L'alleanza tra Agatocle e Ofella fu un accordo avvenuto nel 309-308 a.C. tra lo stratego autocratore di Siracusa e il governatore di Cirene nel contesto della spedizione siracusana in Africa contro Cartagine.

L'ambasceria di Agatocle Gli storici divergono sui motivi che spinsero Agatocle a richiedere l'aiuto, ovvero l'alleanza, del governatore della Cirenaica, Ofella: secondo alcuni studiosi era più che naturale che Agatocle finisse con il congiungersi con i Greci della Cirenaica, che a loro volta rientravano nel dominio dei Greci dell'Egitto, poiché essi erano da sempre attenti ai movimenti che avvenivano sul territorio cartaginese; data la vicinanza con il proprio confine.Cfr. .

Per altri invece Agatocle fu spinto a chiedere alleanza alla Cirenaica a causa della mancanza di alleati veri tra le popolazioni libiche che popolavano la regione cartaginese e dall'instabilità militare del suo esercito causata essenzialmente dalla turbolenza dei mercenari (che erano gran parte dell'esercito agatocleo); costoro con le difficoltà economiche nelle quali notoriamente versava Agatocle, erano sempre tentati dal voltargli le spalle. Per cui Agatocle avrebbe volto lo sguardo altrove: alle armate di Cirene..

Agatocle mandò un ambasciatore siracusano, Ottone (o OrtoneCfr. Orthon ambasciatore di Agatocle: E. Olshausen, Prosopographie der hellenistischen Konigsgesandten (Studia Hellenistica 19), Lovanii 1974, p. 200.), a Cirene, per riferire al Macedone originario di Pella che lo stratego di Siracusa aveva piacere nell'offrire al governatore dell'antica Cirenaica le conquiste effettuate in Libia; quelle già conseguite e quelle che avrebbero conseguito insieme, a seguito della proficua alleanza. Agatocle, in cambio dell'aiuto militare, pretendeva solo che gli si lasciasse il dominio sull'intera isola di Sicilia, poiché egli si trovava in Africa perché costretto dagli estremi eventi che lo avevano condotto fin sotto le mura dell'impero di Cartagine pur di salvare la propria capitale, ma in verità non desiderava possedere la Libia, per cui era ben disposto a offrirla al governo di uno stato, quello cirenaico, che in Africa aveva vetuste radici.Per approfondire i rapporti tra Cirene e i Greci vd.: Sandro Stucchi, Cirene e la Grecia, 1976: sui rapporti in epigrafe tra Cirene e Siracusa: p. 105, n. 18.. Anche Giustino, oltre Diodoro, ricorda tali termini dell'alleanza, ma egli attribuisce l'iniziativa a Ofella e non ad Agatocle..

Ofella, che aveva partecipato alla spedizione in Asia di Alessandro Magno ricevendo da questi il titolo di “compagno” (hetairos), aveva seguito con successo il satrapo d'Egitto Tolomeo Sōtēr e questi gli aveva affidato il governo della Cirenaica. Ad un certo punto, in circostanze non chiare, Ofella sottrasse la secolare terra dei Greci dal controllo dell'Egitto e poté quindi trattare con Agatocle come principe indipendente;Attilio Momigliano in .Si dice fermamente convinto di ciò lo studioso Edouard Will che seguendo la Suida lo definisce dinasta. Tra l'altro egli nota come il finale della vicenda (Tolomeo “conquista” la Cirenaica) sia un'ulteriore conferma dell'indipendenza di Ofella. Cfr. . In tale direzione, pur non definendolo esplicitamente indipendente: . Giustino lo indica addirittura con il titolo di “rex Cyrenarum”. Secondo altri però, dato che i motivi di questa scissione dal regno egizio restano oscuri, Ofella se pur insignito di grande libertà d'azione, rimaneva comunque legato al satrapo d'Egitto e da questi dipendente e suo rappresentante.Così (già in ; anche se qui si nota l'assenza del termine “rappresentante”) e .

