Biografia Considerato uno dei massimi studiosi del Bernini, il cui catalogo ha ampliato con importanti ritrovamenti e nuove aperture critiche nei campi della pittura, scultura e arti decorative, ha dedicato numerose ricerche alla ritrattistica barocca, tra libri, cataloghi di mostre, saggi e articoli pubblicati in riviste scientifiche. Tra i più autorevoli specialisti del Barocco romano, tanto da essere punto di riferimento per gli studi inerenti al '600 e al '700 romano, è uno degli esperti più accreditati dalle maggiori case d'asta al mondo, da collezionisti e istituzioni museali. In particolare la sua opinione è ritenuta imprescindibile per dipinti attribuiti a G. B. Beinaschi, G. B. Gaulli “il Baciccio”, P. F. Mola, L. Stern, G. Troppa e J. F. Voet, artisti di cui ha scritto studi monografici. Viene ritenuto anche studioso di riferimento per la committenza Chigi.

Laureato in architettura presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" nel 1983 con votazione 110/110 cum laude, ha svolto la tesi di laurea in storia dell’architettura dal titolo “Palazzo Chigi ad Ariccia”, relatore Prof. Sandro Benedetti, frequentando poi la scuola internazionale di specializzazione in restauro dei monumenti presso la medesima università (1984-85).

Dal 1998 ricopre la carica di Conservatore di Palazzo Chigi in Ariccia, di cui ha diretto i restauri (1990-1999) e progettato la trasformazione in una struttura culturale museale polifunzionale, integrata nel 2007 con l’apertura del Museo del Barocco romano di cui è stato promotore ed attualmente Direttore, costituito dalle prestigiose donazioni delle collezioni Fagiolo, Lemme, Ferrari, Laschena, Peretti, etc.

Tra il 1984 e il 1998 ha progettato e diretto il restauro di vari monumenti berniniani ad Ariccia (Piazza di Corte, Palazzo Chigi, Santuario di Galloro, Complesso dell’Assunta, Porta Romana, Porta Napoletana) e la progettazione in stile post-moderno del nuovo Palazzo Municipale (1997-98).

Direttore della storica rivista “Castelli Romani”, dal 2002 è Professore affiliato di storia dell’arte presso il College of Human Science, della Auburn University (Alabama, USA)..

Insignito, il 10 dicembre 2003 in Campidoglio, del premio “Personalità Europea 2003”, dal dicembre 2016 è membro del “Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma”.

Dal 2018 membro del “Gruppo dei Romanisti".

La conoscenza nel 1989 del critico d'arte Maurizio Fagiolo dell'Arco (Roma 22 novembre 1939 – 11 maggio 2002), suo maestro e guida culturale, si rivela determinante per il suo percorso professionale e culturale. In quegli anni Petrucci si stava occupando dell’inventario di tutti i beni mobili del Palazzo Chigi, soprattutto con il supporto delle ricerche archivistiche che svolgeva sui documenti contabili e sugli inventari seicenteschi dell’archivio Chigi in deposito presso la Biblioteca apostolica vaticana. Le prime scoperte che ebbe modo di fare furono pubblicate in un articolo apparso sul “Bollettino d’Arte” nel 1992 e poi in altri contributi ospitati nella stessa sede, meritandogli la stima e l’amicizia di personalità quali Marcello Fagiolo, Italo Faldi, Oreste Ferrari, Valentino Martinelli, Federico Zeri. Nelle ricerche sui numerosi dipinti e arredi chigiani, individuò un cospicuo nucleo di ritratti riferibili alla mano del pittore fiammingo Jacob Ferdinand Voet, di Alessandro Mattia da Farnese e Giovanni Maria Morandi, oltre a busti di Giuseppe Mazzuoli e Bernardo Fioriti, che approdarono a pubblicazioni sulle riviste “Bollettino d’Arte”, "Storia dell'Arte", “Revue de l’Art”, “Antologia di Belle Arti” e "Labyrinthos". Tali prime indagini sarebbero poi sfociate nei grandi studi monografici sulla ritrattistica barocca romana pubblicati anni dopo. L'amicizia e la collaborazione con Fagiolo dell'Arco lo avvicinarono alla conoscenza di altri studiosi di chiara fama quali Sir Denis Mahon, Irving Lavin, Pierre Rosenberg, Alvar González-Palacios, Arnauld Brejon de Lavergnée, Sthepháne Loire, Vittorio Sgarbi, antiquari come Ferdinando Peretti, Fabrizio Apolloni, Enzo Costantini, Franco e Alberto Di Castro, collezionisti come Fabrizio e Fiammetta Lemme, Luigi Koelliker. I rapporti di amicizia e di stima nei suoi confronti portarono alcune di queste personalità alla donazione di opere per il Museo del Barocco di Palazzo Chigi e delle loro importanti collezioni d'arte come quelle di Maurizio Fagiolo dell'Arco (2001), Fabrizio e Fiammetta Lemme assieme ai figli Giuliano ed Ilaria (2007), Oreste Ferrari (2008), Renato Laschena (2008), compresi disegni e quadri donati da parte di Ferdinando Peretti sin dal 2002 e altri lasciti liberali.

