LAirbus Helicopters AS365 Dauphin, già Aérospatiale, poi Eurocopter SA 365 Dauphin, è un elicottero multiruolo biturbina sviluppato dall'azienda aeronautica francese Aérospatiale nei primi anni settanta quindi avviato alla produzione dalla stessa e, in seguito, dalla Eurocopter e dalla Airbus Helicopters che gli successero.
Considerato uno dei più veloci e riusciti elicotteri medio-leggeri moderni francesi, è stato costruito in oltre 600 esemplari, anche in versioni navali (una delle quali, l'HH-65 Dolphin, presta servizio con la Guardia Costiera statunitense), ha una fusoliera affusolata e molto elegante ed un rotore incassato nella coda, chiamato Fenestron (finestrone), che ne ricorda la parentela con il più piccolo Gazelle. Con una media di oltre 320 km/h, un esemplare di questo elicottero ottenne un record di velocità nel viaggio Parigi-Londra.
Il Dauphin, pur non potendo vantare i numeri di alcune macchine russe e americane, è uno degli elicotteri europei di maggior successo (il che significa con produzione dell'ordine delle centinaia, in contrapposizione alle migliaia dei tipi d'oltreoceano e sovietici) ed è largamente usato per trasporti commerciali, polizia, emergenza sanitaria e operazioni di ricerca e soccorso.
Storia del progetto Il primo prototipo del Dauphin effettuò il primo volo il 2 giugno 1972, un anno dopo il Gazelle, da cui per molti aspetti prende ispirazione. Esso appartiene quindi alla terza generazione di elicotteri, e la seconda tra quelli a turbina.
Il modello iniziale era il SA360C, riconoscibile dal muso arrotondato e dal carrello triciclo posteriore non retrattile, che montava sopra la sua fusoliera discretamente voluminosa, un nuovo tipo di rotore, lo Starflex a 4 pale di 11,5 m di diametro. Di questa versione iniziale vennero costruiti solo 29 esemplari, principalmente perché la motorizzazione con una sola turbina Turboméca Astazou XVIIIA da 1 050 shp si rivelò non sufficiente. Tre anni dopo, nel 1975 venne prodotto il modello SA 365C con una motorizzazione a 2 turbine Arriel da 710 shp, molto più potente, consegnata in 79 esemplari. Sebbene la macchina fosse valida, era necessario trovare un nuovo equilibrio nelle prestazioni complessive del velivolo, che aveva indubbie potenzialità data la molto maggiore capacità di carico rispetto al fratello minore SA 341 Gazelle.
Con una estesa riprogettazione, ne derivò il SA 365N Dauphin 2 che aveva una struttura alleggerita, muso riprogettato e appuntito in maniera non marcata (ma che dava nondimeno maggiore aderenza al nome che la macchina portava), più carburante e un carrello triciclo anteriore con ruotino retrattile nel muso; la riprogettazione interessò anche gli elementi strutturali principali.
Il 21 gennaio 2022, con la consegna di un esemplare alla Aduanes-Agencia Tributaria spagnola e dopo più di 1.100 esemplari costruiti, si è definitivamente conclusa la produzione dell'AS 365 Dauphin."Consegnato l'ultimo degli elicotteri Dauphin" - "Aeronautica & Difesa" N. 425 - 3/2022 pag. 74
Tecnica L'SA 365N è dotato di una struttura di tipo parzialmente composito, con ricorso ad ampie superfici e strutture fatte di Nomex, Kevlar e Rohacell, nonché fibre di carbonio usate per le 4 pale del rotore, con motorizzazione a 2 turbine Turboméca Arriel. Le caratteristiche meccaniche di resistenza del rotore obbligarono l'adozione di una motorizzazione di potenza inferiore a quella di modelli concorrenti come il Westland Lynx. Di conseguenza, per compensare il possibile divario di velocità con i modelli concorrenti venne prestata molta cura all'aerodinamica, mentre rimase la penalizzazione per quanto riguarda le prestazioni in quota e il peso massimo al decollo.
