu ordinò lo scioglimento del Commando 5 e il rimpatrio dei suoi membri, a cominciare dal loro comandante Peters. Il clima di sospetto investiva ormai anche gli altri reparti di mercenari e in particolare gli uomini del colonnello Schramme, il quale si era ritagliato una sorta di Stato nello Stato nella provincia di Maniema, dove era proprietario di una vasta tenuta e aveva stretto solidi rapporti con i locali proprietari terrieri belgi.; nel dicembre del 1966 lo stesso Schramme si era opposto a un piano di Mobutu di smobilitare i reparti katanghesi del Commando 10, fedelissimi del colonnello, e di sostituirli con reclute dell'ANC, e anche se alla fine il piano non fu attuato la tensione tra i due prese a crescere.
Sul finire dell'aprile del 1967 Bob Denard si recò alla tenuta di Schramme, riferendogli di aver ricevuto da Mobutu l'ordine di disarmare i reparti del Commando 10; non è ben chiaro il motivo che spinse Denard a questa mossa: il francese era ben visto da Mobutu per via del suo appoggio durante la rivolta del 1966, ma può essere che fosse riluttante a prendere le armi contro altri europei o che temesse che eliminato Schramme il suo Commando 6 sarebbe stato il prossimo nella lista del presidente-dittatore.. Schramme e Denard stipularono un'alleanza e prepararono i piani per una rivolta avente lo scopo di rovesciare Mobutu; erano contemporaneamente in corso, da parte dei più svariati soggetti del mondo politico congolese, cospirazioni o piani di cospirazioni per riportare Ciombe in Congo e metterlo al posto di Mobutu, ma non è chiaro quanto o se il piano di Schramme e Denard si saldò con esse.: voci insistenti vogliono che Schramme fosse in contatto con il governo belga, interessato a un ritorno di Ciombe alla guida della nazione congolese.. Il 22 giugno i due comandanti mercenari si incontrarono di nuovo per mettere a punto il loro piano: si sarebbero impossessati dei maggiori centri abitati dell'est per poi muovere sul Katanga, dove si riteneva che la popolazione fosse pronta a sollevarsi; con più di metà del paese nelle loro mani, i cospiratori avrebbero poi chiesto a Mobutu di abdicare..
Lo scoppio dell'insurrezione