Gli Jatvingi, noti anche come Sudovi ( o Sūduviai; ; ; ; ), erano una tribù o una confederazione tribale baltica stabilita nelle attuali Lituania sudoccidentale, Polonia nordorientale e Bielorussia occidentale. Erano strettamente imparentati con il vicino popolo dei Pruzzi e secondo alcuni studiosi andrebbero considerati un sottogruppo degli stessi.
Territorio In antichità il territorio abitato dagli Jatvingi si estendeva probabilmente verso sud fino al Bug e verso est fino allo Svislač. A seguito dell'espansione slava esso si ridusse progressivamente e nel XIII secolo si incentrava sull'alto e medio corso del Nemunas e del Šešupė, arrivando fino alla regione dei laghi masuriani a ovest e al fiume Narew a sud. Oggi quest'area corrisponde principalmente alla parte settentrionale del voivodato della Podlachia e alla parte orientale del voivodato della Varmia-Masuria in Polonia, alle regioni storiche della Dainava occidentale e della Sudovia in Lituania e alla regione di Hrodna in Bielorussia. Il territorio poteva altresì essere circoscritto tra le odierne Marijampolė e Merkinė (in Lituania), Slonim e Kobryn (in Bielorussia), Białystok e Ełk (in Polonia). Denominazione Non è noto se gli Jatvingi avessero un endonimo che li indicasse nella loro totalità, mentre tra i loro vicini erano noti con diversi nomi che presentavano una notevole varietà a seconda dell'area geografica o del periodo storico di riferimento: tra i Norreni erano chiamati játvingar o játvigar e nella Rus' di Kiev ѩтвѧги (jatvęgĭ); i Pruzzi li chiamavano sūdawiai, nome che fu poi adattato dai Teutonici come Sudauer;. nella Lituania medievale erano noti come dainaviai, mentre in Polonia erano chiamati Połekszanie o in latino Pollexiani.
Questa situazione onomastica sembra suggerire che gli Jatvingi non fossero un singolo gruppo monolitico ma che fossero invece suddivisi internamente in varie entità etno-territoriali e ciascuno dei popoli vicini finì per applicare per sineddoche all'intera popolazione il nome del sottogruppo a loro geograficamente più vicino o con cui interagirono per primo nel corso della loro storia.
Suddivisione Sebbene alcuni accademici propongano che questa varietà onomastica sia nata totalmente all'esterno del mondo jatvingio e che non ci siano prove che essa rifletta alcuna suddivisione intera, oggi la maggior parte degli storici ritiene che nel XII-XIII secolo quelli che vengono comunemente definiti in modo collettivo come "Jatvingi" non fossero in realtà una singola tribù, ma piuttosto una confederazione di almeno quattro entità tribali: gli Jatvingi propriamente detti, i Sudovi, i Dainavi e i Pollexiani.
Jatvingi Gli Jatvingi veri e propri (il cui nome nativo è stato ricostruito come *Jotvingai) abitavano nella zona centrale e meridionale della confederazione, corrispondente principalmente con il bacino del Czarna Hańcza, ed erano probabilmente la più influente tra le tribù confederate.. Sono citati anche come Iotvingi o Jatviegi e la regione da loro abitata era nota come Jotva, dalla quale prendevano il nome. La maggior parte dei baltisti ritiene che il nome Jotva sia di origine idronimica: secondo Kazimieras Būga deriverebbe da un inattestato corso d'acqua dal nome ricostruito di *Jotvos, dalla radice protobaltica *i̯āt- "andare, passare, scorrere" (etimologia simile a quella del fiume Jotija più a nord); secondo un'ipotesi più recente invece deriverebbe dall'originale nome baltico del fiume Hańcza, ricostruito come *Antia. Simas Karaliūnas propone invece un'ipotesi alternativa a quella idronimica: pur accogliendo la proposta di Būga dell'origine dalla radice *i̯āt-, egli le attribuisce però lo stesso significato che essa assunse in protoslavo di "branco, gregge, gruppo in movimento" e ritiene quindi che Jotva significhi "esercito, orda" e gli Jatvingi di conseguenza sarebbero "i soldati, i guerrieri".
