Lagonegro (Launìvere in dialetto lucano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Potenza in Basilicata.
Geografia fisica Territorio
Il comune sorge a nel territorio della Valle del Noce nella parte sud-occidentale della provincia al confine con il settore sud-orientale della provincia di Salerno; vicini e ben collegati al paese sono anche i comuni della Calabria settentrionale del golfo di Policastro sul mar Tirreno. Nel suo territorio si trova il monte Sirino ().
La posizione geografica di Lagonegro è a metà strada tra il mare e le montagne. Di particolare importanza è l'orografia; allo studio dei monti e dei minerali si è dedicato nelle sue ricerche lo scienziato lagonegrese Giuseppe De Lorenzo. La zona è ricchissima di sorgenti e non mancano i laghetti. Il suo territorio presenta una ricca fauna e una variegata flora contraddistinta dalla consistente presenza di castagneti e faggeti.
Confina con i comuni di: Rivello (), Nemoli (), Casalbuono (SA) e Casaletto Spartano (SA) (), Lauria (), Tortorella (SA) (), Moliterno () e Montesano sulla Marcellana (SA) ().
Clima
Origini del nome "Di esso fu scritto: «Quem Nerulum dixere, Lagus post nomine niger | Iamdiu Lucanis, quae sibi fama Liber» (Trad."Qualcuno parlò di Nerulum, Lago con Nero nel nome. Già da tempo dei Lucani, i quali avevano la fama di essere bagnati dal lago"), ma l'esser colà l'antica Nerula fu contraddetto dai moderni topografi, e la mutazione in Lacus Libercome nota lo storico Giacomo Racioppi, non fu ritenuto dagli stessi cittadini. Vuolsi invece fosse sorta all'epoca Longobarda ed il nome avesse tolto da un lago o stagno formato dal Tanagro detto pur Negro."
Alcuni topografi non credono che la moderna cittadina di Lagonegro sia effettivamente l'antica Nerulum latina, al contrario, il sito originale di Nerulum potrebbe trovarsi sotto l'odierno comune lucano di Castelluccio Inferiore. Si crede che la città prendesse il nome da un lago formatosi dal fiume Tanagro, e da lì l'insediamento longobardo prese il nome di Lagonegro.
Un'altra ipotesi sostiene, invece, che nell'antica città di Nerulum (termine di origine osca che significa fortezza), si insediarono alla fine del VI secolo d.C., i Longobardi chiamandolo "Lakar/Lagar Nerulum". Lakar/Lagar significa postazione, accampamento, luogo fortificato. Successivamente il termine longobardo si è trasformato in lacus e poi lago, mentre il termine Nerulum ha perso il precedente significato e si è mutato nel colore nero. A sostegno di questa tesi c'è l'evidenza che in svariate decine di località dove è stata attestata la presenza dei Longobardi, ed è altresì verificata l'impossibilità orografica dell'esistenza di una raccolta d'acqua (come per Lagonegro ed almeno altre 60 località nella sola Basilicata), risultano toponimi derivati da lagar/lakkar come ad esempio: Lago (CS), Lago contrada di Diamante (CS), Lago contrada di Fardella (PZ), Piano Lacco località di Francavilla in Sinni (PZ), Casteldilago (TR), Lagorano oggi Langhirano (PR) etc.
Storia Le origini della cittadina sono controverse, dall'ipotesi del sito Nerulum fondato dai Lucani alla teoria più accreditata che fa derivare il borgo ad un solo insediamento romano denominato Vicus Mendicoleius; infatti appena fuori del borgo antico c'è una chiesa (detta del Rosario) sorta su un tempio pagano dedicato a Giunone. Tra VII e VIII secolo avvenne l'insediamento di monaci Basiliani di origini bizantine sulla rupe del castello con il nome di Lacus Niger/Lacus Neruli Abitata da questa comunità di monaci, con molto probabilità la chiesa di San Nicola che svetta sul borgo, risalente al IX-X secolo, è opera conseguente allo stabilirsi di tali predicatori. Fu fortificata dai Longobardi di Salerno e in seguito assegnata dai Normanni alla contea di Lauria, per poi divenire feudo di diverse famiglie. A partire dal 968, i suoi territori costituirono una delle turme del thema di LucaniaSpiritualità e società religiosa greca nell'Italia Meridionale e la Sicilia, pp. 25-27..
+ Serie cronologica dei feudatari di Lagonegro. Feudatario Periodo Ruggero di Lauria (1297-1305) Bartolomeo di Lauria (1305-1350) Ilaria di Lauria e Arrigo Sanseverino (1350-1400) Gaspare Sanseverino (1400-1404) Regio Demanio concesso dal re Ladislao (1404-1414) Francesco Sanseverino (1414-1427) Regio Demanio concesso dalla regina Giovanna II (1427-1443) Francesco Sanseverino (1443-1455) Stefano Sanseverino (1455-1464) Vincislao Sanseverino (1464-1472) Luisa e Barnaba Sanseverino (1472-?) Guglielmo Sanseverino (?-1497) Regio Demanio concesso dal re Federico D'Aragona (1497-1498) Gaspare Saragusio (Saragozza?) (1499-1518) Giovanna Saragusio (Saragozza?) (1518-1518) Giovan Vincenzo Carafa (1518-1548) Gian Giacomo Cosso (1548-1551) Regio Demanio dal 1551 Nel periodo feudale, la cosiddetta "terra" di Lagonegro fece parte, della contea di Lauria. Passò successivamente nel 1463 a Vinceslao Sanseverino, dodicesimo conte di Lauria. Non avendo figli maschi ammogliò sua figlia Luisia con Barnaba Sanseverino, fratello di Roberto principe di Salerno, dandole in dote il suffeudo di Lauria consistente in Lauria, Ursomarso, Laino, Castelluccio, Trecchina e cedette le sue ragioni sopra Torturella, Cuccaro, Lagoniro, Rocca, Policastro, Rivello, Scalea e Bervicaro.
