La famiglia Iosa è un'importante casata nobiliare italiana.

Storia della famiglia Le origini storiche

La famiglia Iosa (nota anche come Josa o Sosa) prende il nome dal paese spagnolo di origine, Josapp. 116-120 Libro V - Arrigo di Abbate, ovvero la Sicilia dal 1296 al 1313 / pel Cav. Giuseppe Di Cesare – Stamperia nella Pietà de' Turchini strada Medina n. 17 – Napoli 1833 - Biblioteca Lucchesi Palli – Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III – Napoli.pp. 42-43 Tomo V – Anno II – Parte Sicilia - Effemeridi scientifiche e letterarie per la Sicilia 1833 – Dalla Tipografia di Filippo Solli- Palermo 1833 – Harvard College Library The Gift of Achibald Cary Coolidge., dove godeva di antica nobiltà. La sua presenza in Italia risale all'anno Mille ed è dovuta al barone - di nomina normanna - Roderigo SosaVol. 466, pag. 342; Vol. 467, pp. 11-112-180; Vol. 739, pag. 67/A e Vol. 1028, pag. 95 Schedari dello studio araldico Guelfo Guelfi Camajani di Firenze.Libro 4, Cap. 5 – De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis et Roberti Guiscardi ducis fratris eius – di Goffredo Malaterra.Rosario Gregorio, Volume II, elenco «baronum et feudatariorum» - Bibliotheca scriptorum qui res in Sicilia gestas sub Aragonum imperio retulere – Palermo 1791-92, pp. 464-470.Il "Magnum Capibrevium" dei Feudi Maggiori di Giovan Luca Barberi, a cura di Giovanna Stalteri Ragusa, Tomi 2, Palermo 1993.pag. 147, nota numero 71, Sulla datazione della «Descriptio Feudorum sub Rege Friderico» (1335) e dell’«Adohamentum sub Rege Ludovico» (1345) di Antonino Marrone, Palermo: «Mediterranea. Ricerche storiche», 2004., il quale, per aver combattuto la guerra santa di liberazione a fianco di Ruggero I di Sicilia contro i Musulmani, ebbe nel 1098 in feudo Raululia (oggi Camastra, in provincia di Agrigento)"Roderigo Sosa o Josa, per aver combattuto con il Gran Conte Ruggero, ebbe come ricompensa il Feudo di Raululia (chiamata poi Ramulia ed oggi Camastra), allorquando, terminato l'assedio di Agrigento e presa la fortezza di San Giovanni il 25 Luglio 1098, vennero strappate al Camutto Emiro de' Saraceni “Undici Terre circonvicine” alla città di Agrigento. Fra queste terre Raululia". Libro 4, Cap. 5 – De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis et Roberti Guiscardi ducis fratris eius – di Goffredo Malaterra.Tomo VI, parte II pp. 47-48 – Annali d'Italia – di Ludovico Antonio Muratori., feudo che la famiglia riuscì a conservare ininterrottamente per trecento anni, nel periodo normanno, nel periodo svevo, nel periodo angioino e in quello aragonese."Le famiglie feudali", pag. 402, in Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390) di Antonino Marrone – Palermo: Mediterranea. Ricerche storiche, 2006.

