Krokodil (, in italiano "coccodrillo") è stata una rivista satirica pubblicata in Unione Sovietica e per un breve periodo nella Federazione russa. È stata fondata nel 1922 come supplemento alla Rabočaja Gazeta (con il titolo «Приложения», ovvero "Supplemento") e assunse il nome Krokodil quando divenne una pubblicazione separata. Il titolo fu scelto durante una riunione editoriale tra una lista di nomi di animali. All'epoca, esistevano numerose riviste di satira, come Zanoza e Prožektor, ma quasi tutte furono chiuse successivamente.
Storia
Krokodil uscì per la prima volta nel 1922 come appendice settimanale della Rabočaja Gazeta.
Secondo le memorie del fumettista Boris Efimov Desjat’ desjatiletij, all'inizio questo inserto illustrato non aveva un nome e veniva chiamata semplicemente "Supplemento". Secondo Efimov, l'allegato conteneva una "parte satirica" che "si espandeva di numero in numero e presto si trasformò essenzialmente in una vera e propria rivista satirica, che non aveva il suo nome". Il nome Krokodil è stato inventato da Sergej Gessen, un giovane impiegato della Rabočaja Gazeta, e approvato da Konstantin Eremeev, il primo editore della rivista.
Sebbene fosse pericoloso fare satira durante gran parte del periodo sovietico, al Krokodil fu permessa una considerevole licenza per prendere in giro figure politiche ed eventi. Gli argomenti tipici e sicuri della satira sovietica riguardavano la mancanza di iniziativa e immaginazione promossa dallo stile di vita di un medio burocrate sovietico, e i problemi dell'alcolismo sul posto di lavoro. Krokodil ridicolizzò anche i paesi capitalisti e attaccò vari gruppi politici, etnici e religiosi che si opponevano presumibilmente al sistema sovietico.
Dopo un massiccio attacco politico e ideologico alla "satira borghese" durante la NEP e con l'entrata in vigore di nuove leggi sulla censura, Krokodil rimase l'unica rivista satirica di tutta l'Unione Sovietica a partire dal 1933, quando la rivista Lapot''' fu chiusa. Il significato attribuito alla satira dal regime diventa particolarmente evidente quando si confronta il destino del Krokodil con quello del collettivo OBERIU, formato da scrittori futuristi come Daniil Charms, Aleksandr Vvedenskij e Nikolaj Olejnikov e altri.
Tra il 1930 e il 1934, Mihail Manuil’skij è stato direttore della rivista, dopo successo con il giornale Rabočij kraj di Ivanovo-Voznesensk (l'attuale Ivanovo). Durante questo periodo, il comitato editoriale della rivista comprendeva Jakov Bel’skij (vicedirettore), Isaak Pavlovič Abramskij (capo della redazione) e Lazar’ Mitnickij (capo del dipartimento letterario).
Grazie ad un importante patrocinio politico (l'editore era infatti il fratello minore del leader comunista ucraino Dmitrij Manuil’skij), la rivista evitò la partecipazione attiva alle campagne politiche ma rimase cauta nelle dichiarazioni e nelle critiche. Per la prima volta nel giornalismo satirico sovietico, il Krokodil "si rivolse direttamente al lettore":
I numeri della rivista venivano pubblicati in cinque versioni diverse: Mosca, Urale-Siberiana, Leningrado e Ucraina. Inoltre, venivano pubblicati dei volanti speciali (gli šturmovki, "assalti") dal titolo Krokodil u nas ("Il Krokodil è con noi") che riportavano le piante di singole fabbriche. Con il Krokodil — agitatoru ("Krokodil l'agitatore") vi era un “blocco note satirico” (satiričeskij bloknot), mentre la rivista Kinokrokodil era dedicata al cinema d'animazione.
Dopo la chiusura della Rabočaja Gazeta nel 1930, la Pravda divenne l'editore del Krokodil e la rivista, scegliendo una strategia per le sue attività satiriche, poté agire in modo relativamente indipendente. La rivista si oppose quindi alla RAPP (Rossijskaja Associacija Proletarskich Pisatelej, "Associazione russa degli scrittori proletari") e il suo leader Leopol’d Averbach, mentre nell'autunno del 1933 sfidò il governo non pubblicando degli articoli sull'apertura del Canale Mar Bianco-Mar Baltico, cercando poi di resistere alla lotta contro i "parassiti" e alle purghe staliniane.
