Cales era la più importante città dell'antico popolo italico degli Ausoni. Si trovava sulla via Latina (detta anche Casilina, l'attuale SS 6 Casilina), vicino alle montagne del Sannio, pochi chilometri a nord di Casilinum (l'attuale Capua) e poco a sud di Teanum Sidicinum (l'odierna Teano), a non molta distanza dalla moderna Calvi Risorta nel cui comune si trova il sito archeologico.
Storia Sono state proposte diverse versioni dell'etimologia del nome Cales: la più accreditata la fa derivare dal greco antico καλ(ε)ως e si tradurrebbe come "bella". Le origini della città sono sicuramente antichissime: secondo lo studioso latino Sesto Pompeo Festo Ausonia, denominata da Ausone, figlio di Ulisse e Calipso, è la prima parte dell'Italia, in cui vi sono le città di Benevento e Cales:
Secondo Virgilio, l'antichità di Cales trascendeva l'epoca della Guerra di Troia perché i suoi abitanti accorsero in difesa di Turno contro Enea:
Nell'ambito della penetrazione nella Campania felix, nel 335 a.C. i Romani conquistarono la città sotto la guida del console Marco Valerio Corvo.
L'anno successivo venne dedotta una colonia di diritto latino, la prima colonia romana nella zona, che mantenne una propria monetazione. In seguito furono dedotte le colonie di Suessa (l'odierna Sessa Aurunca), Acerra ed altre.
La città era economicamente fiorente, giacché, come afferma Livio «praeda capta ingens est».Tito Livio, Ab urbe condita libri, VIII, 16.
Importante e famoso era il vino caleno, prodotto nellager Calenus, legato al vino Falerno, prodotto nel vicino ager Falernus. Altrettanto famose erano le ceramiche calene, stampate in rilievo e decorate in modo da sembrare stoviglie di bronzo. Cales mantenne la sua importanza anche sotto la dominazione romana, dove divenne sede di una importante scuola di gladiatori e fu dotata di un anfiteatro, di terme, di un teatro e subì una importante revisione dell'impianto urbano.
Nell'alto Medioevo fu sede di un gastaldato incluso nel principato longobardo di Capua, subendo poi una lenta decadenza fino al definitivo abbandono, da cui si salvò solo la cattedrale romanica e l'antico castello presso il Rio Lanzi, restaurato da angioini e aragonesi e presso cui sorse una dogana borbonica.
Il sito archeologico attualmente si trova nel comune di Calvi Risorta, mentre molti dei reperti archeologici più importanti sono conservati nelle sale del Museo Campano della vicina Capua.
Famiglie legate a Cales Atili Fufii Paconii Vinici
Note
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Voci correlate Aurunci Ausoni Monetazione di Cales Ceramica calena Concattedrale di Santa Maria Assunta (Calvi Risorta) Calvi Risorta Agro caleno
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