Tra i discendenti siciliani di Roderigo Sosa troviamo il dominus Eximenio (Scimene) Sosapag. 18, Ruoli del 1296 – Sicilia Nobilis sive nomina et cognomina Comitum, Baronum et feudatariorum Regni Siciliae anno 1296 sub Friderico II vulgo III et anno 1408 sub Martino II Siciliae Regibus, di Bartolomeo Muscia, apud Haeredes Corbelletti, Roma 1692. Il gesuita Giovanni, Maria Amato, figlio del Principe di Galati e Duca di Caccamo, nel 1692 scriveva sotto lo pseudonimo di Bartolomeo Muscia.Volume Secondo pag. 116 - La Storia dei Feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni - di Francesco San Martino De Spucches - Editore Mario Gregorio, Ristampa 2013. L'opera venne originalmente stampata nel 1924 a Palermo dalla Scuola Tipografica "Boccone del povero"., feudatario con i suoi eredi di Camastra, nonché di BordonaroLa masseria fortificata di Bordonaro Soprano in Gangi, Studi e ricerche storiche a cura di Salvatore Farinella 2014. (1292-1345), in provincia di Palermo, di Rafaulica (1292-1345) e di Rambici (1335-1342), in provincia di Enna (antica Castrogiovanni)voce I Feudi, pp. 467-475-523 e 524, in Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390) di Antonino Marrone – Palermo: Mediterranea. Ricerche storiche, 2006.pp. 41-42, 240-241, 349 e 356 Volume Terzo - La Storia dei Feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni - di Francesco San Martino De Spucches – Palermo 1924, Editore Mario Gregorio, Ristampa 2013.. Altri discendenti del barone Roderigo e di Eximenio (Scimene) Sosa erano i Sosa di Messina e quelli di Cataniavoce "Le famiglie feudali", pp. 401-402, in Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390) di Antonino Marrone – Palermo: Mediterranea. Ricerche storiche, 2006.. Tra gli eredi di Eximenio (Scimene) Sosa c'era anche Macalda SosaVolume Secondo pag. 116 - La Storia dei Feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni - di Francesco San Martino De Spucches – Palermo 1924, Editore Mario Gregorio, Ristampa 2013., a cui era assegnato il feudo di Camastra, la quale si imparentava con i principi di PalagoniaI capibrevi di Giovan Luca Barberi. I feudi dei tre Valli di Sicilia, 3 Volumi, Editore Società Storia Patria Palermo, Ristampa anastatica, 1985.Libro VI, Volume II, pag. 290 – Teatro genologico delle famiglie nobili, titolate, feudatarie ed antiche nobili del Regno di Sicilia – di Filadelfo Mugnos – Palermo- Messina 1647-1670, Editore Arnaldo Forni, Ristampa anastatica, Sala Bolognese 2007.. Matteo Palagonia, figlio di Francesco Palagonia e di Macalda Sosa, e i suoi eredi continuarono a possedere il feudo di Camastra (1098-1398)voce "I Feudi", pag. 475, in Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390) di Antonino Marrone – Palermo: Mediterranea. Ricerche storiche, 2006.pp. 241 e 356 Volume Terzo - La Storia dei Feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni - di Francesco San Martino De Spucches – Palermo 1924, Editore Mario Gregorio - Ristampa 2013.Volume Secondo pag. 116 - La Storia dei Feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni - di Francesco San Martino De Spucches – Palermo 1924, Editore Mario Gregorio, Ristampa 2013..

A Messina si trovavano anche il barone Bernardo JosaLibro III pag. 359 – Teatro genologico delle famiglie nobili, titolate, feudatarie ed antiche – di Filadelfo Mugnos – Palermo- Messina, 1647-1670, Editore Arnaldo Forni, Ristampa anastatica, Sala Bolognese, 2007.pag. 227 Nobiliario della città di Messina di Giuseppe Galuppi – Napoli 1877, Editore Arnaldo Forni, Ristampa anastatica, Sala Bolognese 2007., morto nel 1400, e sua figlia Filippa, che nel 1396 andò in sposa a Pier Antonio de Filesio, giurato prima e in seguito ambasciatore della città di Agrigento presso il ViceréArchivio di Stato di Palermo Rc, reg. 43, c. 205v., P, reg. 24, c. 30v., Rc, reg. 56, c. 53r; P, reg. 28, c. 30r., Rc, reg. 61, c. 36r; P, reg. 30, c. 30r., Rc, reg. 66, c. 56v., P, reg. 32. c. 22r. e Rc, reg. 70, c. 264 in “Il notaio Vitale de Filesio, vicesecreto di Agrigento nell’età dei Martini (1392-1410)” di Patrizia Sardina, Palermo: «Mediterranea. Ricerche storiche», 2006.Libro III pag. 359 – Teatro genologico delle famiglie nobili, titolate, feudatarie ed antiche – di Filadelfo Mugnos – Palermo- Messina 1647-1670, Editore Arnaldo Forni, Ristampa anastatica, Sala Bolognese, 2007..

Tra i Sosa di Catania figuravano Siminello, Eleonora e Roderigo jr, figli del miles Roderigo e di Elisabetta Sosapag. 133 Nobiltà di Stato: famiglie e identità aristocratiche del tardo Medioevo. La Sicilia di Igor Mineo - Donzelli Editore, Roma 2001.pag. 93, sui de Sosa, Il tabulario del monastero di San Benedetto da Catania (1299–1633) di M. L. Gangemi, presentazione di Salvatore Tramontana, Società Siciliana per la Storia Patria, Palermo 1999..

