Stato Libero del Congo (in francese État indépendant du Congo, in olandese Kongo-Vrijstaat) è il nome con cui venne definito il controverso regno privato di Leopoldo II del Belgio che comprendeva l'intera regione che oggi costituisce la Repubblica Democratica del Congo in Africa.
Leopoldo II pose le basi per il controllo militare, politico ed economico del paese fin dal 1877 e lo governò dal 1885 al 1908 con un regime dittatoriale basato sul terrore. Nel 1908 la pressione della stampa e dell'opinione pubblica al trapelare delle notizie sulle atrocità commesse nello Stato fecero sì che il Belgio proclamasse l'annessione ufficiale dello Stato e la fine delle persecuzioni nei confronti dei nativi; la colonia assunse in seguito il nome di Congo Belga.
La costituzione Le azioni di Leopoldo II Nel 1876, Leopoldo II del Belgio fondò, con la cooperazione di diversi esploratori dell'Africa e il supporto di alcuni governi europei, l'Association internationale africaine per la promozione dell'esplorazione e della colonizzazione dell'Africa.
L'anno successivo Henry M. Stanley fu inviato dall'Associazione nel Congo; qui, con una serie di trattati stipulati con i capi delle popolazioni indigene, si assicurò i diritti su una vasta area lungo il corso del fiume Congo, diritti rafforzati dall'installazione di alcune basi militari. Dopo il 1879 l'attività dell'Associazione passò sotto l'egida del Comité d'Etudes du Haut Congo, che in seguito divenne la International Association of the Congo, organizzazione che cercò di riunire i numerosi territori acquisiti in un'unica entità di cui chiedere il riconoscimento. Il 22 aprile del 1884, il governo degli Stati Uniti d'America, avendo dichiarato legittimi i trattati di cessione dei capi locali, riconobbe la International Association of the Congo come stato indipendente; seguì il riconoscimento da parte di Austria-Ungheria, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Russia, Spagna, e Svezia. La conferenza internazionale sull'Africa, tenutasi a Berlino nel 1884-85, confermò lo status giuridico dello Stato Libero del Congo.
Leopoldo II conquistò la supremazia sul Congo con l'appoggio di gran parte della potenze europee. I profitti che ottenne dalla regione portarono ad un maggiore interesse per l'Africa e ad un aumento della competizione per accaparrarsi i suoi territori ed i francesi rivendicarono i territori a nord del Pool Stanley corrispondenti all'attuale Repubblica del Congo. Le altre potenze europee furono astutamente messe l'una contro l'altra da Leopoldo II che, in qualità di presidente dellAssociation internationale africaine, riuscì a prendere parte alle negoziazioni fra i diversi stati. Il Regno Unito non approvava l'espansione francese; avrebbe potuto avanzare delle rivendicazioni sul Congo per via della spedizione del tenente Cameron, che nel 1873 ere entrato nella regione proveniente da Zanzibar per portare nel Regno Unito le spoglie di Livingstone. C'erano delle perplessità di fronte alla prospettiva di dover gestire una nuova e difficile colonia. Il Portogallo si ricordò di avere rivendicazioni molto più antiche, risalenti all'epoca della scoperta dell'estuario del Congo da parte di Diogo Cão e trascurate per secoli. Inizialmente cercò un accordo con la Francia, ma poi accettò l'offerta di appoggio da parte del Regno Unito, che chiedeva in cambio un accordo di libero scambio. La Germania di Bismarck aveva vasti possedimenti nella colonia dell'Africa Sud-Occidentale e non aveva particolari mire sul Congo; avrebbe gradito vedere esclusi dalla regione i rivali di Francia e Regno Unito. Leopoldo iniziò con il Regno Unito una campagna a suo favore, diffuse la voce che avrebbe accordato, in cambio del controllo formale del Congo, uno status preferenziale al Regno Unito e alle sue attività commerciali (promessa accordata anche dal Portogallo) e tentò di offuscare la reputazione portoghese divulgando la cifra da record della tratta degli schiavi praticata dal paese. Nel contempo promise a Bismarck che non avrebbe praticato favoritismi nei confronti di alcuna nazione e che le attività commerciali tedesche sarebbero state favorite al pari delle altre nazioni.