È Diodoro a informare dell'ambizione che caratterizzava il macedone Ofella: egli nutriva il desiderio di fondare un regno più grande in Africa.Non a caso Ofella è stato definito da alcuni studiosi, seguendo la successione degli eventi che lo vedono protagonista, come l'erede dei progetti occidentali di Alessandro Magno: così per esempio lo ha definito Victor Leopold Ehrenberg in Ofella di Cirene, 1938, pp. 144-151 citato in .). La proposta del Siracusano che lo invitava a venirsi a prendere il regno di Cartagine doveva sembrargli quindi molto allettante). Difatti, Ofella accettò l'alleanza con il tiranno aretuseo.

Il decreto di Ofella ad Atene Ofella aveva molta influenza nell'Atene comandata dal macedone Cassandro (che aveva affidato il suo governo all'ateniese Demetrio Falereo). Marito della nobile Euridice di Atene, figlia di Milziade (discendente a sua volta del leggendario Milziade comandante delle truppe nella battaglia di Maratona.), promotore della fondazione di una colonia ateniese in Adriatico,IG II 1629 = Syll. 305 = Tod 200, II. 225-226. Cfr. . la figura di Ofella godeva nella capitale attica di grandi aspettative, ed ecco quindi che quando il governatore di Cirene mandò nel 309-308 a.C. agli Ateniesi un decreto con il quale invitava i Greci dell'Ellade ad unirsi alla sua imminente traversata dell'Africa settentrionale per raggiungere Agatocle di Siracusa e fondare con questi un nuovo regno greco nei territori di Cartagine. Le sue parole vennero accolte con entusiasmo ad Atene e da lì l'ansia e l'approvazione per questa campagna si diffuse per la gran parte della Grecia, poiché Ofella offriva a un popolo che si trovava in gravi difficoltà economiche la possibilità di fuggire dall'Ellade e trasferirsi in una nuova colonia, su ricche e fertili terre.. Cfr. ; .

L'arruolamento di Ofella non fu solo militare, ma bensì di stampo coloniale. Agatocle, come emerge dalle antiche fonti, era all'oscuro del massiccio arruolamento di coloni attuato dal principe di Cirene; il Siracusano aveva chiesto truppe per combattere i Cartaginesi, ma Ofella mise in marcia dalla sua capitale non solo soldati, non solo uomini, ma anche un ingente numero di donne e bambini, di beni di prima necessità e di tutto ciò che occorreva per colonizzare una nuova terra..

Connessioni con il conflitto tra Cassandro e Tolomeo

Durante l'accordo tra Ofella e Agatocle, scoppiò un conflitto tra Cassandro e Tolomeo. Il signore dell'Egitto arrivò persino a lasciare la sua capitale, Alessandria, per recarsi in Grecia a ribadire il suo ruolo tra i Macedoni.

La precipitosa apertura delle ostilità da parte di Tolomeo nei confronti di Cassandro, appare ancor più connessa alle mosse di Agatocle e Ofella se si considera il contesto storico nel quale essa si verificò: dal 316 al 311 a.C. Cassandro e Tolomeo avevano fatto parte della medesima coalizione (insieme a Lisimaco e Seleuco) contro il satapro d'Asia Antigono; dopo averlo vinto, i diadochi formularono nel 311 a.C. un trattato con il quale si annunciava la dissoluzione dell'impero di Alessandro Magno; i reggenti avrebbero preso il titolo di strateghi e le poleis della Grecia sarebbero tornate indipendenti. Cassandro venne quindi nominato stratega d'Europa; strategia che avrebbe mantenuto fino a quando il figlio di Alessandro Magno, Alessandro IV, non avesse raggiunto la maggiore età. Tuttavia il Macedone, non volendo rinunciare ai suoi ambiziosi piani, uccise Alessandro IV e mantenne uno stretto controllo militare sui territori della Grecia, negando ad essi l'indipendenza sancita dal trattato; tutto ciò accadeva sempre nel 311 a.C. e a Tolomeo sembrava andar bene questa situazione, poiché per ben tre anni non si mosse in alcun modo contro Cassandro.Eventi narrati in con ampia bibliografia posta sulle note.

