Lincendio del Norman Atlantic è stato un sinistro marittimo tipicoovvero rientra nei sinistri marittimi con denominazione specifica vedi dettagli occorso domenica 28 dicembre 2014 al traghetto Ro-pax Norman Atlantic, di proprietà della compagnia di navigazione italiana Visemar di Navigazione ma noleggiato dalla compagnia greca Anek Lines, per la quale operava sulle linee di collegamenti Italia-Grecia e viceversa.
L'incidente, avvenuto durante la navigazione sulla tratta tra Igoumenitsa e Ancona, ha gravemente danneggiato il traghetto causando almeno 9 vittime accertate, e 20 dispersi tra i passeggeri del Norman Atlantic (tra cui quattro clandestini, uno minorenne) oltre a due ulteriori vittime tra l'equipaggio di uno dei rimorchiatori inviati sul posto, l'albanese Iliria, a causa della rottura di un cavo di rimorchio.
In tutto, grazie ad una vasta operazione di soccorso mai tentata prima e che ha coinvolto oltre 20 navi mercantili e militari di diverse nazionalità e numerosi elicotteri di soccorso italiani e greci, sono state tratte in salvo 477 persone affrontando condizioni meteomarine estremamente difficili.
L'incendio e i soccorsi La motonave Norman Atlantic (186 metri di lunghezza e poco meno di 27.000 tonnellate di stazza lorda), ha mollato gli ormeggi nel pomeriggio del 27 dicembre 2014 da Igoumenitsa, per una traversata di linea in direzione di Ancona, dove l'arrivo era previsto per le 17 del 28 dicembre, agli ordini del comandante Argilio Giacomazzi, 62 anni, da La SpeziaTraghetto in fiamme, è giallo sui dispersi: 10 morti. Un testimone: "Gli uomini hanno picchiato le donne e i bambini per salvarsi" . Durante la navigazione il traghetto, che aveva a bordo 443 passeggeri, 56 membri dell'equipaggio ed almeno sei clandestini, è rimasto vittima di un grave incendio nel Canale d'Otranto. Le fiamme sono divampate alle 4:30, ora italiana, a 33 miglia da Fanò, nel garage della nave, nel quale si trovavano 128 autocarri, 90 automobili, due autobus ed una moto, mentre il mayday è stato lanciato alle 4:47.
Durante la fase iniziale dell'abbandono della nave, svoltasi nella confusione, la lancia di salvataggio di dritta è stata distrutta dalle fiamme senza poter essere utilizzata, così come il MES (Marine Evacuation System, dispositivo per l'evacuazione della nave mediante scivolo e zattere gonfiabili) mentre la lancia di sinistra è stata ammainata in mare senza alcun ordine in tal senso da parte del comandante, e con a bordo solo 49 persone, un terzo della sua capienza (gli occupanti di tale imbarcazione sono stati recuperati dalla motonave Spirit of Piraeus) Sono state messe in mare anche alcune zattere gonfiabili, alcune delle quali si sono tuttavia capovolte provocando la morte per annegamento o ipotermia di diversi occupanti, mentre altri, rimasti aggrappati a delle cime, sono stati recuperati da elicotteri.
Una zattera ha cercato di riavvicinarsi al Norman Atlantic, da dove sono state calate delle biscagline, ma alcuni occupanti sono caduti e scomparsi in mare nel tentativo di risalire a bordo del traghetto, mentre gli altri, rimasti sulla zattera, sono stati successivamente recuperati dalla motonave Aby Jeannette, che ha complessivamente soccorso 39 persone dalle zattere e dal mare. Überlebende der "Norman Atlantic": "Wir hielten die Kinder in unseren Armen und beteten". - Spiegel.de Due passeggeri greci sono rimasti uccisi a causa di un incidente verificatosi con lo scivolo del sistema d'evacuazione MES. Alcuni passeggeri sono deceduti per ipotermia dopo essersi gettati od essere caduti in mare. Il primo ufficiale di macchina Gianluca Assante, anch'egli caduto in mare, è stato recuperato dalla petroliera Genmar Argus. Solo un centinaio di persone ha abbandonato la nave su zattere e lance o gettandosi in acqua, mentre le rimanenti sono state recuperate da elicotteri.
