Battaglia di Celaya è il nome di una serie di scontri armati decisivi per l'esito della rivoluzione messicana combattuti tra la División del Norte guidata da Pancho Villa contro le truppe costituzionaliste guidate da Álvaro Obregón nelle vicinanze di Celaya nel Guanajuato tra il 6 e il 15 aprile 1915, durante la Campagna del Bajío. Si tratta della più grande battaglia combattuta nell'America Latina fino alla Guerra delle Falkland nel 1982 e una delle prime battaglie "moderne" della storia, in cui le novità tecnologiche ebbero un peso decisivo nella sorte degli scontri. Obregón infatti utilizzò le strategie importate dal fronte occidentale europeo della prima guerra mondiale per la difensiva, come l'uso delle trincee e del filo spinato, e la comunque micidiale cavalleria di Villa non ebbe speranze contro le mitragliatrici.

Villa concentrò il suo esercito a Irapuato mentre Obregón a Celaya dove pianificò la sua strategia per aspettare l'iniziativa di Villa. La prima fase degli scontri avvenne tra il 6 e il 7 aprile, quando Obregón riuscì a difendere la sua posizione contro l'assalto dei Villisti. Dovettero ritirarsi a Salamanca, da dove pianificarono il contrattacco. La fase decisiva iniziò il 13 aprile quando Obregón approfittò delle debolezze della strategia di Villa. Il 15 aprile la vittoria arrivò infine per le truppe di Obregón e Villa fu costretto a ritirarsi a León, sempre nel Guanajuato. Dopo questa battaglia ce ne furono molte altre tra gli stessi schieramenti a Trinidad, León, Santa Ana del Conde e Aguascalientes ma Villa non avrebbe più operato a capo della División del Norte. Fu nella battaglia di León che, Obregón, futuro presidente dal 1920 al 1924, avrebbe perso il braccio destro. Questo causò che in seguito il generale fu conosciuto dal popolo del Messico come il "manco de Celaya" ("mancino di Celaya"), spesso confondendo le date, perché le due battaglie furono combattute in tempi ravvicinati.

Dopo la caduta del governo militare di Victoriano Huerta nel mese di agosto del 1914, i rivoluzionari vincitori si divisero in due fazioni con diversi progetti nazionali e il fatto che non riuscirono a trovare un accordo, portò a scontrarsi sui campi di battaglia. Dal dicembre 1914 in diversi luoghi della Repubblica messicana la guerra civile riprese con enorme portata. Le parti in lotta, i Convenzionalisti di Villa e i Costituzionalisti di Obregón e Venustiano Carranza, avevano forze equilibrate e questa situazione rimase fino alle prime battaglie ma nella primavera del 1915, Obregón si insediò con le sue forze nel centro del Paese minacciando di rompere le comunicazioni tra i vari fronti difesi dai Convenzionisti e la battaglia di Celaya fu la svolta decisiva.Knight, The Mexican Revolution, vol. 2, p. 323.

Inizio della battaglia Il 7 marzo 1915 ci fu il primo scontro tra Costituzionalisti e Convenzionisti alla Stazione Peón, dove il generale di divisione Eugenio Martínez (inviato dal generale Álvaro Obregón da Città del Messico come avanguardia estrema per iniziare il confronto storico con l'esercito di Francisco "Pancho" Villa) fu attaccato dalla cavalleria villista sotto il comando dei generali Agustín Estrada, Canuto Reyes e Joaquín de la Peña, che si stavano ritirando nel Querétaro con il piano di allontanare quante più forze costituzionaliste possibile dalle linee convenzioniste. La vittoria, nonostante la superiorità numerica e gli sforzi compiuti dai tre generali, arrivò alla fine per Martínez, che prese il controllo dell'area e riferì il successo di questa importante prima battaglia, aprendo così la strada alla continuazione dell'avanzata obregonista. Due settimane dopo Obregón arrivò alla stazione di Cazadero, dove lo raggiunse il generale Alfredo Elizondo, dal Michoacán. Pancho Villa, saputa la locazione di Obregón, abbandonò precipitosamente Torreón per dirigersi a Irapuato e sconfiggerlo una volta per tutte, nonostante i consigli del generale Felipe Ángeles, capo di stato maggiore della División del Norte. Da parte sua, Obregón occupò Irapuato il 31 marzo e il 4 aprile Celaya, lo stesso giorno in cui Villa arrivò a Irapuato. Entrambi si prepararono a ingaggiare diverse battaglie che avrebbero dovuto essere decisive per l'esito della rivoluzione messicana.