Appare quindi quanto meno singolare che nel 308 a.C., proprio dopo la stipulazione dell'accordo tra Agatocle e Ofella (che aveva indubbiamente il “lasciapassare” di Cassandro ad Atene; poiché gli Ateniesi erano controllati dallo stratega macedone), Tolomeo si sia improvvisamente infuriato contro Cassandro per la sua violazione del trattato stipulato nel 311 a.C. e sia giunto fino in Grecia portando la guerra al suo ex-alleato. Tolomeo con la sua numerosa flotta attraversò le isole egee e vinse i presidii di Cassandro su diverse località, tra le quali si annovera la madrepatria dei Siracusani, Corinto.. . Dopo avere ottenuto il possesso di Corinto, Tolomeo smise di accanirsi contro Cassandro e stipulò con lui in quello stesso anno un trattato di pace, nel quale si stabilivano le rispettive aree di dominio (rimaste pressoché immutate, a eccezione delle nuove conquiste effettuate dal padrone dell'Egitto durante la sua veloce incursione).

L'urgenza di Tolomeo sembrava indirizzata solo verso Cassandro, infatti egli ignorò la tragica situazione in cui versava l'Asia comandata dagli altri strateghi e decise di rientrare celermente in Egitto.

Sono diversi gli studiosi che hanno visto in questa mirata e precipitosa mossa dell'Egizio una fontata connessione con la guerra che Agatocle aveva portato in Africa. Anche chi considera Ofella un rappresentante tolemaico, insignito di molta libertà decisionale, intravede nelle azioni del Ladige il collegamento alla vicenda agatoclea: il satrapo d'Egitto si sarebbe scosso dal momento in cui fu chiaro che il referente di Agatocle e di Ofella era divenuto lo stratego Cassandro; a seguito della chiamata ad Atene. Da qui la sua reazione; i tumulti portati nella Grecia di Cassandro sarebbero stati un chiaro messaggio per far comprendere a chi spettasse il dominio sulle terre d'Africa; del resto la Cirenaica rappresentava il possedimento più occidentale dell'impero egizio: il suo confine verso l'Ovest, e sarebbe stato piuttosto anomalo se il suo dominatore non provasse interesse per quanto le succedeva.Cfr. (cfr. anche Siracusa e la Sicilia greca: tra età arcaica ed alto ellenismo, Langher 1996, p. 176); .

Il Siracusano aveva evidentemente scosso gli equilibri più profondamente di quanto avesse calcolato al principio: le truppe di Atene poste sotto il controllo di Cassandro, fatte giungere da Ofella ai confini dell'Egitto, rappresentavano un diversivo che non rientrava certamente nel suo progetto bellico contro Cartagine,. ma spalancavano altri e più imprevedibili scenari; con l'Egitto che avrebbe avuto un'influenza non indifferente sulle sorti della spedizione dei Siracusani in Africa.

Meritevole di attenzione è inoltre il rapporto che si svilupperà, partendo proprio da questo primo significativo approccio di Atene verso Cirene, tra Cassandro e Agatocle (i due giungeranno in seguito anche ad uno scontro diretto per mare e per terra in altri luoghi geografici); il diadoco con il suo appoggio alle azioni di Ofella dimostrava di essere interessato alla politica occidentale; del resto si era posto alla guida di un paese, la Grecia, e Atene in particolare, che da sempre nutriva vivo interesse per i Sicelioti e con il mondo magnogreco in generale..

Le preoccupazioni di Tolomeo, se tali furono - poiché bisogna pur sempre considerare che ufficialmente, nelle fonti primarie, esse non vengono mai esternate -, dovettero riferirsi alla possibilità che una coalizione composta da Siracusani, Ateniesi e Cirenei, vincitrice su Cartagine e fondatrice di un regno ellenistico che avrebbe incorporato tutta la Libye (compresa la Cirenaica), non solo avrebbe fatto saltare gli equilibri geopolitici, ma avrebbe rappresentato anche una concreta minaccia al dominio di Tolomeo sull'Egitto. Le mosse di Agatocle sulla Libye da quel momento in avanti sarebbero state tenute sotto stretta sorveglianza; il celere ritorno di Tolomeo in Alessandria sarebbe stato quindi dettato dalla volontà di seguire da vicino l'evolversi della situazione innescata da Agatocle.Cfr. ; (cfr. anche ).

Il viaggio nel deserto