Fiè allo Sciliar ( in tedesco; Fië in ladino) è un comune italiano di abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige.

Il comune di Fiè allo Sciliar si estende attraverso l'altopiano dello Sciliar e la Valle Isarco.

Origini del nome Il toponimo è attestato nell'888 come Fellis, nel 982-987 come Vellis, nel 1050-1065 come Velles, nel 1218 come Velse e nel 1255 come Vels e probabilmente è di origine preromana, da un tema in *fel-Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. I, Bolzano, Athesia, 1995, pp. 520s. ISBN 88-7014-634-0AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004..

Storia Reperti archeologici dell'età del rame attestano che il territorio comunale di Fiè allo Sciliar era già abitato nel IV millennio a.C. Presso il maso Kompatscherhof a Santa Caterina è stato inoltre individuato un antico campo di sepolture a urne.

La località è menzionata per la prima volta, come Fellis, in un documento ufficiale in un atto di donazione regale risalente all'anno 888 redatta dal re Arnolfo di Carinzia, che la descrive situata nel ducato di Baviera ("in Bauuariae partibus sita inter montana"), al confine con l'Italia regia.Un'edizione critica del diploma si trova in Martin Bitschnau, Hannes Obermair, Tiroler Urkundenbuch, II. Abteilung, Die Urkunden zur Geschichte des Inn-, Eisack- und Pustertals, vol. 1, Bis zum Jahr 1140, Universitätsverlag Wagner, Innsbruck, 2009, ISBN 978-3-7030-0469-8, pp. 78–80, n. 109. Con una donazione imperiale del 1027 il potere secolare passò ai signori locali di Fiè, inizialmente ministeriali dei vescovi di Bressanone. Il casato, che nel tempo si stabilì anche in Boemia e Slesia acquisendo i titoli di barone e conte, assunse in seguito il nome di Colonna von Fels.

Il castello medievale (castrum Presil) è citato per la prima volta nel 1279, mentre l'insediamento ai piedi della fortezza compare nel 1373 come Bresels. Il 12 febbraio 1807 il castello di Presule, la giurisdizione e numerosi masi e diritti fondiari furono ceduti alla regia amministrazione bavarese.

Simboli

Lo stemma presenta nel primo e nel quarto riquadro due varianti dello stemma dei Cavalieri Völs und Prösels, che erano imparentati con i principi Colonna di Roma di cui è ripreso il blasone nel secondo e nel terzo quarto. Lo stemma è stato adottato il 20 luglio 1966.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Giovanni Battista Chiesa di Santa Maria Assunta, chiesa del XVI secolo, ricostruzione di una chiesa gotica del XV secolo Cappella cimiteriale romanica di San Michele (St. Michael am Friedhof), a due piani, riconsacrata nel 1472 dopo l'aggiunta di una volta a raggiera. Dal 1980 è sede del museo parrocchiale contenente statue gotiche e barocche provenienti dalle chiese delle frazioni, l'altare a portelle della chiesa di San Pietro in Colle (St. Peter am Bichl, 1510), la pala dell'altare maggiore barocco (1742) e un presepe intorno al 1800. Chiesa di San Costantino, intitolata a san Costanzio

Architetture militari Castello di Presule, medioevale

Aree naturali Parco naturale dello Sciliar-Catinaccio Laghetti di Fiè

Società Ripartizione linguistica La sua popolazione è in maggioranza di madrelingua tedesca:

Evoluzione demografica

Cultura Musei Il museo parrocchiale, allestito nella cappella di San Michele, raccoglie interessanti oggetti d'arte, come il Presepe Probst dell'intagliatore altoatesino di presepi Augustin Alois Probst (1758-1807).

Infrastrutture e trasporti Tra il 1898 e il 1970 il paese è stato servito da due fermate della ferrovia del Brennero, in località Ponte di Fiè e Prato all'Isarco.

La stazione di Ponte di Fiè (Völser Steg) è stata esclusa dalla linea nel 1994, quando la tratta che vi transitava fu deviata in una nuova galleria, allo scopo primario di prevenire incidenti (la tratta era soggetta a frane, smottamenti e inondazioni, data la vicinanza del fiume Isarco e le soprastanti pareti rocciose). La stazione, rimasta in piedi, è stata convertita in abitazione civile.

La stazione di Prato (Blumau-Tiers), invece, pur rientrando anche dopo i lavori di deviazione nel tracciato della linea, è senza traffico; al suo interno ospita delle apparecchiature tecniche per il controllo dell'infrastruttura ferroviaria ed è pertanto talora ancora presenziata da dirigente movimento.

Amministrazione

Gemellaggi Hermann Vötter, Festschrift 50 Jahre Partnerschaft Friedberg - Völs am Schlern 1959-Fiè allo Sciliar, Comune, 2009, 2009.

Note

Bibliografia Josef Tarneller, Die Hofnamen in den alten Kirchspielen Deutschnofen-Eggental und Vels am Schlern (= Die Hofnamen im Untern Eisacktal, II, III), Vienna, Accademia delle Scienze, 1915. Josef Nössing (a cura di), Völs am Schlern, 888-1988: ein Gemeindebuch, Bolzano: Athesia, 1988 Hermann Vötter (a cura di), Fié allo Sciliar, 888-1988: il paesaggio, la storia, i personaggi, l'arte e la cultura. Libro dedicato al millecentenario della prima menzione di Fellis (Völs), Bolzano: Athesia, 1988 Helmut Stampfer, Kirchliche Kunst in Völs am Schlern, Bolzano: Raetia, 2000. ISBN 88-7283-134-2 Helmut Stampfer (a cura di), Kastelruth, Völs: Bauernhöfe in Südtirol, vol. VI/2, Bolzano: Athesia, 2007. ISBN 978-88-8266-418-3

Voci correlate Stazione di Prato-Tires

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