La famiglia Soncino (in ebraico: משפחת שונצינו) fu una famiglia di tipografi ed editori ebrei aschenaziti, che operò in Italia, in Grecia, in Turchia e infine al Cairo fra il 1483 e il 1557 prediligendo testi di carattere religioso. Il capostipite della famiglia (inteso come il primo a prendere il cognome Soncino) fu Israel Nathan ben Shemuel ben Moses Soncino, detto anche Donato da Soncino, che fu l'ispiratore della futura bottega della stampa che pubblicò fra le più mirabili opere dell'epoca. Gaetano Zaccaria Antonucci nel 1870 indicò Donato da Soncino come "celebre medico", citando l'orientalista Giovanni Bernardo De Rossi come fonte di tale notizia, e indicando Israel Nathan ben Shemuel ben Moses Soncino come autore di un indice del Canone di Avicenna.
Origini Appartenenti a quello che è definito il filone dei Baalei tosafot, i cosiddetti Tosafisti, discendenti del celebre commentatore medievale della Bibbia Rashi, acronimo di Rabbi Shlomo Yitzhaqi (רבי שלמה יצחקי) conosciuto anche con il nome latinizzato di Salomone Isaccide o Salomone Jarco dal quale, non è dato sapere con che grado di parentela, vennero i discendenti diretti di Rabbi Moshé Shapiro, che visse nella prima metà del sesto secolo.Motty Meringer -
Il periodo italiano Proveniente dalla città tedesca di Spira in Renania, la famiglia è presente in Italia e per la precisione a Treviso, dove Moses Mentzlav, altrimenti noto come Moshe ben Joseph, il primo membro della famiglia ad essere documentato in Italia, ottiene una concessione di prestito a pegno e viene definito, a livello documentale, prestatore de Alemania. Presenti a Treviso più di un membro della famiglia, alla fine del XIV secolo vengono conosciuti con l'appellativo "Da Spira". Il cognome Soncino verrà mutuato dal luogo in cui nella seconda metà del XV secolo si stabiliranno e inizieranno l'opera di stampa libraria, il borgo italiano di Soncino, oggi nella provincia di Cremona, allora sotto il Ducato di Milano. Accusati di atti sacrileghi (ovviamente considerati tali in relazione ai precetti della religione cristiana), sul finire del XIV secolo la famiglia deve allontanarsi dalla città di Treviso e raggiunge Cremona, ponendo la propria abitazione in contrada Mercatello de' ferrari. Il 15 aprile dell'anno 1400, con atto rogato dal notaio G. Bombeccari, Moshe da Spira vi acquista un orto fiancheggiato da un fosso "in vicinia di San Donnino", a ridosso delle mura meridionali della città, da destinare a cimitero per la piccola comunità locale aschenazita - unica funzione per la quale il Ducato di Milano legittima l'acquisto di beni immobili da parte di ebrei. Contemporaneamente Moshe vi costituisce una società di prestiti con Bonaventura da ZanatanoEbrei nella terraferma veneta del Quattrocento: atti del convegno di studi (etc) - Di Gian Maria Varanini, Reinhold C. Mueller e con Manuele fu Matassia. Moshe e la famiglia rimangono cinque anni a Cremona poi si spostano a Mantova nel 1405.. Il figlio di Moshe, Shemuel detto Simone da Spira, anche lui prestatore a pegno che ha vissuto a Marostica, Bassano del Grappa, Cremona, e Orzinuovi, si trasferisce a Soncino il 9 Maggio 1454 su licenza scritta e benestare di Francesco Sforza. Proprio a Bassano del Grappa Simone da Spira ha gestito un banco di pegni per sei anni, su concessione del comune stesso, dal 1435 al 1442.
Durante un viaggio a Pfirt, in Alsazia, Simone da Spira combatte contro i seguaci del predicatore francescano Giovanni da Capestrano, il quale è alla ricerca di scismatici, eretici ed ebrei. Questo episodio verrà in seguito ricordato da Gershom Soncino sul frontespizio del Sefer Ha-mispar di Eliahu Mizrachi e del Sefer Miklol di David Kimchi.
Figlio, probabilmente adottivo come indicato dallo storico De Rossi, di Simone da Spira è Israel Nathan ben Shemuel ben Moshe Soncino, il primo della famiglia "da Spira" a variare il nome in "Soncino".
