Membro fondatore di Zemlja i Volja, diresse in Ucraina una serie di violente operazioni antigovernative che rivendicò a nome del « Comitato esecutivo del partito social-rivoluzionario russo », sigla poi ripresa da Narodnaja volja.
Biografia
La formazione Valerian Osinskij nacque a Taganrog, o forse nel villaggio di Krasnosel'e, vicino Rostov sul Don, dov'era il podere paterno, il 10 novembre (29 ottobre secondo il calendario giuliano vigente all'epoca dell'impero russo),Tutte le date sono state trasposte nella datazione moderna. nella famiglia di un ingegnere militare, nobile e benestante. L'infanzia e la prima adolescenza di Valerian furono segnate — e il suo carattere, plasmato — dalla parabola discendente che il padre descrisse a un certo punto della propria vita.
Ancor giovane, Andrej Osinskij, quando aveva fatto carriera fino a conquistare il grado di maggiore-generale, essendo venuto a un insanabile contrasto con le autorità, risolse di rassegnare le dimissioni dal servizio attivo e di ritirarsi nel suo feudo, perché, a suo parere, non gli era più possibile continuare a preservare rettitudine e onorabilità all'interno dell'ambiente di lavoro. Senza occupazione e desideroso di rendersi utile, pensò allora di ammodernare la proprietà terriera, di apportarvi delle migliorie che avrebbero recato vantaggio anche ai contadini, ma i suoi piani, eccessivamente grandiosi, necessitavano, per essere realizzati, di congrui mezzi finanziari e di competenze agrarie a lui sconosciute. Ne derivò un accumulo di affanni, cui non seppe far fronte, e la decisione di consegnare l'amministrazione della tenuta alla moglie. In preda all'insoddisfazione che gli venne, poco alla volta, dall'ozio prolungato, da uomo energico che aveva goduto di una posizione sociale prestigiosa, si trasformò in un collerico, tirannico padre di famiglia, in un trasandato parassita che girava per casa in veste da camera e, infine, in un alcolizzato.Note biografiche su Valerian Osinskij, in «Narodnaja Volja», № 2, 1º novembre 1879.
Costrinse i figli a restare tra le mura domestiche nei lunghi mesi invernali, di modo che Valerian e i suoi fratelli non poterono frequentare la scuola e, affidati a insegnanti privati non particolarmente brillanti, ricevettero un'educazione discontinua e lacunosa. Valerian vi pose in parte rimedio imparando da sé, ma si limitò a ciò che via via suscitava il suo interesse. Potendo coi fratelli uscire di casa in primavera e in estate, libero di vagabondare per i boschi, trovandosi a diretto contatto con la natura, si appassionò ai suoi segreti. Verso i sette anni, studiò la botanica e la mineralogia, unendo i dati ricavati dalla viva realtà esplorata alle informazioni contenute nei testi scientifici consultati presso la biblioteca paterna. Ideò pure un sistema di classificazione per ordinare il materiale che raccoglieva, e che accompagnava con personali osservazioni. Parimenti, fu attratto dalla storia e, più tardi, delle lingue straniere. La madre, in verità, lo aveva iniziato, giovanissimo, alla conoscenza del francese e del tedesco, ma lui si diede seriamente ad apprenderle, solo quando sentì l'esigenza di leggere in originale le grandi opere letterarie. Non meno della narrativa e della saggistica, lo entusiasmava la poesia.Tra i russi prediligeva Puškin e Lermontov, le cui poesie aveva trascritto in un libretto, accanto ad altri componimenti lirici francesi e alle canzoni ascoltate dai contadini.Ibid.
L'adolescente Valerian sviluppò presto un carattere che, per molti versi, era forse l'esito di un'inconsapevole avversione per il tracollo fisico e morale del padre. Una variegata miscela di elementi romantici doveva dargli fama del rivoluzionario un po' sopra le righe, atipico, che non rientrava negli schemi: ipersensibile, facile alla commozione, socievole ed espansivo, amato dalle donne, affascinante e a ogni ora elegantissimo come un damerino, non sempre benvoluto per l'eccessiva esuberanza, a volte frainteso, ma da tutti riconosciuto coraggioso fino alla temerarietà ed estremamente intelligente.
