La chiesa di San Filippo Neri si trova a Sant'Elpidio a Mare, nelle Marche. Storia Il complesso degli edifici del XVIII secolo composto dalla Chiesa, dal Convento ora sede della pinacoteca civica, dall'Oratorio di stile neoclassico e dalla Sagrestia biabsidata è stato realizzato dalla Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri. I legittimi proprietari sono stati privati dei loro beni in un primo momento dalle leggi anticlericali di Napoleone Bonaparte emesse dopo aver occupato Roma, annesso lo Stato Pontificio, e fatto trasferire Papa Pio VII a Fontainebleau; in un secondo momento e le conseguenze perdurano fino ai nostri giorni con l'annessione delle terre dello Stato Pontificio al Regno di Sardegna che nel frattempo con la legge del 29 maggio 1855 approvata dal Parlamento di Torino e ratificata da Vittorio Emanuele II di Savoia primo re d'Italia sopprimeva gli ordini religiosi e annetteva i beni ecclesiastici. Attualmente la Confraternita del Santissimo Sacramento gestisce la Chiesa di San Filippo Neri, la Sagrestia e l'annesso Oratorio dalla data dell'11 febbraio 1929 in seguito agli accordi di mutuo riconoscimento tra la Santa Sede e il Regno d'Italia mentre la proprietà appartiene al "Fondo edifici di culto", un fondo immobiliare italiano gestito dalla Direzione Centrale per l'Amministrazione del Fondo edifici di culto, organo del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno. Descrizione della Chiesa La fondazione della Chiesa eretta su un'ipotetica struttura preesistente, risale al 1735 in risposta al desiderio dei Padri fermani di trovare nella Città di Sant'Elpidio a mare un luogo adatto ad esercitare il loro apostolato. Benedetta nel 1742, viene completata nell'interno nel 1789, come testimonia l'incisione al di sopra del portale in pietra dell'ingresso che indica anche il Santo a cui è dedicata "San Philippo Nerio". Le caratteristiche planimetriche del tempio denunciano l'originale struttura medioevale longitudinale ad aula unica con terminazione absidata. I Padri Filippini si sono affidati per la realizzazione della facciata agli architetti Giovanni Battista Vassalli e Pietro Augustoni e per gli interni a Giuseppe Valadier, che ha dato alla struttura lo stile neoclassico che la caratterizza. La navata unica è impreziosita dalla presenza di semicolonne corinzie, addossate alle pareti con piedistallo cilindrico, reggenti la trabeazione continua decorata a girali dorati delimitata e sorretta ai lati da due colonne corinzie che introducono all'abside dell'altare maggiore. All'interno i dipinti della volta "L'Assunzione" e "L'Incoronazione" della Madre di Dio sono stati realizzati con la tecnica della tempera dal Pittore fermano Giovan Battista Ripani e incastonati all'interno di cornici in gesso arricchite da elementi floreali con finiture in oro. Precedono l'altare maggiore due nicchie che ospitano due statue del XVIII secolo di 250 centimetri di altezza poste una di fronte all'altra che raffigurano rispettivamente San Pietro che benedice con la mano destra e stringe nella mano sinistra le chiavi del Regno di Dio e San Paolo che benedice con la mano destra e regge nella mano sinistra la spada, strumento del suo martirio. La Chiesa dietro l'altare maggiore ospita l'ancóna di Nicola Monti che raffigura il tema dell'"Estasi di San Filippo Neri" (1791, cm 190x410). Il Santo, dopo aver pregato a lungo all'interno delle catacombe di San Sebastiano nel giorno di Pentecoste del 1544, vide lo Spirito Santo discendere in forma di Colomba e effondere con un raggio della sua luce lo Spirito di Amore che dilatò il cuore del Santo. L'evento venne scientificamente attestato dai medici. Al di sopra della pala d'altare due