L'inizio dell'attività di stampa A dare origine all'attività di stampa della famiglia Soncino fu Israel Nathan ben Shemuel ben Moshe, correntemente più noto nelle cronache del tempo come Donato Soncino, medico e soprattutto titolare di una condotta di prestatore a pegno. In tale veste fu il finanziatore che indusse il figlio Yoshua Shelomoh ben Israel Nathan ad iniziare la pratica di stampatore spinto da motivazioni sia di carattere religioso legate alla diffusione dei testi sacri (ben espresse dalla loro marca turrita talora accompagnata dal motto in ebraico (Proverbi 18,10: 'Torre salda è il Nome, in essa correrà il saggio e sarà salvo'), sia economiche, come descritto nel colophon del primo libro edito, il trattato Berakot del Talmud babilonese stampato nel 1483: "Tu costruirai l'edificio del mondo, innalzerai le corna della sapienza e produrrai libri mediante la stampa; in questo vi sono due utilità somme: l'una è che prestissimo se ne produrranno molti, fintanto che la terra sarà colma di sapere; l'altra che il loro prezzo non arriverà a quello dei libri scritti con la penna o con lo stilo e chi non avrà sostanze sufficienti per acquisti costosi li comprerà a vil prezzo e al posto dell'oro darà l'argento"Ennio Sandal - Gershom, Girolamo, Hieronymus, le edizioni del Soncino nella città adriatiche, 1502- 1527: catalogo della Mostra: Soncino, Rocca Sforzesca, 1 aprile-27 maggio 2001
Sull'inizio delle attività di stampa ebraica in Europa vi sono state molte discussioni in passato ed è ancora oggi assai difficile stabilire con certezza di chi e quale fu il primo laboratorio di stampa dedicato all'editoria ebraica ad essere attivo nel mondo, anche perché molti dei libri stampati in ebraico, insieme a molti preziosissimi manoscritti, andarono perduti nelle varie vicende di persecuzione degli ebrei occorse nel tempo. Vi sono studi recenti che indicano la famiglia Soncino come "unici stampatori in ebraico nel mondo" per almeno un decennio, quello che va dal 1494 al 1504.. L'attività di stampa in ebraico ha dei precedenti a Reggio Calabria (1475) e a Piove di Sacco nel Padovano, per poi comparire a Mantova e a Ferrara. Il celebre ebraista Giulio Bartolocci indicava il laboratorio dei Soncino come il primo a stampare in ebraico: "Ex hoc oppido primo prodierunt in Italia impressores librorum haebraicorum ex Judaicis"Giulio Bartolocci - Biblioteca Rabbinica Tomo 1° Pag. 432, così come Cristoforo Volfio che scrive: "...interim hactenus mihi contra omnem dubitationem videtur ... prima integrorum librorum haebraice excussorum initia in Italia apud Judaeos Soncinates quaerenda esse."Cristoforo Volfio - La biblioteca Ebraica
Non si hanno notizie relativamente a dove i Soncino avessero appreso l'arte della stampa, o se usufruissero del servizio di esperti provenienti da altri luoghi. Avraham Conath, un medico che aveva fondato una stamperia a Mantova, descrisse bene il processo faticoso di apprendimento dell'arte della stampa e le difficoltà che aveva incontrato.Paolo Ceruti - Biografia Soncinate
I torchi da stampa Non c'è alcuna indicazione certa sulla tipologia di torchio che i Soncino utilizzarono nel loro laboratorio, né tantomeno si ha certezza sul numero di torchi installati. Attualmente, presso il Museo della Stampa di Soncino, è installata la riproduzione di un torchio mediceo perfettamente funzionante il quale è sicuramente quello che si avvicina di più al torchio o ai torchi utilizzati dai Soncino al tempo, pur non essendoci alcuna certezza in merito. Sicuramente i Soncino utilizzarono dei torchi da stampa di fattura eccelsa, e ciò lo si deduce dall'uniformità e dalla bellezza delle stampe che si sono salvate dalle ingiurie degli uomini e del tempo. L'arte della stampa era relativamente moderna, in quel tempo, e sicuramente il "macchinario" in questione fu preparato ad-hoc e ivi installato. Logico è pensare che i Soncino avessero già avuto modo di vedere un torchio da stampa in azione prima ancora di iniziare l'avventura che li avrebbe portati ad essere gli unici stampatori ebrei in attività in Italia dall'ultimo ventennio del Quattrocento al quarto decennio del Cinquecento con un livello qualitativo altissimo.
Membri della famiglia Shemuel (Simone) da Spira Detto Simone Ibreo, Simone da Spira, Samuele Ibreo, Samuele da Spira. Il 9 Maggio 1454 il Duca di Milano Francesco Sforza autorizza tale Symon ibreo del fu Moisé da Spira a stabilirsi in Soncino insieme ad un compagno di viaggio (di cui non c'è documentazione, ma ci sono dati certi relativi alla presenza di un fratello, padre di Israel Nathan, il quale potrebbe essere il compagno di viaggio di Simone da Spira), al fine di esercitare il prestito ad interesse e il prestito a pegno. Il documento, facente parte delle Corrispondenze Ducali, è conservato nell'archivio di San Fedele a Milano. Simone da Spira proveniva da Orzinuovi, e prima ancora aveva avuto dei banchi di pegno nel Veneto e a Brescia.Francesco Galantino - Storia di Soncino con documenti. Negli archivi cremonesi, milanesi e veneziani c'è molta documentazione sugli spostamenti di Simone da Spira da e per Brescia, Cremona e Soncino, in quanto esso, come tutti gli ebrei, doveva rendere conto alle autorità del luogo in cui operava e chiedere permessi per poter spostare o iniziare le nuove attività.
Israel Nathan ben Shemuel ben Moshe Soncino (14?? - 1489) Come si deduce dal nome, Israel Nathan era nipote e figlio adottivo di Samuele e conseguentemente discendente di Moshe da SpiraRiccardo Calimani - Storia degli ebrei italiani - Volume primo. Detto anche Israele Mosé Soncinate o Donato Soncino, ebbe tre figli maschiRiccardo Calimani - Storia degli ebrei italiani - volume primo, pag. 305.. Alcune fonti parlano di Israel Nathan Soncino come di un rabbino, altri lo indicano come medico, altri come prestatore su pegniPaolo Ceruti, nella Biografia soncinate del 1840, indica Israel Nathan Soncino come un medico, padre di due figli (e non tre come si evince da altri testi).. Queste ultime due sono le più accreditate. Si sa che nel 1472 i Francescani aprirono un Monte di pietà poco distante dalla loro abitazione, causando il crollo dei loro affari. Abilmente Israel Nathan indusse il figlio Yoshua Shelomoh a darsi all'attività tipografica, un'industria all'epoca nascente e che prometteva un grande sviluppo.