Al Krokodil hanno collaborato scrittori come:
Michail Zoščenko, Il'ja Il'f ed Evgenij Petrov Valentin Kataev Michail Vol'pin Arkadij Buchov Viktor Ardov Emil' Krotkij Michail Gluškov Michail Čeremnych Kukryniksy Boris Efimov Konstantin Rotov Vladimir Močalov
Venivano periodicamente pubblicati gli articoli di Ėduard Bagrickij, Jurij Oleša e di Semën Kircanov.
Per il Krokodil hanno contribuito anche Vladimir Majakovskij, Valentin Kataev, Michail Zoščenko e Jason Gersamija.
Alla fine del 1933, l'NKVD scoprì nella redazione del Krokodil una "formazione controrivoluzionaria" dedita all'"agitazione antisovietica" sotto forma di composizione e distribuzione di testi satirici illegali. A seguito di un'indagine che vide il coinvolgimento di Lev Mechlis (all'epoca caporedattore della Pravda), due impiegati della rivista - Emil Krotkij e Vol'pin - furono arrestati, il comitato editoriale venne sciolto e l'editore Manuilskij perse il lavoro. Con la decisione dell'Orgburo del Comitato centrale del Partito bolscevico, il Krokodil venne posto completamente sotto il controllo della Pravda e da quel momento iniziò a partecipare a tutte le campagne politiche sovietiche. Michail Kol'cov divenne il nuovo editore della rivista aggiornata, con Lazar' Lagin come vice. La redazione era diretta da Arkadij Buchov, precedentemente collaboratore dell'OGPU-NKVD. Tra il 1936 e 1940, molti impiegati della rivista che lavoravano sotto Manuilskij furono arrestati.
Dal 1934, Krokodil divenne la più importante voce ufficiale della politica a tutti i livelli. La rivista pubblicava sia materiali satirici sia illustrazioni di importanti risultati raggiunti dall'URSS.
Dopo la Grande Guerra Patriottica, Manuil Semënov fu il caporedattore della rivista per circa vent'anni, affiancato per molto tempo da Boris Egorov, un umorista e scrittore di fantascienza inviato dal Partito e più rispettoso delle direttive del Comitato Centrale. Nel 1978 la tiratura della rivista è documentata a quasi 6 milioni di copieManuil Semjonov, Una rivista per tutti.Il "Krokodil": storia, filosofia, etica, sta in Antologia del Krokodil. Cinquant'anni di umorismo sovietico, a cura di Danilo Acquisti. Prefazione di Manuil Semjonov, Napoleone, Roma 1979
La satira del Krokodil non si limitava solo alle tematiche della vita politica e sociale, ironizzando su burocrati, ubriaconi, corrotti, sabotatori e la gente comune, e alla critica dei dirigenti incompetenti al livello medio e basso dell'apparato statale. Gli autori facevano riflessioni anche su questioni chiave ed eventi centrali della politica interna ed estera, estendendosi dalle accuse di Lev Trockij, dalle spie e i "nemici del popolo" fino al revanscismo della Germania occidentale, all'imperialismo americano e dei suoi Stati satelliti, al colonialismo, alla NATO ecc., fino all'inizio della perestrojka. Durante la sua esistenza, la rivista mantenne il suo carattere irriverente, con minime eccezioni.
Nel corso della storia dell'Unione Sovietica, il Krokodil si interessò alle varie politiche del regime, come la lotta contro i "cosmopoliti senza radici" nella campagna antisemita tra il 1948 e il 1953. Durante il "complotto dei medici", la rivista pubblicava vignette satiriche estreme che erano notevolmente esagerate rispetto al materiale simile in altri periodici sovietici. Il regista Michail Romm notò che gli insulti esagerati da parte di una serie di vignette del Krokodil, pubblicate tra il marzo del 1949 e l'ottobre del 1953, avevano enfatizzato il sentimento razzista.
Nel 1965, il compositore Dmitrij Šostakovič scrisse l'opera 121 Cinque romanze su testi dalla rivista "Krokodil" per basso e pianoforte ().
Novyj Krokodil Nel 2000, a causa di finanziamenti insufficienti, il Krokodil cessò le pubblicazioni.
Da settembre del 2001, la rivista Novyj Krokodil ("Nuovo Krokodil") iniziò ad essere pubblicata fino all'agosto del 2004, per poi riprendere con il nome originale a Mosca nell'agosto 2005 sotto la direzione del giornalista Sergej Mostovščikov. Uno degli azionisti era Dmitrij Muratov, caporedattore del quotidiano Novaja Gazeta. Concepito per una cerchia ristretta di lettori, il Krokodil moscovita non riuscì a guadagnare la sua precedente fama e alla fine venne chiuso nel 2008.