L'11 agosto 1498 il re Federico donò Lagonegro a Gaspare Saragusio, devoluta per ribellione di Guglielmo Sanseverino, la di cui figlia Giovanna la vendé poi a Vincenzo Carafa. Nel 1548 il Carafa la vendé a Giacomo Cossa col patto di retrovenderla. Nel 1550 il Vincenzo Carafa cedé il dritto di ricomprarla per ducati a Luigi Carafa, il quale, acquistò poi per ducati. I cittadini però come già menzionato precedentemente dal 1551 al 1649 dopo una lunga opera legale la ricomprarono per ben due volte divenendo così città demaniale.
Nel 1551, grazie all'opera di Paolo Marsicano riuscì a liberarsi definitivamente del potere feudale, annettendosi al Demanio Regio cambiando temporaneamente il nome in Lacus Liber. In precedenza la città per tre volte era stata annessa al Demanio Regio, ma solo per brevi periodi, prima che i regnanti la cedessero a feudatari.. Nel 1649, la città di Lagonegro fu messa all'asta e costretta per la seconda volta a versare una somma rilevante al fisco regio per mantenere il privilegio di città demaniale. Con precisione nel basso medioevo, il borgo è citato col suo attuale nome , oppure dal longobardo Lakar Nerulum , viene fortificato appunto nel IX-X secolo da mura e torri di cui ancora restano visibili talune tracce. Di queste opere è molto suggestiva la porta di ingresso al borgo denominata : Porta di Ferro la cui parte in pietra è stata rifatta nel 1552, al di sopra della porta c'è lo stemma della città post-feudale: San Michele Arcangelo che uccide il drago.
Nel 1799 aderì alla Repubblica Partenopea e al Regno di Napoli e nel 1806 fu occupata dai francesi che divisero la Basilicata in 3 distretti con capoluoghi: Lagonegro, Potenza e Matera, Melfi entrò successivamente nel 1816 come quarto capoluogo con la restaurazione del Regno delle Due Sicilie da parte dei Borbone. All'epoca il distretto di Lagonegro dopo quello di Potenza era il più popoloso con abitanti (di cui nel capoluogo omonimo) seguito da Melfi con e infine Matera con . Poi con l'avvento di un'ondata rivoluzionaria che scosse l'Europa qualche decennio dopo nel 1848 che toccò anche il Regno delle Due Sicilie e di conseguenza anche il distretto di Lagonegro con sommosse in tutto il regno. I cittadini temendo fame e guerre, tra il 1848 e il 1855 centinaia di famiglie lagonegresi si avventurarono espatriando nel nuovo continente americano, soprattutto in Argentina a Chacabuco, fondata insieme con i conterranei di Moliterno, Francavilla in Sinni, Senise e con i vicini campani di Sapri, con Legge Provinciale del 5 agosto 1865, con il nome di Guardia Nacional. In epoca contemporanea la città di Chacabuco conta abitanti.
Massoneria e monarchia
Nel 1807 sorge a Lagonegro la prima loggia massonica-carbonara (fra le primissime in Basilicata) che fu chiamata "la Filarete Lucana". è stato rinvenuto e si conserva il sigillo di quella loggia in bronzo, con i simboli della massoneria del compasso, della squadra e dei tre puntini con la denominazione in giro: "la filarete lucana o (oriente) di Lagonegro." nel 1911, essendo stata istituita una loggia massonica di rito scozzese antico ed accettato, esso ha rievocato e assunto lo stesso nome di Filarete Lucana, servendosi dello stesso suggello.
Nel 1852, soggiornò a Lagonegro re Ferdinando II delle Due Sicilie.
E più recentemente nel 1936, soggiornò a Lagonegro il principe Umberto.
Durante gli anni della seconda guerra mondiale tra il 1940 e il 1943, 37 profughi ebrei, in maggioranza provenienti dalla Polonia e dalla Germania, furono confinati in soggiorno coatto a Lagonegro. Gli internati furono tutti liberati con l'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943. Alcuni di loro furono in grado di emigrare negli Stati Uniti già nel luglio 1944. Gli altri rimasero a Lagonegro o in altre località dell'Italia meridionale fino alla fine della guerra.Ebrei stranieri internati in Basilicata.
Simboli Dal 1893 Lagonegro ha adottato come proprio emblema uno smergo sorante dalle acque e mirante una stella, accompagnato dal motto: Immersus emergo, a simboleggiare l'amore per la libertà che risorge sempre anche se oppresso.
In precedenza era stato utilizzato uno scudo troncato: nel primo d'oro al S. Nicola di Bari, patrono di Lagonegro, con sacri paramenti, avente nella destra il pastorale, e nella sinistra il libro con su tre pomi, il tutto al naturale; il secondo d'azzurro, all'arcangelo Michele vestito da celeste guerriero in atto di fugare con la spada il demonio, il tutto al naturale.Giuseppe Gattini, Delle armi de' Comuni della provincia di Basilicata, Arnoldo Forni editore, Sala Bolognese, 1918, pp. 33-34, citato in Araldicacivica.it.
Onorificenze Nel 1953 Lagonegro è stata insignita del titolo di città, con decorrenza nel D.P.R. del 22 aprile 1958
Monumenti e luoghi d'interesse