La Galleria Palatina è un museo ospitato in Palazzo Pitti a Firenze, facente parte, insieme al Giardino di Boboli, delle Gallerie degli Uffizi.
Ospitata all'interno del complesso architettonico, si trova al piano nobile, articolandosi in ventotto sale che si estendono nell'ala laterale settentrionale posteriore del complesso architettonico e nella parte laterale settentrionale e nella parte centrale posteriore del corpo di fabbrica principale del palazzo.
Si tratta della "quadreria" dei Granduchi di Toscana: l'allestimento infatti rispetta il gusto dei secoli passati, con i dipinti collocati su più file, selezionati per criteri decorativi, e non per periodo e scuole. Cronologicamente, a parte qualche eccezione, i dipinti coprono soprattutto i secoli XVI e XVII, facendone uno dei musei più importanti in Italia nel suo genere, nonché una tappa obbligata per la conoscenza della storia del collezionismo europeo.
Nel 2013 il circuito museale di Palazzo Pitti, che oltre alla Galleria Palatina, comprende anche la Galleria d'arte moderna, gli Appartamenti monumentali, il Tesoro dei Granduchi e il Museo della Moda e del Costume è stato il tredicesimo sito statale italiano più visitato, con 386.993 visitatori e un introito lordo totale di 1.983.028,75 EuroMinistero dei Beni e delle Attività Culturali, Visitatori e introiti dei musei. Nel 2016 il circuito museale ha fatto registrare 400.626 visitatoriMinistero dei Beni e delle Attività Culturali, Visitatori e introiti dei musei .
Descrizione
La Galleria è situata in alcuni fra i più bei saloni del piano nobile del palazzo, ricchi di affreschi (soprattutto di Pietro da Cortona) e stucchi. La superba collezione di dipinti è centrata sul periodo del tardo Rinascimento e il barocco, l'epoca d'oro del palazzo stesso, ed è il più importante ed esteso esempio in Italia di "quadreria", dove, a differenza di un allestimento museale moderno, i quadri non sono esposti con criteri sistematici, ma puramente decorativi, coprendo la maggior parte della superficie della parete in schemi simmetrici.
L'allestimento è dunque molto fedele all'allestimento voluto dal granduca Pietro Leopoldo tra la fine del Settecento e l'inizio dell'OttocentoGalleria Palatina e Appartamenti Reali, la guida ufficiale, Sillabe Edizioni.In particolare in quel periodo si provvide a sistemare nel palazzo una parte delle opere dell'immenso patrimonio mediceo che non poteva essere tutte esposte agli Uffizi per ragioni di spazio fisico, escludendo, in linea di massima e con le dovute eccezioni, le opere del primo periodo del Rinascimento, fino ai primi del Cinquecento.
La sistemazione a quadreria, esaltata dalle ricche cornici intagliate e dorate, aveva lo scopo di stupire e meravigliare i visitatori dei saloni di rappresentanza. Oltre che dai dipinti, le sale sono arricchite anche da sculture e pezzi di mobilio pregiato, come i tavoli e i cabinet magnificamente intarsiati di pietre dure secondo l'arte del commesso fiorentino, praticata fin dal Seicento dall'Opificio delle Pietre Dure.
A conclusione della "galleria" vera e propria una serie di stanze fa parte degli Appartamenti monumentali, che formavano un tempo un museo a parte.
Storia delle collezioni Il fondo base del museo è composto da circa 500 dipinti, ben più di quelli esposti agli Uffizi, che testimoniano il personale gusto collezionistico di vari componenti della famiglia Medici, e che furono donati nel 1743 alla città di Firenze per volontà testamentaria dell'ultima erede della dinastia Anna Maria Luisa de' Medici, evitandone la dispersione. A palazzo Pitti erano anche conservate le eccezionali raccolte di Vittoria della Rovere, sposa del granduca Ferdinando II e ultima erede dei duchi di Urbino, delle quali facevano parte un gran numero di tele di Raffaello e Tiziano.
Spesso i quadri a soggetto sacro, nati per abbellire gli altari di varie chiese, vennero acquistati sia dai Medici che dai Lorena in cambio di copie o di opere moderne fatte fare per l'occasione; tuttavia il cambio di collocazione, dalla chiesa al palazzo, comportava spesso una manomissione dei dipinti, con tagli ed aggiunte necessari a uniformare le dimensioni per creare composizioni di fantasiose geometrie sulle pareti. Spesso quadri di epoche ed autori diversi venivano accostate in pendant per il loro tema, o per la composizione delle scene, o più semplicemente per la similarità estetica.
