La rete urbana dei trasporti di Varese è il sistema di trasporto pubblico locale su gomma della città di Varese e della relativa area urbana. Il servizio è esercito da Autolinee Varesine nell'ambito del contratto di servizio di cui è titolare l'Agenzia per il trasporto pubblico locale del bacino di Como, Lecco e Varese.Trasporto pubblico locale - comune.varese.it

Secondo la Carta della Mobilità 2026, la rete propriamente urbana comprende 11 linee, si sviluppa per 95 km e dispone di circa 370 paline e 65 pensiline di fermata. Nel 2025 sulla rete urbana sono stati percorsi 2.156.007 km e trasportati 5.761.976 passeggeri.Carta della Mobilità 2026 - varesine.it

A essa si affianca la cosiddetta rete di area urbana, costituita da tre linee e lunga complessivamente 34 km, che collega Varese con vari comuni limitrofi, tra cui Arcisate, Azzate, Bisuschio, Buguggiate, Casciago e Induno Olona. Nel 2025 tale rete ha registrato 403.443 km di servizio e 443.081 passeggeri.

Storia Nella prima metà degli anni 1950 la progressiva dismissione della rete tranviaria di Varese (nonché delle funicolari per il Sacro Monte e il Campo dei Fiori) rende necessario un riassetto del servizio di trasporto urbano, che dal mezzo ferroviario sta passando all'uso degli autobus.

Nell'immediato il servizio rimane in capo all'ultima società concessionaria delle tramvie (la SVIT-Società Varesina Imprese Trasporti) e alla GLC Giuliani & Laudi, entrambe private, che beneficiano di un contributo da parte del Comune di Varese.

Nel primo decennio, grossomodo ricalcando i sedimi delle ex tranvie, vengono pertanto attivate alcune linee a carattere urbano e suburbano, numerate progressivamente: Linea 1: Varese-Azzate Linea 2: Varese centro-Bizzozero Linea 3: Varese centro-Masnago Linea 4: Bobbiate-Varese centro-Belforte Linea 5: Varese centro-Sacro Monte/Bregazzana/Monte Campo dei Fiori (alternativamente)

Nel 1956 viene creata la linea 7 (il numero 6 fu saltato) Giubiano-Varese centro, che nel 1959 prolunga a Biumo Superiore e al quartiere Bellotti.

Sul finire degli anni 1950 la flotta SVIT consta di 22 autobus (12 Fiat 680, 4 Büssing TU7 e 6 Büssing TU10), mentre la GLC conta su 3 mezzi (1 OM Leoncino e 2 Fiat 314).

La desistenza di due aziende a carattere privato ad espletare il trasporto pubblico viene presto giudicata dal comune di Varese inadeguata a garantire un costante sviluppo delle autolinee: la delibera di giunta numero 208 del 30 luglio 1962 affermò il servizio di autotrasporto come "di carattere pubblico e interesse generale", dando il via al processo di municipalizzazione.

Il 1º gennaio 1963 l'ASPEM (Azienda Speciale Municipalizzata), che già gestiva l'acquedotto varesino, inizia a subentrare agli operatori privati nell'esercizio delle autolinee: entro il 14 luglio 1963 gli autobus e le linee SVIT e GLC sono tutti passati in capo all'ASPEM.

La nuova gestione pubblica provvede nell'immediato a potenziare il servizio, attivando la linea 8, operante sulla tratta via Conca d'Oro-Varese centro-Ippodromo Le Bettole, e prolungando la linea 3 fino alla Schiranna. Il parco mezzi viene inoltre rinforzato dall'acquisto di 21 nuovi pullman (3 Büssing TU7 carrozzati Fratelli Macchi, 4 Büssing TU10, 4 Büssing TU11, 3 Fiat 414 e 4 Lancia 703). Il deposito della flotta viene stabilito nello spazio dell'ex macello civico e mercato del bestiame, in via Tonale, mentre l'ufficio di movimento si colloca in piazzale Trieste, dinnanzi alla stazione di Varese.

