Associato alla letteratura postmoderna statunitense e alla metanarrazione, Gass intrecciò la sperimentazione formale alla riflessione filosofica e dedicò particolare attenzione al ritmo, al suono e all'architettura della frase. Nella sua opera i confini fra narrativa, saggistica e critica letteraria tendono perciò a divenire porosi.

Tra le sue opere narrative principali figurano i romanzi Omensetter's Luck (1966), The Tunnel (1995) e Middle C (2013), la raccolta In the Heart of the Heart of the Country and Other Stories (1968) e il libro sperimentale Willie Masters' Lonesome Wife (1968). Alla narrativa affiancò una vasta produzione saggistica dedicata alla letteratura, al linguaggio, alla forma e alla traduzione.

Biografia

Nato a Fargo, nel Dakota del Nord, Gass crebbe a Warren, nell'Ohio. Prestò servizio nella Marina degli Stati Uniti dal 1943 al 1946. Si laureò in filosofia al Kenyon College nel 1947 e proseguì gli studi alla Cornell University, dove nel 1954 conseguì il dottorato con una tesi intitolata A Philosophical Investigation of Metaphor.

Insegnò al College of Wooster dal 1950 al 1954 e alla Purdue University dal 1954 al 1969. In quell'anno entrò nel dipartimento di filosofia della Washington University in St. Louis, dove divenne David May Distinguished University Professor in the Humanities. Nel 1990 fondò l'International Writers Center, che diresse fino al 2000.

Morì il 6 dicembre 2017 nella propria abitazione di University City, all'età di 93 anni.

Attività letteraria

Narrativa

Gass esordì nel romanzo con Omensetter's Luck (1966), ambientato alla fine del XIX secolo nella cittadina immaginaria di Gilean, nell'Ohio. La vicenda è affidata a più voci narrative, che attribuiscono significati contrastanti alla figura di Brackett Omensetter: la sua apparente sintonia con il mondo naturale viene interpretata alternativamente come segno di vitalità, fortuna o minaccia morale.

Nel 1968 pubblicò la raccolta di racconti In the Heart of the Heart of the Country, nella quale ambientazione, personaggi e intreccio acquistano rilievo soprattutto attraverso ripetizioni, ritmi e corrispondenze sonore. Nello stesso anno apparve Willie Masters' Lonesome Wife, opera sperimentale che combina variazioni tipografiche, pagine di colori diversi, fotografie, note e narrazioni simultanee, sollecitando la partecipazione attiva del lettore.

Dopo circa venticinque anni di elaborazione, nel 1995 pubblicò The Tunnel, il suo romanzo più esteso e ambizioso. Il protagonista, lo storico William Frederick Kohler, tenta di scrivere la prefazione a un proprio studio sulla Germania nazista, ma finisce per comporre una lunga ricostruzione della propria vita, dominata dal risentimento, dall'autoindulgenza e dall'intreccio fra storia pubblica e memoria privata. L'opera alterna confessione autobiografica, riflessione filosofica e sperimentazione formale, richiamando costantemente l'attenzione sul carattere artificiale della narrazione.

Le quattro novelle di Cartesian Sonata and Other Novellas (1998), il romanzo Middle C (2013) e i testi raccolti in Eyes: Novellas and Stories (2015) proseguirono l'esplorazione della coscienza, del desiderio e del rapporto fra personaggio e linguaggio.

Saggistica e critica letteraria

Parallelamente alla narrativa, Gass sviluppò una vasta produzione saggistica, nella quale la riflessione teorica si fonde con una prosa fortemente elaborata. A partire da Fiction and the Figures of Life (1970), affrontò il rapporto fra finzione e realtà e dedicò particolare attenzione alla forma, allo stile e alla materialità del linguaggio.

Le raccolte The World Within the Word (1978), Habitations of the Word (1985) e Finding a Form (1996) riuniscono saggi su autori, generi letterari e questioni estetiche, sviluppando al tempo stesso una riflessione continua sulla pratica della scrittura. Gass collaborò inoltre come recensore con periodici quali The New York Review of Books e Harper's, intervenendo nel dibattito sulla narrativa contemporanea e sperimentale.

In A Temple of Texts (2006) raccolse saggi, prefazioni e recensioni dedicati ai libri che avevano maggiormente influenzato la sua formazione. Il volume affronta il valore della lettura, il rapporto con i classici e la costruzione della frase, intesa come unità insieme sonora e concettuale.

