Bagni di Lucca è un comune italiano di abitanti della provincia di Lucca, in Toscana.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Bagni di Lucca si sviluppa nella parte settentrionale della Media Valle del Serchio, in un'area prevalentemente montuosa dell'Appennino tosco-emiliano, attraversata dal corso del torrente Lima e dai suoi affluenti. Il Lima costituisce il principale asse idrografico del territorio: proveniente dall'Appennino pistoiese, attraversa la valle sulla quale sorgono numerosi centri abitati del comune e confluisce nel Serchio poco a monte del Ponte della Maddalena, nel vicino territorio di Borgo a Mozzano.
La morfologia è caratterizzata da una stretta successione di fondovalle, versanti e rilievi, sulla quale si distribuisce un insediamento fortemente policentrico. Oltre ai nuclei sviluppatisi lungo la valle della Lima, come Ponte a Serraglio e il capoluogo, il territorio comprende numerosi borghi e frazioni situati sui rilievi e nelle vallate laterali, fra cui Benabbio, Brandeglio, Casabasciana, Crasciana, Limano, Lucchio, Lugliano, Montefegatesi, San Cassiano e Vico Pancellorum. La struttura insediativa del comune è riconosciuta anche dallo statuto comunale, che individua formalmente numerose frazioni distribuite nel territorio.
La valle della Lima costituisce inoltre una zona di raccordo geografico fra la Media Valle del Serchio e l'Appennino pistoiese: il bacino del torrente interessa infatti, oltre a Bagni di Lucca, anche i territori di San Marcello Piteglio e, in parte, di Abetone Cutigliano.
Sismicità Il territorio comunale è classificato in zona sismica 2, corrispondente a un'area nella quale possono verificarsi terremoti di intensità significativa. L'attuale classificazione regionale è stata approvata con deliberazione della Giunta regionale della Toscana n. 421 del 26 maggio 2014, confermando per Bagni di Lucca l'inquadramento già attribuito dalla precedente classificazione del 2012. Per il territorio comunale la Regione Toscana indica un'accelerazione di riferimento ag(475) pari a 0,183 g. Sul territorio sono stati inoltre realizzati studi di microzonazione sismica di primo e secondo livello.
Clima Secondo la classificazione climatica dei comuni italiani, Bagni di Lucca appartiene alla zona E, con un valore di 2227 gradi giorno. Tale classificazione determina il periodo e la durata massima consentiti per l'esercizio degli impianti termici.
Per quanto riguarda la capacità dell'atmosfera di disperdere gli inquinanti, il territorio comunale presenta una diffusività atmosferica bassa, secondo la classificazione elaborata dall'IBIMET del Consiglio Nazionale delle Ricerche nel 2002.
Origini del nome L'attuale denominazione di Bagni di Lucca è legata alla presenza delle numerose sorgenti termali che caratterizzano il territorio e che, già in epoca medievale, determinarono l'identificazione della località con i suoi stabilimenti balneari. Emanuele Repetti, nel Dizionario geografico fisico storico della Toscana, osservava che all'insieme delle ville e delle sorgenti termali della zona era stato attribuito il nome generico di «Bagno», denominazione che finì per estendersi anche alla comunità corrispondente all'antica Vicaria di Val di Lima.
Il centro era anticamente conosciuto con il nome di Bagno a Corsena, denominazione attestata dalle fonti storiche e conservata per lungo tempo prima dell'affermazione dell'attuale toponimo. Anche la documentazione statistica storica dell'ISTAT registra infatti «Bagno a Corsena» quale precedente denominazione di Bagni di Lucca.
Il nome Corsena designava originariamente l'insediamento posto sul colle sovrastante l'area termale, dal quale si svilupparono successivamente i nuclei della Villa e di Ponte a Serraglio. L'etimologia di Corsena non è stata determinata con certezza: è stata proposta una formazione con suffisso di tipo etrusco e un possibile collegamento con l'antroponimo etrusco-latino Corsinius, ma l'interpretazione rimane incerta.
