Carriera In sette anni di carriera professionistica colse una sola vittoria, al Giro del Belvedere del 1968, ma raggiunse ugualmente una certa popolarità grazie alle sue partecipazioni al Giro d'Italia. Nel Giro d'Italia 1966, da neoprofessionista, fu protagonista di una lunga fuga solitaria nella penultima tappa, da Belluno a Vittorio Veneto, durante la quale accumulò un vantaggio massimo di 38 minuti finché, andato in crisi nel finale, fu raggiunto e superato da Pietro Scandelli, che andò a vincere la frazione.

L'episodio fu divulgato al grande pubblico durante Il processo alla tappa grazie alle interviste effettuate in corsa da Sergio Zavoli e fu, successivamente, fonte ispiratrice di divertenti parodie interpretate da Gino Bramieri, Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi. Oltre al secondo posto di quella tappa, Lievore ottenne un ottavo posto nella cronometro individuale del Giro del 1967 vinta da Ole Ritter e un terzo posto nella quinta tappa del Giro del 1969 vinta da Albert Van Vlierberghe.

Per due volte, nel 1967 e nel 1971, Lievore concluse il Giro all'ultimo posto della classifica generale. Nella prima occasione, trattandosi della cinquantesima edizione della corsa a tappe, venne ripristinato il riconoscimento della maglia nera, che riservava un consistente premio al corridore ultimo in classifica. Lievore riuscì ad aggiudicarselo con uno stratagemma concordato con il suo direttore sportivo Marino Fontana: andato in fuga nell'ultima tappa, finse un malore e si fermò "nascondendosi" in un bar, dove attese che tutto il gruppo passasse per poi rimettersi in sella e raggiungere il traguardo finale con un adeguato ritardo sugli altri concorrenti .

Palmarès 1964 (dilettanti) Astico-Brenta

1968 (Kelvinator, una vittoria) Giro del Belvedere

Altri successi 1967 (Mainetti) Maglia nera Giro d'Italia

Piazzamenti

Grandi Giri Giro d'Italia 1966: 63º 1967: 70º 1968: 94º 1969: 56º 1971: 75º

Classiche monumento Milano-Sanremo 1967: 98º 1968: 42º 1969: 109º 1970: 141º

Note

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