Leopoldo offrì alla Francia l'appoggio dellAssociation internationale africaine per garantire il controllo delle terre affacciate sulla riva settentrionale del Congo, proponendo che, in caso di impossibilità da parte sua di mantenere il controllo del Congo, lo avrebbe ceduto alla Francia.
Come mossa finale inviò al Presidente degli Stati Uniti d'America Chester A. Arthur le trascrizioni dei trattati "estorti" da Henry Morton Stanley ai vari capi locali del Congo, proponendo che l'Association, in quanto ente umanitario e totalmente disinteressato, venisse incaricata di amministrare la nazione fino a quando le popolazioni locali sarebbero state in grado di governarsi da sé.
La conferenza di Berlino
Nel novembre del 1884 Otto von Bismarck convocò a Berlino i rappresentanti di 14 stati per ricercare una soluzione pacifica alla crisi del Congo. Dopo mesi di negoziati, la conferenza si concluse con il trionfo di Leopoldo, che si vide assegnare 2.344.000 km² di territorio per costituire lo Stato Libero del Congo.
Tramite virtuosismi diplomatici Leopoldo fece sì che il Congo non venisse assegnato ad una delle sue organizzazioni filantropiche e nemmeno alla sua carica di sovrano, bensì semplicemente a lui stesso, alla sua persona. Divenne quindi reggente di una popolazione che Stanley stimò composta da 30 milioni di persone, priva di costituzione e senza alcuna forma di supervisione da parte di organismi internazionali.
La politica coloniale La conquista e lo sfruttamento Leopoldo, ottenuto il suo scopo, non aveva più bisogno della facciata dell'Association; la rimpiazzò quindi con un gruppo di funzionari belgi nominati da lui stesso. Inviò a Boma, scelta come capitale temporanea, un governatore generale e un capo della polizia. L'area del bacino del Congo fu divisa in 14 distretti amministrativi, a loro volta suddivisi in zone; queste furono divise in settori e questi ultimi in postazioni. A capo di ognuna di queste entità fu messo personale europeo, tra cui mercenari e avventurieri di ogni risma.
Negli anni successivi si posero tre problemi principali: Al di là delle stazioni commerciali fondate da Stanley, lo Stato Libero del Congo era costituito da giungle inesplorate che non offrivano ritorni commerciali. Cecil Rhodes, Primo ministro della colonia britannica del Capo (parte dell'attuale Sudafrica) iniziò una progressiva espansione verso nord, minacciando di occupare la parte meridionale del Congo, a dispetto di quanto stabilito nel trattato di Berlino e con la tacita connivenza di Londra. Le bande di razziatori di schiavi di Tippu Tip dello Zanzibar stabilirono una solida presenza nel nord e nell'est del paese (l'attuale Uganda), dove riuscirono a creare uno Stato indipendente.
Le politiche finanziarie e territoriali
Leopoldo era uno degli uomini più ricchi dell'epoca; nonostante ciò ebbe ben presto delle difficoltà ad affrontare le spese del nuovo Stato. Istituì un regime coloniale brutale e volto alla massimizzazione dei profitti. La prima mossa fu l'introduzione del concetto delle cosiddette terres vacantes, cioè delle terre sulle quali non viveva alcun europeo. Dichiarò le terres vacantes proprietà dello Stato e incoraggiò il loro sfruttamento.
Successivamente lo Stato Libero fu diviso in due aree economiche. La zona di commercio libero venne aperta a commercianti di tutti gli stati europei, liberi di acquistare concessioni di monopolio di durata di 10 o 15 anni per qualunque risorsa di valore di un distretto, ad esempio avorio e gomma. L'altra zona, costituita dai due terzi del paese, divenne Domaine Privé, ovvero proprietà privata esclusiva dello Stato, a sua volta proprietà esclusiva di Leopoldo.