Con l'accresciuta notorietà delle terme, la denominazione legata ai «bagni» assunse progressivamente un significato più ampio. Nel corso del tempo Bagno a Corsena lasciò quindi spazio a Bagni di Lucca, nome che identifica il complesso termale attraverso il riferimento alla città e allo Stato di Lucca.
Storia
Dalle origini al Medioevo Le più antiche testimonianze archeologiche della presenza umana nel territorio di Bagni di Lucca sono state ricondotte alla preistoria, mentre ulteriori rinvenimenti attestano il popolamento della valle anche in epoca preromana. La ricostruzione delle fasi più antiche della storia locale rimane tuttavia frammentaria e molte delle tradizioni tramandate dalla storiografia locale — fra cui quelle relative al passaggio di Annibale o alla presenza di Cesare, Pompeo e Crasso presso le sorgenti — non sono sostenute da riscontri documentari sufficienti e appartengono alla tradizione locale.
In età medievale il territorio era conosciuto come Bagno a Corsena. La località, nota almeno dal XII secolo per le proprie sorgenti termali, entrò progressivamente nell'orbita politica di Lucca e dal secolo successivo fu sede della comunità e della Vicaria di Val di Lima. La comunità era amministrata da un consiglio generale, titolare del potere deliberativo, e da un collegio di governatori.
La progressiva affermazione del controllo lucchese interessò anche l'amministrazione delle sorgenti termali, che rappresentavano una risorsa economica e sanitaria di particolare importanza. Gli statuti lucchesi medievali disciplinarono l'attività dei bagni e l'accoglienza dei forestieri, contribuendo alla formazione di un'organizzazione stabile della località termale.
Dalla Repubblica di Lucca al Principato napoleonico Per tutta l'età moderna Bagni di Lucca seguì le vicende politiche dello Stato lucchese. La notorietà delle sorgenti contribuì alla crescita della località come luogo di cura e villeggiatura, frequentato anche da viaggiatori stranieri. Fra questi vi fu Michel de Montaigne, che soggiornò ai Bagni durante il suo viaggio in Italia e descrisse le cure e la vita della località nel proprio Journal de voyage.
La situazione politica mutò con l'occupazione francese di Lucca del 2 gennaio 1799. Dopo una successione di governi provvisori, nel 1805 fu costituito il Principato di Lucca e Piombino, affidato a Felice Baciocchi ed Elisa Bonaparte Baciocchi. Durante il governo di Elisa Bagni di Lucca fu oggetto di un programma di riorganizzazione e valorizzazione della stazione termale. Secondo Eleonora Guzzo, l'intervento della principessa perseguiva contemporaneamente finalità di interesse pubblico, promozione politica del governo napoleonico e attrazione di investimenti privati e di una clientela internazionale.
Il Ducato di Lucca e l'Ottocento Dopo la caduta del dominio napoleonico la comunità fu restaurata nel 1815 e, con la costituzione del Ducato di Lucca, rimase compresa nello Stato lucchese. La configurazione territoriale dell'attuale comune cominciò a delinearsi nel 1824, quando furono definitivamente assorbite le amministrazioni delle piccole comunità dell'antica Vicaria di Val di Lima, già ridotte a sezioni amministrative durante il periodo francese e ducale.
Particolare sviluppo ebbe la località durante il governo del duca Carlo Ludovico di Borbone, che fece di Bagni di Lucca uno dei principali luoghi di villeggiatura della corte. Alla presenza di una numerosa comunità internazionale, e in particolare britannica, si accompagnarono nuovi edifici e istituzioni destinati alla vita sociale della stazione termale.
A Ponte a Serraglio venne costruito su progetto di Giuseppe Pardini il Regio Casinò, edificio neoclassico risalente al 1839. Allo stesso periodo appartengono la chiesa anglicana, consacrata alla comunità britannica, e il cimitero inglese, testimonianze della consistenza raggiunta dalla presenza straniera nella località.