Opere di riferimento fondamentali sono le sue monografie: Jacob Ferdinand Voet (1639-1689) detto “Ferdinando dei Ritratti”, Ugo Bozzi editore, Roma 2005; Bernini Pittore, Ugo Bozzi editore, Roma 2006; Pittura di Ritratto a Roma. Il Seicento, 3 voll., Budai editori, Roma 2008; Baciccio. Giovan Battista Gaulli, Ugo Bozzi editore, Roma 2009; Pittura di Ritratto a Roma. Il Settecento, 3 voll., Budai editori, Roma 2010; Ludovico Stern (1709-1777). Pittura rococò a Roma, Budai editori, Roma 2012 (collaborazione di D. K. Marignoli); Giovan Battista Beinaschi. Pittore barocco tra Roma e Napoli, Budai editori, Roma 2011 (collaborazione V. Pacelli et al.); Pier Francesco Mola (1612-1666). Materia e colore nella pittura del ‘600, Ugo Bozzi editore, Roma 2012; Girolamo Troppa. Un protagonista del Barocco romano, a cura di, Ediart, Todi 2021.

Riscoperte

G. L. Bernini, Busto di papa Paolo V Borghese (Malibù, Getty Museum).

Il busto disperso a seguito di un’asta di opere d’arte della collezione Borghese tenuta a Roma nel 1893, è stato riscoperto da Petrucci a Bratislava nell'ottobre 2014 dove venne chiamato da un giovane imprenditore francese residente in quella città. Il racconto dello studioso è appassionante: «Volle che andassi da solo con lui, mi portò in una zona periferica di Bratislava, quindi entrammo in uno scantinato varcando una serie di porte di ferro. Arrivati in uno stanzone completamente vuoto e arieggiato solo da una finestrella in alto, vidi per terra, sopra una piattaforma, il busto coperto da un lenzuolo bianco». Era il capolavoro perduto, che riappariva dopo circa 120 anni.

G. L. Bernini, Salvator Mundi (Roma, S. Sebastiano Fuori le Mura)

Il busto venne ritrovato per un caso fortuito. Nell'agosto del 2001 a Urbino, si sta svolgendo una mostra dedicata a papa Clemente XI Albani. Tra le foto pubblicate in catalogo ce n’è una che riproduce un busto raffigurante una statua di Cristo. La relativa scheda la segnala ubicata «nel Monastero di San Sebastiano fuori le Mura, già nella sagrestia Albani» e attribuita a un tal Pietro Papaleo, scultore palermitano attivo a Roma nei primi anni del 1700. A visitare la mostra e a sfogliare quel catalogo c’è anche Francesco Petrucci che davanti alla bellissima fotografia rimane abbagliato. Si rende immediatamente conto che il busto è troppo bello per essere stato scolpito da un artista pur valido ma minore come Papaleo e racconta: «Dopo un mio primo sopralluogo [...] combinai per il 7 febbraio del 2002 una visita al convento di San Sebastiano con Maurizio Fagiolo, che condivise il mio entusiasmo per l’opera, e vi riconoscemmo subito il sommo capolavoro degno della fama del perduto Salvatore del Bernini».

Tra le altre scoperte di opere del Bernini più rilevanti:

I due Tavoli con cornucopie (Ariccia, Palazzo Chigi), disegnati dall’artista nel 1664 per i Chigi, dei quali ha rinvenuto i pagamenti. Il Christus patiens riconosciuto nel quadro lasciato in testamento a Innocenzo XI Odescalchi (collezione privata). Il Crocifisso in bronzo replica in piccolo di quello dell’Escorial commissionato da Alessandro VII (Germania, collezione privata). Il Tabernacolo della collegiata dell’Assunta di Ariccia, di cui ha pubblicato disegni e pagamenti. I progetti rintracciati presso l’archivio Barberini per la Villa Barberini di Castel Gandolfo.

