Il Campo dei miracoli è un luogo immaginario apparso nel romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi.
Ruolo nella storia
Nel capitolo XII, dopo aver ricevuto cinque monete d'oro dal burattinaio Mangiafoco, Pinocchio si incammina verso casa per donarle a Geppetto. Lungo il tragitto incontra il Gatto e la Volpe che, attratti dalle monete, ordiscono un inganno. Raccontano a Pinocchio del Campo dei miracoli, un luogo situato ad Acchiappa-citrulli, nel paese dei Barbagianni, dove, piantando delle monete, è possibile far crescere un albero carico d'oro. Inizialmente restio (ricordatosi delle parole del Grillo Parlante), Pinocchio si lascia convincere dalle parole di Volpe e accetta di seguirli.
Nel capitolo successivo, i tre si fermano a mangiare e riposare la notte all'Osteria del Gambero Rosso. Pinocchio, addormentatosi, sogna di raccogliere monete d'oro da un albero, ma viene svegliato a mezzanotte e scopre che il Gatto e la Volpe si sono allontanati con la scusa di un'improvvisa malattia del fratello del Gatto e lo aspettano nel posto. Pinocchio paga il conto con una moneta e si mette alla ricerca del Campo dei miracoli. Mentre cammina nel buio del bosco, Pinocchio incontra il fantasma del Grillo Parlante, che lo mette in guardia su chi gli promette ricchezze facili, poiché o è un folle o un ladro, ma il burattino lo ignora e continua per la sua strada, intento a ricoprire il padre di ricchezze al suo ritorno.
L'ingenuo burattino si ritrova così poco dopo attaccato da due assassini incappucciati con sacchi neri (in realtà il Gatto e la Volpe travestiti) che tentano di rubargli le monete, finendo impiccato alla Grande Quercia.
Soccorso la mattina seguente dalla bambina dai capelli turchini, Pinocchio si dirige da Geppetto, ma incontra nuovamente i due imbroglioni. La Volpe lo invita a seguirli per concludere l'affare, ma Pinocchio propone di rimandare per andare da Geppetto. La Volpe, astutamente, mente dicendo che un galantuomo ha acquistato il campo e da domani diverrà proprietà privata, e Pinocchio, ancora una volta, si lascia convincere. Arrivati ad Acchiappa-citrulli, l'autore descrive la città come popolata da animali in miseria: «di cani spelacchiati, che sbadigliavano dall’appetito, di pecore tosate, che tremavano dal freddo, di galline rimaste senza cresta e senza bargigli, che chiedevano l’elemosina d’un chicco di granturco, di grosse farfalle che non potevano più volare, perché avevano venduto le loro bellissime ali colorite, di pavoni tutti scodati, che si vergognavano a farsi vedere, e di fagiani che zampettavano cheti cheti, rimpiangendo le loro scintillanti penne d’oro e d’argento, oramai perdute per sempre. In mezzo a questa folla di accattoni e di poveri vergognosi passavano di tanto in tanto alcune carrozze signorili con dentro o qualche Volpe, o qualche Gazza ladra o qualche uccellaccio di rapina». Giunti in un campo, Pinocchio pianta e annaffia le monete seguendo le istruzioni, ringraziando sinceramente il Gatto e la Volpe. Come gli era stato detto dalla Volpe, il burattino scende in città per venti minuti ad aspettare la crescita dell'albero.
Tornato sul posto, fantasticando su tutte le ricchezze che avrebbe avuto, Pinocchio nota che nulla è spuntato. Inizialmente incredulo, vede un grosso pappagallo posato su un ramo che ride. Alle sue domande nervose, l'uccello rivela che, mentre era via, il Gatto e la Volpe avevano dissotterrato e rubato le monete, fuggendo via di scatto dopo aver coperto di nuovo la buca. Pinocchio, dopo aver scavato un'enorme buca e convintosi dell'inganno, corre disperato al carcere di Acchiappa-citrulli a chiedere giustizia. Un giudice-gorilla lo ascolta ma, con grande stupore del protagonista, chiama i suoi due cani mastini gendarmi e ordina che sia Pinocchio ad essere messo in prigione. Il romanzo non specifica il ragionamento della legge locale, ma si può pensare che nella città il ricco ha potere, e siccome Pinocchio è ora povero, la legge non si disturberà ad aiutarlo senza tornaconto (ciò potrebbe anche essere una satira politica, come Collodi era solito fare prima di dedicarsi alle fiabe). Dopo quattro mesi di detenzione, Pinocchio sa di un'amnistia data dall'imperatore di Acchiappa-citrulli, che ha vinto una battaglia. L'amnistia però declama che solo i criminali vengano rilasciati, Pinocchio dice al secondino di essere un malandrino anche lui (poiché la parola si usa anche per "discolo" e non solo per "criminale", il naso non la reputa una bugia) e viene anch'esso liberato.
