Il Novecento fu un movimento artistico italiano nato a Milano nel 1922, espressione del «ritorno all'ordine» che caratterizzò parte della cultura europea dopo la Prima guerra mondialeCos'è stato il Novecento alle sue origini? Si potrebbe dire che è stato soprattutto un sogno: il sogno di un Rinascimento del XX secolo, di una avanguardia riconciliata con la tradizione, di una classicità moderna. E. Pontiggia, Il Novecento italiano, Abscondita, Milano, 2016, pag. 159.. Si proponeva di recuperare la tradizione figurativa italiana e i valori della classicità, in contrapposizione alle più radicali sperimentazioni delle avanguardie, attraverso un linguaggio improntato a equilibrio formale e chiarezza compositiva.

Promosso dalla critica d'arte Margherita Sarfatti e sorto inizialmente attorno al gruppo dei cosiddetti Artisti del NovecentoNessuno di loro era sconosciuto, ma nessuno si poteva considerare famoso", Elena Pontiggia, Alle origini del Novecento italiano (1919-1923), Abscondita ed., Milano, 2003. sostenuto dalla Galleria Pesaro di Milano, il movimento estese la propria influenza anche alla letteratura e all'architettura, diventando uno degli orientamenti culturali più significativi dell'Italia tra gli anni Venti e Trenta.

Dopo il 1926, il termine passò a indicare anche le tendenze artistiche e architettoniche del ventennio fascista, caratterizzate da un neoclassicismo semplificato e monumentalista, di cui lo stile Littorio rappresentò una delle principali espressioni.

Storia

Dopo la prima guerra mondiale sorse una corrente artistica europea che ripropose la centralità della tradizione e della storia, del classicismo e della fedeltà figurativa, del racconto e della celebrazione aulica,G.C. Argan, L'arte moderna, Sansoni, (Firenze, 1970) rifiutando gli estremismi dell'avanguardia che aveva dominato fino al 1918 e ritornando quindi ad un tipo di ispirazione tradizionale.M. De Micheli, Le avanguardie artistiche del Novecento, Feltrinelli (Milano, 1966)

Questo movimento fu una reazione alla guerra e subito abbandonò il cubismo, facendolo rigettare persino dai suoi primari inventori, Braque e Picasso. La stessa sorte toccò al futurismo, che aveva lodato macchinari, violenza e guerra, e fu abbandonato da quasi tutti i suoi fautori. Il ritorno all'ordine venne associato ad un neo-classicismo e alla pittura realista, dilagando in tutta Europa e fornendo una pausa di riflessione dopo tutte quelle avanguardie artistiche che avevano marcato la prima parte del XX secolo.G.C. Argan, Il neoclassicismo, Bulzoni, Roma, 1968.

In Italia questo cambio di direzione venne riflesso ed incoraggiato da Valori plastici, rivista di critica d'arte fondata nel 1918 a Roma sotto la direzione del pittore e collezionista Mario Broglio, edita dal 1918 al 1922, e nata per la diffusione delle idee estetiche della pittura metafisica e delle correnti d'avanguardia europea.P. Fossati, La pittura metafisica, Einaudi, Torino, 1972. Il termine "ritorno all'ordine" atto a descrivere il rinnovato interesse per la tradizione, si afferma derivasse da Le rappel à l'ordre, un libro di saggi del poeta e artista Jean Cocteau pubblicato nel 1926.

Margherita Sarfatti, critica d'arte e intellettuale italiana di famiglia ebraica (era parente dei membri della famiglia Levi-Tanzi), riuniva gli artisti del gruppo originario nella sua casa-studio di corso Venezia a MilanoOgni mercoledì sera fedeli amici animavano quelle riunioni: pittori come Sironi, Tosi, Russolo, Funi, Carrà, Pietro Marussig, Ugo Piatti, Biasi, Carpi, lo scultore Arturo Martini, e scrittori come Ada Negri, F.T. Marinetti, Massimo Bontempelli ed altri, da Amedeo Sarfatti. Un ricordo del 1920, manoscritto riportato da Barbara Sarfatti nella sua tesi di laurea, 1990 ; Sarfatti intuì l'importanza e la novità del movimento e ne organizzò una serie di mostre che presero il nome di Novecento italiano.R. De Fusco, Storia dell'arte contemporanea, Laterza (Bari, 1983)

