Con il nome Berthier si identifica comunemente una famiglia di carabine e fucili a otturatore girevole-scorrevole utilizzati dall'esercito francese dagli anni novanta dell'Ottocento alla seconda guerra mondiale. Dopo la Grande guerra, le carabine a 5 colpi rimasero in dotazione alla Legione straniera francese ed alle truppe coloniali, inclusi gli spahis marocchini. Alcune unità antisommossa, come le Compagnie républicaine de sécurité (CRS), utilizzarono le carabine fino agli anni sessanta. L'arma fu ideata da un ingegnere delle ferrovie algerine, Émile Berthier, e il primo modello ad essere adottato (14 marzo 1890) fu una carabina corta per truppe a cavallo. La documentazione francese indica le manifatture nazionali francesi produssero, con l'assistenza non indifferente delle industrie civili, oltre 2.000.000 di armi appartenenti alla famiglia Berthier.

Tecnica e specifiche Il sistema Berthier fu sviluppato per l’esercito francese come evoluzione più pratica rispetto al Fusil Lebel Modèle 1886, mantenendone il calibro 8×50 mm R Lebel e le caratteristiche balistiche generali. L’arma adotta un meccanismo bolt-action con otturatore girevole-scorrevole dotato di due alette anteriori di chiusura, più semplice rispetto a quello del Mauser 98 ma comunque solido e adatto a produzioni su larga scala. Il sistema di alimentazione rappresenta uno degli elementi distintivi: il Berthier utilizza un serbatoio fisso caricato tramite pacchetti en bloc inseriti dall’alto, inizialmente da 3 cartucce e successivamente portati a 5 nel modello Mle 1916 per adeguarsi alle esigenze della guerra di trincea. Il pacchetto viene inserito integralmente nel serbatoio e, una volta esaurite le munizioni, cade automaticamente attraverso un’apertura inferiore, consentendo una ricarica rapida e intuitiva anche sotto stress. Questo sistema, derivato da quello del Mannlicher M1895, elimina la necessità di alimentazione singola o tramite lastrine, ma comporta una maggiore esposizione dell’interno dell’arma a fango, polvere e detriti, soprattutto nelle condizioni tipiche del fronte occidentale durante la Prima guerra mondiale.

Dal punto di vista balistico, il Berthier sfrutta la cartuccia 8×50 mm R Lebel, originariamente sviluppata per il Lebel e caratterizzata da bossolo con orlo (rimmed) e da prestazioni elevate per l’epoca. L’introduzione della proiettile “Balle D” in ottone massiccio e profilo ogivale migliorato conferì alla munizione una traiettoria più tesa, una maggiore velocità alla volata (nell’ordine dei 700 m/s) e una migliore conservazione dell’energia a distanza rispetto alle precedenti palle a punta arrotondata. Ciò si traduceva in una gittata teorica molto elevata e in una buona capacità di penetrazione, sebbene nell’impiego reale la precisione efficace fosse limitata da fattori pratici quali la visibilità, la qualità degli organi di mira e le condizioni del campo di battaglia. Gli organi di mira consistono infatti in un mirino anteriore fisso e in una tacca di mira posteriore regolabile, graduata fino a distanze superiori ai 2000 metri, valori che riflettono più la dottrina dell’epoca che un uso realistico. Rispetto al Lebel, il Berthier risulta generalmente più compatto, meglio bilanciato e più semplice da maneggiare, caratteristiche che ne favorirono l’adozione non solo nella fanteria ma anche presso cavalleria e truppe coloniali. Come nel Lebel, l’arma è priva di una sicura manuale di impiego immediato, in quanto la dottrina francese prevedeva il porto con camera vuota fino all’ordine di aprire il fuoco. Nella configurazione tipica del modello Mle 1907/15, il fucile presenta una lunghezza complessiva di circa 1.300 mm, una canna di circa 800 mm, un peso compreso tra 4,0 e 4,2 kg, una velocità iniziale di circa 700 m/s e una cadenza di tiro pratica di 10–15 colpi al minuto.