A undici o dodici anni, Valerian sentì dire che a casa di un vicino avevano fatto irruzione i banditi. Non visto e senza pensarci, prese il fucile del padre e si lanciò in aiuto dello sventurato.Stepniak-S. M. Kravčinskij, La Russia sotterranea, op. cit., p. 84. Per fortuna la voce era falsa, ma il gesto rivela l'indole del futuro «guerriero».Ibid, p. 106.
Valerian mostrò di possedere un raro coraggio anche nel modo in cui curò il difficile rapporto col padre. Volendo intercedere in difesa dei fratelli e delle sorelle, anche se non era il primogenito, diede prova, lui che soffriva di un'«eccitazione quasi nervosa», di saper con pazienza e dolcezza toccare il cuore del padre, e indurlo a cambiare il suo atteggiamento verso i congiunti. Un episodio può illustrare l'ascendente che Valerian riuscì ad avere sul genitore, in fondo una brava persona che s'era smarrita. Da anni l'ex maggiore-generale viveva in aperta ostilità con un vecchio vicino, ormai abbandonato a sé stesso e ridotto in miseria, ma quando Valerian ebbe notizia che l'uomo era in fin di vita, prese medicamenti e tutto l'occorrente, si recò da lui, lo accudì, e non rientrò a casa se non dopo la sua morte, sinceramente persuaso che il padre si sarebbe infuriato, sia perché era stato via alcuni giorni, sia — e soprattutto — perché aveva prestato soccorso a un nemico di famiglia. E invece, Andrej Osinskij, colpito dall'atto caritatevole del figlio, lo ringraziò per la sua bontà.Note biografiche su Valerian Osinskij, in «Narodnaja Volija», cit.
Intorno ai quattordici anni, Valerian prese a visitare la biblioteca di un giudice istruttore, residente nel suo stesso villaggio, e poté scoprire gli scritti di Dobroljubov, Černyševskij, Pisarev, Turgenev, che lo indussero a riflettere sui doveri dell'uomo verso la società. Di conseguenza, si fece in lui più acuto il desiderio di un'istruzione appropriata, cosa impossibile da concretizzarsi a Krasnosel'e, nella proprietà del padre, le cui condizioni di salute erano intanto peggiorate. Pavel Andreevič, il fratello maggiore di Valerian, si assunse allora il compito di dargli l'educazione di cui sentiva il bisogno e lo prese con sé. All'età di diciannove anni, Valerian diede l'esame finale al liceo di Taganrog, ma non avendo superato la prova nelle lingue classiche, conseguì un certificato incompleto che gli consentiva di accedere solo a un istituto tecnico, e non all'università, com'era nelle sue intenzioni.
Verso fine luglio-inizio agosto del 1871, Valerian giunse a San Pietroburgo, dove s'iscrisse all'Istituto d'Ingegneria ferroviaria. Qui conobbe Kibal'čič, matricola anch'egli. I due giovani si frequenteranno poco, giacché le loro vicende umane erano destinate a separarsi in tempi brevi.
Osinskij studiò con marcata attenzione lo stato delle strade ferrate in Russia e all'estero, e accarezzò l'idea di poter contribuire in maniera sostanziale allo sviluppo della rete ferroviaria del suo paese. Con questo fine e animato dal suo proverbiale entusiasmo, in estate, partecipò, da tirocinante, ai lavori della ferrovia Landvarovo-Romny,Landvarovo è una città lituana appartenente alla contea di Vilnius. condotti da una società a capitale privato, che doveva collegare i governatorati di Vil'na, Minsk, Mogilëv, Černigov e Poltava, cioè Lituania, Bielorussia e Ucraina. La realtà riscontrata non fu pari alle attese. Osinskij fu impressionato dalla spregiudicatezza degli imprenditori nel portare avanti i propri affari, e dalla muta sofferenza dei lavoratori che da quella grossa impresa non avevano da ricavare alcun beneficio. Tornato a San Pietroburgo, sentì esaurito lo slancio iniziale che gli aveva fatto intravedere nella ferrovia un potente mezzo di progresso sociale.Note biografiche su Valerian Osinskij, in «Narodnaja Volja», cit.
