I motori GM Ecotec L850 e L880 costituiscono una famiglia di motori termici a benzina di fascia medio-alta prodotti a partire dal 2000 dal colosso automobilistico statunitense della General Motors, per essere montati in svariati modelli prodotti dai marchi appartenenti (o appartenuti) a questo gruppo industriale (Chevrolet, Cadillac, Opel, Saab, ecc).
Storia e caratteristiche Storia
Questa famiglia di motori fa parte di un programma di razionalizzazione voluto dal direttivo della General Motors in maniera tale da ridurre il numero di motori prodotti dai marchi gravitanti nell'orbita del colosso statunitense. Per questo, i motori L850 (la sigla è quella del progetto che avrebbe condotto alla realizzazione di tale famiglia di motori) sono andati via via a sostituire più famiglie di motori preesistenti, a partire dai motori Family II (di cui vengono riprese alcune caratteristiche di base), i motori Saab H, i motori GM Serie 122 e i motori GM Quad-4.
Il progetto L850 fu avviato nel 1994 coinvolgendo ingegneri provenienti da tre centri di progettazione appartenenti alla galassia General Motors. Così, il team incaricato di sviluppare tale progetto fu formato da personalità provenienti dalla Opel di Rüsselsheim, dal centro progettazioni Saab di Södertälje (Svezia) e dalla GM Powertrain di Pontiac (Michigan, USA), anche se gran parte dello sviluppo finale di questo progetto fu opera della Lotus di Hethel (Gran Bretagna), quest'ultima da poco uscita dall'orbita della General Motors, ma ancora in stretti rapporti di affari con il colosso statunitense. In realtà l'avvio di questo progetto fu immerso in un'atmosfera di incertezza: i progettisti coinvolti erano perlopiù giovani e con alle spalle differenti background lavorativi dall'uno all'altro. Inizialmente mancava quindi quell'amalgama necessaria per formare un'équipe dotata di motivazioni e obiettivi in comune. Le prime proposte relative a tale progetto vennero immediatamente scartate perché prive delle necessarie cognizioni di base. Un po' tutti concordarono sul fatto che questi motori avrebbero dovuto essere caratterizzati da un funzionamento morbido ed esente da vibrazioni, una caratteristica che invece era tipica dei motori a 4 cilindri di alta cilindrata (sopra i due litri, per intenderci). Per questo, venne previsto l'utilizzo di due contralberi di equilibratura.
I motori L850 vengono prodotti in svariati stabilimenti di proprietà della GM sparsi nel mondo, a partire dai due siti statunitensi di Tonawanda (New York) e di Spring Hill (Tennessee), per proseguire con lo stabilimento tedesco di Kaiserslautern e con quello australiano di Port Melbourne. I primi motori appartenenti a questa famiglia sono stati in primis l'unità da 2,2 litri introdotta nel 2000, a cui fece seguito il 2 litri, nato nel 2002. A partire dal 2006, poi, la famiglia dei motori L850 si è ampliata con l'arrivo delle versioni da 2,4 e 2,5 litri. Queste ultime due versioni, però, vengono indicate anche con la sigla L880, per indicare la differente misura dell'alesaggio dei cilindri, pari a 88 mm. Tuttavia, i motori L880 vengono generalmente inclusi nella famiglia di motori o quantomeno vengono sempre trattati assieme in quanto strettamente imparentati fra loro dal punto di vista tecnico.