Storia Genesi dell'arma Nel 1887 il Comité de l'Artillerie, presieduto da generale de Galliffet, decise di sperimentare una versione carabina del fucile d'ordinanza Lebel Mle 1886 che rispettasse i seguenti requisiti: stessa munizione da 8 × 50 mm R Lebel, caricatore interno da 5 o più colpi e un peso totale non superiore ai 3,6 kg. Quest'arma avrebbe dovuto sostituire le varie carabine derivate dall'ormai obsoleto Gras Mle 1874, ancora in dotazione a cavalleria, artiglieria e gendarmeria anche dopo l'introduzione del Lebel, considerato ormai troppo pesante e lento da ricaricare a dorso di cavallo. Il prototipo approntato dallEcole Normale de Tir non risultò soddisfacente, in quanto l'accorciamento del Lebel portava inevitabilmente ad una riduzione del caricatore, trattandosi quest'ultimo di un tubo situato proprio sotto la canna all'interno della calciatura.

Il 10 giugno 1887 l'ingegnere meccanico Émile Berthier, all'epoca dipendente de Bureau des Chemins de Fer Algériens, propose al Comité de l'Artillerie ed alla Section Technique de l'Armement (STA) la sua idea di trasformare il fucile Lebel in un'arma basata sul sistema di caricamente tramite clip en-bloc Mannlicher. Una modifica così radicale dell'impostazione del Lebel non fu accolta con gradimento dalla commissioni che però alla fine si piegarono e permisero a Berthier di realizzare un fucile da testare l'anno successivo.

I due prototipi furono assemblati nel 1888 dallo Atelier de Construction de Puteaux (APX), e presero i nomi provvisori di Berthier-Boitier N°1 (spesso noto anche come Lee-Mannlicher-Berthier) e Berthier-Boitier N°1/bis. Testati a dicembre dello stesso anno (dopo la risoluzione di alcuni problemi minori) le armi si dimostrarono nettamente superiori al Lebel tanto in affidabilità quanto in cadenza di tiro, impressionando molto positivamente le commissioni tecniche della ArméeWalter, p. 57.. L'ingegnere ottenne così un altro anno di tempo per raffinare il progetto e risolvere gli ultimi problemi, con l'obbligo però di realizzare due diverse versioni dell'arma che sarebbero state destinate a cavalleria e artiglieria.