Nel 1847, con la cessione del Ducato di Lucca, Bagni di Lucca passò al Granducato di Toscana. La comunità fu quindi inserita nell'ordinamento amministrativo toscano fino all'annessione al Regno di Sardegna nel 1860. L'applicazione della legge 20 marzo 1865, n. 2248, sull'unificazione amministrativa del Regno d'Italia segnò, secondo la ricostruzione archivistica del Ministero della cultura, la nascita del moderno Comune di Bagni di Lucca.
La configurazione territoriale comunale fu completata fra il 1893 e il 1897 con l'annessione di Lugnano e Bugnano, Monti di Villa, Pieve dei Monti di Villa, Granaiola e Fornoli, precedentemente appartenenti al comune di Borgo a Mozzano.
Nella seconda metà del XIX secolo la località partecipò anche alle prime applicazioni dell'energia elettrica in Italia. Intorno al 1885 furono installati apparecchi della Ganz per l'illuminazione elettrica, in una fase nella quale impianti analoghi erano ancora limitati a singoli edifici e complessi; la prima grande distribuzione cittadina italiana sarebbe stata realizzata a Roma nel 1886.
Il Novecento Bagni di Lucca ebbe un ruolo anche nelle origini dello scautismo italiano. Nella primavera del 1910 il baronetto britannico Francis Vane, che soggiornava nella località, entrò in contatto con il maestro Remo Molinari e insieme diedero vita a un primo reparto scout. Il 12 luglio 1910 vennero formalmente costituiti a Bagni di Lucca i Ragazzi Esploratori Italiani, considerati la prima organizzazione scout strutturata sorta in Italia.
La seconda guerra mondiale e il campo di Bagni Caldi
Durante la seconda guerra mondiale il territorio comunale fu utilizzato in diverse fasi per l'internamento civile. L'ex Grande Albergo «Le Terme» di Bagni Caldi ospitò fra marzo 1942 e gennaio 1943 dapprima cittadini anglo-maltesi provenienti dalla Libia e successivamente circa un centinaio di ex jugoslavi già internati nel campo fascista di Melada.
Parallelamente, fra il 1941 e il 1943, Bagni di Lucca fu luogo di internamento libero per alcune decine di profughi ebrei stranieri, sistemati in abitazioni private. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, l'occupazione tedesca e la costituzione della Repubblica Sociale Italiana determinarono il passaggio dalla politica d'internamento alla persecuzione diretta degli ebrei.
In applicazione dell'ordinanza di polizia n. 5 del 30 novembre 1943 del ministro dell'Interno della RSI Guido Buffarini Guidi, nei primi giorni del dicembre successivo l'ex Grande Albergo «Le Terme» fu trasformato nel campo di concentramento provinciale per gli ebrei della provincia di Lucca. La struttura era amministrata dalle autorità della RSI e sorvegliata da un reparto dell'86ª legione della Guardia Nazionale Repubblicana.
Nel campo furono concentrati ebrei arrestati nella provincia, compresi numerosi internati precedentemente trasferiti nell'area di Castelnuovo di Garfagnana. La ricostruzione del numero esatto dei detenuti è resa difficile dalla mancanza del registro del campo; l'Istituto storico della Resistenza di Lucca ne ha ricostruito la presenza incrociando la documentazione archivistica locale con gli studi del Centro di documentazione ebraica contemporanea. Il 25 gennaio 1944 i prigionieri furono trasferiti dal campo e avviati verso le successive strutture di detenzione e deportazione.
Dal secondo dopoguerra all'età contemporanea Nel secondo dopoguerra il sistema termale e turistico attraversò profonde trasformazioni. Nel 1953 cessò l'attività della casa da gioco ospitata nel Regio Casinò; l'edificio, restaurato in seguito, è stato riaperto al pubblico e destinato ad attività culturali e turistiche.
Nel XXI secolo è proseguita la valorizzazione del patrimonio storico e termale del comune, mentre il Regio Casinò restaurato è utilizzato per manifestazioni culturali e ospita servizi di informazione turistica.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati riconosciuti con appositi provvedimenti statali; lo stemma risulta inoltre iscritto nel Libro araldico degli enti morali.
Stemma