Xylella fastidiosa , et al., 1986 è un batterio Gram negativo della classe Gammaproteobacteria, famiglia delle Xanthomonadaceae, che vive e si riproduce all'interno dell'apparato conduttore della linfa grezza (i cosiddetti vasi xilematici, portatori di acqua e sali minerali).
X. fastidiosa è in grado di indurre pesantissime alterazioni alla pianta ospite, spesso letali. Inoltre è noto per la sua estrema polifagia, essendo in grado di diffondersi attraverso un gran numero di piante ospiti, a volte senza indurre manifestazioni patologiche. Per queste sue caratteristiche il microrganismo è noto per i gravi danni che è in grado di arrecare a varie coltivazioni agricole, essendo all'origine della malattia di Pierce nella vite, della clorosi variegata degli agrumi (CVC-citrus variegated chlorosis) in Brasile. Il batterio è di difficile isolamento e a crescita molto lenta in coltura axenica.
Inoltre una sottospecie di X. fastidiosa è all'origine del complesso del disseccamento rapido dell'olivo (CoDiRO), una gravissima fitopatologia che ha fatto la sua comparsa nell'agricoltura italiana a partire dagli anni 2008/2010, colpendo in modo pesante gli appezzamenti olivicoli del Salento in quella che è stata definita da Joseph-Marie Bové, dell'Académie d'agriculture de France, come «la peggior emergenza fitosanitaria al mondo».
Sono oltre 600 le specie di piante affette da Xylella spp., con malattie quali il mal di pennacchio nel pesco, la bruciatura delle foglie di oleandro, il cancro degli agrumi; è stata segnalata una notevole incidenza anche su prugno, ciliegio e mandorlo.
Distribuzione geografica
La distribuzione geografica dell'agente patogeno e delle patologie correlate interessa soprattutto paesi del continente americano, dove è stato a lungo confinato: Stati Uniti d'America, Messico, Costa Rica, Venezuela, Argentina, Brasile, Perù. Ad esempio in Sud America la sottospecie pauca, responsabile della clorosi variegata degli agrumi (CVC), dal 1994 sta devastando gli agrumeti brasiliani.
Esistono rare segnalazioni di una presenza isolata a Taiwan, in Asia, dove il batterio ha fatto la sua prima comparsa fuori dalle Americhe nel 1994 e poi negli anni 2010. Dalla fine degli anni 2000 Xylella fastidiosa (spp. pauca) è segnalata anche in Italia (prima notizia di una presenza in Europa e negli altri paesi EPPO), con infestazioni a partire dagli oliveti del Salento occidentale e dell'entroterra di Gallipoli.
Per quanto riguarda l'Europa, prima dell'individuazione in Salento era stata segnalata un'intercettazione del batterio su vegetali d'importazione in Francia (pesco e piante di caffè), senza che a questo primo evento abbia fatto seguito un insediamento. Tuttavia nel 2015 il batterio ha raggiunto anche la Francia: è stato segnalato dapprima in Corsica nel mese di luglio 2015 e poco dopo in Francia continentale presso Nizza in Costa Azzurra, dove lo stesso ceppo batterico è stato individuato nell'ottobre 2015.
Al 18 agosto 2016 in Corsica erano stati individuati 279 focolai dell'infezione, concentrati soprattutto nel Sud e nell'Ovest dell'isola.
Nell'agosto 2016 il batterio ha fatto la sua comparsa in Germania.