A quel tempo l'esercito villista era superiore a quello costituzionalista: numericamente contava su circa uomini, che ovviamente erano molto motivati a combattere per merito delle costanti vittorie di Villa; avevano in mano gran parte della Repubblica messicana, essendo il nord il loro territorio principale e possedevano un brillante apparato politico e militare; gli armamenti erano molto buoni e le munizioni sufficienti; l'artiglieria villista era molto abbondante e comandata da ex funzionari federali che avevano dato esempio di esperienza e fiducia ai loro soldati e la cavalleria era diventata leggendaria per le cariche molto violente. Dal lato costituzionalista c'erano appena uomini, ben armati e muniti di munizioni sufficienti; per loro fortuna avevano un fattore difensivo a loro favore: il riconoscimento e il supporto al governo di Venustiano Carranza da parte degli Stati Uniti d'America. Avevano inoltre buoni generali e l'abilità innegabile e l'astuzia del generale Obregón.

I combattimenti iniziarono quasi immediatamente quando entrambi furono a conoscenza della vicinanza tra le loro forze. Il 5 aprile Alejo González e Alfredo Elizondo catturarono Acámbaro, mentre un'altra colonna costituzionalista al comando dei generali Gonzalo Novoa e Porfirio González riceveva l'ordine di distruggere la via di San Luis a Empalme González. A sua volta Obregón rimase a Celaya mentre l'avanguardia del generale Fortunato Maycotte marciò verso El Guaje, a circa 18 chilometri a nord, distanza sproporzionata per un'avanguardia. Era molto pericoloso disperdere la cavalleria in modo così esagerato, ma Obregón intendeva "disorientare il nemico".

Prima battaglia di Celaya Il 5 aprile Pancho Villa passò in rassegna le sue truppe a Salamanca. Il giorno seguente decise di chiudere definitivamente con Obregón e iniziò la sua avanzata con tre colonne: la cavalleria a nord, sotto il generale Agustín Estrada; al centro la fanteria, costituita dalle brigate dei generali José Herón González, alunno dell'Eroico Collegio Militare e Dionisio Triana; a sud un altro corpo di cavalleria sotto il comando del generale Abel B. Serratos; l'artiglieria marciava nella parte posteriore del centro. Alcune ore dopo seguì una furiosa battaglia: i Villisti si scontrarono con la brigata del generale Fortunato Maycotte a El Guaje. Vedendo la situazione disperata, Maycotte informò Obregón, che ordinò un immediato rinforzo, inviando prima il generale Manuel Laveaga con uomini e poi partendo personalmente. Obregón arrivò a El Guaje solo per constatare la sconfitta delle sue truppe: Nonostante ciò e con grande pazienza, insieme a Maycotte riuscì a far ritirare le truppe in buon ordine, impedendo che finisse in un disastro. Le perdite costituzionaliste salirono a 800 uomini tra morti, feriti e dispersi. Approfittando della vittoria di El Guaje, le truppe villiste continuarono impetuosamente il loro attacco su Celaya. Tuttavia commisero il loro primo errore tattico: non modificarono la loro disposizione di attacco e nemmeno aspettarono il necessario supporto della loro artiglieria. Obregón ordinò al generale Benjamín G. Hill, secondo comandante dell'Esercito delle Operazioni e comandante della fanteria, di procedere all'analisi del terreno e allo smaltimento conveniente delle truppe. Ciò fu fatto, in modo che, quando i Villisti si fossero presentati davanti alle posizioni costituzionaliste, si trovassero di fronte un muro di fuoco. Il successivo attacco villista fu molto violento; nondimeno per le ultime ore del 6 aprile, lo slancio villista diminuì grazie all'efficace coordinamento dei colpi di fucile e mitragliatrice e al supporto dell'artiglieria. All'inizio della notte furono effettuati gli ultimi attacchi: supportati dalla maggior parte dell'artiglieria, che sprecò proiettili nel fuoco notturno, i Villisti poterono ritirarsi nelle loro posizioni originali. Nonostante ciò, le informazioni che Obregón riferì a Venustiano Carranza erano molto pessimiste. Tuttavia Obregón reagì e accantonò l'idea di ritirarsi; ordinò ai generali Alfredo Elizondo, Alejo González e Porfirio González di marciare rapidamente verso Celaya come rinforzi. La brigata di Alejo González fu attaccata alla Hacienda de Cacalote, ripiegando immediatamente; la brigata di Porfirio González non arrivò in tempo per prendere parte alla battaglia del 7 aprile. Nelle prime ore di quel giorno la situazione sembrava migliorare per i Costituzionalisti, poiché erano arrivate le brigate dei generali Elizondo e Porfirio González. Il generale Grajales, nell'analisi scrisse a Obregón qualcosa di incoraggiante per le forze costituzionaliste: "La disposizione prevista per l'attacco del giorno successivo (7 di aprile) implica il germe della sconfitta. Nella distribuzione delle sue forze non c'è idea di manovra, nessun proposito di ottenere la superiorità in un determinato settore o direzione, o persino il desiderio di formare una riserva generale. L'azione sarà simultanea e soprattutto di fronte".