Pietro Leopoldo, come accennato, nel suo programma di razionalizzazione di ogni aspetto della città, divise grosso modo le opere di pittura e scultura (antica e moderna) tra gli Uffizi e Palazzo Pitti, mentre le gemme, le curiosità naturalistiche e scientifiche divennero il nucleo originario del Museo di Storia Naturale.
Notevoli furono le opere spedite dalla Galleria Palatina in Francia durante le spoliazioni napoleoniche. Canova aveva a disposizione una lista di quadri che erano stati spediti al Musee Napoleon, ovvero il Louvre. Egli si occupò poi di rintracciare e riportare in Italia opere principalmente figurative e scultoree. Da notare come numerose opere si persero durante il tragitto in Francia o non vennero mai rintracciate. Le Storie di Giacobbe e di Muzio Scevola di Bonifacio Veronese, il Mosé che attraversa il Nilo di Paolo Veronese e la Sacra famiglia di Annibale Carracci vennero spedite in Francia ma vennero perse durante il trasporto e non raggiunsero mai destinazione. Il Ritratto d'uomo di Bartholomeus van der Helst raggiunse Parigi e venne esposto al Musee Napoleon ma se ne perse poi traccia. Il Ritratto di Fedra Inghirami, la Madonna della Seggiola, il Ritratto del cardinal Bibbiena di Raffaello Sanzio vennero portate al Louvre e successivamente restituite grazie l'opera del Canova, che cercò anche di rimediare offrendo la Venere italica ai fiorentini.
La prima apertura al pubblico della galleria risale al 1833. Nel 2014 la Riforma Franceschini ha unito i musei degli Uffizi e di Palazzo Pitti in un'unica entità museale autonoma. Da allora è in corso un riordino delle collezione, che ha comportato a volte uno scambio di opere tra le due diverse sedi. Ad esempio i ritratti di Agnolo Doni e della moglie Maddalea Strozzi, di Raffaello, sono stati trasferiti agli Uffizi per affiancare il Tondo Doni, mentre a Pitti è ad esempio arrivato il Ritratto di Leone X sempre di Raffaello.
Il percorso espositivo La galleria si trova al primo piano nel braccio sinistro del palazzo, dove si trovano alcune delle sale più belle dell'intero complesso. Dopo il maestoso scalone dell'Ammannati, si arriva alle sale che venivano per lo più usate dal Granduca, sia per la residenza privata, sia per le udienze pubbliche. Il percorso espositivo inizia nel vestibolo e prosegue con alcune sale dedicate alla scultura (interessanti i busti dei granduchi, soprattutto di Cosimo I ritratto come un imperatore romano) e al mobilio antico, come la sala degli Staffieri, la Galleria delle Statue e la sala del Castagnoli, oltre la quale a sinistra inizia la galleria vera e propria. Le sale seguenti prendono il nome dal tema degli affreschi che le decorano sulle volte. Il ciclo è dedicato alla mitologia greco-romana, ma celebra anche la dinastia di casa Medici secondo un preciso e articolato sistema simbolico. In particolare i soggetti mitologici rappresentano degli esempi che alludono al tema della Vita e educazione del Principe, e rappresentano un'opera fondamentale del barocco a Firenze, che produssero profonda influenza sugli artisti locali dal Seicento in poi. Gli affreschi delle prime cinque sale furono realizzati dal più celebre pittore dell'epoca, Pietro da Cortona, mentre le altre sale sono opera di artisti neoclassici della prima metà dell'Ottocento.