Invece non hanno ricevuto conferma segnalazioni circa una presenza in KosovoLinee guida per il contenimento della diffusione di "Xylella fastidiosa" sub specie pauca ceppo CoDiRO e la prevenzione e il contenimento del "Complesso del disseccamento rapido dell'Olivo" (CoDiRO) - (aggiornato al 20/02/2015) , cit., 2014 , p. 10. Risale all'ottobre 2014 un'intercettazione dell'infezione nei Paesi Bassi, su piante ornamentali di caffè importate dalla Costa Rica. Paesi colpiti da infezioni batteriche dovute a X. fastidiosa Di seguito si riporta la situazione dei paesi in cui è stata segnalata la presenza del batterio, divisi per continente/nazione/Stato/regione/provincia. Continente americano Nord America: Canada (provincia dell'Ontario). Messico. USA (nei seguenti Stati: Alabama, Arizona, Arkansas, California, Delaware, Distretto di Columbia, Florida, Georgia, Indiana, Kentucky, Louisiana, Maryland, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, New Jersey, Nuovo Messico, New York, Carolina del Nord, Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Carolina del Sud, Tennessee, Texas, Virginia, Stato di Washington, Virginia Occidentale). America del Sud e Centro America: Argentina. Brasile (Stati: Bahia, Espírito Santo, Goiás, Minas Gerais, Paraná, Rio de Janeiro, Rio Grande do Sul, Santa Catarina, San Paolo, Sergipe). Costa Rica. Paraguay. Venezuela. Asia Taiwan: specie introdotta, rinvenuta dapprima nei frutteti di pero asiatico (Pyrus pyrifolia) nel 1994 e poi nella vite negli anni 2000. Regioni EPPO (Europa e bacino mediterraneo) Italia (Puglia, specie aliena introdotta in provincia di Lecce e oggetto di un programma di contenimento del microorganismo, dopo che l'eradicazione è divenuta impossibile). Francia (Corsica e nei pressi di Nizza). Nel 2016 si è accertato che uno dei focolai francesi (quello individuato, nel novembre 2015, in quattro esemplari di un arbusto fiorito ornamentale, la poligala, nel Jardin d'agrumes du Palais Carnolès a Mentone, vicino al confine italo-francese, a una decina di chilometri dalla Liguria) appartiene a pauca ST53, lo stesso ceppo responsabile del CoDiRO salentino. Intercettazioni senza insediamento: Francia e Paesi Bassi. Indicazioni bisognose di approfondimenti e conferme: Kosovo. Spagna: Isole Baleari: a maggio 2017 sono state ordinate misure per l'estirpazione di numerosi focolai dovuti a varie sottospecie: X. fastidiosa multiplex era stata rinvenuta in varie specie di piante ospiti di Minorca. A Ibiza tutti i vari focolai, che avevano colpito varie specie ospiti, erano dovuti alla sottospecie pauca. A Maiorca erano state individuare due sottospecie, X. fastidiosa fastidiosa e X. fastidiosa multiplex, con molti focolai. Nel caso di Maiorca si è registrato il primo caso europeo di infezione batterica su una pianta di Vitis vinifera su un vigneto privato di uva da tavola destinata all'autoconsumo, al di fuori della zona coltivata a vigneto. Comunità Valenciana: vari focolai della sottospecie multiplex sono stati individuati in mandorleti specializzati adulti di molti municipi della provincia di Alicante. Nel'aprile 2018 l'Instituto Madrileño de Investigación y Desarrollo Rural, Agrario y Alimentario (IMIDRA) ha annunciato di aver isolato l'infezione del batterio su un olivo di Villarejo de Salvanés, nella Comunità autonoma di Madrid. Si tratta del primo caso di osservazione di infezione su olivo in Spagna, per affrontare il quale le autorità spagnole hanno disposto l'immediata attuazione delle misure di eradicazione previste per il patogeno da quarantena, eliminando tutte le piante ospiti entro un raggio di 100 metri.
Piante ospiti X. fastidiosa è un batterio altamente polifago, segnalato come agente infettante su un'ampia gamma di piante ospiti, oltre seicento, con varie epidemiologie e manifestazioni di patogenicità, ma a volte senza dar luogo a sintomi.
Piante fruttifere Tra le piante fruttifere vi sono specie di grande interesse agro-economico appartenenti al genere Vitis (Vitis vinifera, Vitis labrusca, Vitis riparia), al genere Citrus (Citrus spp., Fortunella), mandorlo (Prunus dulcis), il pesco (Prunus persica), caffè (Coffea spp.), e l'oleandro (Nerium oleander).
L'attacco di batteri Xylella è stato rilevato anche in altre piante da frutto, come il pero asiatico (Pyrus pyrifolia), l'avocado (Persea americana), il mirtillo (Vaccinium corymbosum, Vaccinium virgatum), il prugno giapponese (Prunus salicina), il pecan (Carya illinoinensis), il prugno (Prunus domestica) e il mirabolano (Prunus cerasifera).