Sudovi I Sudovi (il cui nome nativo è stato ricostruito come *Sūdai) abitavano nella zona settentrionale della confederazione, corrispondente per lo più con l'alto e medio bacino del Šešupė. Sono citati anche come Sudi, Sudavi, Suduvi o Sudeti e la regione da loro abitata era nota come Sūdava (in latino Sudovia). Anche in questo caso l'ipotesi etimologica più accreditata è quella dell'origine idronimica: secondo Vytautas Mažiulis questo nome deriverebbe dall'idronimo locale inattestato Sūd(a)vā, a sua volta risalente dalla radice verbale baltica sū- "fluire, scorrere, riversarsi"; secondo Būga invece il loro nome deriverebbe dal fiume Sūduonia, legato al termine baltico sūduva: palude, acquitrino. Esistono anche ipotesi alternative: Karaliūnas ricollegò l'etimologia al baltico *sū́das "robusto, vigoroso, fertile, lussureggiante", e i Sudovi sarebbero quindi "i forti" o "i prosperi"; il già citato Būga invece avanzò anche l'ipotesi che il loro nome potesse provenire dal protoindoeuropeo *swé ("se stesso" o "proprio") e quindi i Sudovi sarebbero letteralmente "i propri simili" o "i compaesani".
Dai Sudovi prende il nome la regione storica della Sudovia.
Dainavi I Dainavi (il cui nome nativo è stato ricostruito come *Dainuviai o *Dainiai) abitavano nella zona orientale della confederazione, estendendosi su entrambe le sponde del medio corso del Nemunas, più o meno dall'altezza di Hrodna fino a quella di Alytus. Sono citati anche come Denowi o Deynowi e la regione da loro abitata era nota come Dainava. Secondo Būga il loro nome deriverebbe da un inattestato idronimo *Dainava, dalla radice baltica *dain‑ "rapido, saltellante, ripido". Secondo Karaliūnas invece l'etimo andrebbe rintracciato nel protobaltico *dḗinā "vacca" e quindi il loro etnonimo avrebbe il significato di "bovari" o "allevatori di bestiame". Infine secondo una tradizione popolare la regione prenderebbe il suo nome dalla parola lituana daina "canto" e la Dainava sarebbe quindi letteralmente "la terra dei canti", tuttavia la maggior parte dei linguisti ritiene questa ricostruzione una paretimologia.
Dai Dainavi prende il nome la regione storica della Dainava, sebbene essa coincida solo in parte con il territorio abitato dall'antica tribù baltica.
Pollexiani I Pollexiani (il cui nome nativo è stato ricostruito come *Palukai) abitavano nella zona occidentale della confederazione, corrispondente grossomodo con il bacino dell'Ełk, con la parte settentrionale della regione storica della Podlachia e con le sponde orientali dei laghi masuriani (queste ultime probabilmente condivise con il popolo dei Galindi).. Sono citati anche come Polesiti. o Paleki e la regione da loro abitata prendeva il nome di Pollexia. Diverse ipotesi sono state proposte per ricostruire l'etimologia di questo nome. Secondo Henryk Łowmiański Pollexia sarebbe una semplice latinizzazione del nome Podlachia (ipotizzando un'assimilazione del gruppo -dl- a -ll-), tuttavia la maggior parte dei baltisti respinge questa ipotesi, evidenziando come l'ampia diffusione anche della dicitura Polexia (con una sola "l") nei documenti medievali confuterebbe l'ipotesi dell'assimilazione. Secondo un'altra ipotesi la regione avrebbe la medesima etimologia del nome Polesia e avrebbe quindi il significato di "terra tra i boschi" (dal protoslavo *po "presso, vicino" e *lʲes "bosco, foresta"). Infine un'altra ipotesi ancora ritorna verso una possibile origine idronimica per Pollexia, che deriverebbe sì dalla preposizione *po ma unita a *Lek (antico nome dell'Ełk) e avrebbe quindi il significato di "terra lungo il fiume Ełk". Sulla base di quest'ultima ipotesi l'originale toponimo baltico è stato ricostruito come *Paluksija o *Paluksa, che sarebbe poi stato polonizzato in Poleksie o Poleksze e da lì latinizzato in Pollexia o Polexia..