Opere nell'Anticamera degli Staffieri:
Jusepe de Ribera, Martirio di san Bartolomeo, 1620-1630 Anton Domenico Gabbiani, Ritratto del Gran Principe Ferdinando de' Medici, circa 1683 Franz Ferdinand Richter, Ritratto del Granduca Gian Gastone de' Medici, 1737 Arte romana del II secolo d.C., due statue con Fauni e pantere Baccio Bandinelli, Bacco, 1549 Pietro Francavilla, Mercurio, 1604 Baccio Bandinelli, Busto di Cosimo I de' Medici, circa 1554 Giuseppe Belli, Busto del Granduca Ferdinando III di Lorena, circa 1793 Cerchia dei Carracci, Ritratto maschile, circa 1587-1588 Manifattura del secolo XIX, due coppie di colonne Giuseppe Colzi, Ranieri Bardi e Lorenzo Ristori, console, 1833
Opere nella Galleria delle Statue:
Arte romana, Ritratto cosiddetto di Ovidio Arte romana, Settimio Severo Arte romana della prima età repubblicana, Testa del Doriforo, 450-440 a.C. Arte romana del I secolo, Mercurio Arte romana del I-II secolo d.C., Afrodite Cnidia Arte romana del II secolo d.C., Atleta Arte romana del II secolo d.C., Atena Arte romana del II secolo d.C., Esculapio Arte romana del II secolo d.C., Ritratto di Marco Aurelio, 160-180 Arte romana del II secolo d.C., Ritratto di Caracalla Arte romana del II secolo d.C., Ritratto maschile, 130-140 Arte romana del II secolo d.C., Ritratto giovanile di Marco Aurelio, 144-147 Arte romana del II secolo d.C., Igea, 100-150 Arte romana del II secolo d.C., Satiro e Pan, 150 circa Arte romana del II secolo d.C., Satiro e Pan Arte romana del II secolo d.C., Ritratto maschile, 130-140 Arte romana di età Antonina del II secolo d.C., Antonino Pio Arte romana di età Antonina del II secolo d.C., Ritratto femminile, circa 170 Arte romana di età Antonina del II secolo d.C., Ritratto di Lucio Vero, 160-169 Arte romana di età Antonina del II secolo d.C., Ritratto di Antonino Pio, 138-161 Arte romana di età Antonina del II secolo d.C., Mercurio Innocenzo Spinazzi, Ritratto di Pietro Leopoldo, 1773 Scuola fiorentina del XVII secolo (?) Ritratto del cosiddetto Virginio Scuola fiorentina del XVIII secolo, Ritratto di Cosimo II Scuola fiorentina del XVIII secolo, Ritratto di ignoto Giovan Battista Ferrucci del Tadda e collaboratori, Ritratto del Granduca Cosimo I, 1587
Opere nella Sala del Castagnoli: Arte romana del II secolo, Statua di Cesare Augusto Arte traianea, Statua di barbaro prigioniero Giovanni Dupré, tavolo detto delle Muse, 1853 Giovan Battista Giorgi, tavolo detto delle Muse, 1853 Manifattura cinese, dinastia Qing, regno Kangxi, quattro vasi
Quartiere del Volterrano Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano, fu pittore di corte nel Seicento ed affrescò la sala detta Delle Allegorie, anche se anche i quattro ambienti successivi vengono generalmente indicati con il suo nome. Queste sale, che danno sul maestoso cortile interno dell'Ammannati, non erano usati come galleria originariamente, ma furono adibiti a questo scopo solo nel 1928 quando si resero necessari nuovi spazi per ospitare opere provenienti soprattutto dalla soppressione di monasteri e chiese.
Opere nella Sala delle Allegorie:
Benedetto Luti, Testa di giovinetta Benedetto Luti, Testa di cherubino Scuola bolognese del XVII secolo, Riposo nella fuga in Egitto Carlo Antonio Sacconi, Ritratto di un orientale, circa 1698 Justus Suttermans, Ritratto maschile in armatura, circa 1645-1650 Justus Suttermans, Ritratto del signor Puliciani, circa 1650-1660 Justus Suttermans, Giuramento del Senato fiorentino a Ferdinando II de' Medici, circa 1624 Justus Suttermans, Ritratto di Cosimo III de' Medici, circa 1665 Justus Suttermans, Ritratto di Caterina Puliciani, circa 1650-1660 Justus Suttermans, Ritratto dell'arciduca Carlo d'Austria, 1623-1625 Justus Suttermans, Ritratto di Margherita de' Medici, post 1646 Volterrano, Amore venale, circa 1642 Volterrano, Burla del pievano Arlotto Volterrano, Amore dormiente, circa 1642 Volterrano, Ritratto di Antonio Baldinucci, ante 1681 Livio Mehus, Genio della scultura, circa 1650 Artemisia Gentileschi, Madonna col Bambino, circa 1610-1611 Scuola del Vasari, Nascita della Vergine, 1568 Scuola del Vasari, Visione del conte Ugo, 1568 Anastagio Fontebuoni (?), San Giovannino nel deserto, inizi del XVII secolo