Madame Edwarda è un romanzo breve di Georges Bataille pubblicato per la prima volta sotto lo pseudonimo di Pierre Angélique nel 1937 dalle Éditions du Solitaire. Il manoscritto originale è stato dedicato a Paul Éluard, nota a p. 491.. Successivamente il libro viene pubblicato ancora sotto pseudonimo ma con prefazione a firma dell'autore presso Éditions Pauvert nel 1956 e nelle Œuvres complètes postume da Gallimard nel 1974.

Per Bataille l'erotismo è inseparabile dal sacrilegio, come ben spiega in La letteratura e il male attraverso le opere di Charles Baudelaire, Franz Kafka e Jean GenetIna.

Per la protagonista l'estasi mistica viene vissuta in quello che solitamente è considerato basso e vergognoso, diabolico e sporco dalla religione: vale a dire in tutto ciò che è giudicato come oscenità. Madame Edwarda è una prostituta che lavora alacremente e felicemente all'interno di un bordello, affermando che solamente lì esiste Dio il quale non s'incarna affatto in Cristo, ma bensì in "una puttana". Pertanto più Edwarda si farà oscena e più diventerà divina.

Bataille inoltre dà una rappresentazione della morte divinizzata che può essere ritrovata pari pari anche in Leopold von Sacher-Masoch, idea espressa soprattutto nell'opera Le anime pescatrici del 1866: nella commistione di sesso e morte s'irradia l'estasi.

Edizioni italiane trad. Dario Bellezza, L'airone, Roma 1972 trad. Eugenio Ragni, Gremese, Roma 1981 trad. Francesco Saba Sardi, Sonzogno, Milano 1986 trad. Daniella Selvatico Estense, in Tutti i romanzi, a cura di Guido Neri, Bollati Boringhieri, Torino 1992 trad. Luca Tognoli, con uno scritto di Maurice Blanchot, ES, Milano 2004 ISBN 978-88-6723-024-2

Note

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