Sacrario dei Caduti dell'Aeronautica Il Sacrario dei Caduti dell'Aeronautica si trova esattamente all'ingresso dei Giardini della Flora a pochi passi dall'entrata del palazzo reale della Reggia di Caserta. L’edificazione della cappella si deve alla devozione nei confronti di una antica immagine della Madonna del Carmelo posta all’imboccatura della strada detta la Santella. Per l’alto numero di devoti si decise di costruire una cappella più dignitosa per ospitare l’immagine sacra. In funzione di ciò venne chiesto al re Ferdinando I di Borbone del terreno adiacente al giardino della “Flora”. Gennaro Mitascio, in rappresentanza dei devoti, ottenne il terreno e nel 1805 ebbe inizio la costruzione della cappella. L’architetto Carlo Vanvitelli, nel relazionare sulla misurazione del terreno da adibire alla costruzione della cappella scrisse che «(…) egli stesso per sua divozione, ha fatto un piccolo disegno in abbozzo affinché approvandolo possano darsi gli ordini corrispondenti (…)». Da tale documento nasce l’ipotesi della paternità di Carlo Vanvitelli, del quale, però, non esistono disegni progettuali. Alla fine del 1806, a lavori iniziati, il Mitascio richiese all’amministrazione un altare idoneo. Quattro anni dopo fu concesso, da Gioacchino Murat, il trasferimento nella cappella dell’altare di un'altra piccola cappella, detta “dei pescatori”. Inizialmente dedicata alla Madonna del Carmine (per la quale continuano negli anni le rituali onoranze), poi intitolata all’Assunta in cielo (dal dipinto posto sull’altare maggiore), la cappella conservò la dedicazione fino al 1836, anno in cui i fedeli acquistarono una statua di santa Filomena, il cui culto, molto sentito in quegli anni, determinò la dedicazione a santa Filomena. L’edificio ecclesiastico, in data 19 giugno 1939, passò con decreto vescovile alla competenza della parrocchia di San Sebastiano. La struttura versò in stato di abbandono fino al 1959 quando l’Associazione nazionale famiglie caduti e mutilati dell’Aeronautica (ANFCMA) chiese l’uso della cappella. Dopo il decreto vescovile del 17 dicembre 1959, il Municipio di Caserta, proprietario dell’edificio, consegnò la cappella all’ ANFCMA il 9 agosto 1960.
Il sacrario presenta una pianta circolare, con diametro esterno di m. 10 e di m. 8 all’interno. Esso è coperto da una bassa cupola a sesto ribassato suddivisa in quattro parti. Sono ancora conservati i tre altari originari, due più piccoli, a destra e sinistra, e il più grande al centro. Al di sopra dell’altare maggiore è presente un dipinto circondato da una cornice lignea dorata che raffigura la Madonna Assunta in cielo di Heinrich Schmidt. Sopra l’altare maggiore, e precisamente sopra il quadro, vi è un timpano e sulle falde sono collocati due angeli, a figura intera. Al di sotto del quadro della Madonna Assunta in cielo, si trova una piccola statua della Madonna di Loreto, protettrice dell’Aeronautica, in ceramica, posta su di un piedistallo. I due dipinti posti al di sopra degli altari laterali rappresentano la Madonna del Carmine a sinistra e San Raffaele con Tobiolo e il cane a destra. Di quest’ultimo quadro il pittore rimane sconosciuto, mentre del dipinto della Madonna del Carmine è autore Franz Hill.