Il 4 novembre del 1872, Valerian fu arrestato per non aver ceduto il passo allo zar nel Giardino d'estate e scontò lo sgarbo con qualche giorno di galera.Lev G. Dejč (Leo Deutsch), Valerian Osinskij, in «Katorga i ssylka», № 5, 1929. Interruppe quindi gli studi, ma pagò l'iscrizione al secondo anno volendo far credere alla madre che fosse ancora uno studente. Nel frattempo, per circa un anno assisté alle lezioni universitarie che trovava interessanti, comparve all'Accademia medica, fu un assiduo visitatore della biblioteca pubblica, e allargò la cerchia degli amici.Note biografiche su Osinskij, in «Narodnaja Volja», cit. Poi accettò l'offerta del fratello Pavel di entrare come segretario nel governo comunale di Rostov sul Don, di cui egli era presidente.
S'immerse nel lavoro con la consueta energia e con la speranza di poter rinnovare lo zemstvo, guarirlo dalla cronica inefficienza, che gli sembrava causata dallo spirito della secolare servitù della gleba, sopravvissuto all'abolizione, e che una moderna classe di funzionari pubblici, più efficiente e impaziente di adoperarsi in favore degli interessi popolari, avrebbe di certo dissolto.
Più o meno nel 1875, Osinskij aderì al circolo populista di Rostov, capeggiato da Jurij Tiščenko (1856-1922) e che contava tra gli altri affiliati Michail Popov (1851-1908), ma avendo avuto qualche tempo prima un fugace contatto con i propagandisti, pensò per un momento di «andare nel popolo». Da tale proposito lo dissuasero gli amici, che gli fecero presente come sarebbe stato più utile alla causa rivoluzionaria nella sua carica di segretario della giunta municipale. Racconta Popov che Osinskij in quel periodo svolse un ruolo determinante nel garantire protezione e asilo a «quelli del nostro ambiente», sebbene la rischiosa attività non potesse durare troppo a lungo e difatti, già nell'agosto del 1876, la gendarmeria ne ebbe sentore e Valerian dovette lasciare Rostov.Michail R. Popov, Memorie di uno di «Zemlja i Volja», Mosca, 1933, p. 72.
Ripartito alla volta di San Pietroburgo, Osinskij, nell'autunno del '76, lavorò alla fusione della società di cui era membro con il «Gruppo populista rivoluzionario del Nord» di Natanson (1850-1919) e Michajlov, il quale aveva avviato trattative anche con i circoli di Char'kov, Odessa e Kiev. Erano state gettate le basi di una nuova organizzazione illegale: «Zemlja i Volja».Ibid, p. 73.
L'attività rivoluzionaria
La fase interlocutoria del 1877
Agli inizi del 1877 risale l'incontro di Osinskij con Dmitrij Lizogub. Ambedue membri fondatori della nuova società rivoluzionaria, legarono subito, e quando Valerian si stabilirà a Kiev, Lizogub gli farà spesso visita. L'intesa si farà più stretta a partire dalla primavera del 1878, sia per la convergenza delle loro idee, sia perché sarà Osinskij, fintanto che non sopraggiunse l'arresto, a occuparsi della vendita dei beni immobili di Lizogub, il cui ricavato doveva finanziare Zemlja i Volja.Dalla deposizione resa da Aleksandr Michajlov il 10 (22) gennaio 1880.