Verso la fine della storia, Pinocchio ritrova il Gatto e la Volpe, ormai vecchi e poveri (similmente ai poveri animali di Acchiappa-citrulli). Alle loro richieste d'aiuto, il protagonista risponde ricordando loro vari proverbi pertinenti alla vicenda.
Il compagno Pinocchio Ne Il compagno Pinocchio di Aleksej Nikolaevič Tolstoj, il campo dei miracoli si trova nel "Paese degli Schiocchi" e la crescita dell'albero consiste in un rito, Alice e Basilio (Il gatto e la volpe) convincono il maresciallo locale che Burattino è un criminale che sta cospirando contro di lui. Mentre il protagonista viene dunque acciuffato dalle guardie e gettato nel fiume, i due manigoldi si prendono le monete.
Altri media Negli adattamenti dell'opera di Collodi, la vicenda del campo dei miracoli subisce diverse modifiche e accorciamenti, alcune versioni, seguendo l'adattamento Disney, lo tagliano anche. Molti adattamenti eliminano anche completamente la città di Acchiappa-citrulli e quando questa è presente, raramente viene mostrata la popolazione o la prigione. Due dei cambiamenti più comuni sono il momento del furto, che avviene spesso quando Pinocchio prende l'acqua per annaffiare, e il Pappagallo che viene sostituito dal Grillo.
Nel primissimo adattamento del 1911, dopo che la Fata salva Pinocchio dall'impiccagione, gli regala quattro zecchini d'oro. Gatto e Volpe lo incontrano per strada e convincono il burattino a seguirli fino ad Acchiappa-citrulli per moltiplicare le monete d'oro al campo dei miracoli, rubandogliele durante la notte. La mattina dopo, Pinocchio li ritrova, dopo essere sceso disperato in città dopo essersene accorto, in un'osteria e parte una zuffa. Viene quindi portato in tribunale per esporre il fatto, dove è Pinocchio a finire in cella, dalla quale Pinocchio poi fugge evadendo in mare. Nel film del 1947 Le avventure di Pinocchio di Giannetto Guardone, la storia del campo dei miracoli procede come abbastanza fedelmente al libro. Mentre Pinocchio va a prendere l'acqua, i due malandrini prendono le monete e scappano. Pinocchio li scorge in lontananza, confuso, per poi notare la terra dissotterrata e disperarsi. Nella prigione di Acchiappa-citrulli, i compagni di cella di Pinocchio sono degli umani. Nel film animato italiano del 1971 Un burattino di nome Pinocchio di Giuliano Cenci, la storia segue fedelmente il romanzo, con l'unico taglio della popolazione di animali di Acchiappa-citrulli e il periodo di prigionia è riassunto nelle illustrazioni di transizione, con il narratore che scherza su come anche oggigiorno l'assicurazione faccia poco e nulla in questi casi. Nell'anime del 1972 Le nuove avventure di Pinocchio, la vicenda è ripresa nell'episodio "L'albero dei sogni", mista anche al simile racconto de La gallina dalle uova d'oro. Geppetto manda il nipote a comprare del pane, ma il ragazzo disobbedisce e compra uno scoiattolo, ma poi lo libera e la grata madre gli restituisce una moneta d'oro al posto di quella di rame. Gatto, Volpe e Topino ingannano allora la marionetta, raccontandogli della pianta magica da cui nascono i soldi, di cui a loro detta dovrebbe crescere tra una settimana. Lo fanno scendere nel crepaccio dove si trova, in cui Pinocchio è aggredito dallo spirito della pianta, in quanto incredibilmente realmente magico, ma riesce a calmarlo dicendogli di essere un suo simile. Ruba quindi la pianta (che da lucente come l'oro diventa di comune foglie) dove Gatto, Volpe e Topino gli fanno sotterrare la moneta che viene poi rubata mentre va a prendere l'acqua. Lo spirito dell'albero chiede aiuto alla Fata, che tenta di convincere Pinocchio a guadagnarsi i soldi con i sacrifci, ma senza successo. L'albero cresce all'alba e