Cappella dell'Immacolata Concezione La cappella dell'Immacolata Concezione si trova in via San Carlo, una della strade più antiche del centro storico di Caserta. La cappella venne eretta negli anni '40 dell’800, per volere di Irene Morrone, moglie di Onofrio Colella, esponente di spicco della borghesia casertana. La costruzione della cappella avvenne in concomitanza con l’espansione urbanistica della città, promossa dai Borbone, durante la quale la borghesia locale arricchì la città di nuove cappelle religiose. Il primo documento noto risale al 4 ottobre 1831 nel quale Irene Morrone dichiarò di voler edificare una cappella all’interno del suo palazzo di San Carlo, dedicandola alla Beata Vergine Immacolata Concezione. È del 19 giugno 1848, invece, l’autorizzazione a celebrare la messa, concessa da don Giuseppe Giaquinto, primicerio della cattedrale e vicario vescovile della curia di Caserta. Dopo anni di controversie riguardanti i diritti di proprietà sulla cappella, in data 22 gennaio 1905, con atto notarile, la cappella venne ceduta alla curia di Caserta. Palazzo Morrone, del quale la cappella è parte integrante, passò alla famiglia Alois nel 1911 e venne ristrutturato nel 1915. La Cappella è anche detta di Santa Lucia per il particolare culto in essa introdotto probabilmente grazie al fatto di trovarsi sull’unico percorso che dalla città portava al santuario di Santa Lucia sulla collina di Garzano. I devoti vi passavano e vi sostavano a pregare. Da qui forse è nato il culto di santa Lucia. Fin dalla sua costituzione la cappella è diventata un punto di riferimento per gli abitanti di via San Carlo ed è ad oggi soggetta al vincolo di conservazione dalla Soprintendenza alle Belle Arti.
La facciata, annessa a palazzo Alois, sito in via San Carlo, è composta da un portone con cornice orizzontale, e da un timpano triangolare al di sotto del quale è riportata la scritta che indica la dedica all’Immacolata Concezione. L’interno è composto da un'unica navata ai lati della quale si trovano due altari marmorei. La navata termina con una profonda abside coronata da cupola. La volta della navata è affrescata da Francesco Lauritano con L'Annunciazione sul lato sinistro, La Natività di Gesù Bambino sul lato destro e al centro L'Immacolata Concezione, che il pittore firma e data 1945. Sul lato destro si osservano le statue di Santa Lucia, di Gesù Cristo e di Santa Rosa da Lima custodite in teche di fattura recente. Sul piccolo altare di manifattura locale è custodita una tela raffigurante Sant’Alfonso, di autore ignoto. Sul lato sinistro sono custodite le statue di Sant’Aniello e di Gesù Cristo, sull’altare in marmo è posta la tela raffigurante San Francesco; tutte le suddette opere sono di autori ignoti. La cupola con decorazioni a lacunari culmina nel rosone centrale, mentre nei peducci sono affrescati quattro putti recanti alcuni dei simboli dell’Immacolata Concezione: la rosa mystica, la turris davidica, la domus aurea, la stella mattutina.
Chiesa del Redentore La costruzione di questa chiesa risale nel 1113. Ha tre navate e due archi della navata sinistra immettevano nei cappelloni del Sacramento e del Rosario (ancora oggi superstiti anche se modificati): ciò lascia ipotizzare una pianta allungata nella direzione dell'asse della strada attuale, con facciata ad ovest. Nel 1783 un incendio distrusse l'antico edificio. Si salvarono appena la statua del titolare e forse la tavola rinascimentale nella cappella alla testata della navata sinistra dell'attuale cattedrale. La cura parrocchiale fu trasferita nell'Annunziata (dal 1498 sede dei carmelitani, poi ricostruita, oggi cattedrale).
Sant'Agostino
Il complesso conventuale, costruito nel 1441, ad opera dei Padri agostiniani, risale ad una donazione del principe Andrea Matteo Acquaviva nel 1623. Comprende un chiostro cinquecentesco, con annesso convento, e la chiesa di Sant'Agostino (XII secolo) che conserva pitture del Seicento, il Museo d'Arte Contemporanea e il Museo delle tradizioni, entrambi dichiarati di interesse regionale. La costruzione risale al XIII secolo e venne abitata dai carmelitani scalzi. In seguito, il convento venne ricostruito nel 1441, ad opera dei Padri agostiniani. Comprende un chiostro, con annesso convento, la chiesa di Sant'Agostino (attuale chiesa di San Sebastiano, compatrono della città) e l'annesso museo delle cere.