Invece in letteratura scientifica sono rarissime segnalazioni riguardanti l'olivo (Olea europaea) come pianta ospite (ad aprile 2015 solo altre due): dopo segnalazioni su un incremento di mortalità di olivi nell'area di Los Angeles in California meridionale sono stati condotti alcuni studi in merito, pubblicati nel 2014 da Krugner et al. In quel caso, sebbene Xylella fastidiosa spp. multiplex sia stata spesso rinvenuta in olivi che mostravano segni di deperimento di foglie e rami, non si è riusciti pienamente a dimostrarne la patogenicità sull'olivo. Un'altra segnalazione, proveniente dall'Argentina, riguarda X. fastidiosa ssp. pauca e riporta "manifestazioni sintomatologiche non dissimili" da quelle dell'infezione salentina: il ritrovamento, non giunto a pubblicazione scientifica nell'aprile 2015, è oggetto di una comunicazione personale di María Laura Otero al prof. Giovanni Paolo Martelli dell'Università di Bari. Il ritrovamento argentino riguarda la città di Córdoba e il Nord della Provincia di La Rioja, su impianti di età superiore a 50 anni della varietà autoctona locale "Arauco". I sintomi rilevati sono lento decadimento, colorazione verde-opaca, perdite parziali e morte rapida di germogli e rami.
Alberi ornamentali e d'interesse non fruttifero
Tra le piante non fruttifere, ornamentali e da ombra, sono colpite da Xylella il sicomoro americano (Platanus occidentalis), l'olmo bianco americano (Ulmus americana), il liquidambar (Liquidambar styraciflua), la quercia (Quercus spp.), l'acero rosso (Acer rubrum), il gelso rosso (Morus rubra).
Piante erbacee e arbustive
Xylella fastidiosa è stato rinvenuto nell'erba medica (Medicago sativa). Esistono poi molte piante selvatiche che ospitano il batterio senza esibire sintomi di patologia: tra queste vi sono erbe selvatiche, erbacce, gigli, e vari arbusti e alberi.
Danni e sintomi
Il batterio è causa di gravi malattie in piante di interesse agricolo e ortofrutticolo (agrumi, pero, melo, olivo) e anche in essenze arboreo-arbustive di interesse forestale, inclusa la quercia e l'oleandro, e in piante ornamentali.
Quando una pianta viene infettata i batteri portano alla formazione di un gel nello xilema, ostruendo il flusso dell'acqua attraverso i vasi linfatici della stessa e bloccando la sua nutrizione.
I sintomi tipici e più frequenti riconducibili alle infezioni da Xylella fastidiosa sono i disseccamenti più o meno estesi a carico del lembo fogliare (bruscatura): il disseccamento interessa dapprima rami isolati della chioma e poi intere branche o l’intera pianta. Altri sintomi sono il ridotto accrescimento di rami e germogli, gli imbrunimenti interni del legno a diversi livelli dei rami più giovani, delle branche e del fusto.
La prossimità tra vigneti e agrumeti accentua la minaccia, perché gli agrumi non sono soltanto un ospite per le uova dellHomalodisca vitripennis, ma sono anche un importante rifugio di svernamento per l'insetto.
A causa della sua spiccata nocività X. fastidiosa è un organismo classificato come "patogeno da quarantena" nella lista A1 EPPO A1 List of pests recommended for regulation as quarantine pests (version 2014-09) , European and Mediterranean Plant Protection Organization (EPPO). della European and Mediterranean Plant Protection Organization (EPPO) fin dal 1981. In base alla direttiva europea 2000/29/CE, a causa della sua devastante attitudine planticida ogni segnalazione della sua presenza sul territorio dell'Unione europea obbliga lo Stato membro all'adozione di drastiche misure di eradicazione e contenimento.
Bruciatura delle foglie di Oleandro
Xylella fastidiosa causa la bruciatura delle foglie su l'oleandro, pianta ornamentale comune in California, che funge anche da serbatoio per il batterio.
Il batterio infettante deriva da un ceppo di X. fastidiosa che si è diffuso in California e in Arizona a partire dalla metà degli anni '90.
Questa malattia dell'oleandro è trasmessa sempre dalla cicalina Homalodisca vitripennis.
Malattia di Pierce