La diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Lecce e appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2022 contava 124.540 battezzati su 125.480 abitanti. È retta dal vescovo Vito Angiuli.

Santo patrono della diocesi è san Vincenzo di Saragozza, la cui festa ricorre il 22 gennaio.

Territorio La diocesi comprende la parte meridionale della provincia di Lecce ossia i comuni di: Alessano, con la frazione di Montesardo e la località costiera di Marina di Novaglie; Castrignano del Capo, con le frazioni di Giuliano di Lecce, Salignano e Santa Maria di Leuca; Corsano; Gagliano del Capo, con le frazioni di Arigliano e San Dana; Miggiano; Montesano Salentino; Morciano di Leuca, con la frazione di Barbarano del Capo e la località costiera di Torre Vado; Patù, con le frazioni di Marina di Felloniche e Marina di San Gregorio; Presicce-Acquarica; Ruffano, con la frazione di Torrepaduli; Salve, con la frazione di Ruggiano e le località costiere di Pescoluse, Torre Pali, Posto Vecchio; Specchia; Supersano; Taurisano; Tiggiano; Tricase, con le frazioni di Depressa, Lucugnano ed i rioni di Caprarica del Capo, Marina Serra, Tricase Porto, Sant'Eufemia e Tutino; Ugento, con le frazioni di Gemini e Torre San Giovanni, e le località costiere di Fontanelle, Torre Mozza e Lido Marini.

Sede vescovile è la città di Ugento, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. Nel territorio diocesano, ad Alessano, sorge anche la chiesa collegiata del Santissimo Salvatore, sede vescovile fino al 1818.

Parrocchie e foranie

Il territorio si estende su 475 km² ed è suddiviso in 43 parrocchie, raggruppate in 4 foranie o zone pastorali: forania di Taurisano, comprendente le parrocchie dei comuni di Miggiano, Montesano, Ruffano, Supersano e Taurisano; forania di Tricase, comprendente le parrocchie dei comuni di Corsano, Tiggiano e Tricase; forania di Santa Maria di Leuca, comprendente le parrocchie dei comuni di Alessano, Gagliano del Capo e Castrignano del Capo; forania di Ugento, comprendente le parrocchie dei comuni di Morciano di Leuca, Presicce-Acquarica, Salve e Ugento.

Santuari diocesani Sono riconosciuti ufficialmente come santuari diocesani: la basilica santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, antico santuario mariano, innalzato alla dignità di basilica minore, il 7 ottobre 1990, da papa Giovanni Paolo II, su richiesta del vescovo Mario Miglietta, con una solenne celebrazione presieduta dal cardinale Eduardo Martínez Somalo; il santuario di Santa Marina, a Ruggiano; il santuario di Santa Maria della Strada, a Taurisano, elevato a santuario mariano diocesano il 6 aprile 1996, da Domenico Caliandro; il santuario di San Rocco, a Torrepaduli; il santuario della Madonna di Fátima, a Tricase, elevato, nel 1957, dal vescovo Giuseppe Ruotolo, in occasione del 40º anniversario delle apparizioni di Fátima; il santuario della Madonna della Serra, a Tricase.

Strutture formative e residenziali "Casa per ferie Maris Stella" - Accoglienza: Campi scuola, Gruppi Parrocchiali e Famiglie, Santa Maria di Leuca; "Casa per ferie San Basilio" - Accoglienza: Gruppi e famiglie, ritiri, campi scuola, esercizi spirituali, convegni, Tricase.

Comunità religiose Religiose Clarisse Cappuccine, Monastero della Santissima Trinità ad Alessano; Adoratrici del Sangue di Cristo, a Castrignano del Capo, Morciano di Leuca e Salve; Ancelle dell'Amore Misericordioso, a Ugento; Compassioniste Serve di Maria, ad Alessano, Santa Maria di Leuca, Ruffano; Discepole di Gesù Eucaristico, a Presicce; Suore Domenicane del Santissimo Sacramento, a Tricase; Figlie della Carità, a Ugento; Figlie di Santa Maria di Leuca, a Santa Maria di Leuca, Miggiano; Suore d'Ivrea, a Tricase; Suore Istituto Ravasco, a Specchia; Suore Marcelline, a Tricase; Suore Missionarie della Consolata, a Ruffano; Suore Oblate di San Benedetto Giuseppe Labre, ad Acquarica del Capo; Suore Vocazioniste, a Supersano e Tiggiano.