Storia
Preistoria e antichità Secondo il dato archeologico i primi Balti si insediarono lungo il corso del Nemunas tra il 2000 e il 1500 a.C. Si ritiene che la prima menzione degli Jatvingi, in particolare dei Sudovi, vada riconosciuta nei Soudinoí (Σουδινοί) citati dal geografo greco Claudio Tolomeo nel II secolo tra i popoli che abitavano l'estremo nord..
Medioevo All'inizio del X secolo una parte degli Jatvingi fu probabilmente vassalla della Rus' di Kiev, poiché tra i membri dell'ambasciata kievana a Costantinopoli del 944 compare anche un tale "Gunarev lo Jatvingio". I rapporti tra le due realtà devono successivamente essersi incrinati, poiché nella Cronaca degli anni passati è riportato che nel 983 gli Jatvingi furono sconfitti dal gran principe Vladimir I di Kiev e nuovamente costretti a pagare un tributo. Sempre sul finire del X secolo iniziarono i tentativi di evangelizzazione dei Balti da parte dei missionari cattolici ed erano probabilmente Jatvingi i pagani che nel 1009 si resero responsabili del martirio di Bruno di Querfurt. Nei tre secoli successivi furono in costante contrasto con i loro vicini slavi: nel 1038 furono attaccati da Jaroslav I di Kiev, nel 1192 da Casimiro II di Polonia. e nel 1253, 1254 e 1257 subirono gli attacchi congiunti del Regno di Polonia e del Principato di Galizia-Volinia. Queste campagne comportarono per gli Jatvingi il versamento di numerosi tributi e la definitiva perdita dei loro territori più meridionali, che furono ripopolati da coloni slavi che assimilarono la locale popolazione baltica. Nello stesso periodo tuttavia la tribù dei Dainavi iniziò a entrare stabilmente nella sfera di influenza del nascente Stato lituano e quando nel 1251 re Mindaugas decise di convertire al cattolicesimo il suo regno anch'essi ricevettero probabilmente il battesimo.
In risposta a queste continue pressioni gli Jatvingi svilupparono una spiccata cultura guerriera e a partire dal XII secolo iniziarono a lanciare a loro volta attacchi e razzie contro ruteni e polacchi, e secondo il cronista Pietro di Duisburg avevano raggiunto la capacità di schierare fino a 6.000 cavalieri e "una moltitudine di altri soldati" in battaglia. Questi attacchi si intensificarono ulteriormente all'inizio del XIII secolo, in particolare da parte dei Pollexiani, che in più occasioni invasero e devastarono la Masovia settentrionale e il Culmerland insieme ai loro vicini Galindi. Furono proprio queste continue scorribande a convincere Corrado I di Polonia a chiedere nel 1225 l'intervento dei Cavalieri teutonici per pacificare definitivamente la regione baltica..
Crociate nel Baltico
Nonostante gli Jatvingi avessero avuto interazioni e schermaglie tutto sommato limitate con i Cavalieri teutonici giunti trent'anni prima, essi diedero comunque manforte ai vicini Pruzzi quando questi ultimi insorsero contro i loro conquistatori nel 1260; sotto la guida del condottiero Skomantas, gli Jatvingi lanciarono nel 1263 un grande attacco contro il Culmerland e sconfissero le truppe dell'Ordine presso Angerburg. Altri attacchi contro la stessa regione furono lanciati insieme ai Pruzzi nel 1265 e nel 1271. Nonostante questi iniziali successi, nel 1274 la grande rivolta fu infine soffocata dai teutonici e le loro mire di conquista di volsero subito verso gli Jatvingi, con l'obiettivo di sottometterli per completare la conversione dei popoli pagani della regione e per punirli del supporto che avevano offerto ai ribelli prussiani.