Tregnago (Tregnàgo in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Verona in Veneto.
Fa parte della Comunità montana della Lessinia e della Val d'Illasi.
Geografia fisica Il paese sorge all'altezza della media Val d'Illasi a circa 26 km da Verona.
Il territorio comunale si estende sulle colline alle pendici dei Monti Lessini ed è delimitato a nord da Badia Calavena, a nordest da Vestenanova, ad est da San Giovanni Ilarione, a sudest da Cazzano di Tramigna, a sud da Illasi, a sudovest da Mezzane di Sotto, ad ovest da Verona ed infine a nordovest da San Mauro di Saline.
La struttura urbanistica di Tregnago è basata su due strade quasi parallele: l'antica via Maestra, attuale via Carlo Cipolla, e l'antica via Pezzòlo, attuale via San Martino, lungo le quali sono sorte le case contadine esposte verso ovest. Le case più antiche e le ville fatte costruire dal XVII secolo in poi da famiglie provenienti dalla città sono invece rivolte verso sud: si creano così tra esse i vicoli che uniscono le due strade principali.
Nei secoli scorsi l'attività più praticata da coloro che risiedevano nella zona è stata l'agricoltura e il paesaggio agrario rimane il simbolo più importante dell'interazione fra l'uomo e la sua terra. Tipiche del paesaggio agrario sono le corti, le case rurali e le contrade intorno a cui si dipanano le strade e i campi coltivati.
Tregnago, a differenza del resto della valle, non ha mai avuto serie carenze d'acqua. Confluiscono infatti nel suo territorio tre piccole valli e i rispettivi torrenti che, nei secoli scorsi, non potendo raggiungere con facilità il Progno si disperdevano formando pozzanghere ed acquitrini. L'acqua potabile era fornita in passato al paese da diverse sorgenti, tra cui quella del Pisocco, lontana dal paese più di un chilometro, incanalata già all'inizio del XVI secolo. A testimonianza di una certa abbondanza d'acqua ci sono ancora le antiche fontane del paese, per la maggior parte in disuso, dove si abbeveravano gli animali e si lavava la biancheria. Il centro del paese conserva le caratteristiche del passato con le sue tre chiese di cui due, la parrocchiale e antica pieve e quella della Disciplina o di San Martino, sono situate a nord in una posizione ancora periferica. La moderna zona industriale, che è stata edificata negli ultimi decenni a sud, dove prima c'era campagna, non ha modificato le caratteristiche del paese.
Origini del nome Sull'origine del toponimo si è molto dibattuto: un'ipotesi lo fa derivare dal nome di persona latino, Trinius o Ternius o Terinius; un'altra asserisce che derivi da Traniacus che indica la presenza sul territorio di tre castelli: quelli di Tregnago, Cogollo e Marcemigo. Alcuni storici affermano altresì che esso proviene da Terminiacum o Terminiacus, che significa termine, fine, confine dell'impero romano. A parte il dio terminum e i limiti confinari che egli preservava, mancando qualsiasi resto archeologico d'epoca romana, ci si deve concentrare sulla prima o prime volte che il nome comparve negli scritti, documenti o atti di notai, che mediamente compaiono nel medioevo. Se prendiamo l'attuale nome la derivazione potrebbe essere da Triniagus, quindi da tre-agus, cosa possibile se prendiamo in considerazione la frazione di Marcemigo. Chi non conosce Marcemigo di Tregnago o guarda da satellite il largo e sassoso torrente Progno, non penserebbe che poco distante c'erano alcune piccole paludi, frutto dell'accumularsi di acqua nella stessa valle, di 2 piccoli affluenti, bloccati parzialmente dall'accumulo di detriti anche fini, che fanno calare il deflusso idrico. Tregnago, a differenza del resto della valle, non ha mai avuto serie carenze d'acqua anche per questo. L'idronimo marce, deriva proprio dagli idronimi greco-etruschi che hanno a che fare con acqua nel senso di acqua di lago o palude. La radice di partenza è mar, che con l'aggiunta di ce, fa differenziare in marcio-marcescente, come le acque di palude stagnanti. Il 3 di tregnago-3gnago può quindi definire i tre torrenti. Considerato che l'altra parola se differenziata in gnago con la i davanti, diventa ignago (paese)e ignis in latino fuoco, toponimo già varie volte presente nel Veneto in zone di torrenti a fondo sassoso, che in estate diventano roventi e sanza acqua, sembra l'esatto opposto di Marcemigo pieno d'acqua.
