Phlomis L., 1753) è un genere di piante angiosperme dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Lamiacee, dall'aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dai tipici fiori labiati.

Etimologia Il nome generico (Phlomis) deriva dalla parola greca "phlogoj" o "phlogmis" (= fiamma, fuoco); probabilmente in passato le foglie pelose di qualche pianta simile sono state utilizzate come stoppini.. Linneo (1707 – 1778) è stato il primo in tempi moderni a utilizzare questo nome probabilmente trasferito dal Tassobarbasso, descritto anticamente da Dioscoride (40 – 90 d.C) medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone, perché molto simile nelle foglie cotonose delle specie di questa voce..

Il nome del genere è stato proposto da Linneo nella pubblicazione Species Plantarum - 2: 584 del 1753.

Descrizione

L'altezza di queste piante non supera di molto il metro (le più alte sono Phlomis viscosa e Phlomis fruticosa). L'aspetto oltre ad essere erbaceo può essere anche suffruticoso-glutinoso. La forma biologica (almeno per le specie della flora spontanea italiana) in parte è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie, e in parte è nano-fanerofite (NP), ossia piante perenni e legnose, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 30 cm e i 2 metri. Sono presenti anche specie piccolo-arbustive. In queste piante sono inoltre presenti ghiandole contenenti oli eterei che emanano caratteristici aromi e profumi..... Radici Le radici sono secondarie da rizoma. I rizomi possono essere legnosi. Sono presenti anche specie tuberose. Fusto La parte aerea del fusto è eretta e ramosa o semplice; la base può essere legnosa. L'indumento è formato da peli semplici patenti lunghi 1 – 2 mm anche di tipo tomentoso colore ferrugineo o giallastro oppure lanoso e canescente. Il fusto ha una sezione quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave. Foglie Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo opposto e si dividono in basali e cauline con lamina intera, e bordi appena dentati o crenati e superficie rugosa e consistenza coriacea. Quelle basali sono lungamente picciolate con lamine a forma più o meno lanceolata. Quelle cauline sono sessili con base arrotondata, troncata o cordata e sono ridotte progressivamente verso l'alto. In alcune specie la colorazione delle due facce è diversa: verde sopra e bianco tomentoso sotto. Infiorescenza L'infiorescenza di tipo tirsoide è portata in vari verticilli sovrapposti lungo il fusto. Ogni verticillo è composto da più fiori (tipicamente da pochi fino a 30 e più) quasi sempre sessili e disposti circolarmente poggianti all'ascella di due grandi foglie normali (superanti di gran lunga l'infiorescenza) lievemente staccate dall'infiorescenza vera e propria più o meno picciolate. Le foglie del verticillo seguente sono disposte in modo alternato. Sono presenti anche delle brattee da lesiniformi e strette o lanceolate a ovali, a volte in disposizione appressata. Fiori I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice sono a 5 parti). Sono inoltre omogami (autofecondanti).

Formula fiorale: X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule

Il calice, gamosepalo è persistente con forme tubulose; è troncato o terminante con 5 lobi uguali (calice attinomorfo) oppure ineguali (con struttura 3/2). I lobi hanno delle forme di tipo triangolare-acuminato quasi lesiniformi (in alcune specie sono mucronati o spinosi). La superficie del calice è percorsa da 5 - 10 nervi. Inizialmente i calici hanno una conformazione plicata, ossia sono ripiegati a ventaglio. La corolla, gamopetala e zigomorfa, alla base ha la forma di un tubo incluso o appena sporgente e termina con due evidenti labbra con 4 lobi totali (raggruppamento 1/3). Il labbro superiore (quello posteriore) ha la forma di un cappuccio concavato (o compresso, o intero, o incavato) spesso barbuto (può essere tomentoso o vellutato) con peli semplici ai margini; quello inferiore è più o meno patente, abbassato e termina con tre lobi arrotondati, interi e dai bordi crenati molto ravvicinati alla base del cappuccio. Le fauci internamente sono, oppure no, circondate da un anello di peli obliqui per impedire l'accesso ad insetti più piccoli e non adatti all'impollinazione.. Il colore della corolla è rosa, purpureo, giallo o arancio. L'androceo possiede quattro stami didinami (quelli anteriori sono più lunghi) tutti fertili e inclusi più o meno nella corolla e posizionati sotto il labbro superiore, o appena sporgenti dallo stesso. Il paio di stami posteriori presentano delle escrescenze vicino alla base. I filamenti sono complanari alla base, ma poi sono contorti e ricurvi verso l'esterno; sono inoltre adnati alla corolla; possono essere pubescenti. Le antere sono ravvicinate a coppie e sono biloculari. Le teche sono poco distinte e confluenti; la deiscenza è longitudinale. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Il nettario è ricco di sostanze zuccherine. Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).. Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico a consistenza carnosa) è del tipo filiforme ed è incluso nella corolla. Lo stigma è bifido con due lacinie ineguali.

Frutti Il frutto è uno schizocarpo composto da 1 - 4 nucule libere con forme trigone o obovoidi arrotondate o troncate all'apice; la superficie può essere glabra o ricoperta da peli (semplici o ramificati o densi) all'apice. I frutti spesso rilasciano i semi con facilità (sono fragili).

Biologia Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti: ditteri, imenotteri e più raramente lepidotteri (impollinazione entomogama)...

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).. A tal fine i semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo..

Distribuzione e habitat Il genere Phlomis si compone di circa 90 specie gravitanti nella maggioranza dei casi attorno al bacino del Mediterraneo, ma anche in Asia (Nepal, Siberia e Asia Orientale.. Il centro di maggiore biodiversità è l'Anatolia con 34 specie e 6 varietà delle quali ben 22 sono endemiche di questo areale.. Di questo genere tre/quattro specie vivono spontaneamente in Italia.