Tra le acquisizioni più significative recuperate al catalogo del Gaulli:

Il Ritratto di Alessandro VII e il Ritratto di Mario Chigi ex collezione Messinger, scomparsi nel 1918 e rintracciati nei depositi della National Gallery di Sofia. Il perduto Ritratto di Giovan Paolo Oliva Generale della Compagnia di Gesù emerso presso la Casa Madre dei Gesuiti a Roma.

Numerose inoltre le opere d’arte inedite pubblicate che hanno ampliato o contribuito alla formazione dei cataloghi di vari pittori e scultori del Seicento e Settecento romano, alcuni dimenticati, tra cui Giovan Battista Beinaschi, Andrea Casali, Antonio David, Alessio De Marchis, Bernardo Fioriti, Jan Carel van Eck, Corrado Giaquinto, Davide Loreti, Carlo Maratta, Ludovico Mazzanti, Giuseppe Mazzuoli, Giovanni Maria Morandi, Pier Francesco Mola, Giovanni Odazzi, Francesco Ragusa, Pierre Ronche, Francesco Rosa, Girolamo Troppa, Jacob Ferdinand Voet, etc.

Opere Libri

Mostre Giuseppe Primoli. Fotografie di Ariccia, catalogo mostra, a cura di F. Di Felice, F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, Arti Grafiche Ariccia 1989 Acquerelli d’interni del XIX sec. della collezione Chigi Wittgenstein Bariatinsky, catalogo mostra, a cura di F. Petrucci, Roma, Palazzo Ruspoli, edizioni De Luca, Roma 1992 Il conte Giuseppe Primoli ad Ariccia, catalogo mostra, a cura di F. Petrucci, F. Di Felice, Ariccia, Locanda Martorelli, 28 aprile – 30 giugno 1996, Arti Grafiche Ariccia, Ariccia 1996 Cristiano Morandini/ acquerelli, catalogo mostra, a cura di F. Petrucci, T. d’Acchille, Ariccia, Locanda Martorelli, Arti Grafiche Ariccia 1998 L’Ariccia del Bernini, catalogo mostra, a cura di M. Fagiolo dell’Arco, F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, 10 ottobre – 31 dicembre 1998, ediz. De Luca, Roma 1998 Giovan Battista Gaulli il Baciccio 1639-1709, catalogo mostra, a cura di M. Fagiolo dell’Arco, D. Graf, F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, 11 dicembre 1999 – 12 marzo 2000, ediz. Skira, Milano 1999 Appendice al catalogo / I Piaceri della Vita in Campagna nell’Arte dal XVI al XVIII secolo, catalogo a cura di F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, 16 settembre – 26 novembre 2000, Arti Grafiche Ariccia, Ariccia 2000 Piazza di Corte il recupero dell’immagine berniniana, catalogo mostra, a cura di M. Natoli, F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, 21 giugno – 3 settembre 2000, Fratelli Palombi Editori, Roma 2000 Il Baciccio un anno dopo. La collezione Chigi, restauri e nuove scoperte, catalogo mostra, a cura di M. Fagiolo dell’Arco, F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, 25 marzo – 27 maggio 2001, ediz. Skira, Milano 2001 Visconti e il Gattopardo / la scena del principe, catalogo mostra, a cura di F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, 13 ottobre 2001, – 13 gennaio 2002, ediz. De Agostini Rizzoli/ arte & cultura, Milano 2001 Castelli e Castellani / Viaggio attraverso le dimore storiche della Provincia di Roma, catalogo mostra, a cura di F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, 19 luglio – 20 ottobre 2002, De Luca Editori, Roma 2002 Donne di Roma dall’Impero Romano al 1860, catalogo mostra, a cura di M. Natoli, F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, 29 marzo – 15 giugno 2003, De Luca Editori, Roma 2003 Le Stanze del Cardinale, catalogo mostra, a cura di F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, 20 luglio – 21 settembre 2003, De Luca Editori, Roma 2003 Consulenza romana con C. Strinati per la mostra: F. Checa (a cura di), Velázquez Bernini Luca Giordano Le Corti del Barocco, catalogo mostra, Roma, Scuderie del Quirinale 12 febbraio – 2 maggio 2004 I Volti del Potere. Ritratti di uomini illustri a Roma dall’Impero Romano al Neoclassicismo, catalogo mostra, a cura di F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, 20 marzo – 20 maggio 2004, Roma, De Luca Editori 2004 I Papi in Posa dal Rinascimento a Giovanni Paolo II, catalogo mostra, a cura di M. E. Tittoni, F. Buranelli, F. Petrucci, Roma, Palazzo Braschi, 30 novembre 2004, – 13 febbraio 2005, Roma 2004