Storia Le origini I ritrovamenti archeologici attestano la presenza di insediamenti umani fin dalla preistoria. Iscrizioni ed oggetti di età romana, tra cui un piccolo lare in bronzo del I secolo a.C., ci permettono di evincere che Tregnago in quel periodo era un villaggio piuttosto popoloso e che la zona era effettivamente di frontiera con l'area di cultura retica, data anche la vicinanza alla via Postumia realizzata nel 148 a.C. inizialmente per controllare i confini e poi come rete commerciale. Tregnago deriva dal latino Terminiacus = confine. Era al confine dell'impero romano. Tre chilometri a sud di Tregnago si trova Cellore da Cellule = prigioni. Un chilometro a sud di Cellore c'è Capovilla da Caput Villae = inizio dell'impero, più vero è Capovilla superiore del paese di Illasi, in contrapposizione di Capovilla inferiore sempre di Illasi che comprende le località Cale, Brea, Torcolo e Concoreggi. Ancora due chilometri a sud (7 da Tregnago) c'è Domegiano da Domus Jani = Casa di Giano (forse un governatore). Questa versione è troppo intellettuale essendo il nome storico: Mean, ovvero contrada di mezzo tra il paese e l'altra contrada di Giara. Nei primi anni cinquanta sul monte Precastio (dal latino Pre castra = prima degli accampamenti) è stata trovata una daga ed altri oggetti. A 12 chilometri a sud si trova Caldiero da Calidarium = Terme. Lì infatti c'è una sorgente di acqua calda.
Medioevo Nel primo Medioevo la pieve di San Martino divenne centro di raccolta per la popolazione cristiana dell'alta valle: la sua titolarità ci permette di collocare la sua origine nell'età franca e quindi nel VII-VIII secolo d.C.
Nel IX secolo, in seguito alle invasioni ungare, gli abitanti della campagna si riunirono intorno ai luoghi fortificati per cui divennero importanti i castelli costruiti dai vescovi, dagli abati o dai signori: uno di questi era quello posto su un colle a est di Tregnago, di cui si hanno notizie dal XII secolo, che servì come riparo per la popolazione. Per tutto il Medioevo, tuttavia, la storia del paese rimase legata a quella del monastero di San Pietro, divenuto poi di San Pietro, Vito e Modesto di Badia Calavena che, essendo proprietario di molte terre nella zona, le affidava in cambio di livelli ai contadini locali. Dal XIV secolo in poi le vicende del monastero si intrecciarono sempre più con quelle della pieve di Santa Maria di Tregnago la cui chiesa era stata costruita a fianco della chiesa di san Martino gravemente lesionata dai terremoti del 1116 e del 1182.
La frazione di Cogollo fu una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.
L'abitato dell'attuale capoluogo nel '300 appariva già con una struttura bipolare nei suoi due nuclei storici: il Vicus de Supra ed il Vicus de Subctus, chiamato in alcuni documenti anche contrada Sancti Egidii. L'insediamento era caratterizzato da abitazioni costruite attorno a corti centrali chiuse ed aveva il suo centro nella casa comunale che si affacciava sull'attuale piazzetta Sant'Egidio.