Un altro ramo molto importante della famiglia era quello dei fratelli Asnarus e Montaneiro SosaActa Sicula-Aragonensia II: Documenti sulla luogotenenza di Federico d'Aragona a cura di F. Giunta, A. Giuffrida, Palermo 1972, pp. 90-91."Repertorio degli atti di Cancelleria del Regno di Sicilia dal 1282 al 1377", pag. 93, in Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390) di Antonino Marrone – Palermo: Mediterranea. Ricerche storiche, 2006.. Asnarus Peris Sosa, milite, era nel 1309 Stratigoto di Messina. Montaneiro, barone, era dal 1292 feudatario di Gagliano Castelferrato (1292-1350), in provincia di Enna (antica Castrogiovanni), nonché padrone dell'antico Castello di Gaglianovoce "I Feudi", pag. 493, in Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390) di Antonino Marrone – Palermo: Mediterranea. Ricerche storiche, 2006.pp. 176 e 242 Volume Terzo - La Storia dei Feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni - di Francesco San Martino De Spucches – Palermo 1924, Editore Mario Gregorio - Ristampa 2013.. I due fratelli Sosa ottenevano i privilegi feudali perché parteciparono alla guerra dei Vespri siciliani. Nel 1282 con re Pietro III d'Aragona, detto il Grande, marito di Costanza di Svevia, misero fine al dominio francese in Sicilia di Carlo I d'Angiò, alleato di Papa Clemente IV. Montaneiro Sosa passò inoltre alla storia per il cosiddetto "Fatto di Gagliano", in cui, con un gioco di astuzie, riuscì ad attirare in una trappola l'esercito francese che subì una pesante sconfittaFatto di Gagliano, Volume IV, Capitolo XXXIV, Paragrafo V pp. 67-70, Somma della storia di Sicilia di Niccolò Palmeri – Stamperia Francesco Spampianato 1840.Il Fatto di Gagliano è raccontato anche dalla pag. 214 alla pag. 218 nel Tomo IV - Storia Civile - Parte Quarta - della Storia generale della Sicilia di A. Francesco Ferrara - Palermo - presso Lorenzo Dato M.DCCC.XXXI – Biblioteca Regia Monacensis, Monaco di Baviera – Biblioteca della Regia Casa in Napoli.Le due deche dell'historia di Sicilia del R.P.M. Tommaso Fazello – Siciliano, dell'Ordine de' Predicatori – Tradotte dal Latino in lingua Toscana dal P.M. Remigio Fiorentino, del medesimo Ordine – in Venetia appresso Domenico, et Gio. Battista Guerra, fratelli. M.D.LXXIIII - Libro IX - Capitolo III “Di Federico Secondo Re di Sicilia, falsamente detto Terzo” pp. 1375-1378.pag. 85 Il Progresso delle scienze delle lettere e delle arti - Opera periodica compilata a cura di Giuseppe Ricciardi - Volume IV – II anno – romanzo storico - Napoli, pe' tipi della Minerva strada s. Anna de' Lombardi num.° 10, 1833, The New York Publiclibrary 88021 – Astor, Lenox and Tilden Foundations 1887 – The Astor Library.., ed è più volte indicato nelle fonti narrative come familiare dei reali di AragonaTomo IV - Storia Civile - Parte Quarta - della Storia generale della Sicilia di A. Francesco Ferrara, pp. 214 -218 - Palermo - presso Lorenzo Dato M.DCCC.XXXI – Biblioteca Regia Monacensis, Monaco di Baviera – Biblioteca della Regia Casa in Napoli.Libro V - Arrigo di Abbate, ovvero la Sicilia dal 1296 al 1313 / pel Cav. Giuseppe Di Cesare, pp. 116-120 – Stamperia nella Pietà de' Turchini strada Medina n. 17– Napoli 1833 - Biblioteca Lucchesi Palli – Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III – Napoli., essendo in effetti un familiare fedelissimo di re Federico III di Sicilia (o di Trinacria), celebrato da Dante Alighieri nella Divina Commedia come "l'onor di Cicilia e d'Aragona".

Nel 1345 il feudo di Gagliano passava nelle mani di Martino Sosavoce "I Feudi", pag. 493, in Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390) di Antonino Marrone – Palermo: Mediterranea. Ricerche storiche, 2006., figlio di Montaneiro. Il giovane barone Martino, morto in battaglia nel 1350, lasciando vedova la contessa Anna, figlia di Scaloro degli Uberti, parente di Farinata degli Uberti e conte di Assoro e barone di Gatta, Condrò e Raffadali durante il Vespro sicilianoVolume Quarto pag. 118 - La Storia dei Feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni - di Francesco San Martino De Spucches – Palermo 1924, Editore Mario Gregorio - Ristampa 2013., fu anche tutore di Siminello o Ximinello Sosa, figlio del miles Roderigo e di Elisabetta Sosa di Catania.