Silius è un comune italiano di abitanti situato a 570 metri sul livello del mare nella zona orientale della città metropolitana di Cagliari. Fa parte della subregione storica del Gerrei e confina con San Nicolò Gerrei, Ballao, Goni e San Basilio. Questo piccolo paese deve la sua importanza alla presenza del castello di Sassai o Orguglioso, alla sorgente di Is Alinos che sgorga ad un'altezza di quasi 800 sul mont'Ixi (posto al confine con San Nicolò Gerrei e che con i suoi 840 è il rilievo più elevato del territorio comunale) e ad una miniera di fluorite.
Storia La presenza dell’uomo nel territorio dell’attuale Comune di Silius risalirebbe al IV-III millennio a.C., limitatamente agli altipiani situati nella parte sud-occidentale del territorio, dove sono stati individuati circoli funerari e cultuali. Più consistenti testimonianze archeologiche si hanno per il periodo nuragico, durante il quale l’area risultava abitata, come attestato dalla presenza di numerosi nuraghi.
A circa 8 km dal paese, nella località di Nuraxi, che prende il nome dall’omonimo villaggio scomparso già nel XVI secolo, si conservano resti di età nuragica, tra cui due domus de janas e diversi nuraghi situati sui rilievi circostanti; la maggior parte di essi fu successivamente rioccupata dai Romani per controllare il confine tra Gallilenses, barbari della Gallila-Gerrei, e i Patulcenses, abitanti più civilizzati delle pianure. Quattro di questi nuraghi — Santu Damianu (l’unico visitabile), Coronellu, Pala de is Arrolis e Foddi — formano un quadrilatero al cui centro doveva sorgere l’abitato. A est del centro abitato di Silius, in prossimità della SS 387 del Gerrei, si trova in località Funtana Crobetta un pozzo nuragico in ottimo stato di conservazione.
La zona venne poi abitata dai Punici, come testimonierebbe il ritrovamento, in località Domixedda, di tombe puniche ricche di reperti. Il periodo romano è testimoniato dal toponimo Funtana di Apuddu (Fontana di Apollo), dove sono presenti due sorgenti abbondanti di acqua potabile.
Nel Medioevo il territorio di Silius appartenne al giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria del Gerrei. Alla caduta del giudicato (1258) divenne parte dei domini dei giudici di Arborea, Guglielmo di Capraia e Mariano II di Arborea, e poi di Pisa dal 1295, per testamento, che ne prese effettivamente possesso nel 1300.Francesco Cesare Casula, Dizionario storico sardo p. 1683, anno 2003 Con la conquista aragonese della Sardegna, nel 1324, Silius entrò nell'orbita della Corona d'Aragona e fu concesso in feudo a Berengario Carros. Durante il conflitto tra il Regno di Sardegna e il Giudicato d'Arborea, il territorio fu occupato dalle truppe arborensi fino al 1409, anno della definitiva capitolazione del giudicato arborense nel territorio e della conseguente affermazione del dominio aragonese nell'area. Nel 1493 il feudo fu acquistato da Raimondo Zatrillas e rimase alla sua famiglia per diversi secoli.
Storicamente appartenente alla diocesi di Dolia, a seguito della soppressione della stessa e al suo incorporamento nel 1503, nell’Archidiocesi di Cagliari, Silius, insieme alle altre ville del Gerrei, passò sotto la giurisdizione dei presuli cagliaritani.
Il primo autore a fornire notizie su Silius fu Giovanni Francesco Fara che, nel suo De Rebus Sardois del XVI secolo, lo include nella curatoria del Gerrei o Galilla dov’erano le ville di Nuraxi, Siuro e Sassai, oggi comprese nel territorio del Comune di Silius.
Nel 1681 Silius venne incorporato nella contea di Villasalto, appartenente aglii Zatrillas; circa vent'anni più tardi fu annesso al marchesato di Villaclara, possedimento della medesima casata e successivamente dei Vivaldi Pasqua. Alla morte di don Francesco Zatrillas, ultimo erede del ramo familiare, il feudo passò nel 1816 a don Pietro Vivaldi Pasqua, marchese di Villaclara.
Il 15 maggio 1839, in seguito alla soppressione del sistema feudale nel Regno di Sardegna, il paese fu riscattato dai Vivaldi Pasqua e cessò definitivamente la dipendenza feudale.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 30 ottobre 1992.
Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa parrocchiale delle Sante Perpetua e Felicita Chiesa di San Sebastiano e Santa Barbara
Architetture militari
Castello Orguglioso o di Sassai: sorge su un colle a circa 430 m s.l.m. a nord di Silius. Edificato probabilmente nel 1253, in età pisana, il fortilizio costituiva un importante presidio strategico per il controllo del Gerrei. Dell'antica struttura sono ancora visibili parte delle mura perimetrali, una torre quadrangolare, una torre circolare inserita nella cinta muraria, la cisterna, il forno e i resti degli ambienti interni. Durante il periodo della conquista aragonese della Sardegna il castello figurava tra le principali fortificazioni controllate dai Pisani. Nel 1353 fu assediato e distrutto nel corso della guerra tra il Regno d'Aragona e il Giudicato d'Arborea per il controllo dell'isola. Per approfondire, vedi la voce principale: Castello di Sassai.
Siti archeologici
Pozzo sacro nuragico Funtana Crobetta. Classico esempio di tempio dedicato al culto delle acque. Nel territorio del Comune si trovano molti nuraghi: Arrularis, Cuccuru domu 'e S'Orcu, Cuccuru domu 'e S'Orcu II, Foddi, Santu Damianu, Sassai, Zoppana, Bruncu Mannu, Bruncu Su Carraxiu, S'Acqua Frida, Is Carroccias, Padenti Scurosu, Pizzu Ibas.
Complesso megalitico di Corona Arrubia o Piscina Cboni o S’Incorradroxiu
Società Evoluzione demografica
Cultura
Economia
L'economia di Silius è stata storicamente legata all'attività mineraria, in particolare all'estrazione di fluorite, barite e galena nel complesso minerario di Muscadroxiu-Gennas Tres Montis, uno dei più importanti giacimenti di fluorite della Sardegna e tra i maggiori d'Europa. Lo sfruttamento industriale dei giacimenti ebbe inizio negli anni cinquanta e raggiunse il massimo sviluppo tra gli anni settanta e ottanta, quando la miniera occupava quasi 600 lavoratori e produceva oltre 450.000 tonnellate annue di minerale grezzo. A partire dalla fine degli anni ottanta il settore entrò in crisi a causa della contrazione della domanda di fluorite, con successive riorganizzazioni societarie e il progressivo ridimensionamento delle attività. Nel 2006 la società di gestione fu posta in liquidazione; negli anni successivi l'attività estrattiva venne sospesa e il personale rimasto fu impiegato prevalentemente nella manutenzione e nella messa in sicurezza degli impianti minerari.
Silius ospita un giacimento di 3 milioni di tonnellate di fluorite e sono in corso di realizzazione nuovi impianti minerari.
Amministrazione
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni https://www.archaeologicaltraces.org/index.php/2014-01-28-09-56-01/traces-in-time/37-7-2018/86-tit0043 https://www.nurnet.net/mediateca/silius-circolo-megalitico-sincorradroxiu-da-franco-serreli/