Cherubini sorreggono il Testo "Dilatasti Cor Meum". Al di sopra è posto un timpano, appoggiato sopra una trabeazione ricurva, delle stesse proporzioni di quello posto al di sopra dell'organo in controfacciata. L'artista pesarese Carlo Gavardini (1811-1869) è autore di sei tele del XIX secolo, posto ai lati dell'altare maggiore, da sinistra in alto "L'Annunciazione" (cm 260x90), da sinistra in basso "La Visitazione" (cm 260x180) da destra in alto "La Fuga in Egitto" (cm 260x90), da destra in basso "Gesù fra i dottori della legge" (cm 190X75). Il quinto dipinto raffigura "L'Incoronazione di Maria" (cm 190X75) mentre il sesto "La Presentazione al Tempio" (260X180). Nei quattro altari laterali sono collocati i seguenti oli su tela: "La Vergine appare a San Luigi Gonzaga" Realizzato alla fine del XVIII secolo (cm.180x300), è stato collocato nel primo altare destro costruito nel XVIII secolo (altezza cm.600). "Lo Sposalizio della Vergine" Realizzato nel 1801 dal Pittore fermano Alessandro Ricci e ospitato nel secondo altare destro (costruito nel XVIII secolo, dimensioni cm.210X600), è un olio su tela di lino a tramatura grossa di dimensioni 265X160 cm., restaurato nel 2006 grazie al progetto "Oggi per ieri" dell'artista di Casette d'Ete Giordano MacellariIl Resto del Carlino, Macerata - pag. XXVII, 19 maggio 2006Corriere Adriatico, Fermo - pag.VI, 16 maggio 2006. Il restauro realizzato da Andrea Simoni ha consentito in seguito alla pulitura del dipinto di rinvenire l'iscrizione "Alexander Ricci firmanus pinxit 1801" collocata in basso a destra ai piedi di due personaggi posti in secondo piano rispetto al tema centrale dell'opera: San Giuseppe porge con la mano destra l'anello nuziale alla Madre di Dio e Dio posto al di sopra dei Cori Angelici benedice l'Atto e guida il Sacerdote che officia il Sacramento. Il dipinto evidenzia l'eclettismo dell'Autore che rivisita con un elegante stile rococò opere analoghe dei principali Esponenti del rinascimento e del classicismo. "L'Annuncio a Zaccaria" Dipinto nel XVIII secolo (primo altare sinistro, cm 180X300). "La Crocifissione" In cui il Cristo è raffigurato attorniato da Angeli e dalla presenza della Madonna, di San Giovanni Apostolo e di Santa Maddalena, dipinta nel 1792 da Nicola Monti(secondo altare sinistro, cm 148X310). La Chiesa conserva del XVIII secolo: "L'Adorazione dei Pastori" Olio su tela di cm.148X151. "La Vergine tra la Trinità" Olio su tela. "San Filippo Neri" Dipinto del XVIII secolo(cm 75X46). "San Trofino Vescovo" Olio su tela attribuito a Alessandro Ricci (cm. 178X109). Il quadro raffigura il Santo vestito con il paramento liturgico di Vescovo in atto di adorazione mentre un Angelo gli sorregge il pastorale e due Angeli lo assistono dall'alto. Alla base del quadro il pittore ha lasciato scritto: "S. TROPHIMUS EPUS PODAGRAE DOLORIBUS LANGUENTIUM AUXILIATOR". Due Confessionali Fine secolo XVIII. Confessionale e Pulpito Secolo XVIII dimensioni (225X95X68). Quattro bracci portacandele Secolo XVIII (altezza cm.51). Balaustra Fine secolo XVIII (altezza cm.85). Altare maggiore Fine secolo XVIII (310X220). Sportello per il tabernacolo Fine secolo XVIII (18X38). Coro ligneo Fine secolo XVIII (altezza cm.185). Due Acquasantiere Fine secolo XVIII (altezza cm.54). Santo Vescovo che riceve lo scapolare da un Santo Monaco Olio su tela di dimensioni 106X174 cm.. Secolo XVIII. Serie composta da 6 candelieri e un Crocefisso del XIX secolo Sulla base circolare con tre piedi leonini poggia il nodo a vaso scanalato che sostiene il fusto. Analoga è anche la base del Crocefisso che fa parte della serie (altezza cm.75). Dedicazione Absidale Secolo XIX.
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