Caratteristiche
Si è già parlato dell'importanza di avere due contralberi di equilibratura inseriti nel basamento del motore: tali contralberi, posti appena sopra l'albero a gomiti, ruotano a velocità doppia rispetto a quest'ultimo, andando a smorzarne le vibrazioni naturalmente prodotte. Altri importanti requisiti richiesti dal direttivo GM furono quelli relativi alla compattezza e alla leggerezza. Per questo, i motori L850 sono caratterizzati dal fatto di essere interamente costruiti in lega di alluminio: come già anticipato, riprendono alcune caratteristiche di base dei motori Family II, ma differiscono da questi ultimi proprio per l'impiego massiccio di lega leggera, quando invece i motori Family II utilizzavano ancora la ghisa per i loro monoblocchi. Ma vennero anche utilizzati altri espedienti per la riduzione del peso, a partire dalla riduzione dello spessore delle canne cilindri. Come risultato finale si ottenne un motore pesante in media 150 kg contro i 190 kg dei precedenti motori che si avviavano al pensionamento. Gli stessi cilindri furono a loro volta realizzati in lega di alluminio. Una caratteristica particolare dei motori L850 e L880 fu quella di montare il collettore di aspirazione in posizione frontale, rivolta cioè verso la calandra della vettura, mentre il collettore di scarico era montato invece posteriormente. Ciò ha lo scopo di rendere più vicini collettore e catalizzatore, il che contribuisce a diminuire le emissioni inquinanti, specialmente nei primi minuti di avviamento, quando il motore è ancora freddo, poiché i gas di scarico, generalmente più caldi di quelli in entrata, riescono a scaldare il catalizzatore più facilmente, portandolo alla temperatura ottimale di esercizio in minor tempo.
Durante la loro evoluzione nel corso degli anni, questi motori sono stati proposti anche in numerose varianti, differenti tra loro per il tipo di alimentazione, che può essere di tipo atmosferico, turbocompresso o con compressore volumetrico e inoltre semplicemente a benzina, di tipo bifuel benzina/metano o a etanolo, queste ultime previste più che altro per i due mercati che dell'etanolo fanno uso pressoché esclusivo, vale a dire il Brasile e la Svezia.
Di seguito vengono riepilogate le principali caratteristiche comuni a tutti i motori L850 e L880:
architettura a 4 cilindri in linea; testata e monoblocco in lega di alluminio; distribuzione a doppio asse a camme in testa; testata a 4 valvole per cilindro; alimentazione a iniezione elettronica; pistoni in lega di alluminio; canne cilindri in ghisa; albero a gomiti su 5 supporti di banco; due contralberi di equilibratura.
I primi motori L850
La carriera dei motori L850 e L880 si è articolata finora in tre fasi evolutive fondamentali: la prima fase ha visto l'arrivo delle unità L850 da 2,2 e da 2 litri, la prima di tipo aspirato e la seconda proposta nelle due già citate varianti di sovralimentazione (turbo o volumetrico). Sia nell'uno che nell'altro livello di cilindrata, vennero riprese le misure caratteristiche dei motori Family II di pari cilindrata.
Versione da 2,2 litri
Come già anticipato, il primo motore L850 a vedere la luce è stato quello da 2,2 litri, che debuttò nel 2000 dapprima nei modelli della Saturn L-Series destinate ai mercati nordamericani, per poi approdare subito dopo anche in Europa dove sarebbe stato montato sotto il cofano di alcuni modelli Opel e Vauxhall, ma anche Fiat e Alfa Romeo, dal momento che proprio in quei primissimi anni del nuovo millennio si stava consumando la joint-venture tra General Motors e Gruppo Fiat. Nel frattempo si ampliò anche il ventaglio di applicazioni statunitensi. Si trattava in ogni caso di un motore aspirato, che derivava dal precedente motore Family II di pari cubatura, come dimostra anche il fatto che da esso vennero riprese le misure caratteristiche di alesaggio e corsa, pari a 86 x 94,6 mm, per una cilindrata complessiva di 2198 cm³. Oltre alle già citate differenze fra questo 2.2 e il precedente 2.2 Family II (doppio contralbero di equilibratura, costruzione interamente in lega di alluminio, ecc), altre novità riguardarono