La rivolta di Trunajaya (in malese: Pemberontakan Trunajaya) fu una rivolta contro il dominio olandese a Giava (attuale Indonesia) che si ebbe tra il 1674 ed il 1680. La guerra venne scatenata dalla rivolta del principe di Madura, Trunajaya e da alcuni guerrieri macassari contro il sultanato di Mataram ed i suoi alleati della Compagnia olandese delle Indie orientali.
La ribellione inizialmente ebbe successo: i ribelli sconfissero l'esercito regio a Gegodog (1676), catturando gran parte della costa settentrionale di Giava, e catturando la capitale dei Mataram, Plered (1677). Re Amangkurat I morì durante la ritirata della corte. Suo figlio e successore, Amangkurat II, richiese ufficialmente l'aiuto degli uomini della Compagnia olandese delle Indie orientali in cambio di una remunerazione finanziaria e ad alcune concessioni. Il coinvolgimento degli olandesi nel conflitto rivoluzionò le sorti della guerra. Le forze olandesi e mataram espulsero Trunajaya da Surabaya, riprendendo i territori perduti e razziando la nuova capitale di Kediri (1678). Ad ogni modo, la ribellione continuò sino alla cattura di Trunajaya alla fine del 1679, ed alla sconfitta vivi o morti degli altri capi ribelli (1679–1680). Trunajaya venne giustiziato personalmente da Amangkurat II nel 1680 mentre era tenuto prigioniero dagli olandesi.
Dopo la morte di suo padre nel 1677, Amangkurat II aveva dovuto inoltre fronteggiare dei suoi rivali al trono ed in particolare suo fratello Pangeran Puger, che aveva preso possesso della capitale Plered nel 1677 e non si arrese sino al 1681.
Antefatto
Amangkurat I ottenne il trono di Mataram nel 1646, succedendo al sultano Agung, che aveva espanso il reame di Mataram sino ad includere la parte centrale ed orientale di Giava, ed alcuni stati vassalli a Sumatra e nel Borneo.Pigeaud, 1976, pp.56–57 I primi anni del regno di Amangkurat vennero contraddistinti da esecuzioni e massacri a danno dei nemici politici del sovrano. In risposta al fallito tentativo di colpo di stato di suo fratello Pangeran Alit, il re ordinò di massacrare i musulmani che egli credeva complici nella ribellione di Alit.Pigeaud, 1976, p.55 Alit stesso venne ucciso nel corso di questo massacro. Nel 1659 Amangkurat sospettò che Pangeran Pekik, suo suocero e figlio del sottomesso duca di Surabaya che viveva alla corte di Mataram dalla conquista di Surabaya, stesse guidando una cospirazione contro la sua vita.Pigeaud, 1976, p.66 Egli ordinò quindi l'uccisione di Pekik e dei suoi parenti. Questo massacro nella parte orientale di Giava creò un malumore tra Amangkurat ed i suoi sudditi nellarea e causò dei conflitti anche con suo figlio (il futuro Amangkurat II), che era anche nipote di Pekik. Negli anni successivi, Amangkurat compì numerose altre uccisioni di membri dell'aristocrazia locale che avevano perso la sua fiducia.
Raden Trunajaya (chiamato anche Trunojoyo) era discendente dei principi di Madura, ed era stato costretto a vivere alla corte reale di Mataram dopo la conquista e l'annessione di Madura da parte di Mataram nel 1624.Pigeaud, 1976, p.67 Dopo l'esecuzione di suo padre da parte di Amangkurat I nel 1656, lasciò la corte e si spostò a Kajoran, sposando la figlia di Raden Kajoran, sovrano locale.Ricklefs, 2008, p.90 La famiglia Kajoran era un'antica famiglia di tradizioni religiose ed era imparentata per matrimonio con la famiglia reale. Raden Kajoran era allarmato dalla brutalità del governo di Amangkurat I che aveva portato all'esecuzione di molti nobili. Nel 1670 Kajoran istituì suo genero Traunajaya al ruolo di principe della corona ed i due cementarono ancor più la loro alleanza in funzione anti-Amangkurat. Nel 1671 Trunajaya tornò a Madura, dove utilizzò il suo nuovo supporto per sconfiggere il governatore locale e tornare padrone del principato di suo padre.Pigeaud, 1976, p.68
Makassar era il principale avamposto commerciale ad est di Giava. Dopo il 1669, la Compagnia olandese delle Indie orientali conquistò il sultanato di Gowa nella guerra di Makassar, motivo per cui bande di soldati macassaresi cercarono fortuna altrove. Inizialmente, si insediarono nei territori del sultanato di Banten, ma nel 1674 ne vennero espulsi, dedicandosi quindi alla pirateria e razziando le città costiere di Giava e Nusa Tenggara. Il principe della corona di Mataram permise quindi loro di insediarsi a Demung, un villaggio ad est di Giava. Nel 1675 un'ulteriore banda di combattenti macassaresi e pirati giunse a Demung guidata da Kraeng di Galesong. Questi combattenti itineranti aderirono poi alla ribellione come alleati di Trunajaya.
