La basilica di San Sebastiano è una basilica della città di Biella, consacrata a san Sebastiano.

La basilica di San Sebastiano venne edificata nel XVI secolo, in seguito al trasferimento della Congregazione dei Lateranensi a Biella negli anni 1498-1499 e fu costruita su progetto del generale delle finanze presso la corte dei Savoia, Sebastiano Ferrero.

L’interno della Chiesa di San Sebastiano a Biella, eretta con pianta a croce latina dal 1504 al 1551 e esempio di architettura rinascimentale che venne realizzato in circa mezzo secolo, mentre la facciata rimase incompiuta fino al XIX secolo, si sviluppa con navate laterali sulle quali si aprono quattro cappelle con volta a crociera, mentre la navata centrale è coperta a volta a botte; il campanile, sormontato da una guglia ottagonale, è alto 51 metri.

Nella seconda cappella (A) si conservano le tavole con San Domenico e il Beato Agostino De Fango di Boniforte Oldoni. La cappella sul lato destro (G) è nota per custodire il Polittico dell’Assunta di Bernardino Lanino (C), realizzato nel 1543. Sempre nella chiesa si trovano, nel transetto destro (B), l’Assunzione del 1543 di Bernardino Lanino e, nella stessa area, la pala con i Santi Sebastiano e Agostino (D), attribuita a Sebastiano Novelli ma forse dovuta a Pietro Grammorseo, oltre al polittico di Defendente Ferrari della Madonna col Bambino e Santi (E).

Nel presbiterio (F) si conserva il coro e il leggio rinascimentali di Gerolamo de Mellis (1545), realizzati con placche in bronzo e ceramiche di Limoges del XIII secolo. All’interno dell’edificio si conservano inoltre pitture di artisti piemontesi come Rodolfo Morgari (Il profeta Daniele, affresco dei pennacchi della cupola, 1866) e Raffaele Giovenone (L’Annunciazione e Agostino vescovo e Dottore della Chiesa, 1579). L’affresco interno, in uso nell’epoca rinascimentale, è realizzato con motivi a grottesca, mentre nella cappella della Madonna di Oropa si conservano due dipinti raffiguranti San Bartolomeo e San Domenico attribuiti a Boniforte Oldoni. Nel complesso sono presenti anche la statua di Giovanna Bertiè Mathew, opera di Odoardo Tabacchi (1877), il busto di Alberto La Marmora di Vincenzo Vela, e le statue della Carità, Fede e Speranza dello stesso Tabacchi. L’organo della basilica, installato nel 1926 dai fratelli Scolari di Bolzano Novarese e restaurato nel 1978 da Giuseppe Marzi di San Maurizio d’Opaglio, conta 23 registri distribuiti tra le due tastiere e la pedaliera. Il Monastero di San Sebastiano, dopo varie destinazioni d'uso nel tempo come caserma e magazzino, è oggi sede del Museo Biellese, in cui sono esposti reperti di una necropoli romana, ceramiche e quadri ed è un centro di cultura per mostre d'arte e conferenze..

Note

Bibliografia Delmo Lebole, Storia della Chiesa biellese: La pieve di Biella, Tip. e lib. Unione biellese, 1984.

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