la ridisposizione di alcuni organi, come la pompa del servosterzo, quella dell'acqua e il filtro dell'olio. Mentre nelle applicazioni d'oltreoceano questo motore prese la sigla L61 (eccezion fatta per una effimera variante a metano siglata L42), nell'ambito europeo questo motore venne proposto in due varianti siglate rispettivamente Z22SE e Z22YH. La differenza fra queste ultime due varianti stava essenzialmente nel tipo di iniezione, indiretta nel primo caso e diretta nel secondo. La variante a iniezione diretta è stata proposta in tre livelli di potenza, ossia 150, 155 e 185 CV. La variante più potente includeva anche la fasatura variabile fra le sue caratteristiche ed è stata montata esclusivamente dall'Alfa Romeo per i suoi modelli 159, Brera e Spider. Per quanto riguarda la variante statunitense L61, invece, l'alimentazione era solo a iniezione indiretta, ma anche qui vi erano alcune differenze fra una variante e l'altra, come ad esempio la presenza di una farfalla a controllo elettronico in alcune applicazioni (Saturn VUE, Chevrolet Malibu prodotte fra il 2004 e il 2008, ecc). Caratteristica dei motori L61 era la presenza del sistema di accensione del tipo "a scintilla persa", sistema che sarebbe erò stato abbandonato in seguito. Negli anni successivi, questo motore sarebbe stato oggetto di tutta una serie di aggiornamenti grazie ai quali sarebbe entrato a far parte della seconda tappa evolutiva dei motori L850, come si vedrà più avanti. Di seguito vengono raccolte le caratteristiche e le principali applicazioni dei primi motori L850 da 2,2 litri:
Motore 2,2 litri L850 Variante Alimentazione Rapporto dicompressione PotenzaCV/rpm CoppiaNm/rpm Applicazioni Anni di produzioneL42Iniez. elettr. indiretta benzina/metano - 131175Chevrolet Cavalier 2.2 16v CNG2003-04L61Iniezione elettronica indiretta sequenziale9,5137/5200193/4400Saturn L2002001-03139/5800183/4400Saturn LS12000-0110142/5600197/4400Saturn Ion 2.2 16v2003-06203/4400Saturn L2002003-04Chevrolet Cavalier 2.2 16v2001-02Pontiac Grand Am 2.2 16vPontiac Sunfire 2.2 16v203/4000Chevrolet Cavalier 2.2 16v2003-05Pontiac Grand Am 2.2 16vPontiac Sunfire 2.2 16vOldsmobile Alero 2.2 16v2002-04146/5400206/4000Saturn Vue 2.2 16v2002-05146/5600Saturn Vue 2.2 16v2005-06Chevrolet HHR 2.2 16v210/4000Chevrolet Malibu 2.2 16v147/5600Chevrolet Cobalt 2.2 16vChevrolet Malibu 2.2 16v2004-05Pontiac G5 2.2 16v2005-06Z22SE147/5800203/4000Fiat Croma 2.2 16v2005-09Holden Astra (TS) 2.2 16v SRi2001-05Opel Astra G 2.2 16v2000-05Opel Vectra B 2.2 16v2001-02Opel Speedster 2.2 16v2001-05Opel Vectra C 2.2 16v2002-04Vauxhall VX220 2.2 16v2001-05Opel Zafira A 2.2 16v2000-04Z22YHIniezioneelettronicadirettasequenziale12150/5600215/4000Opel Zafira B 2.2 16v2005-10155/5600220/3250-3800Opel Vectra C 2.2 16v Direct2003-08Opel Signum 2.2 16v939A500011,3185/6500230/4500Alfa Romeo 159 2.2 JTS2005-08Alfa Romeo Brera 2.2 JTS2005-09Alfa Romeo Spider 2.2 JTS2006-09
Versione da 2 litri
Come nel caso della versione da 2,2 litri, anche la versione da 2 litri condivide alcune caratteristiche dei precedenti motori Family II di pari cubatura. Con questi ultimi vengono infatti condivise le misure caratteristiche di alesaggio e corsa, pari entrambe a 86 mm, per una cilindrata complessiva di 1998 cm³. Quella da 2 litri è stata la seconda versione a debuttare, due anni dopo il lancio della versione da 2,2 litri, e come già detto è stata prodotta in due varianti, entrambe sovralimentate, ma utilizzando il turbocompressore in un caso e il compressore volumetrico nell'altro. Come per la versione da 2,2 litri, anche nel caso del 2 litri L850 vi sarebbero stati in seguito numerosi aggiornamenti grazie ai quali questa versione si sarebbe adeguata a nuovi standard antinquinamento modernizzandosi via via e giungendo fino ai giorni nostri in nuove varianti. Il 2 litri L850 è stato di fatto l'unico tra i motori L850 ad attraversare per intero la carriera di tale famiglia di motori. Delle sue nuove evoluzioni si parlerà via via, ripercorrendo tutte le tappe evolutive dei motori L850 e L880.
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