Conosciuto soprattutto per aver creato i personaggi di Venom e Spawn, tra gli anni ottanta e gli anni novanta McFarlane diventò uno degli autori di maggior successo realizzando due testate della Marvel Comics sull'Uomo Ragno. Nel 1992 fondò insieme con altri autori la Image Comics e pubblicò per essa il fumetto Spawn, che segnò un record di vendite e fu il primo importante fumetto di cui l'autore deteneva i diritti sullo sfruttamento della proprietà intellettuale.
Nel primo decennio del XXI secolo McFarlane scrive e disegna molto meno, per dedicarsi maggiormente alla sua carriera da imprenditore con la McFarlane Toys, che si occupa di action figure e con la Todd McFarlane Entertainment, uno studio per film e animazioni. McFarlane è anche proprietario della squadra di Hockey Edmonton Oilers ed è un grande collezionista ed appassionato di oggetti riguardanti il baseball.
Carriera
Il debutto e il periodo DC (1984-1987)
Diplomatosi alla William Aberhart High School, MacFarlane è sempre stato un accanito lettore di fumetti di genere supereroistico e diventa un avido collezionista a partire dall'età di 16 anni.. Diviene un collezionista compulsivo arrivando a comprare qualsiasi albo pubblicato da Marvel o DC Comics. La sua passione lo porta a lavorare presso una fumetteria e a cimentarsi con il disegno. Le sue prime influenze sono John Byrne e George Pérez. Più tardi rimane affascinato anche da Neal Adams, Gil Kane, Walter Simonson, Arthur Adams, Michael Golden e Frank Miller. Macfarlane afferma che per elaborare il suo stile ha attinto da diversi autori cercando di carpire da ognuno quello che riuscivano a fare meglio. Alla fine il suo modo di disegnare diviene, a suo dire, un amalgama di Jack Kirby, Gil Kane e Marshall Rogers.
Nei primi anni ottanta McFarlane frequenta la Eastern Washington University e studia arti grafiche; lavora anche in una fumetteria vendendo alcuni suoi disegni di supereroi famosi e gioca a baseball a livelli universitari. Durante e dopo il college, spera ancora di diventare giocatore di baseball a livello professionisticoTodd McFarlane in Spawning Ground, in Spawn n.232, Image Comics, Berkeley (California), giugno 2013, pp.22-23. Il suo piano è di disegnare fumetti durante la giornata e dedicarsi all'attività sportiva di sera. Come teme però non ha doti a sufficienza per sfondare nel baseball professionistico e così gli viene utile l'attività svolta ad affinare le sue doti artistiche e la pazienza nell'aver spedito centinaia di suoi disegni alle case editrici. In questo periodo gli è molto utile aiutare il padre che lavora nel campo della stampa e distribuzione. I meccanismi e le problematiche che stanno dietro alla pubblicazione materiale di una rivista saranno utili nel momento in cui si staccherà dalla Marvel per fondare la Image.
Il suo primo lavoro per una delle Big-Two arriva nel 1984 quando gli vengono affidate delle storie per la serie Coyote dell'etichetta Epic Comics (della Marvel). Tra il 1985 e il 1987 lavora però prevalentemente per la DC Comics. La serie su cui si cimenta più a lungo è Infinity Inc. e varie serie di Batman. Fra queste ultime spiccano gli episodi di Detective Comics che compongono la saga Batman: Anno due. Todd si trova in sintonia con il Cavaliere Oscuro in quanto eroe solitario e "creatura della notte" (così definito dallo stesso Todd).. Inoltre è affascinato da personaggi che possono essere deformati graficamente attraverso la manipolazione del costume che indossano e che agiscono nelle atmosfere cupe tipiche delle storie di Batman. McFarlane ci tiene però a precisare che non ha un personaggio preferito del duo DC-Marvel.
