Era conte palatino e capitanio (vassallo immediato) del Sacro Romano Impero e abitava in Milano, nella parrocchia di San Simpliciano. Aveva sposato Valentina Visconti, figlia naturale di Barnabò Visconti signore di MilanoTettoni - Saladini "Teatro araldico italiano" vol. 3 MDCCCXLIII sub voce Aliprandi.

Biografia

La sua prima comparsa nella vita pubblica è del 1386, quando venne eletto decurione del consiglio per il sestiere di porta Comacina. Qualche anno dopo il duca di Milano lo volle tra i suoi consiglieri ed ebbe ruoli politici e militari anche fuori città.

Nel 1403 si trovava a Piacenza dove il comune lo incaricò di sostenere presso il duca Gian Galeazzo Visconti la richiesta di poter costituire quattro squadre per la difesa della città, e di consentire che la potente famiglia degli Anguissola ne venisse cacciata.

Nel 1412, venne nominato podestà e capitano delle Armi di Bologna e il suo stemma, con un errore nei colori, figura nello “Stemmario Bolognese"Niccolò Orsini De Marzo “Stemmario Bolognese Orsini De Marzo ” Milano 2005 Orsinidemarzo.com pag. 46.

Quando, nello stesso anno 1412, Estorre Visconti venne proclamato Signore di Milano, Giovanni Aliprandi se ne tornò in patria.

Per aver appoggiato suo cognato Estorre Visconti, fu esiliato dal duca Filippo Maria Visconti insieme a Iso Aliprandi suo parente e gli furono confiscati i beniVincenzo Botteon, "Un po' di cronaca della famiglia Aliprandi", Conegliano: Tip. Lit. Antonio De Beni, 1899. Si rifugiò a Treviso e in tal luogo, dopo il 1420, diede origine alla sua discendenza.

Nel 1425 si era ritirato a Treviso con la famiglia il conte di Carmagnola, grande nemico dei Visconti, che dal servizio del duca di Milano era passato nei territori della Repubblica di Venezia offrendole i suoi servigi.

Dai documenti venuti alla luce nel 1800, dopo la fine della Repubblica di Venezia, e da quelli dell'Archivio Visconteo, pubblicati dall'Oslo, risulta chiaramente che Giovanni Aliprandi ordì una congiura per uccidere il conte di Carmagnola, nella speranza di poter convincere in tal modo il Duca, suo parente, a togliere il bando che aveva colpita la sua famiglia. Scoperta la congiura Giovanni Aliprandi venne arrestato e decapitato nel 1426.

I discendenti di Giovanni Aliprandi

Il Dr. Nicolò Mauro, scrittore del XVI secolo, afferma che Giovanni Aliprandi era stato esiliato da Milano a Treviso e che era il capostipite degli Aliprandi trevigiani. Lo stesso specifica altresì che tutti gli Aliprandi che nella sua epoca vivevano in Treviso appartenevano alla stessa famiglia che aveva come capostipite Giovanni Aliprandi, marito di Valentina Visconti. Essendo stati confiscati i beni che la famiglia possedeva nel Ducato di Milano, i membri della stessa in Treviso erano tintoriFamiglia Aliprandi in Nicolò Mauro, "Genealogie trevigiane", manoscritto 1089 della Biblioteca Comunale di Treviso.

I figli di Giovanni Aliprandi e di Valentina Visconti e alcuni loro discendenti erano operai o commercianti. Gli stessi, pur nobilissimi di origine, erano considerati appartenenti al ceto popolare.

Gli attuali rappresentanti della famiglia discendono da Giuseppe Aliprandi (nato nel 1868 in San Polo di Piave), fratello del Cav. Avv. Antonio Aliprandi sindaco di Conegliano e sono imparentati con i MarzottoAA.VV., "Libro d'oro della nobiltà italiana", Roma, Collegio Araldico, 2015 - 2019, Edizione XXV, vol. XXXII, pag. 917 (Aliprandi).