Il Congo divenne autosufficiente da un punto di vista finanziario, ma ciò non fu sufficiente per Leopoldo, che nel 1893 prese circa 259.000 km² dalla zona di commercio libero e li dichiarò Domaine de la Couronne, gestito con le stesse regole del Domaine Privé, fatta eccezione per il fatto che tutti i profitti andavano direttamente a Leopoldo in persona.
In seguito Leopoldo affrontò il secondo problema, l'espansionismo britannico nelle parti meridionali del bacino del Congo. Il distretto del Katanga, situato nell'alto corso del Congo, era dominato dal regno di M'Siri, il regno di Yeke, che aveva già avuto contatti con Rhodes. Leopoldo non si dette pena di negoziare ed inviò una spedizione militare a occupare la capitale del regno; M'Siri fu catturato, rifiutò di cedere la sovranità sul territorio e fu infine assassinato da un ufficiale dello Stato Libero.
La soluzione di breve periodo del terzo problema, la presenza dello schiavista Tippu Tip, fu un'alleanza. Leopoldo lo nominò governatore del distretto di Stanley Falls. Nel medio periodo la soluzione si rivelò poco conveniente: Tippu Tip si rivelò, infatti, un abile concorrente; ogni risorsa estratta da Tippu Tip era di fatto perduta da Leopoldo e la guerra divenne inevitabile.
Il combattimento fu condotto tramite l'uso di tribù rivali e fu di una ferocia inaudita; si protrasse fino al 1894, quando le mitragliatrici e l'artiglieria di Leopoldo ebbero il sopravvento sui moschetti delle armate di Tippu Tip.
La repressione belga
Nel tempo aumentò la pressione affinché crescessero i profitti ricavati dal paese: agli ufficiali di distretto venne ridotto lo stipendio e integrato con delle commissioni basate sui profitti ricavati dalla loro area di competenza. In seguito alle forti critiche, questo sistema venne sostituito dalla cosiddetta allocation de retraite: una gran parte del pagamento era vincolata a fine mandato al giudizio da parte dei superiori sull'operato dell'ufficiale. In pratica non cambiò nulla. Alle comunità indigene nel Domaine Privé non solo era imposto per legge di vendere tutti i prodotti solo allo Stato, ma erano anche costrette a fornire quantità di avorio e caucciù agli ufficiali dello Stato ad un prezzo imposto dallo Stato, a fornire cibo per i funzionari locali e a fornire il 10% della popolazione come forza lavoro a tempo pieno e il 25% come forza lavoro a tempo parziale, di fatto schiavi, anche se il termine non era utilizzato.
La gomma, contrariamente a quanto avveniva in Brasile, non era ricavata dall'incisione degli alberi, ma dal taglio dei rampicanti della Cryptostegia grandiflora: dopo aver tagliato il rampicante, gli indigeni vi si rotolavano sopra e, una volta seccato e indurito, il caucciù veniva tolto (in modo piuttosto doloroso) dalla pelle. Nel tempo divenne sempre più difficile trovare piante, ma nonostante ciò le quote imposte aumentarono inesorabilmente.
Le atrocità contro la popolazione
Per ottenere il raggiungimento delle quote fu costituita nel 1885 la Force Publique (FP), un'armata costituita per terrorizzare la popolazione. Gli ufficiali erano funzionari dello Stato, mentre la truppa era composta da membri delle tribù dell'alto corso del Congo. Equipaggiata con armi moderne e con la sjambok, la Force Publique soleva catturare e torturare ostaggi (soprattutto donne), bruciare i villaggi recalcitranti e, soprattutto, amputare gli arti superiori, che divennero una sorta di trofeo da mostrare agli ufficiali che, nel timore che i subordinati potessero sprecare munizioni per la caccia, chiedevano una mano umana per ogni proiettile sparato.
Le mutilazioni