presto i paesani lo scoprono e si mettono allora a raccogliere i denari sull'albero, finché una avida vecchietta convince tutti che l'albero ha oro anche al suo interno e lo fa abbattere, ma le monete raccolte diventano comuni foglie, come punizione del loro egoismo. Un personaggio che possa ricordare il gorilla, è uno scimpanzé addomesticato e vestito elegante nell'episodio "Il Gatto e la Volpe", che prova a istruire Pinocchio nell'essere un uomo. Nello sceneggiato TV del 1972 Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini, il campo si trova in una radura di campagna e la città di Acchiappa-citrulli non è menzionata (sebbene rimanga il carcere). Gli animali coinvolti nel libro sono adattati in umani: il giudice (Vittorio De Sica), il carceriere e i prigionieri sono uomini e il pappagallo è un contadino che, saputo cosa stava facendo Pinocchio, tenta anche di derubarlo davanti ai suoi occhi, prima di intuire che i due tizi che stavano scappando l'abbiano fatto prima. Il compagno di cella di Pinocchio è un uomo che lo difende dagli altri, che però lo schiavizza e si fa dare anche i suoi pasti. Sarà poi lui a spiegargli dell'amnistia e Pinocchio decide deliberatamente di mentire (commentando pure su come, questo giro, mentire gli sia stato ironicamente d'aiuto). Nell'anime Pinocchio del 1976, la storia del campo, come nel libro, è strutturata in più episodi. Il campo in questione si trova fuori dal bosco, e mentre Pinocchio va a prendere l'acqua per annaffiare le monete (che ha messo ciascuna in una propria buca per aumentare gli alberi), Gatto e Volpe gliele sottraggono. Il pappagallo che schernisce Pinocchio (qui chiamato Pablito), appare anche per avvisare la Fata del furto e per deridere Pinocchio mentre studia, salvo poi essere zittito dalla Fata. La scena del Giudice è invece presente nell'episodio "Il giudice che è una scimmia", in cui Pinocchio acciuffa i due ladri in città (che hanno già sperperato i denari) e quando spiega alla gente perché sta tormentando due invalidi, questi suggeriscono di portare la faccenda in tribunale. Volpe tenta di ingannare Pinocchio conducendolo presso un cottage nel bosco, solo per scoprire che c'è davvero un auto-nominato giudice gorilla (che ha una scimmia come assistente). Volpe allora ribalta la situazione promettendo di spartire la spesa di Pinocchio se li fa vincere il processo e Pinocchio viene quindi condannato e legato in cantina, ma quando arriva il momento di spartirsi il malloppo, le tre bestie si litigano il cibo e lasciano l'edificio per rincorrersi. Il giorno dopo Pinocchio è tratto in salvo da Rocco. Nel film animato del 1992, la vicenda del campo dei miracoli avviene fedelmente (è anche una delle poche versioni a presentare gli animali poveri di Acchiappa-citrulli), mentre il Pappagallo è sostituito da tre corvi. Il periodo di prigionia di Pinocchio non viene però messo e il burattino torna direttamente a casa dalla fata. Nel film del 1996 Le straordinarie avventure di Pinocchio, Lorenzini, infuriato, manda Volpo e Felinetta a cercare Pinocchio dopo che è scappato dando a fuoco il teatro. I due, non appena lo trovano in un monastero, si interessano di più alle monete che il burattinaio gli ha dato e gli parlano dell'"albero di miracoli", facendogli seppellire le monete nel campo santo lì vicino. Mentre il burattino aspetta, osservando intensamente l'orologio, Pepe dice al burattino che i miracoli non crescono sugli alberi, ma nel cuore, ma il protagonista non comprende le sue parole e quando poi va a vedere, a tempo scaduto, i suoi frutti, scopre di essere stato raggirato, per poi deprimersi sul ciglio della strada, dove sarà prelevato dalla carrozza di Terra Magica.