Il rotore di coda è del tipo introdotto da Aérospatiale con il Gazelle e prende il nome di Fenestron. Questo fa assumere un aspetto più elegante alla coda, abolendo l'elica anti-coppia tradizionale, il che consente una maggiore sicurezza per il personale a terra, minore resistenza aerodinamica e minore inquinamento acustico. Di contro, l'impennaggio verticale deve essere più alto e robusto.
Come sul Gazelle, esistono 2 alette laterali con impennaggi verticali molto alti e leggermente a freccia, mentre è pure presente una pinna caudale sotto il Fenestron, ma meno lunga che nel Gazelle, dotata di un pattino di coda ausiliario per la protezione della struttura in caso di atterraggi duri. La coda è piuttosto tozza e di linee abbastanza armoniose al tempo stesso, ma nell'insieme la macchina è assai più robusta rispetto al Gazelle.
La cabina ha la capacità di trasportare una squadra di persone e ha 2 portelli con trasparenti quasi totali, uno piccolo per i due piloti e l'altro più grande per i passeggeri. I motori sono sistemati in maniera abbastanza ben raccordata sopra la fusoliera, ma non tanto come nei Lynx.
In effetti, il Dauphin 2 con il suo carrello retrattile, il Fenestron, motori potenti, ha non solo un bell'aspetto generale ma è molto veloce, con numerosi primati mondiali al suo attivo. Benché la velocità massima dichiarata del modello SA 365F fosse di 259 km/h, un modello appositamente approntato decollò da Parigi e atterrò a Londra appena 63 minuti dopo, alla velocità media di oltre 322 km/h (200 nodi) e con questa prestazione degna di un aereo della seconda guerra mondiale conquistò il primato su questo percorso.
Per partecipare alla gara indetta dall'United States Coast Guard per una macchina da pattugliamento e soccorso costiero, la Aerospatiale approntò il modello SA 366G. La concorrenza statunitense era ovviamente molto forte, ma l'HH-65 Dolphin, modello ‘americanizzato’, equipaggiato per la navigazione sul mare e il soccorso veloce dei naufraghi, motorizzato con 2 motori americani Avco Lycoming LTS101 da 680 hp l'uno, si è nondimeno imposto per la principale commessa mai ottenuta da questo elicottero, 90 macchine in tutto, che fu vinta nel 1979.
Si trattava fin qui di macchine per usi civili o al limite di tipo governativo, trasporto VIP, servizi logistici e altro ancora, grazie alla velocità elevata, la sicurezza delle attrezzature di bordo e della configurazione a due motori.
Di seguito si ebbero anche alcuni successi relativi al mercato militare, in particolare l'anno dopo, nel 1980, le ditte del settore difesa francesi vinsero la commessa 'Sawari' per l'Arabia Saudita relativa a un importante quantitativo di armamenti e attrezzature per il rinnovo delle proprie forze armate e pensata per ridurre le tradizionali fonti di approvvigionamento monopolizzate dagli anglo-statunitensi.
Tra i sistemi d'arma forniti dai francesi vi erano anche 24 elicotteri SA 365F Dauphin 2, con impiego prevalentemente antinave da parte specialmente delle navi Classe Madina o F2000. La macchina, sia pure in 20 casi soltanto, ebbe un radar AGRION-15, dalla caratteristica e non molto elegante antenna coperta da un radome cilindrico sotto il muso, di tipica forma piatta. I missili AS-15TT hanno una gittata di 15 km e una testata da 30 kg circa e sono radioguidati svolgendo compiti simili a quelli dei Sea Skua britannici, leggermente più pesanti e complessi.
Infine la carriera degli elicotteri Dauphin, grazie alla elevata velocità e nonostante il costo, ha avuto una lunga serie di successi in campo civile, che hanno comportato un insieme di circa 500 velivoli complessivi consegnati entro la prima metà degli anni novanta, valore non indifferente per una macchina piuttosto costosa e da 4 tonnellate a pieno carico.