Dopo un primo esordio nel 1923 nella galleria Pesaro di Milano, nel 1924 gli artisti si presentarono assieme alla Biennale di Venezia con la denominazione di "Sei artisti del Novecento" (Mario Sironi, Achille Funi, Leonardo Dudreville, Anselmo Bucci, Emilio Malerba e Pietro Marussig; di questi mancava Ubaldo Oppi che, avendo ottenuto una propria sala, non volle aderire alla collettiva), ed esposero opere come L'allieva, Paesaggio urbano (Sironi), Amore: discorso primo (Dudreville), I pittori (Bucci).

Dopo il successo veneziano la Sarfatti volle aumentare l'importanza del movimento e nel 1926 organizzò una prima esposizione alla Permanente di Milano con centodieci artisti. Alla mostra aderirono tutte le figure artistiche più importanti del panorama italiano (come Carrà, De Chirico, Morandi, Martini, Balla, Depero, Severini). Seguirono altre esposizioni: a Parigi nello stesso 1926, a Ginevra l'anno seguente e ancora nel 1929 al Museo Rath. Nel 1929 a Berlino e a Milano ancora alla Permanente, l'anno successivo a Buenos Aires. Nel 1931, poco prima della fine dell'avventura novecentista, il gruppo partecipa alla prima Quadriennale di Roma come Scuola di Milano.

Già nel 1931 cominciarono a manifestarsi i primi attacchi del regime fascista al movimento che sfociarono nell'accusa di aver dato l'ostracismo all'arte classicaR. Farinacci, Una lettera di Margherita Sarfatti, <<Regime fascista>>, 27 maggio 1933. e di copiare gli artisti stranieriJ. Evola, La polemica sul Novecento, <<Regime fascista>>, 7 giugno 1933..

Il movimento andò definitivamente dissolto quando la Sarfatti dovette fuggire dall'Italia per le persecuzioni razziali nel 1938.

Novecento nelle arti figurative Stile e opere Le opere del movimento sono caratterizzate da forme plastiche e geometriche e i generi prediletti sono ritratti, nature morte e paesaggi. Lo stile presenta una particolare durezza espressiva e iconografie semplici, ma solenni e monumentali, in seguito definite "realismo magico".

Magniloquenti imprese decorative caratterizzarono l'attività degli artisti del movimento nel corso degli anni trenta. Le imprese maggiori furono a decorazione delle importanti architetture che stavano sorgendo in quegli anni, a prevalente destinazione pubblica, con uno stile esplicitamente celebrativo, monumentale e arcaicizzante. Fra le maggiori si ricordano:

le decorazioni del Palazzo della Triennale e del Palazzo di Giustizia di Milano, ad opera di numerosi artisti fra cui Sironi, Campigli, Severini, Funi, Sbardella. le pitture murali del palazzo dei Congressi di Adalberto Libera all'EUR i bassorilievi e mosaico di Sironi nel Palazzo del Popolo d'Italia progettato da Muzio a Milano il mosaico di Severini per il Palazzo delle Poste di Alessandria l'affresco di Mario Sironi del 1935 L'Italia tra le Arti e le Scienze per l'aula magna della Università degli Studi di Roma "La Sapienza"Il Sironi svelato. Il restauro del murale alla Sapienza a cura di E. Billi, L. D’Agostino, Roma, 2017. l'affresco di Filiberto Sbardella del 1940 "Inno alla civiltà fascista" al Palazzo dell'Arte di Milano per la VII Triennale di Milano.