La Repubblica di Venezia Nei primissimi anni del Quattrocento, all'epoca in cui Verona, città e provincia, passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia, a Tregnago risiedevano esponenti della classe dirigente cittadina che, oltre ad esercitare la funzione vicariale, avevano la casa d'abitazione e ottenevano a livello beni fondiari. Negli ultimi decenni del secolo, anche in questa zona si intensificò la penetrazione della proprietà fondiaria cittadina che portò, agli inizi del secolo successivo, all'arrivo in paese di importanti famiglie urbane come i Fracanzani e i Cipolla che qui avrebbero costruito le loro ville.
Nel Cinquecento il monastero di San Pietro, Vito e Modesto e la pieve di Santa Maria di Tregnago con le relative dipendenze furono annessi al monastero cittadino di San Nazaro. In paese i larghi spazi liberi ancora presenti tra il centro civile e quello religioso furono colmati dalla costruzione tra il '600 e il '700 delle ville e residenze dominicali che si aggiunsero a quella quattrocentesca dei Casari, in contrada Ortelle, e a quella cinquecentesca dei Cipolla.
Nel 1771 quando i beni del monastero di San Nazaro nella Bassa Calavena furono messi all'asta, la Comunità di Tregnago li rilevò entrando così in possesso dei terreni, delle decime delle terre e di alcuni di livelli, ma acquistò anche il diritto di eleggere il parroco anche se con l'obbligo di farne approvare la nomina dall'autorità vescovile per l'approvazione e di provvederlo di un salario.
L'aggregazione delle comunità
Tregnago è il risultato dell'aggregazione di più comuni in passato autonomi. Nell'epoca napoleonica si aggregarono tra loro le comunità di Tregnago, Cogollo e Marcemigo. Nel 1954 anche Centro entrò a far parte del comune di Tregnago come frazione. Le quattro comunità, tuttavia, avevano già avuto in passato molti contatti sia per la vicinanza territoriale sia per la presenza unificante prima dell'abbazia della Calavena e della pieve di Santa Maria e, in seguito, per la costituzione del vicariato dipendente dal comune di Verona, comprendente, oltre a Tregnago, Marcemigo, Cogollo, Centro, Bolca, Vestena e Castelvero.
Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 24 luglio 1929.
IL gonfalone è un drappo di verde al bordo diminuito di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa della Disciplina o oratorio di San Martino - XII secolo
Probabilmente per un periodo chiesa plebana, è stata sede nel tardo Medioevo e in età moderna di compagnie religiose. È in stile romanico con interno ad aula unica.
Chiesa di Sant'Egidio - XIV secolo
Attestata fin dal 1304 ma consacrata nel 1496, è sempre stata frequentata dai tregnaghesi che la preferivano alla pieve per la sua posizione centrale. L'attuale chiesa è il risultato di una radicale opera di ingrandimento e ristrutturazione eseguita nel Settecento. Al suo interno ospita un dipinto di Domenico Brusasorci raffigurante la Madonna con il Bambino, sant'Anna e san Michele.
Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta - XV secolo
Costruita dopo la rovinosa caduta, nel 1878, dell'antico campanile sulla precedente chiesa plebana di Santa Maria Assunta che ne risultò gravemente danneggiata, ma in seguito ulteriormente ampliata, l'attuale chiesa è stata inaugurata nel 1922. È in stile romanico a tre navate con soffitto a volta sostenuto da pilastri alternati a colonne. Le volte sono interamente decorate con figure di patriarchi, profeti, evangelisti e dottori della Chiesa. Dell'antica pieve rimangono solo il protiro ora posto sulla facciata della chiesa della Disciplina e il battistero ottagonale in marmo rosso fatto costruire nel 1438 dall'arciprete Jacopo Rubeo.
Ville
Il Legato Casaro - XV secolo
La casa, il cui primo nucleo è di origine quattrocentesca, e il brolo furono donati nel 1630, con lascito testamentario, al comune di Tregnago da don Francesco Casari, sacerdote che si occupava della chiesa di Sant'Egidio con l'obbligo per il comune di far celebrare una messa ogni venerdì nella chiesa di Sant'Egidio. Recentemente ristrutturato, è divenuto sede di importanti associazioni del paese.
Villa Pellegrini - XVIII secolo