L'evoluzione militare
Le ultime versioni sono note, in campo militare, con il nome di AS 565 Panther (congruo con la serie di 'felini' che costituiscono gli ultimi tipi della Eurocopter, che nel frattempo ha inglobato sia la Messerschmitt-Bölkow-Blohm GmbH (MBB) tedesca, la quale era già di per sé un consorzio, che la francese Aerospatiale); questo modello ha avuto ulteriori incrementi di potenza e capacità. Essi hanno avuto commesse come nuovi elicotteri della Marine nationale per le fregate della Classe Leygues e della Classe La Fayette, tutte navi dotate ciascuna di un elicottero. Essi hanno ricevuto i missili AS-15TT e il relativo radar, ma soprattutto sono stati resi idonei anche a lanciare i missili ‘a piena scala’ Exocet AM.39, da 50 km di gittata, e hanno ricevuto anche mitragliatrici brandeggiabili. La colorazione delle macchine è passata col tempo al grigio-blu chiaro.
I velivoli della Coast Guard sono stati invece come al solito colorati in bianco sui fianchi della fusoliera, nero nel muso e arancione internazionale su strisce diagonali che confinano con la parte ventrale, come anche sulla striscia sulla coda nel settore dello stemma del servizio, le alette di coda e il piano verticale.
Per dare un'idea dell'impatto dei carichi trasportati sulle prestazioni, il raggio d'azione è nel caso del 365F di 899 km al livello del mare o 4 ore e 25 minuti, ma si riduce a 3 ore e 45 minuti con 2 missili AS-15TT, e solo 2 ore e 45 minuti con 4 missili per circa 400 kg su alette laterali, corrispondenti a circa 250–350 km di raggio d'azione. I missili AM.39 pesano 750 kg per cui nonostante il raggio d'azione maggiore non permettono di incrementare il braccio operativo, ma solo di migliorare le possibilità di sopravvivenza del velivolo vettore sparando da più lontano, oltre che migliorare la logistica di navi che già hanno come armamento superficie-superficie la versione MM.40. Ma, come in genere accade, gli Exocet sono troppo pesanti come armamento 'ideale' per gli elicotteri, mentre al tempo stesso gli AS15TT sono troppo leggeri come armamento utilizzabile dalle navi, anche se entrambi i missili hanno sia una versione aria-superficie (nel caso degli Exocet pensata soprattutto per aerei o grossi elicotteri) che superficie-superficie. È comunque straordinario che un elicottero da 4 tonnellate sia stato reso compatibile con gli AM.39, che in teoria potrebbero essere portati anche in 2 esemplari, ma praticamente a carburante zero e quindi con autonomia quasi nulla; infatti gli elicotteri non possono decollare in sovraccarico, specialmente dai ponti delle navi.
Il Delfino e il Dragone: l'HAMC Z-9 'Haitun'
Per quanto possa sembrare strano, l'elicottero Mil Mi-4 Hound è stato fino a non molto tempo fa il più diffuso velivolo ad ala rotante volante nella terra del Dragone (la Cina). Esso era molto simile al Sikorsky S-55 ma con una potenza molto superiore, anche rispetto all'S-58 che pure era successivo.
Nonostante l'assoluta esigenza di sostituirlo con macchine più moderne, questo potente (1700 hp) elicottero con motore a pistoni degli anni cinquanta era ancora presente, circa 20 anni addietro, con circa 1.000 macchine nominalmente in carico nelle Forze aeree cinesi. Tentativi vi erano stati, con macchine come i Super Frelon e soprattutto, l'S-76 Spirit. Ma l'unica che per vari motivi ha avuto un successo pieno, tra gli elicotteri medi, è stato il Dauphin.
L'SA 365 è stato costruito su licenza dalla cinese Harbin, con il nome di Z9 e la classificazione NATO Haitun. Questo contratto d'affari, ancora più importante per la storia del Dauphin di quanto non sia stato il successo americano, è passato nondimeno praticamente inosservato anche sulla stampa specializzata. Esso è stato l'apogeo di questo tipo di elicotteri francesi.
Il contratto per la produzione su licenza, firmato con l'allora Aerospatiale, agli inizi degli anni ottanta, riguardava 48 macchine similari all'AS-365N Dauphin, la prima delle quali venne completata già nel 1981 dall'HAMC cinese, utilizzando però kit di montaggio che erano forniti direttamente dalla Francia. Questo primo lotto venne ultimato entro i tardi anni ottanta, cosicché non ebbe ripercussioni con la protesta di piazza Tiananmen.