Mentre numerose navi mercantili in navigazione nei pressi (i traghetti Forza e Cruise Europa, la portacontainer Spirit of Piraeus, le portarinfuse Aby Jeannette, Stelios B., Plana e Salvinia, le petroliere Genmar Argus e Nissos Serifos, le chimichiere Evinos e Canneto M.) venivano dirottate sul luogo dell'incendio, da Brindisi sono partiti i rimorchiatori Tenax e Marietta Barretta (rispettivamente alle 7.40 ed alle 5) con otto vigili del fuoco suddivisi in 2 squadre e due motovedette della Guardia Costiera, mentre altre due motovedette sono salpate da Otranto e Santa Maria di Leuca; da Igoumenitsa e Corfù hanno preso il mare tre mezzi della Guardia Costiera greca, tra cui un battello antincendio. Sono inoltre decollati diversi elicotteri della Marina (sette), dell'Aeronautica (tre) e della Guardia Costiera (due) italiane, nonché delle analoghe forze elleniche (5 dell'Aeronautica greca, due della Marina e 4 dell'Esercito).
A causa delle estreme condizioni meteorologiche, con mare forza 7-8, onde alte fino a sei metri e vento ad oltre 50 km/h, e dell'incendio a bordo, i passeggeri rimasti a bordo, dopo la messa in mare di zattere e lance, hanno potuto essere evacuati esclusivamente per via aerea. Dopo il primo intervento di elicotteri da ricerca e soccorso dell'aeronautica militare greca, le operazioni sono state effettuate da elicotteri militari italiani che si appoggiavano inizialmente al traghetto Cruise Europa nominato OSC (On Scene Commander) ovvero comandante sul posto delle operazioni SAR, e poi alla nave da sbarco San Giorgio inviata quasi immediatamente dal porto di Brindisi; facendo la spola con il suo ponte di volo, gli elicotteri hanno potuto rapidamente trasferire i naufraghi raccolti nonostante il notevole numero di passeggeri ancora a bordo dopo i primi soccorsi.
Inizialmente, i superstiti recuperati dagli elicotteri sono stati trasferiti sul traghetto Cruise Europa (per un totale di 69), mentre in seguito all'arrivo della nave anfibia San Giorgio è divenuta quest'ultima la piattaforma di atterraggio per gli elicotteri. Il Cruise Europa non ha potuto recuperare nessuno dal mare a causa delle condizioni meteomarine fortemente avverse, che hanno anzi causato la perdita di una delle sue lance di salvataggio, la numero 4, precedentemente calata in mare nel tentativo di soccorso poi arenatasi danneggiata sulla costa albanese al pari della lancia di sinistra del Norman Atlantic.
Il primo naufrago recuperato da elicotteri, un passeggero in ipotermia che si trovava in mare aggrappato ad una zattera capovolta, è stato recuperato e portato all’aeroporto militare di Galatina alle ore 10; durante i soccorsi un uomo della Guardia Costiera ha riportato lievi ferite, mentre un elicottero è dovuto rientrare a causa della rottura di un verricello. Alle 11.46 il coordinamento delle operazioni di soccorso è stato assunto dalle autorità italiane (Maritime Rescue Sub Center di Bari, poi Maritime Rescue Coordination Center di Roma).