Ogni volta che si deve cimentare in un incarico, che sia l'incredibile Hulk o l'Uomo Ragno, si dedica ad ogni tavola con il massimo della dedizione. Inoltre in questa fase della sua carriera preferirebbe dedicarsi a personaggi che si trovano in difficoltà con le vendite degli albi, piuttosto che non prendere le redini di qualche serie dedicata agli X-Men (che all'epoca erano i best seller dei comic statunitensi). Tra l'altro, se c'è una tipologia di fumetto che non gli aggrada è proprio quella delle serie con team di supereroi, questo dopo l'esperienza passata a disegnare gli albi del supergruppo della serie Infinity, Inc. Si dichiara non portato a gestire graficamente una moltitudine così varia di supereroi in una stessa tavola; trova invece che il suo collega e amico Jim Lee sia tra i più bravi artisti in assoluto nel dedicarsi ad opere di questo tipo. Lee diviene infatti famoso per il suo lavoro sui gruppi mutanti della Marvel e, negli anni novanta, per la creazione del team Wildcats, pubblicato inizialmente dalla Image e poi inglobato nell'universo DC.
Un esempio da seguire lo trova invece in Frank Miller, per lui un autore completo, capace di scrivere e disegnare grandi opere, sia che si tratti di personaggi Marvel-DC o da lui stesso creati. A questo si aggiunge l'impresa compiuta da Miller a fine degli anni settanta quando, alla Marvel, gli viene affidata la serie dedicata a Daredevil, in forte crisi di vendite e prossima alla chiusura. Avuta carta bianca da Jim Shooter (redattore capo della Marvel), Miller crea una saga epocale e innovativa, riportando nei primi anni ottanta Il Diavolo di Hell's Kitchen alla popolarità. Queste storie sono inoltre il preludio ad uno dei maggiori capolavori del fumetto quale Il ritorno del Cavaliere Oscuro. Altro aspetto che ammira dell'autore newyorkese è la capacità e l'audacia di rinnovare continuamente il suo stile, passando da un'impostazione in stile "Marvel anni settanta" (adattato sulle opere di John Buscema), ad una gestione più personale e cinematografica delle vignette per poi approdare ad un bianco e nero fortemente ispirato dai temi noir e dal fumetto europeo, evidente nelle opere che compongono l'affresco di Sin City.
Il periodo Marvel Comics (1988-1991)
Nonostante tutto, lascia la DC per dedicarsi ai personaggi Marvel. Questo perché nel 1987, con l'arrivo di Tom DeFalco come redattore capo al posto di Jim Shooter, si apre per la Casa delle Idee un periodo in cui si dà fiducia ai nuovi autori e si cerca di rinnovare il parco testate. Bisogna infatti tentare di rispondere al rilancio dei personaggi della rivale DC Comics dopo la miniserie Crisi sulle Terre infinite che non solo attira nuovi lettori, ma anche quegli artisti quali John Byrne e Frank Miller che molto avevano contribuito al successo della Marvel tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta. In questo contesto L'editor DeFalco affida i personaggi più importanti Marvel ad artisti giovani e non ancora completamente affermati, quali Rob Liefeld su New Mutants (poi X-Force) e Marc Silvestri sulle testate mutanti, tra le quali Wolverine e Jim Lee sugli X-Men; a MacFarlane viene affidata la serie su Hulk, che riesce a rilanciare insieme a Peter David ai testi, e i due ricreano interesse intorno al personaggio e ne creano una nuova personalità denominata Hulk Grigio.
Ormai divenuto un artista di punta, nel 1988 ottiene l'incarico di disegnare la storica testata dell'Uomo Ragno cioè Amazing Spider-Man (ai testi David Michelinie). Tom De Falco gli chiede di rinnovare graficamente il personaggio e di cercare di dare nuovo lustro al portabandiera della Marvel. Il successo arriva anche in questa occasione e McFarlane contribuisce, tra l'altro, a creare una delle nemesi più popolari dell'Uomo Ragno, ovvero il supervillain Venom. Versione speculare dell'arrampicamuri, Venom è dominato da un costume in rapporto simbiotico con chi lo indossa, aspetto che poi sarà in parte ripreso con Spawn. McFarlane arriva a cambiare in modo considerevole l'aspetto del supereroe rendendolo più "ragnesco": gli arti più sottili, occhi grandi e ragnatele "a spaghetti" (per sua stessa ammissione riprese da Michael Golden); questa revisione fu storica ed è tuttora presente nelle versioni di alcuni disegnatori attuali. Nell'arco di due anni MacFarlane riesce ad accattivare i lettori con il suo stile caratterizzato da anatomie distorte, pose impossibili e scene d'azione iperdinamicheJason Sacks, in "Chapter One: 1990 - Swing Time", in .. Nel 1990 The Amazing Spider-Man torna ad essere il titolo più venduto della Marvel con una media mensile di 334 mila copie vendute, la cifra più alta registrata per l'Uomo Ragno dal 1969. McFarlane non è però soddisfatto in quanto non ha il pieno controllo creativo essendo affiancato dallo scrittore David Michelinie.
