Il Patto mondiale delle Nazioni Unite (United Nations Global Compact in inglese) è un patto non vincolante delle Nazioni Unite, nato per incoraggiare le imprese di tutto il mondo ad adottare politiche sostenibili e osservanti la responsabilità sociale d'impresa, e per rendere pubblici i risultati delle azioni intraprese.

Esso fornisce una cornice che riunisce dieci principi nelle aree dei diritti umani, lavoro, sostenibilità ambientale e lotta alla corruzione. Attraverso il Patto Mondiale, le aziende lavorano con le agenzie delle Nazioni Unite, i gruppi sindacali e la società civile. Le città possono aderire attraverso il Programma Città. Rappresenta la principale iniziativa al mondo avente ad oggetto la responsabilità sociale d'impresa, con 13.000 partecipanti aziendali e altri soggetti interessati in oltre 170 paesi, e con due obiettivi principali: "integrare i dieci principi all'interno delle attività commerciali in giro per il mondo" e "catalizzare le azioni a supporto dei più ampi obiettivi delle Nazioni Unite, come gli Obiettivi di sviluppo del Millennio e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile". Il Patto e i suoi firmatari si dicono profondamente impegnati ed entusiasti nel supportare i lavori di realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Storia Il Patto Mondiale delle Nazioni Unite è stato annunciato dal Segretario Generale della Nazioni Unite, Kofi Annan durante un discorso tenuto al Forum economico mondiale (World Economic Forum in inglese) il 31 gennaio 1999, mentre il lancio ufficiale del Patto si è tenuto presso la Sede della Nazioni Unite a New York il 26 luglio 2000. L'Ufficio del Patto Mondiale opera sulla base del mandato stilato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite come un'organizzazione che "promuove le pratiche di responsabilità commerciale e i valori delle Nazioni Unite all'interno della comunità imprenditoriale mondiale e del Sistema delle Nazioni Unite." Il Patto Mondiale delle Nazioni Unite è membro fondatore dell'iniziativa delle Nazioni Unite "Sustainable Stock Exchanges" (SSE), assieme al network della rete dei Principi per l'Investimento Responsabile (Principles for Responsible Investment in inglese), dell'Iniziativa delle Nazioni Unite per il Finanziamento dei Programmi per l'Ambiente (United Nations Environment Programme Finance Initiative in inglese), e la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo.

I Dieci Principi Il Patto Mondiale fu inizialmente lanciato con 9 principi. Il 24 giugno 2004, durante il primo Summit "Global Compact Leaders", Kofi Annan ha annunciato il decimo principio contro la corruzione secondo la Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione adottata nel 2003.

Diritti Umani Principio 1: Le aziende devono sostenere e rispettare la protezione dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale; e Principio 2: Le aziende devono assicurare di non essere complici di abuso dei diritti umani;

Lavoro Principio 3: Le aziende devono sostenere la libertà di associazione e l'effettivo riconoscimento del diritto alla contrattazione collettiva; Principio 4: Le aziende devono sostenere l'eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato ed obbligatorio; Principio 5: Le aziende devono sostenere l'abolizione effettiva del lavoro minorile; Principio 6: Le aziende devono sostenere l'eliminazione della discriminazione nell'impiego e nell'occupazione.

Ambiente Principio 7: Le aziende devono supportare l'applicazione del principio precauzionale alle sfide ambientali; Principio 8: Le aziende devono portare avanti iniziative per promuovere una maggior responsabilità ambientale; Principio 9: Le aziende devono incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie pulite incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie favorevoli all'ambiente.

Anti-corruzione Principio 10: Le aziende devono lavorare contro la corruzione in ogni sua forma, comprese le estorsioni e la subornazione.

Promozione del Patto Il Patto mondiale delle Nazioni Unite non rappresenta uno strumento regolatore, ma piuttosto un forum di discussione e un network per le comunicazioni tra governi nazionali, aziende e sindacati, le cui azioni intendono influenzare il dibattito, e organizzazioni della società civile in rappresentanza dei soggetti interessati. Il Patto mondiale afferma che una volta che le aziende abbiano reso esplicito il supporto ai Dieci Principi del Patto, ciò "non vuol dire che il Patto mondiale riconosca o certifichi che queste società abbiano adempiuto ai principi del Patto." Piuttosto, come menzionato durante un'intervista al Direttore esecutivo Lise Kingo, il Patto si pone l'intento di essere "cani da guida, non cani da guardia," nel tentativo di dare priorità il reperimento di risorse e supporto anziché tentare di imporre una disciplina.

Gli obbiettivi del Patto Mondiale delle Nazioni Unite sono intenzionalmente flessibili e di carattere generale, ma differenzia i canali attraverso i quali fornisce agevolazioni e incoraggia il dialogo sono i seguenti: dialoghi sulle politiche, apprendimento, network locali e progetti. Dati i recenti dibattiti e summit sul clima, il Patto mondiale continua a giocare un ruolo cruciale nell'aiutare i firmatari e parzialmente l'operato dei governi per raggiungere gli Obbiettivi di Sviluppo Sostenibile (dall'inglese, Sustainable Development Goals o SDGs). Gli studi recenti indicano che le aziende sono più disponibili che mai agli interventi del settore privato, come ad esempio il porre un costo alle emissioni di gas serra (il c.d. carbon pricing o carbon tax), o altri meccanismi per contribuire a frenare gli effetti sul clima nel quadro delle soluzioni aziendali. Il Patto mondiale mira anche a produrre periodicamente strumenti e guide che le aziende e le organizzazioni no profit potrebbero adoperare nei propri tentativi di supportare la missione generale del Patto. Un esempio è il SDG Compass, sviluppato in collaborazione con il Global Reporting Initiative (GRI) e il Consiglio Mondiale delle aziende per lo sviluppo sostenibile (dall'inglese, World Business Council for Sustainable Development o WBCSD), che rappresenta una raccolta di risorse (analisi degli obbiettivi, indicatori per le aziende, strumenti per i soggetti interessati) che le compagnie possono utilizzare nel individuare il proprio ruolo nel raggiungere gli SDGs.