Artisti

Anselmo Bucci Carlo Bonacina Pompeo Borra Alberto Cangialosi Amerigo Canegrati Aldo Carpi Carlo Carrà Felice Casorati Cagnaccio di San Pietro Cristoforo De Amicis Giorgio de Chirico Raffaele De Grada Fortunato Depero Antonio Donghi Ercole Drei Leonardo Dudreville Achille Funi Virgilio Guidi Achille Lega Umberto Lilloni Gian Emilio Malerba Arturo Martini Guido Marussig Pietro Marussig Francesco Messina Giorgio Morandi Ubaldo Oppi Renato Paresce Siro Penagini Fausto Pirandello Emanuele Rambaldi Ottone Rosai Oscar Saccorotti Alberto Salietti Gino Severini Pierluigi Siena Mario Sironi Arturo Tosi Mario Tozzi Guido Trentini Francesco Trombadori Adolfo Wildt

Galleria d'immagini

Novecento in letteratura In ambito letterario, il Novecento fu associato soprattutto a Massimo Bontempelli e alla rivista 900, che, pur richiamandosi nel nome all'omonimo movimento artistico, ne sviluppò autonomamente i presupposti culturali. Aperto alle esperienze europee e vicino ai settori più modernizzanti della cultura italiana dell'epoca, il novecentismo letterario si propose di superare le eredità del XIX secolo e gli eccessi delle avanguardie, promuovendo una narrativa fondata sull'immaginazione e su una rappresentazione della realtà capace di coniugare elementi realistici e dimensione fantastica, secondo la poetica del cosiddetto "realismo magico".

Novecento in architettura

Nell'ambito dell'architettura posizioni analoghe a quelle degli artisti furono portate avanti a partire da diversi progettisti lombardi attivi anch'essi prevalentemente a Milano negli anni '20 e '30 e tra i quali si ricordano Giovanni Muzio, Paolo Mezzanotte, Giò Ponti, Emilio Lancia e altriAlfredo De Paz, L'arte contemporanea, 2007.. L'architetto di maggior prestigio fu Giovanni Muzio, amico di Mario Sironi, che tra il 1919 ed il 1923 costruì a Milano la cosiddetta "Ca' Brutta", opera manifesto di uno stile che in nome di un dichiarato "ritorno all'ordine" rifiutava sia il Liberty, sia le nascenti tendenze razionaliste, traendo dal neoclassicismo lombardo ottocentesco un linguaggio semplificato ed austero che d'altra parte non rifiutava totalmente la modernità. Alcune delle realizzazioni degli architetti novecentisti hanno evidenti assonanze con le metafisiche piazze di De Chirico.

Significative furono le collaborazioni tra alcuni degli architetti novecentisti e gli artisti allora attivi a Milano. Per esempio Muzio e Sironi collaborarono in diversi allestimenti temporanei: padiglioni della Mostra internazionale della Stampa a Colonia (1928) e Barcellona (1929), padiglione della IV Triennale d'Arte Decorativa di Monza (1930) e padiglione della Mostra della Rivoluzione fascista (1932). Sironi inoltre è l'autore dei bassorilievi del Palazzo del Popolo d'Italia progettato da Muzio a Milano.

L'architettura Novecento prende posizioni chiare contro l'eclettismo accademico battendosi per una semplificazione e re-interpretazione, che voleva significare modernizzazione. L'espressione linguistica è quanto mai diversificata: si va da una sorta di medievalismo a posizioni derivanti da un secessionismo viennese, da riferimenti alla romanità classica al barocco romano.

A Roma l'orientamento architettonico, superato il "barocchetto" di Gustavo Giovannoni, è decisamente orientato verso un'immagine di città grandiosa e magniloquente, una città come nelle incisioni di Piranesi, ma questa tendenza si confonderà in seguito con un'architettura di regime che richiedeva una retorica romanità, convergente con il movimento razionalista. Come esponenti di questa architettura che si presenta come "rinnovamento moderato", a Roma citiamo, tra i tanti, Marcello Piacentini che ne fu il massimo esponente, e quindi Armando Brasini, Pietro Aschieri, Mario De Renzi e Innocenzo Sabbatini.

Esempi di edifici monumentali o in stile Novecento

Torino

La torre Littoria sorge nel centro storico di Torino, nell'isolato Sant'Emanuele, all'epoca fulcro dell'intervento di riassetto urbanistico del primo tratto della centralissima via Roma. La struttura fu realizzata con l'intento di ospitare anche la sede centrale del PNF.Armando Melis, op. cit., pp. 347-420. In realtà non lo fu mai e divenne interamente proprietà della Reale Mutua Assicurazioni, società torinese che finanziò la quasi totalità dei costi e che è ancora proprietaria dell'intero immobile.