Religiosi Frati Cappuccini, ad Alessano; Missionari dei Sacri Cuori, ad Arigliano; Padri Trinitari, a Gagliano del Capo.

Storia Dalle origini al XIX secolo La diocesi di Ugento è documentata con certezza a partire dal XII secolo. Studi recenti di André Jacob hanno dimostrato l'esistenza del vescovo Giovanni, vissuto in epoca imprecisata tra il 1125 e il 1175. Il necrologio cassinense menziona la morte di Symon episcopus et monachus de Ogenti, avvenuta il 23 settembre di un anno ignoto, ma comunque negli ultimi decenni del secolo.Kamp, Kirche und Monarchie…, vol. 2, p. 739, nota 3. Inoltre, una lettera di papa Innocenzo III, del 23 giugno 1198, cita Ugento quale diocesi suffraganea dell'arcidiocesi di Otranto, provincia ecclesiastica alla quale Ugento rimarrà legata fino al Novecento.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 412, nº *11.

Incerta e lacunosa è la cronotassi dei vescovi diocesani nel XIII secolo. Dopo alcuni vescovi anonimi nella prima metà del secolo, è noto il vescovo Lando, eletto nel 1253 e morto tra il 1280 ed il 1282. Il capitolo della cattedrale è documentato per la prima volta in occasione della nomina del vescovo Goffredo nel 1282, elezione capitolare confermata da papa Martino IV.Guida degli Archivi capitolari d'Italia, vol. I, 2000, p. 321.

Risalgono al XV secolo gli insediamenti dei primi religiosi in diocesi, con l'arrivo dei francescani minori a Ugento e dei conventuali a Specchia e la fondazione del monastero benedettino femminile di Ugento, unica presenza religiosa femminile in diocesi fino all'Ottocento.

Tra il 1500 ed il 1800 tutti i presuli di Ugento sono stati presentati all'episcopato dai re di Napoli. Tra i presuli del Cinquecento si distinsero Antonio Minturno (1559-1565), che prese parte alla terza sessione del concilio di Trento e celebrò un sinodo diocesano nel 1564; e Desiderio Mazzapica (1566-1593), che fu tra i teologi consultori al concilio tridentino. Altri sinodi diocesani furono celebrati da Geronimo Martini nel 1645 e da Antonio Carafa nel 1680; un altro sinodo fu indetto e presieduto dal vicario capitolare Giuseppe Salzedo nel 1720. Durante il Cinquecento, la diocesi si arricchì della presenza di numerosi ordini religiosi: «i carmelitani si insediarono a Torrepaduli (1560) e a Presicce (1566), i cappuccini a Salve (1579) e a Ruffano (1621), i francescani minori a Presicce (1603) e i domenicani a Specchia (1608)».Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.

Le relazioni per le visite ad limina, quelle delle visite pastorali e le costituzioni sinodali rappresentano «le fonti "privilegiate" per la storia della diocesi, della sua organizzazione istituzionale ed assistenziale, dell'attività dei vescovi e della religiosità dell'ambiente».Palese, Le relazioni per le visite "ad limina" dei vescovi ugentini…, p. 37. La prima relazione redatta per la visita ad limina e giunta fino a noi è quella consegnata personalmente a Roma dal vescovo Juan Bravo Lagunas nel 1620; del vescovo Antonio Carafa (1663-1704), gli archivi vaticani conservano ben dodici relazioni; dal 1620 al 1777 sono in tutto 31 le relazioni fatte per la Curia romana dai vescovi ugentini.Elenco delle relazioni ad limina in: Palese, Le relazioni per le visite "ad limina" dei vescovi ugentini del Seicento e del Settecento, pp. 47-49.

Numerose furono anche le visite pastorali dei vescovi ugentini nel territorio diocesano. La prima documentata è quella del vescovo Antonio Minturno nel 1559; seguono altre visite nel 1628 e nel 1637; a partire dall'ultimo quarto del Seicento le visite hanno una scadenza quasi annuale, indizio dell'interesse e della cura dei vescovi per la corretta amministrazione della propria diocesi.Elenco delle visite pastorali in: Palese, Sinodi diocesani e visite pastorali della diocesi di Alessano e di Ugento, dal concilio di Trento al concordato del 1818, pp. 483-499.