Storia del Patto

Il primo Summit del Patto Mondiale delle Nazioni Unite del 2004, presieduto dall'allora Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, si tenne il 24 giugno 2004 presso la sede dell'ONU a New York, Stati Uniti. Il summit, a cui parteciparono circa 500 tra rappresentanti dei governi nazionali, sindacati e agenzie ONU, mirava a convogliare "una maggior attenzione e un maggior slancio" al Patto Mondiale, sviluppando raccomandazioni in relazioni all'evoluzione dell'iniziativa del Patto.

Il secondo Summit del Patto Mondiale del 2007, presieduto dall'allora Segretario Generale Ban Ki-moon, si tenne il 5 e 6 luglio 2007 presso il Palazzo delle Nazioni a Ginevra, Svizzera. L'intento del summit fu quello di diffondere i Dieci Principi all'interno delle attività economiche in tutto il mondo. Al secondo summit parteciparono oltre 1.100 partecipanti tra leader e rappresentanti di aziende, governi nazionali, società civile, sindacati e accademici. A conclusione del summit, i partecipanti hanno convenuto su una valutazione del progresso dell'iniziativa, il rinnovo degli impegni presi verso l'implementazione dei Dieci Principi e prospettare il futuro del Patto mondiale. Inoltre, venne adottata la Dichiarazione di Ginevra sulla responsabilità aziendale.

Nel 2009, anche l'organizzazione Rotary International iniziò a collaborare con il Patto Mondiale.

In occasione del decimo anniversario dall'avvio del Patto mondiale, il terzo Summit del Patto mondiale del 2010 si tenne il 24 e 25 giugno 2010, a New York. Nell'occasione venne rilascio il Progetto per la Leadership della sostenibilità aziendale, che identificò i criteri guida collegati all'implementazione dei Dieci Principi, gli sforzi per supportare gli obbiettivi di sviluppo e l'impegno del Patto Mondiale.

Sin dalla sua creazione nel 2000, il Patto Mondiale delle Nazioni Unite si è concentrato principalmente nell'aiutare a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio (dall'inglese, Millennium Development Goals o MDG). Tuttavia, a seguito della loro scadenza nel 2015, la priorità principale del Patto mondiale è stato aggiornato e modificato verso una ricerca e progresso verso il raggiungimento degli Obbiettivi di Sviluppo Sostenibile (dall'inglese, Sustainable Development Goals o SDGs) entro le scadenze degli stessi, fissate al 2030. Inoltre, sua estensione complementare intende essere il Global Digital Compact, che si propone di fungere da linea guida per il mondo delle tecnologie digitali e della governance di internet.

Il Programma Città del Patto Mondiale Nel 2001 la città di Melbourne, Australia propose che anche le città potessero entrare nel Patto mondiale, in modo tale che si potessero impegnare chiaramente per un cambiamento positivo verso i principi del Patto mondiale. La proposta fu accettata e il Programma per le città fu lanciato nel 2002. Venne creato come una componente fortemente incentrata sulla dimensione urbana del Patto Mondiale con il suo Segretariato Internazionale inizialmente situato a Melbourne.

Lo scopo del programma è migliorare il tenore di vita nella città in tutto il mondo.

Melbourne è stata la prima città a divenire parte del Patto Mondiale della Nazioni Unite, nel giugno 2001. Ad oggi il Patto conta 80 città membri.

Nell'aprile 2003, sotto la direzione di David Teller, è stato elaborato un framework, denominato Modello Melbourne (Melbourne Model in inglese), il quale rappresentò un superamento dei Dieci Princìpi. Nel far ciò venne creata una ripartizione delle risorse di governi, aziende e società civile all'interno di una partnership multi-settoriale in modo da sviluppare un progetto concreto che andasse a porre rimedio a un problema urbano apparentemente intrattabile. Nel 2007, l'allora Direttore, Paul James (2007-2014) e i suoi colleghi Dott. Andy Scerri e Dott. Liam Magee, hanno ulteriormente sviluppato questa metodologia integrando il modello di collaborazione con un framework composto di quattro principali domini, denominato i "Cerchi della sostenibilità."

Nel 2007 la sede del Segretariato è stato spostato dal Comitato per Melbourne all'Istituto di ricerca sulle città globali presso il Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT), a sua volta affiliata con il Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN-HABITAT). In tale sede, i progetti legati alle iniziative cittadine di risposta al cambiamento climatico globale e la globalizzazione sono divenuti sempre più importanti. Il Modello Melbourne è stato ulteriormente elaborato, con lo sviluppo di un programma di indicatori di sostenibilità come metodo di valutazione e di monitoraggio dei progressi. Nel 2012, il metodo dei Cerchi della sostenibilità è stato elaborato per guidare una città o una regione urbana attraverso un processo di valutazione. Come risultato esso fornisce una immagine illustrativa della sostenibilità generale di tale città, allo scopo di mostrare i suoi punti di forza e le debolezze.