La ex-chiesa cattolica di San Basilio, detta anche degli Armeni, poi chiesa metodista episcopale e oggi chiesa avventista del Settimo GiornoG. De Meo, “Granel di Sale”. Un secolo di storia della Chiesa Cristiana Avventista del 7º giorno in Italia. 1864-1964, Torino, Claudiana, 1980, p. 161; , è un edificio religioso di Firenze, situato all'angolo tra via San Gallo e via Guelfa.

Storia In questa area anticamente c'era la macina (pietra a ruota piena) impiegata da un mulino lungo i fossati alimentati dal Mugnone che circondavano le mura matildine. Dopo aver spostato il torrente, sparì il mulino, ma la macina rimase per lungo tempo murata su questo canto, che prese il nome di Canto alla Macine. Su questo rudere, servendosene come di un pulpito, predicò spesso il padre Diego Laínez, introduttore dei gesuiti in Toscana e, in una casa sul canto, abitò il pittore Calandrino, reso celebre dalle novelle del Decameron di Giovanni Boccaccio

La chiesa era stata fondata nell'XI secolo da monaci basiliani, che erano cattolici di rito orientale, chiamati a Firenze "Ermini" per il loro uso della lingua armena e fu dedicata a san Basilio. Essi celebravano nella loro lingua, incomprensibile al popolo, da cui derivò l'espressione popolare di "recitare la solfa degli Armeni", per dire di una nenia incomprensibile.

Alla fine del Quattrocento l'edificio diventò ospizio della Congregazione dei preti poveri dello Spirito Santo, che ospitava i sacerdoti anziani e ridotti in povertà. Un tondo in terracotta robbiana con una bianca colomba sul fianco di via San Gallo ricorda quell'epoca.

Subì, in seguito, diversi rifacimenti, finché nel 1939 passò alla Chiesa avventista del settimo giorno. L'ultimo restauro risale al 2008.

Descrizione Una targa sul fianco ricorda la proibizione dei Signori Otto di tenere e vendere bestiame in prossimità della chiesa. I·SS·CAP·DI PARTEPIB° FARE IMMONDITIE VENDERETENER BESTIE, EGIVCARE INTORNOALLA CHIESA, ECIMITERO PENAVNO SCVDO ·

Note

Bibliografia Alessandro Orengo, Gli Armeni in Italia, ed in particolare in Toscana, nel Medioevo ed oltre, in L'Armenia nel Medioevo, vettore di mobilità tra Oriente e Occidente (sec. XII-XV). Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge, 130-1, 2018, pp. 85-94https://journals.openedition.org/mefrm/4005 C. Delacroix-Besnier, Une communauté arménienne à Florence aux XIVe et XVe siècles, in J. Gehel (a cura di), Questions d’histoire. Orient et Occident du IXe au XVe siècle. Actes du colloque d’Amiens, 8, 9 et 10 octobre 1998 organisé par le CAHMER, Parigi, 2000, p. 219-234. G. Boffito, Gli Armeni a Firenze e un oscuro passo dell’“Acerba” interpretato, in La Bibliofilia, 39, 1937, p. 282-289

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