La gmelinite-K (simbolo IMA: Gme-K) è un raro minerale del gruppo delle zeoliti e, al suo interno, del sottogruppo della gmelinite; essendo una zeolite appartiene alla famiglia dei "tectosilicati" e possiede composizione chimica K4(Si8Al4)O24·11H2O

Etimologia e storia Il nome radice è in onore del chimico tedesco Christian Gottlob Gmelin (1792-1860) dell'Università di Tubinga, scelto nel 1825 da David Brewster.

La gmelinite di quel tempo è stata poi rinominata gmelinite-Ca, proprio per via della scoperta della gmelinite-K e della gmelinite-Na. Il suffisso sta a indicare il catione dominante, in questo caso il potassio (K).

Classificazione La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca la gmelinite-K nella classe "9. Silicati (germanati)" e da lì nella sottoclasse "9.G Tettosilicati con H2O zeolitica; famiglia della zeolite"; questa viene suddivisa più finemente in base alla struttura cristallina del minerale in modo tale che la gmelinite-K possa essere trovata nella sezione "9.GD Catene di anelli di 6 membri – zeoliti tabulari" dove forma il sistema nº 9.GD.05 insieme a gmelinite-Ca, gmelinite-Na, groddeckite, idrolite, ledererite, lederite, natrocabasite, natron-cabasite, sarcolite e soda-cabasite (in corsivo i minerali non più riconosciuti tali dall'IMA).

Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il sistema 9.GD.05 è formato da gmelinite-Ca e gmelinite-Na, oltre che dalla gmelinite-K.

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la gmelinite-K è nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse dei "tettosilicati (con zeoliti)"; qui forma il "gruppo delle zeoliti - zeoliti a cubi" con il numero di sistema VIII/J.26 insieme a willhendersonite, cabasite-Na, cabasite-K, cabasite-Mg, cabasite-Sr, tschernichite, gmelinite-Na, gmelinite-Ca, cabasite-Ca, lévyne-Na, lévyne-Ca, offretite, mazzite-Mg, mazzite-Na, erionite-Na, erionite-K, erionite-Ca, bellbergite e perlialite.

Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, che viene utilizzata principalmente nel mondo anglosassone, classifica la gmelinite-K nella famiglia dei "silicati"; qui è nella classe dei "tectosilicati: gruppo delle zeoliti" dove il minerale è nel gruppo della "cabasite e specie affini" con il sistema nº 77.01.02 all'interno della sottosezione "zeoliti a cubi" insieme a cabasite-Ca, cabasite-Na, cabasite-K, cabasite-Sr, willhendersonite, offretite, erionite-Na, erionite-K, erionite-Ca, gmelinite-Na, gmelinite-Ca, faujasite-Na, faujasite-Ca, faujasite-Mg, lévyne-Ca, lévyne-Na e tschörtnerite.

Abito cristallino La gmelinite-K cristallizza nel sistema esagonale nel gruppo spaziale P63/mmc (gruppo nº 194) con le costanti di reticolo a = 13,621(3) Å e c = 10,254(1) Å, oltre a possedere 4 unità di formula per cella unitaria.

Origine e giacitura La gmelinite-K si firma come aggregati all'interno di cavità nelle pegmatiti brecciate; la paragenesi è con vari anfiboli, cancrinite, K-feldspato, nefelina, pirosseno e sodalite.

Il minerale è raro ed è stato trovato solo in meno di una decina di siti. Qui si ricordano solo le sue due località tipo: il monte Alluaiv () nel Lovozerskij rajon (oblast' di Murmansk, Russia) e San Giorgio di Perlena () in provincia di Vicenza (Veneto, Italia).

Forma in cui si presenta in natura La gmelinite-K si presenta in aggregati granulai di cristalli di forma colonnare o aciculare, di dimensioni fino a 3 mm, comunemente con contorno esagonale. Il minerale è trasparente con lucentezza vitrea; può essere da incolore a brunastro, mentre lo striscio è bianco.

Note

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