Carabine de Cavalerie Mle 1890

Il 1890 iniziò con la notizia dell'adozione da parte della cavalleria tedesca del nuovo Karabiner 1888. I vertici francesi fecero pressione (28 febbraio 1890) perché l'adozione del Berthier avvenisse nel tempo più breve possibile. A questo stadio, l'arma presentava però un caricatore a tre colpi (che si rivelerà proprio la sua debolezza più grande quando rapportata a tutti gli altri fucili del periodo che presentavano 5 colpi o addirittura 10 come il Lee-Enfield britannico). Come riportato durante i test, due versioni diverse vennero adottate per due corpi diversi. Carabine de Cavalerie Mle 1890: la versione principale (poi rinominata Carabine del Cavalerie Mle 1890 Type 1er) destinata alla cavalleria della Armée de terre, adottata il 14 marzo 1890, priva di baionetta. Con una lunghezza totale di 945 mm e un peso di appena 3 kg l'arma si dimostrò estremamente comoda da imbracciare in sella. La canna da 453 mm era fissata tramite due fascette alla calciatura che, priva di copricanna, si estendeva fino a 45 mm dalla volata ed aveva una scanalatura sul fianco sinistro che accoglieva la bacchetta nettatoia. Un anello sul lato sinistro della fascetta posteriore ed una maglietta sul bordo inferiore della pala del calcio consentivano l'aggancio della bandoliera e l'agevole trasporto a tracolla del cavaliere. La capacità dell'arma era ridotto a soli tre colpi perché un caricatore più capiente sarebbe sporto troppo fuori dal profilo della cassa, interferendo con i vari equipaggiamenti trasportati dalla cavalleria. La versione per cavalleria e corazzieri non era dotata di attacco per la baionetta, in quanto all'epoca lance, sciabole e spade costituivano ancora l'armamento primario delle truppe montate che dunque non avrebbero trovato giovamento dall'uso di una baionetta. Si stima che tra novembre 1890 ed il 1904 siano stati prodotti circa 200.000 esemplari di Mle 1890 presso le fabbriche armiere statali Manufacture d'armes de Saint-Étienne (MAS) e Manufacture d'armes de Châtellerault (MAC). Solamente dopo l'introduzione in servizio emerse che la maglietta e l'anello di aggancio della bandoliera non erano adatte al trasporto a cavallo del fucile a tracolla, dato che danneggiavano le uniformi e le spalle dei soldati. Il 30 maggio 1894 il Ministero della Guerra decise di modificare l'attacco per ottenere una migliore posizione di trasporto. La maglietta venne sostituita da una barretta metallica lunga 6 cm posta a ponte su un intaglio su lato sinistro della pala del calcio, mentre l'anello sulla prima fascetta veniva sostituito da una maglietta fissa. Questa nuova versione venne adottata ufficialmente dalla Armée il 25 marzo 1895 e, per distinguerla dal primo modello, venne denominata Carabine de Cavalerie Mle 1890 (2ème Type). La maggior parte delle carabine esistenti venne riconsegnata agli arsenali e aggiornata al nuovo standard. Carabine de Cuirassier Mle 1890: variante destinata ai reggimenti di corazzieri. Si distingueva unicamente per la mancanza del poggiaguancia sulla calciatura, per consentire al corazziere l'allineamento delle mire indossando l'elmo con cresta Casque Mle 1874, con i suoi ingombranti paraguancia. Inoltre il calciolo era in cuoio invece che in metallo, fissato da tre viti in ottone, in modo che quando il corazziere indossava la corazza pettorale l'arma non scivolasse via per il rinculo e non danneggiasse la piastra stessa. Questa versione pesava 2,98 kg con una lunghezza di 945 mm e una canna da 453 mm. La produzione stimata è di soli 20.000 pezzi, tutti prodotti nel 1891 dalla MAC. Carabine de Gendarmerie Mle 1890: variante del modello da cavalleria, dalla quale differiva unicamente per la fascetta anteriore. La calciatura era accorciata e la fascetta arretrata a 114 mm dalla volata; il bocchino era modificato con l'attacco della sciabola-baionetta Epée-Baïonnette Mle 1890. I numeri esatti di produzione non sono noti, ma stime piuttosto attendibili parlano di circa 50.000 pezzi prodotti tra il 1891 e il 1893. Mousqueton d'Artillerie Mle 1892: variante realizzate per gli artiglieri, che necessitavano di un'arma per difendersi combattimento ravvicinato ma che non fosse troppo ingombrante e intralciante. Questa variante era del tutto identica alla Carabine de Gendarmerie dalla quale differiva soltanto per la sciabola-baionetta che inastava, la Sabre-Baïonnette Mle 1892Walter, p. 58.. La versione entrò in produzione il 30 agosto 1892 e venne distribuita, oltre che agli artiglieri, anche a genieri, mitraglieri e altri corpi specializzati. Anche la Marine nationale adottò questo moschetto per la propria fanteria (Fusiliers Marins). La MAS produsse 300.000 pezzi dal 1892 al 1915, mentre la MAC arrivò a 375.000 ma in un periodo più lungo dal 1892 al 1917. Il 10 gennaio 1902 un decreto ministeriale introdusse una modifica per le armi destinate ai soldati delle batterie di artiglieria da montagna. Ai Mle 1892 di serie veniva semplicemente sostituita la fascetta anteriore originale con una dotata, sul lato destro, di un gancio curvo che consentiva di impilare i moschetti in fasci per lunghi periodi nei campi d'alta quota.

Fusil de Tirailleur Indochinois Mle 1902