Le forze coinvolte
In mancanza di un esercito stabile, il grosso delle forze di Mataram derivavano dalle forze dei vassalli del re, i quali fornivano anche armi e rifornimenti.Hoben, Kolff, 1988, p.183Taylor, 2012, p.49 La maggior parte degli uomini erano comunque contadini che erano stati coscritti dai signori locali (detti sikep dalem). Inoltre, l'esercito includeva un piccolo numero di soldati professionisti presi tra le guardie di palazzo.Houben, Kolff, 1988, p.183 L'esercito utilizzava cannoni, fucili a pietra focaia, carabine, oltre alla cavalleria ed alle fortificazioni.Houben, Kolff, 1988, p.184 Lo storico M. C. Ricklefs disse che il trasferimento della tecnologia militare europea ai giavanesi fu "virtualmente immediato". Gli europei vennero chiamati ad istruire le truppe giavanesi nel maneggiare le armi e nello sviluppo di strategie e tecniche di costruzione militari. ma, malgrado queste istruzioni, i contadini coscritti dell'esercito giavanese continuavano a mancare di adeguata disciplina e molti abbandonarono il campo di battaglia durante gli scontri.Houben, Kolff, 1988, pp.183–184Taylor, 2012, pp.49–50 Le truppe di Mataram erano in numero "ben più grande" di quelle dei 9000 ribelli a Gegodog nel settembre del 1676, che erano in numero particolarmente ridotto dopo la caduta della capitale nel giugno del 1677,Pigeaud, 1976, p.74 e crebbero sino a unità durante la marcia verso la capitale di Trunajaya, Kediri, sul finire del 1678.Ricklefs, 1993, p.50
Gli olandesi avevano per parte loro dei soldati professionisti. Ciascun soldato olandese disponeva di una spada, fucile, cartucce, bombe fumogene e granate. La maggior parte dei soldati olandesi erano comunque di nazionalità indonesiana, con un piccolo numero di soldati e marinai di origini europee, tutti al comando di ufficiali olandesi.Pigeaud, 1976, p.79 Sotto l'aspetto tecnologico, gli olandesi non erano superiori alla loro controparte indigena, ma avevano una miglior disciplina, un miglior allenamento ed un miglior equipaggiamento degli eserciti indonesiani. Le truppe olandesi differivano anche sotto l'aspetto logistico: le truppe marciavano seguite da una serie di carri rifornimento. Questo dava loro un importante vantaggio sulle truppe giavanesi, che spesso si trovavano a corto di rifornimenti per la mancanza di questa logistica. Le forze olandesi erano 1500 nel 1676,Ricklefs, 2008, p.92 ma vennero poi aumentate coi loro alleati buginesi sotto la guida di Arung Palakka. Il primo contingente di 1500 buginesi giunse a Giava sul finire del 1678,Andaya, 1981, p.218 ed al 1679 erano già 6000 a Giava.Andaya, 1981, p.221
Come per le altre forze in campo, l'esercito di Trunajaya e dei suoi alleati utilizzava artiglieria, cavalleria e fortificazioni. Quando gli olandesi conquistarono Surabaya strappandola a Trunajaya nel maggio del 1677, Trunajaya si portò in fuga con venti cannoni di bronzo, lasciandosi dietro 69 cannoni di ferro e 34 altri pezzi d'artiglieria in bronzo.Ricklefs, 1993, p.39 Le forze di Trunajaya includevano giavanesi, maduresi e macassaresi. Quando i ribelli invasero Giava nel 1676, questi erano in numero di 9000. Successivamente alla ribellione si unirono altri giavanesi e maduresi, con in testa il signore di Giri, uno dei più importanti capi spirituali dell'islam su Giava, dall'inizio del 1676.Ricklefs, 1993, p.40 Il suocero di Trunajaya, Raden Kajoran, capo della potente famiglia dei Kajoran, si unì alla rivolta dopo la vittoria di Trunajaya a Gegodog nel settembre del 1676,Pigeaud, 1976, p.71 e lo zio di Trunajaya, il principe di Sampang (poi Cakraningrat II) si unì alle forze in rivolta dopo la caduta della capitale Mataram nel giugno del 1677.Ricklefs, 1993, p.41