Il predetto Giuseppe Aliprandi (San Polo di Piave 11 novembre 1868 - Oderzo 15 giugno 1956) fu Domenico, possidente, si portò ad abitare ad Oderzo e nel 1910 risulta ivi residenteBollettino ufficiale delle società per azioni. Svolse con profitto la professione paterna del commercio dei generi alimentari e in seguito anche dei carburantiPaolo Gardin, "L'antica casa di fronte al Castello", Godega di Sant'Urbano (TV), 2006, pag. 56. Il figlio di questi, Domenico Aliprandi (Oderzo, 11 settembre 1898 - Oderzo 25 settembre 1991), fu un industriale e presidente del consiglio di amministrazione dell'omonima societàGazzetta ufficiale della Repubblica Italiana. In seguito divenne presidente della Domenico Aliprandi S.p.a. il figlio del suddetto Domenico, Agostino Maria Aliprandi (Oderzo 10 maggio 1932 - 1998)Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana.

A San Polo di Piave gli Aliprandi erano stati proprietari del Palazzo Gabrieli e nel cimitero é presente la loro cappella gentiliziaIl cimitero di San Polo di Piave. A Oderzo erano proprietari del Palazzo del Corno, poi Tomitano, poi Aliprandi sito in via Umberto IPalazzo del Corno, poi Tomitano poi Aliprandi(nel 1950 apparteneva al predetto Giuseppe AliprandiProvvedimento di tutela del 1950) che attualmente è un condominioScheda completa del palazzo. In Oderzo, nella zona industriale, aveva sede la loro azienda di alimentari Domenico Aliprandi S.p.a.Domenico Aliprandi S.p.a..

Alla fine del XIX secolo Carlo Aliprandi, fratello dei menzionati Antonio e Giuseppe, fondò a Conegliano l'omonima azienda di distribuzione petrolifera (Carlo Aliprandi Carburanti S.r.l.). Quest'ultima nel 1910 era di proprietà di Vazzoler Pietro fu Arcangelo, nato a Gaione e di Aliprandi Silvio fu Domenico, nato a San Polo di Piave e residente a Conegliano (anch'egli fratello dei citati Antonio, Carlo e Giuseppe Aliprandi)Carlo Aliprandi carburanti, la convenienza del nostro territorio.

La ricerca storica su Giovanni Aliprandi e i suoi discendenti Il Cav. Avv. Antonio Aliprandi (San Polo di Piave 9 novembre 1858 - Conegliano 5 aprile 1914), figlio di Domenico e di Anna Campo Dall'Orto, nel 1899 sposò Ate Ebe (1876 - 1924)Paolo Gardin, "L'antica casa di fronte al Castello", Godega di Sant'Urbano (TV), 2006, pag. 47 - 53 (Antonio Aliprandi: il sindaco poeta). In occasione delle nozze venne dato alle stampe, dal cugino don Antonio Santini, il libretto redatto da Don Vincenzo Botteon a seguito delle sue ricerche storiche e intitolato "Un po' di cronaca della famiglia Aliprandi". Secondo Ernesto Brunetta si tratta di un opuscolo inteso a "nobilitare" una famiglia che si stava inserendo tra le grandi della città di Conegliano nel clima delle trasformazioni economiche in attoErnesto Brunetta, "Storia di Conegliano", Padova 1989, pag. 153. Don Vincenzo Botteon (1845 - 1922) fu parroco di San Martino a Conegliano per 40 anni e amico dell'Avv. Aliprandi, assieme al quale aveva scritto nel 1893 un saggio sulla vita e le opere del pittore Cima da ConeglianoPaolo Gardin, "L'antica casa di fronte al Castello", Godega di Sant'Urbano (TV), 2006, pag. 25.

Note

Bibliografia AA.VV., "Libro d'oro della nobiltà italiana", Roma, Collegio Araldico, 2015 - 2019, Edizione XXV, vol. XXXII, pag. 917 (Aliprandi) in II parte dell'opera Vincenzo Botteon, "Un po' di cronaca della famiglia Aliprandi", Conegliano: Tip. Lit. Antonio De Beni, 1899 Aliprando Fanzago degli Aliprandi, "I conti di Bergamo ed i discendenti Aliprandi, Rosmini, Fanzago e Fanzago-Cartolari", pag.179-182 Paolo Gardin, "L'antica casa di fronte al Castello", Godega di Sant'Urbano (TV), 2006. In appendice e' pubblicata la genealogia della famiglia Aliprandi: Tavola I Ascendenti degli Aliprandi di San Polo di Piave (di Milano, Treviso, Nervesa), Tavola II Aliprandi di San Polo di Piave e Tavola III Aliprandi di San Polo di Piave Voci correlate Aliprandi Monza Storia di Milano Estorre Visconti Visconti

Collegamenti esterni

Altri progetti

Categoria:Persone giustiziate per decapitazione Giovanni Aliprandi