Poetica e stile

Il testo come costruzione verbale

Per Gass l'opera letteraria non riproduce in modo trasparente una realtà preesistente, ma crea il proprio mondo attraverso l'organizzazione del linguaggio. Personaggi, ambienti e avvenimenti sono pertanto inseparabili dalle parole, dai ritmi e dalle strutture che li producono.

Nel saggio Philosophy and the Form of Fiction, raccolto in Fiction and the Figures of Life, Gass impiegò il termine metafiction per indicare opere nelle quali le forme narrative diventano a loro volta materia di ulteriori costruzioni formali. Ricondusse a questa tendenza autori quali Jorge Luis Borges, John Barth e Flann O'Brien e sostenne inoltre la narrativa sperimentale di Robert Coover e Donald Barthelme, contrapponendola all'impiego meccanico dell'intreccio e delle convenzioni realistiche.

Pur condividendo con questi scrittori l'interesse per la metanarrazione, Gass non rinunciò generalmente alla continuità della voce narrante e fece ampio uso del monologo interiore. La componente antirealistica della sua prosa si manifesta soprattutto a livello della frase, nelle strutture ritmiche e sintattiche, nelle allitterazioni, nelle metafore e nella continua esposizione dell'artificio linguistico.

La costruzione della frase

La frase costituisce l'unità fondamentale della scrittura di Gass. Può essere breve e aforistica oppure ampia e digressiva, ma risponde sempre a criteri insieme architettonici e musicali: suono, ritmo, ripetizioni e immagini non accompagnano semplicemente il significato, bensì partecipano alla formazione del pensiero. La densità figurativa della sua prosa rende inoltre sensibili e concrete questioni filosofiche altrimenti astratte, attenuando la distinzione tradizionale fra prosa e poesia.

Nel saggio The Sentence Seeks Its Form, incluso in A Temple of Texts, Gass descrive la buona frase come una composizione nella quale concetto, suono e immagine agiscono congiuntamente. Alla brevità e alla facilità di lettura privilegia una prosa complessa e stratificata, fondata su un lavoro deliberato di corrispondenze interne e destinata a essere riletta e ascoltata, oltre che compresa.

Narrativa, filosofia e saggistica

La formazione filosofica di Gass non rimase separata dalla sua attività letteraria. Nella narrativa affrontò problemi relativi al linguaggio, alla coscienza e alla rappresentazione; nei saggi affidò la riflessione teorica a una prosa fortemente figurativa e performativa. La sua opera tende così a oltrepassare le divisioni fra creazione letteraria, teoria estetica e critica, facendo dello stile non soltanto l'oggetto, ma anche il metodo della riflessione.

Questa poetica assegna un ruolo attivo anche al lettore, al quale sono richieste attenzione alle forme linguistiche, disponibilità alla rilettura e partecipazione sensoriale al ritmo della prosa. In A Temple of Texts la lettura dei classici e delle opere formalmente impegnative è presentata come un apprendistato della percezione e della scrittura: il lettore deve misurarsi con testi capaci di opporre resistenza, anziché limitarsi alla comprensione immediata del contenuto.

Opere

Narrativa Omensetter's Luck (1966) In the Heart of the Heart of the Country and Other Stories (1968) Willie Masters' Lonesome Wife (1968) The Tunnel (1995) Cartesian Sonata and Other Novellas (1998) Middle C (2013) Eyes: Novellas and Stories (2015)

Saggistica e critica letteraria Fiction and the Figures of Life (1970) On Being Blue: A Philosophical Inquiry (1976) The World Within the Word: Essays (1978) Habitations of the Word: Essays (1985) Finding a Form: Essays (1996) Reading Rilke: Reflections on the Problems of Translation (1999) Tests of Time: Essays (2002) A Temple of Texts: Essays (2006) Life Sentences: Literary Judgments and Accounts (2012)

Curatele e altri volumi con Lorin Cuoco (a cura di), The Writer in Politics (1996) con Lorin Cuoco (a cura di), Literary St. Louis: A Guide (2000) con Lorin Cuoco (a cura di), The Writer and Religion (2000) Vanishing America: The End of Main Street, con fotografie di Michael Eastman (2008) The William H. Gass Reader (2018, postumo)

Edizioni italiane Prigionieri del paradiso (Omensetter's Luck), traduzione di Bruno Oddera, Torino, Einaudi, 1973; nuova edizione, Roma, minimum fax, 2008, ISBN 978-88-7521-171-4. Nel cuore del cuore del paese (In the Heart of the Heart of the Country and Other Stories), traduzione di Vincenzo Mantovani, Torino, Einaudi, 1980.

Note

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