La campagna militare L'inizio degli scontri e le iniziali vittorie dei ribelli La rivolta iniziò con una serie di raids da parte dei pirati makassaresi a Demung contro i villaggi della costa settentrionale di Giava.Pigeaud, 1976, p.69 Il primo raid ebbe luogo nel 1674 a Gresik ma venne respinto. Trunajaya entrò in alleanza tramite un matrimonio col Kraeng di Galesong, il leader dei makassaresi, nel 1675 e pianificò ulteriori raids. In quello stesso anno, dei razziatori makassaresi-maduresi conquistarono ed incendiarono la maggior parte delle città della costa nordorientale di Giava, da Pajarakan a Surabaya e sino a Gresik. Di fronte al fallimento dei lealisti nel confronto coi ribelli, re Amangkurat I nominò un nuovo governatore militare di Jepara, la capitale provinciale della costa settentrionale, e rinforzò il villaggio. Le forze mataram marciando su Demung vennero sconfitte e l'azione combinata che compirono con la marina olandese non ebbe il successo sperato. Il Kraeng di Galesong si mosse da Madura, regno del suo alleato Trunajaya. Nel 1676 Trunajaya si autoproclamò Panembahan (signore di) Maduretna e si assicurò il supporto del sunan (signore spirituale) di Giri, presso Gresik. Una flotta olandese attaccò poi e distrusse la base dei razziatori a Demung, ma questa non agì contro Trunajaya a Madura.Pigeaud, 1976, pp.69–70
Nel settembre del 1676, un esercito ribelle di 9000 uominiAndaya, 1981, pp.214–215 guidato dal Kraeng di Galesong attraversò Madura diretto a Giava e prese poi il controllo di Surabaya, la principale città ad ovest di Giava.Pigeaud, 1976, p.70 Mataram inviò una grande forza al comando del principe ereditario (poi Amangkurat II) a scontrarsi coi ribelli. Presso Gegodog, ad est di Tuban, si ebbe uno scontro nel 1676, dove le forze mataram, in numero maggiore del nemico, vennero completamente sconfitte.Andaya, 1981, pp.215 L'esercito lealista venne distrutto, lo zio del re Pangeran Purbaya venne ucciso ed il principe ereditario dovette fuggire a Mataram. Il principe venne accusato della sconfitta per aver atteso troppo prima di attaccare i ribelli. Inoltre, vi erano dei pettegolezzi secondo i quali egli sarebbe stato in combutta col nemico, ed in particolare col suo ex protetto, Trunajaya. Nei mesi successivi la vittoria di Gegodog, i ribelli presero facilmente diversi villaggi a nord di Giava da Surabaya ad ovest verso Cirebon, inclusi i villaggi di Kudus e Demak. I villaggi caddero velocemente, in parte perché le loro fortificazioni erano già state distrutte durante la conquista del sultano Agung cinquant'anni prima. Solo Jepara riuscì a resistere alla cattura, per la presenza di forze combinate inviate dal nuovo governatore olandese appena in tempo per lo scontro. La ribellione si diffuse anche nell'entroterra quando Raden Kajoran, il potente suocero di Trunajaya con base ad est della capitale Matarm, aderì alla rivolta. Le forze unite di Kajoran e di Trunajaya marciarono sulla capitale, ma vennero respinte dalle forze realiste.
L'intervento olandese e la caduta della capitale Mataram