Nel 1965 la linea 1 Varese-Azzate passa in capo alla GLC Giuliani e Laudi (che, sentendosi danneggiata dalla municipalizzazione, aveva presentato una vertenza a carico del comune di Varese); le linee residue vengono invece ridefinite e ribattezzate, sostituendo ai numeri progressivi una lettera dell'alfabeto: Linea A: Varese centro-Capolago Linea B: Valganna-Varese centro-Bobbiate Linea C: Varese centro-Sant'Ambrogio-Sacro Monte/Bregazzana/Monte Campo dei Fiori Linea D: Ippodromo-Varese centro-Via Conca d'Oro Linea E: Bizzozzero-Varese centro-Avigno-Velate Linea H: San Fermo-Varese centro-Scuola europea Linea L: Varese centro-Bobbiate-Schiranna Linea N: Belforte-Varese centro-Casbeno-Via Corridoni Linea O: Belforte-Varese centro-Masnago Linea P: Bustecche-Giubiano-Varese centro-Piazzale Risorgimento

Dopo un anno di sperimentazione, nel 1966 la linea O (poco utilizzata dall'utenza) è soppressa, la linea P è prolungata da Risorgimento ad Avigno, mentre la N e la E vengono "aggiustate" nel percorso intermedio. L'orario notturno di fine servizio viene infine sensibilmente anticipato.

Nel 1968 si modifica il percorso della linea A, mentre la L viene integrata nella B, che prolunga a ovest fino a Calcinate del Pesce e a est fino a Valgrogna; il tracciato della P è invece deviato al Palasport.

Nel 1970 il capolinea di Calcinate del Pesce (via Schiranna) passa alla linea N e viene attivato il collegamento col quartiere Sangallo mediante la B "rossa" (dal colore con cui fu contraddistinta su orari e paline di fermata). La flotta venne inoltre integrata dall'innesto di nuovi veicoli quali i Fiat 409 e i Fiat 418 carrozzati dalla Portesi di Brescia. Sempre in quell'anno la livrea dei mezzi, da verde che era, passò al giallo canarino; già nel 1972 iniziò però a diffondersi la nuova pellicolatura arancione imposta dal Ministero dei trasporti ai trasporti vicinali d'area urbana.

Tra il 1973 e il 1974 la linea E fu prolungata da Bizzozzero centro a via Aurora, mentre la linea D venne unita alla A.

Nei primi anni 1980, a seguito di alcuni studi commissionati all'ATM di Milano, l'amministrazione comunale di Varese si convince che per ottimizzare il servizio autoviario sia necessario conferirlo a una società dedicata, scindendolo dalla multiservizi ASPEM. Il 25 maggio 1982 il consiglio comunale vota una dichiarazione d'intenti per il riassetto del trasporto urbano: dopo circa un anno di indagini e studi affidati a un comitato di transizione, il 22 marzo 1983 un ulteriore voto consiliare sancisce la scissione del servizio automobilistico dall'ASPEM e il suo affidamento alla newco municipalizzata AVT (Azienda Varesina Trasporti), che dal 21 settembre seguente inizia ad operare.

Sotto la nuova gestione "indipendente" si provvede a scindere la linea per Bregazzana dalla C, dandole come identificativo la lettera Z e fissando il capolinea meridionale in via Corridoni; a stretto giro viene inoltre istituita la linea G, che collega la stazione FS col cimitero di Giubiano. La B "rossa" è poi unificata col servizio della B "nera", che assume così la tratta Sangallo-Varese centro-Corridoni.

Negli anni 1980 la flotta viene inoltre pesantemente rinnovata con l'alienazione dei mezzi più antiquati e l'acquisto di vari torpedoni di varia lunghezza, quali i Menarini Monocar 201 (in versione LU da 12 metri e NU da 10,5 metri), gli Iveco TurboCity, i Fiat 470 i Mercedes-Benz O405N/GN (carrozzati dalla Fratelli Macchi): i Mercedes sono inoltre i primi pullman urbani varesini dotati parzialmente di pianale ribassato. Per particolari finalità (quali ad esempio le linee per Campo dei Fiori e Bregazzana, caratterizzate da percorsi stradali angusti ed impervi, o ancora per servizi su richiesta) vengono infine impiegati pullmini quali l'Iveco 316 (con carrozzeria Menarini), l'Autodromo Pollicino e il MAN NL 313. A titolo sperimentale vengono infine acquistati alcuni minibus elettrici Tecnobus Gulliver, il cui impiego sarà tuttavia sporadico: a seguito di guasti, essi vengono infatti rapidamente accantonati e infine alienati.

Il rinnovamento della flotta prosegue negli anni 1990 con l'acquisto dei Cacciamali TCM105 da 10,5 m e TCM890 da 8,9 m; contestualmente i teleindicatori della destinazione (originariamente a veletta) vengono sostituiti da display a LED (inizialmente rossi, poi progressivamente sostituiti dai gialli).