McFarlane arriva ad ottenere la possibilità di avere pieno controllo su una serie, quindi scriverne le storie oltre che disegnarle. La Marvel vuole approfittare del nuovo periodo di popolarità di Spider-Man a cui sono già dedicate 3 serie regolari quali The Amazing Spider-Man, Spectacular Spider-Man e Web of Spider-Man e ne vuole aggiungere una quarta che affida interamente a MacFarlane, come scrittore e disegnatore. L'opera esce il 19 giugno 1990 con il titolo Spider-Man di cui McFarlane è autore completo. Todd è però perplesso in quanto crede che il personaggio sia inflazionato e difatti non può da subito utilizzare i villain che vorrebbe perché già opzionati per le storyline delle altre serie ragnesche, e deve quindi optare per Lizard nel suo primo story-arc Torment. Carol Cavish, responsabile per lo sviluppo e promozione delle nuove produzioni Marvel, cerca di sfruttare l'opportunità data dal lancio di una nuova serie di Spider-Man utilizzando una tecnica di marketing e distribuzione molto aggressiva. Del primo numero, oltre alla versione regolare, vengono distribuite altre versioni quali quella silver tinted cover (con basso rilievi argentati in copertina), una imbustata con il banner Collector's Item - Issue 1, e la Platinum tinted cover. I collezionisti, attratti dalle copertine varianti, dal n.1 della serie e dal nome di Todd McFarlane, si vogliono accaparrare tutte le versioni dell'albo, spesso acquistandone più copie. Si genera un trend di mercato che, nel bene e nel male, caratterizzerà i primi anni novanta portando ad una bolla speculativa senza precedenti nella storia del fumetto. A beneficiarne sono il nuovo titolo dell'Uomo Ragno e Todd McFarlane, il cui primo numero vende 2 milioni e trecentocinquanta mila copie. Si tratta di una cifra record se si esclude la Golden Age dei comic, soprattutto il periodo tra fine anni trenta e i primi anni quaranta. Per l'autore rimane a tutt'oggi l'albo che ha venduto più copie tra quelli da lui realizzati in carriera. Il successo lo porta ad essere una star assoluta del settore, e rafforza le convinzioni nelle proprie capacità e nelle potenzialità che può avere un titolo collegato al suo nome, anche se si trattano di cifre gonfiate da un fenomeno speculativo. In ogni caso questo evento è fondamentale per dare fiducia a MacFarlane quando da lì a un paio d'anni prende decisioni radicali riguardo alla sua carriera e al rapporto con le Big-Two (Marvel e DC). La Marvel capisce di avere tra le mani un titolo best-seller, questo permette all'autore canadese di avere una certa libertà e Todd ne approfitta subito per avvolgere il personaggio in atmosfere più cupe e dalle tinte horror, mettendolo a confronto con nemici "mostruosi", da Lizard a Hobgoblin. McFarlane ammette di aver sempre patito il fatto di dover disegnare villain o personaggi a lui non congeniali, e con questa serie ha modo di mettere sulla pagina quello che più è in sintonia con le sue corde narrative. Nonostante le premesse, però, le limitazioni e costrizioni della dirigenza Marvel non tardano però ad arrivare: MacFarlane è più volte costretto a ridisegnare le tavole in quanto non consone al Codice dei fumetti. Il successo della serie è strepitoso e la Marvel non vuole turbare i lettori o dare l'impressione di rompere il patto non scritto della Comics Code Authority.