Cappella Palatina (Reggia di Caserta)
Santuario di Sant'Anna È situato nell'omonima piazza nella quale è presente anche un monumento alla Madonna, e riveste un'importanza notevole per i casertani visto che sant'Anna è la compatrona della città insieme a san Sebastiano. La chiesa, divenuta santuario proprio per la venerazione di sant'Anna, fu in parte distrutta durante la Seconda guerra mondiale. Resta la parte iniziale di stile ottocentesco e un'imponente facciata, mentre il resto della costruzione interna è in chiave moderna. La prima domenica successiva al giorno 26, giorno della santa, si effettua una processione, la cui statua si trova nel santuario stesso.
Santuario della Divina Misericordia È un santuario risalente al 1500 circa con la facciata rifatta sul progetto del Vanvitelli sul finire del Settecento. Si trova nella frazione di Centurano ed è noto per la devozione a santa Lucia, la cui statua si trova nel santuario stesso.
Duomo di Casertavecchia
Il duomo di Casertavecchia è senza dubbio l'edificio religioso più bello e importante della città di Caserta. Esso si trova nel borgo medioevale di Casertavecchia, oggi frazione di Caserta, e fu fatto costruire a partire dal 1113 dal vescovo Rainulfo e terminato nel 1153. Esso rappresenta uno degli episodi più felici di architettura romanica campana giunti fino a noi e ha un altissimo valore artistico e storico per via dei diversi stili coi quali è stato edificato, ovvero lo stile siculo, quello normanno, quello arabo e infine quello romanico. La facciata a spioventi è caratterizzata da tre ampi portali che presentano sculture zoomorfe. Il prospetto meridionale è decorato con losanghe marmoree, mentre il lato opposto è caratterizzato da forme ellittiche. Tra il 1206 e il 1216 fu aggiunto il transetto a tre campate. Il tiburio è stata eretto circa un secolo dopo, nella metà del Duecento e presenta influssi siculo-musulmani che l'accomunano alla cattedrale di Salerno dello stesso periodo. L'interno della chiesa presenta una pianta a croce latina in cui le tre navate sono separate da diciotto colonne di spoglio sovrastate da archi a tutto sesto. Si accede al transetto attraverso un arco a sesto acuto, la zona absidale si articola in tre absidi. Sull'altare è presente un crocifisso ligneo del 1500. Le colonne e i capitelli ionici, corinzi e compositi, tutti diversi l'uno dall'altro provengono da antichi edifici di età romana. Nella piccola cappella trecentesca sono rimasti integri gli affreschi e in una nicchia nel muro perimetrale della chiesa la scultura policroma di Maria Santissima Regina. Tra la navata e il transetto è integro anche un affresco del '400 di influenza senese che rappresenta la Vergine col Bambino.
Chiesa dell'Annunziata Due chiese di fondazione certamente medievale ebbero il titolo della Vergine Annunciata: oggi sopravvive con questo titolo quella in Casertavecchia.
Abbazia di San Pietro ad Montes
Chiesa di San Rufo in Piedimonte di Caserta Chiesa di fondazione medievale, nota dal 1113, con resti di affreschi medievali, opere d'arte manieristiche (in deposito), arredi degli anni 1772 - 1788.
Chiesa di San Lorenzo Martire in Casolla Chiesa di fondazione medievale, nota dal 1113, ricostruita nel 1620, nel 1720, nel 1859-61, ricca di opere d'arte.
Chiesa di San Pietro apostolo in Aldifreda Chiesa di fondazione medievale, nota dal 1113, ricostruita tra il 1703 e il 1722, rimodernata e modificata nel 1807, nel 1858-59 e ancora nel 1872-73 e tra il 1919 e il 1932. Il restauro del 2005-2019 ha messo in luce frammenti di affreschi medievali e rinascimentali e un paramento murario in tufi squadrati a vista di età normanna.
Convento dei Cappuccini e Chiesa di San Francesco Risale al 1600 circa l'edificazione di un convento dei frati cappuccini in località Puccianiello, oggi altra frazione di Caserta. La costruzione si deve ad un principe Acquaviva e consisteva di 36 celle, una famosa biblioteca e un orto-giardino. Oggi resta la struttura in gran parte conservata anche se si è in attesa di un recupero dell'intero stabile per farne un centro culturale. Annessa la chiesetta dedicata a san Francesco d'Assisi.
Cattedrale di San Michele Arcangelo