Ai primi del terzo millennio arrivano inoltre gli Scania OmnicityI primi anni Duemila videro una discreta innovazione... - facebook.com/autolineevaresine, 15 set 2024 e i primi Iveco/Irisbus CityClass da 12 m. Nel 2000 avviene inoltre il ripristino della funicolare Vellone-Sacro Monte: la gestione è sempre affidata ad AVT, che dapprima istituisce un collegamento-spola tra piazzale Montanari e la stazione di valle, poi (una volta eseguiti i lavori di consolidamento della strada dedicata) adegua il percorso della linea C, limitando alcune delle corse alla suddetta stazione.

La gestione municipalizzata termina nel 2005, allorché il servizio degli autobus (ma non quello della funicolare, che rimane ad AVT) venne messo a gara d'appalto e affidato nuovamente a un gestore privato, Sila Varese (filiale della Società Italiana Linee Automobilistiche di Milano): il nuovo concessionario eredita la flotta AVT (ad eccezione praticamente dei soli Pollicino) e a stretto giro inizia ad alienare i mezzi più datati (Menarini Monocar, Iveco Turbocity, Fiat 470) sostituendoli dapprima con veicoli di seconda mano di varia provenienza (tra gli altri Neoplan N4016, Mercedes-Benz O405, BredaMenarinibus Monocar 230 MU, Mercedes-Benz O815D), quindi con una ventina di autobus nuovi (nella fattispecie Mercedes-Benz Citaro - dei quali due autosnodati da 18 m -, Iveco CityClass e Man Lion's City G 184).Dopo Aspem ed AVT... - facebook.com/autolineevaresine, 6 lug 2025Per il #momentoamarcord di oggi restiamo in Germania... - facebook.com/autolineevaresine, 1 set 2024

Nel 2010 Sila entra in seria difficoltà, avviandosi verso il fallimento: il rischio di "fermo" del trasporto pubblico a Varese viene sventato dall'intervento della società Trasporti Urbani Varese (TUV), costituente de facto un'associazione temporanea di imprese tra vari operatori varesotti del trasporto riuniti nel Consorzio Trasporti Pubblici Insubria: GLC Giuliani & Laudi (titolare di Autolinee Varesine), Autolinee Castano e Attilio Baldioli Viaggi. In questo frangente, viene istituita la linea O, sul percorso tra stazione FS e cimitero di Giubiano. Infine, dal 2013, TUV viene incorporata per fusione dentro Autolinee Varesine. Il rinnovamento della flotta procede quindi con l'alienazione dei mezzi Cacciamali e Scania, dei Mercedes O405N/GN (salvo un autosnodato, che verrà poi alienato nel 2022), nonché di quasi tutti i pullman di seconda mano ereditati da Sila: al loro posto entrano in flotta gli Otokar Vectio C e Kent LF, nonché un nuovo lotto di Mercedes-Benz Citaro sia da 12 che da 18 metri.

Negli anni 2020 prosegue il rinnovamento del parco rotabile, con una crescente introduzione di autobus a trazione ibrida ed elettrica. Nel settembre 2024 entrano in servizio nove autobus elettrici Solaris Urbino, acquistati dal Comune di Varese con circa 5 milioni di euro di fondi del PNRR; dopo un primo impiego sui rinforzi scolastici, nell'ottobre successivo i mezzi iniziano a essere utilizzati anche sulle corse ordinarie, a partire dalla linea E.A Varese si viaggia con gli autobus elettrici - vareseinforma.it, 20 settembre 2024. Per contro, se ne vanno anche gli ultimi mezzi Mercedes-Benz carrozzati Macchi: l'ultima unità alienata è un autosnodato da 18 m O405GN, l'ultimo mezzo nel suo genere circolante in Italia, dismesso nel 2022.[0 Il Mercedes-Benz 0405 rappresenta un altro capitolo..] facebook.com/autolineevaresine, 7 lug 2024

Nell'agosto 2025 il Consorzio Trasporti Pubblici Insubria (CTPI), fino ad allora titolare dei contratti di servizio e del quale Autolinee Varesine era azienda consorziata, viene incorporato per fusione nella stessa Autolinee Varesine, che gli subentra nella titolarità dei contratti. La titolarità pubblica dei contratti era invece stata trasferita già nel 2016 all'Agenzia per il trasporto pubblico locale del bacino di Como, Lecco e Varese.

Nel marzo 2026 entrano in servizio altri quattro autobus elettrici, portando a tredici il numero dei mezzi a trazione integralmente elettrica impiegati nel servizio urbano.Nuovi bus elettrici sulle strade di Varese - vareseinforma.it, 11 marzo 2026.

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