Il Palazzo d'Ayala Valva di Taranto è il palazzo più prestigioso della Città Vecchia. Fu costruito nel XVIII secolo da don Ignazio Marrese, che ne fece non solo la sua dimora, ma anche una residenza raffinata dove ospitare i ministri del re, gli ufficiali ed i subalterni. Il palazzo ha l'ingresso in via Paisiello e si affaccia sul Mar Grande, all'altezza di un grosso mastio pentagonale, il bastione Marrese.

Descrizione Il Palazzo D'Ayala, noto anche come il Palazzo del fu Luigi Carducci dei D'Ayala, è una storica residenza che apparteneva alla nobile famiglia D'Ayala, una delle famiglie più influenti e rispettate nel Regno di Napoli. La famiglia D'Ayala, Conti di Fuenselida e Marchesi di Valva, fu descritta dal cronista De Morales nel 1697 come una delle più illustri e potenti del regno, una famiglia «de los illustres de gran notoriedad y esplendores de estos Regnos».

Nel corso del XIX secolo, il palazzo divenne un centro di attività politica e sociale, soprattutto intorno agli eventi della congiura dei Carbonari. Nel 1820, il palazzo ospitò numerosi membri del movimento rivoluzionario, tra cui il Gran Maestro Nicola Galeota e i suoi cugini Vincenzo Luccarelli, Raffaele Fabiano, Giuseppe De Nistri, il Canonico Baffi, Giovanni Catapano, Giuseppe Leo, e i fratelli Cimino. Questi uomini, uniti da un forte impegno politico, lottavano per la causa costituzionale contro il regime monarchico borbonico. La fazione dei Carbonari a Taranto fu tra le più attive e risolute nella resistenza contro il governo assolutista.

La città di Taranto fu teatro di dure lotte politiche, che si intensificarono dopo la giornata di Rieti e la fine del governo costituzionale nel 1821. Dopo l’ingresso delle truppe austriache in Italia e la sconfitta delle forze costituzionali, il regime borbonico riprese il controllo sul Regno. Nonostante la repressione delle rivolte, la città di Taranto e le sue fazioni politiche iniziarono un processo di riappacificazione. Un segno di questa nuova fase di conciliazione fu il matrimonio di Don Francesco Ciura, esponente di una delle famiglie locali, con Signora Clementina Galeota, unendo così importanti casate dell'epoca.

Il Palazzo D'Ayala, situato sulla Ringhiera di Laybac, divenne quindi un simbolo della turbolenta storia politica di Taranto durante il periodo post-rivoluzionario, testimoniando i cambiamenti e gli scontri che segnarono il destino delle famiglie nobili e delle fazioni politiche locali.

La famiglia Marrese, di origine francese, era soprannominata "cefali di Marrese", proprio per l'affaccio del palazzo sulla zona riservata alla pesca dei cefali. Nel 1800 fu acquistato dalla famiglia d'Ayala Valva, di origine spagnola, che lo modificò sostanzialmente facendogli acquisire connotazioni rinascimentali, al posto di quelle prettamente settecentesche. Nel 1981 il palazzo fu sottoposto alle disposizioni di tutela del patrimonio artistico dalla Soprintendenza ai Monumenti, e nel 1982 fu espropriato dal Comune, onde consolidarne le strutture, restaurarne gli interni e destinarlo a sede del Museo etnografico Alfredo Majorano. Attualmente l'edificio è in stato di totale degrado e abbandono, il portone è ormai murato dopo i continui furti avvenuti negli anni passati, le finestre sono completamente aperte ed è possibile riuscire a scorgere da qualcuna di esse i maestosi soffitti lignei dipinti.

L'edificio è di grandi proporzioni, con tre piani in superficie e tre sotterranei, e con il piano cantinato costituito proprio dal bastione Marrese con il quale comunica. Differenti sono i due prospetti esterni, concepiti evidentemente tenendo conto dei diversi scenari su cui si affacciano. I piani inferiori erano adibiti a rimessa, stalla, magazzini, cisterne ed alloggio per la servitù, mentre i piani superiori contavano 30 stanze, con raffinate decorazioni, affreschi e dipinti, tra cui un San Francesco che soccorre gli ammalati di Michele Ragolia. Di particolare fattura e pregio sono i soffitti lignei del salone centrale, della sala delle porcellane, della sala degli stemmi e della saletta degli specchi. Notevole il pavimento maiolicato finemente decorato, lo scalone nobile a tenaglia in mazaro, con pregevole statua di marmo a coronamento.

Note

Bibliografia Patrizia De Luca - Il Centro Storico di Taranto: l'Isola - Scorpione Editrice - Taranto, 2004

Voci correlate Palazzo d'Ayala Valva (borgo nuovo) Storia di Taranto Sviluppo morfologico di Taranto

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