Il seminario vescovile, reso obbligatorio dal concilio di Trento, fu istituito tardivamente e risale solo al 1752 per opera del vescovo Tommaso Mazza; le scarse rendite della mensa vescovile e la difficoltà a reperire i fondi necessari per il suo mantenimento, procrastinarono di due secoli la fondazione del seminario. Dalla visita pastorale compita dal vicario capitolare De Rossi nel 1711 si conoscono, anche nominativamente, gli oltre 400 ecclesiastici, di cui 225 sacerdoti, che costituivano lo status clericorum della diocesi, su una popolazione diocesana di circa diecimila fedeli; da questo censimento erano tuttavia escluse le città di Ugento e di Gemini, per cui il numero dei chierici era presumibilmente maggiore.Palese, La fondazione del Seminario diocesano di Ugento (1752), pp. 44-45 e 61-62.

L'ampliamento Il 27 giugno 1818, in seguito al concordato tra Santa Sede e regno napoletano, la diocesi si ampliò, incorporando il territorio della soppressa diocesi di Alessano in forza della bolla De utiliori di papa Pio VII. Vennero così ad unirsi all'antico territorio diocesano, i comuni di Alessano, Arigliano, Caprarica del Capo, Corsano, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo, Giuliano di Lecce, Montesardo, Patù, Salignano, San Dana, Tiggiano, Tricase e Tutino.

L'Ottocento è segnato dall'episcopato di Francesco Bruni (1837-1863), «con le sue ripetute visite pastorali e il sinodo diocesano del 1858. Egli completò la facciata della cattedrale (1855), costruì la nuova sede del seminario accanto al palazzo vescovile; guidò il clero nelle vicende rivoluzionarie del 1848 e della unificazione, cui si contrappose e, di conseguenza, dovette riparare a Napoli nel 1860, subendo poi le indagini censorie del governo italiano». L'inaugurazione del seminario, progettato dall'ingegnere napoletano Magliola, avvenne nel 1912; fu successivamente ristrutturato negli anni sessanta e oggi ospita la scuola di formazione sociopolitica e la scuola di formazione teologico-pastorale.

La nuova denominazione Per suggellare la profonda devozione verso la Vergine di Santa Maria de Finibus Terrae da parte di tutta la diocesi, papa Giovanni XXIII, il 1º agosto 1959, accolse la richiesta del vescovo Giuseppe Ruotolo e dispose la variazione del nome della diocesi con il decreto Sanctuarium Sanctae Mariae Leucadensis della Congregazione Concistoriale. Sempre per opera dello stesso presule si deve la costruzione a Santa Maria di Leuca della casa del clero e del "villaggio del fanciullo", contribuendo a dare nuovo impulso alla devozione alla Madonna di Leuca e ai pellegrinaggi al principale santuario mariano della diocesi.

Dal 20 ottobre 1980, in seguito alla bolla pontificia di papa Giovanni Paolo II Conferentia episcopalis Apuliae, la sede ugentina ha perso la sua secolare dipendenza dall'arcidiocesi di Otranto ed è divenuta suffraganea dell'arcidiocesi di Lecce.

Il 16 luglio 1988 vengono annesse alla diocesi due parrocchie delle frazioni di Depressa e Sant'Eufemia del comune di Tricase precedentemente appartenute all'arcidiocesi di Otranto. Congregazione per i vescovi, , AAS 81 (1989), pp. 107-108.

Nei sotterranei della cattedrale, su iniziativa del vescovo Vito De Grisantis, il 6 luglio 2004, è stato inaugurato il museo diocesano.

A ricordo della visita di papa Benedetto XVI a Santa Maria di Leuca del 14 giugno 2008, per volere del vescovo Vito De Grisantis, il 26 novembre 2009, è stato inaugurato, tra Lucugnano ed Alessano, un moderno auditorium, con 800 posti a sedere. Per opera del medesimo pastore nacque il "Progetto Tobia", fondo diocesano di garanzia per il microcredito etico-sociale.

La diocesi è impegnata in collaborazione con le suore marcelline nella gestione dell'Ospedale Generale Provinciale "Card. Giovanni Panico" e dell'hospice "Casa di Betania", inaugurato il 20 settembre 2008, dal cardinale Salvatore De Giorgi.