A mezzogiorno, con il salvataggio di un primo gruppo di 8 persone, trasportate a Galatina, ha avuto inizio il recupero dei passeggeri a bordo della nave mediante elicotteri del 84° Centro SAR di Gioia Del Colle e del 61º Stormo di Galatina, che hanno costituito un ponte aereo. Alle 13:12 ed alle 13:16 sono stati fatti partire da Brindisi, rispettivamente, la nave anfibia San Giorgio ed il rimorchiatore Asmara, precedute alle 11:30 da un altro rimorchiatore, l'Aline B.. Nel frattempo accorrevano sul luogo anche il pattugliatore albanese Butrinti, che, giunto sul posto alle 10:45, ha partecipato allo spegnimento dell’incendio insieme al Marietta Barretta a partire dalle 12:40 (opera nella quale è giunto ad assisterlo il gemello Lissus il giorno seguente), e la fregata greca Navarino (da Salamina hanno preso il mare anche la FAC Daniolos e la nave supporto logistico Axios). “Lisus” dhe “Butrinti” dy anijet shqiptare që morën pjesë në shpëtimin e Norman Atlantic. Navarino frigate to arrive around 5 am to help with the Norman Atlantic situation. - Protothema.gr
Alle 14:06 i superstiti recuperati erano complessivamente 111; 26 dei quali recuperati da elicotteri (9 portati in Puglia e 17 sul Cruise Europa); alle 15:09 risultavano tratte in salvo 131 persone, 45 delle quali con elicotteri (36 sul Cruise Europa e le altre a terra), divenute 146 alle 16:10. Alle 15:30, intanto, il pattugliatore albanese Butrinti ha recuperato un passeggero greco caduto in mare. Alle 17:31 il rimorchiatore Marietta Barretta (impegnato con il Tenax anche ad arginare l’incendio con gli idranti di bordo), dopo diversi tentativi e con l'assistenza di un elicottero, è riuscito a prendere a rimorchio il Norman Atlantic.
Alle 19:30, mentre arrivava sul posto il San Giorgio, sulla quale hanno iniziato ad essere portati, invece che sul Cruise Europa (dove erano stati sino ad allora trasferiti 69 naufraghi), i superstiti, il numero dei salvati era salito a 165, divenuti 169 alle 21:02, quando il San Giorgio ha assunto il coordinamento dei soccorsi, e 172 alle 21:25. Essendosi spezzato il cavo di rimorchio, alle 21:55 del 28 dicembre il Marietta Barretta ha dovuto sostituire il cavo, riuscendo a riprendere il rimorchio.
Il recupero dei naufraghi, trasportati dagli elicotteri sul San Giorgio, è proseguito anche durante la notte, dopo l’arrivo in tarda serata del cacciatorpediniere lanciamissili Luigi Durand de la Penne, dotato di un ulteriore elicottero, che ha preso a bordo 31 naufraghi (successivamente trasferiti sul San Giorgio, sul quale ne erano precedentemente stati depositati 184).Norman Atlantic, la Marina impegnata nelle operazioni di salvataggio del traghetto - Sito ufficiale Marina. Alle 4:56 del 29 dicembre i naufraghi recuperati risultavano 221; poco dopo personale medico è stato depositato dagli elicotteri a bordo del Norman Atlantic. Alle 6:17 erano 251 le persone tratte in salvo, salite a 265 alle 7:02, a 290 alle 7:52, a 310 alle 8:41 e a 316 alle 9:15. Alle 9:35 i superstiti recuperati erano 329, saliti a 345 alle 9:49, 356 alle 10:17 e 379 alle 11:26. Alle 11:55 erano stati recuperati 391 sopravvissuti ed anche i corpi di quattro vittime (un primo passeggero era deceduto durante il recupero da parte di un elicottero il giorno precedente e la salma era stata portata a Brindisi). Durante tali operazioni è sopraggiunto anche un secondo pattugliatore albanese, il Lisus, che si è unito al gemello Butrinti ed ai rimorchiatori italiani nel gettare acqua per spegnere l'incendio.
Alle 13:10 407 persone risultavano tratte in salvo ed alle 13:35 solo nove membri dell’equipaggio erano rimasti sul Norman Atlantic, per effettuare un’ultima ispezione. Alle 14:10 solo il comandante Giacomazzi, assieme a quattro ufficiali della Marina Militare, era ancora a bordo del traghetto; alle 14:50 anche il comandante Giacomazzi ha lasciato la nave risultando l'ultimo nel fare ciò, come previsto dai protocolli vigenti.Norman, il comandante: l'ultimo a lasciare la nave - Tweet Guardia Costiera.Naufragio Norman Atlantic, il comandante è di La Spezia; la figlia: "Resterà sulla nave fino all'ultimo" - La Nazione.it. Oltre a tutti i passeggeri e membri dell'equipaggio presenti sul traghetto dopo l'iniziale concitato abbandono della nave sulle imbarcazioni, gli elicotteri hanno portato in salvo anche due cani che si trovavano sulla nave. Alle 15:37 sono state recuperate altre due salme, portando il numero delle vittime a sette, ed alle 20:06 altre due.