L'habitat tipico sono le aree temperate calde, alpine e subtropicali.

Tassonomia La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi specie.

Il genere Phlomis fa parte della tribù Phlomideae Mathiesen che a sua volta è inclusa nella sottofamiglia Lamioideae.Harley. Tradizionalmente (in passato) Phlomis era inquadrato nella tribù Stachydeae.

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 12, 14, 20, 22, 40, 42.

Specie Il genere comprende le seguenti specie:

Phlomis amanica Vierh. Phlomis angustissima Hub.-Mor. Phlomis anisodonta Boiss. Phlomis antiatlantica J.P.Peltier Phlomis armeniaca Willd. Phlomis aucheri Boiss. Phlomis aurea Decne. Phlomis bourgaei Boiss. Phlomis bovei de Noé Phlomis brachyodon (Boiss.) Zohary ex Rech.f. Phlomis brevibracteata Turrill Phlomis brevidentata H.W.Li Phlomis brevilabris Ehrenb. ex Boiss. Phlomis bruguieri Desf. Phlomis brunneogaleata Hub.-Mor. Phlomis bucharica Regel Phlomis cancellata Bunge Phlomis capitata Boiss. Phlomis carica Rech.f. Phlomis cashmeriana Royle ex Benth. Phlomis cashmirica Wells Phlomis chimerae Boissieu Phlomis chorassanica Bunge Phlomis chrysophylla Boiss. Phlomis cretica C.Presl Phlomis crinita Cav. Phlomis cyclodon Knorring Phlomis cypria Post Phlomis dincii Yıld. Phlomis drobovii Popov Phlomis elliptica Benth. Phlomis elongata Hand.-Mazz. Phlomis floccosa D.Don Phlomis fruticetorum Gontsch. Phlomis fruticosa L. Phlomis ghilanensis K.Koch Phlomis grandiflora H.S.Thomps. Phlomis herba-venti L. Phlomis hypoleuca Vved. Phlomis integrifolia Hub.-Mor. Phlomis iranica Joharchi & Vaezi Phlomis isiliae Yıld. Phlomis italica L. Phlomis kotschyana Hub.-Mor. Phlomis kurdica Rech.f. Phlomis lanata Willd. Phlomis lanceolata Boiss. & Hohen. Phlomis leucophracta P.H.Davis & Hub.-Mor. Phlomis linearifolia Zakirov Phlomis linearis Boiss. & Balansa Phlomis longifolia Boiss. & C.I.Blanche Phlomis lunariifolia Sm. Phlomis lurestanica Jamzad Phlomis lychnitis L. Phlomis lycia D.Don Phlomis majkopensis (Novopokr.) Grossh. Phlomis mazandaranica Jamzad Phlomis mindshelkensis Lazkov Phlomis monocephala P.H.Davis Phlomis nissolii L. Phlomis nubilans Zakirov Phlomis olgae Regel Phlomis olivieri Benth. Phlomis oppositiflora Boiss. & Hausskn. Phlomis orientalis Mill. Phlomis pachyphylla Rech.f. Phlomis persica Boiss. Phlomis physocalyx Hub.-Mor. Phlomis pichleri Vierh. Phlomis platystegia Post Phlomis polioxantha Rech.f. Phlomis purpurea L. Phlomis regelii Popov Phlomis rigida Labill. Phlomis russeliana (Sims) Lag. ex Benth. Phlomis salicifolia Regel Phlomis samia L. Phlomis sewerzowii Regel Phlomis sieheana Rech.f. Phlomis sintenisii Rech.f. Phlomis spinidens Nevski Phlomis stewartii Hook.f. Phlomis syriaca Boiss. Phlomis tathamiorum R.M.Haber & Semaan Phlomis tenorei Soldano Phlomis tenuis Knorring Phlomis thapsoides Bunge Phlomis tomentosa Regel Phlomis trineura Rech.f. Phlomis viscosa Poir. Phlomis zenaidae Knorring

Ibridi Sono noti i seguenti ibridi interspecifici:

Phlomis × alanyensis Hub.-Mor. Phlomis × bornmuelleri Rech.f. Phlomis × cilicica Hub.-Mor. Phlomis × commixta Rech.f. Phlomis × composita Pau Phlomis × cytherea Rech.f. Phlomis × ekimii Dadand & H.Duman Phlomis × kalanensis Hub.-Mor. Phlomis × margaritae Aparicio & Silvestre Phlomis × melitenensis Hub.-Mor. Phlomis × mobullensis Hub.-Mor. Phlomis × muglensis Hub.-Mor. Phlomis × pabotii Rech.f. Phlomis × praetervisa Rech.f. Phlomis × rechingeri Hub.-Mor. Phlomis × semiorbata Rech.f. Phlomis × sieberi Vierh. Phlomis × stapfiana Rech.f. Phlomis × termessi P.H.Davis Phlomis × tunceliensis Hub.-Mor. Phlomis × vierhapperi Rech.f. Phlomis × vuralii Dadandi Phlomis × wendelboi Jamzad

Specie della flora italiana Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della flora italiana) l’elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una specie dall'altra):.

Gruppo 1A: il portamento di queste piante è erbaceo; la corolla è colorata di purpureo o rosa ed è lunga 15 - 20 mm; Phlomis herba-venti L. - Salvione roseo: l'altezza della pianta varia da 3 a 5 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Steno-Mediterraneo; l'habitat tipico sono i pascoli aridi; sul territorio italiano si trova al Centro e al Sud fino ad una altitudine di . Gruppo 1B: il portamento di queste piante è arbustivo; la corolla è colorata di giallo o arancio ed è lunga 23 - 35 mm;