Nago-Torbole (Nach e Tùrbule in dialetto gardesano; Nach e Tórbole in dialetto trentino) è un comune italiano sparso di abitanti della provincia autonoma di Trento. Il suo territorio va dai 63 metri sul livello del mare fino ai metri della cima del monte Altissimo di Nago.. Fa parte della Comunità Alto Garda e Ledro.

Prende il nome dai due principali centri abitati che lo compongono, molto vicini e di dimensioni simili: Nago ( m s.l.m.), che si trova alle pendici del Monte Altissimo, e Torbole (sede municipale) in riva al lago di Garda.

Geografia fisica Territorio

Nago-Torbole comprende la zona nord-orientale del lago di Garda e arriva sino alla foce del fiume Sarca, suo principale immissario. A est si eleva la catena del Monte Baldo, con il Monte Altissimo di Nago. Nell'entroterra a nord si estende una piana di circa 7 chilometri fino al territorio di Arco.

Clima Grazie alla protezione delle montagne ad est e l'azione termoregolatrice del lago, l'intera piana gode di un microclima di tipo mediterraneo. Qui sono possibili colture che a parità di latitudine in altre aree non sono realizzabili, in particolare quella dell'ulivo.

Venti I venti del lago di Garda influenzano notevolmente l'attività turistica. Dalla seconda metà del XX secolo richiamano gli appassionati di windsurf attirati dalla presenza dei venti tutti i giorni dell'anno. Tra di essi, quelli che soffiano nella zona dell’alto Garda ricordiamo: Òra È il vento più costante e famoso. Proviene da sud e ha la velocità dai 10 ai 12 metri al secondo. Si tratta di un vento pomeridiano. Vent Paesàm Anch'esso un vento permanente e costante. Proviene da nord e ha un'intensità solitamente minore dell'Òra. È un vento notturno e antimeridiano. Spesso genera un effetto denominato "Peler". Mentre le onde, create dall'Òra, si dirigono verso nord, queste vengono pelate dal Vent Paesam che va verso sud. Erroneamente viene chiamato Peler il Vent Paesam. Ponale È un vento particolarmente forte, ma piuttosto raro. Solitamente preannuncia ingenti manifestazioni temporalesche. Proviene dalla valle di Ledro. Balinòt Vento molto forte. Spira di solito in inverno e proviene dal monte Ballino.

Storia Fondazione La presenza umana si riscontra già dal Neolitico (nella zona del Baldo e di Nago). Anche per l'età del bronzo e le epoche protostoriche e poi storiche (tra cui i celti e successivamente i romani) la presenza di insediamenti è confermata sulla rupe di castel Penede a Nago, in posizione strategica, distrutto dalle truppe francesi di Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme nel 1703.

Si narra che Dante Alighieri compose questi versi a Nago presso la rupe di castel Penede:

Dall'XI secolo Un primo atto ufficiale che riguarda la comunità risale al 1041, quando ebbe luogo una disputa per i confini col vicino centro di Mori. In tempi successivi vennero adottati gli Statuti et Ordini che rimasero operativi fino al XVII secolo. Il territorio di Nago-Torbole, che dall'XI secolo faceva parte del Principato vescovile di Trento, fu conquistato militarmente dai veneziani nel 1439 durante le guerre di Lombardia. In quell'anno la Serenissima fece arrivare un'intera flotta formata da venticinque barconi e sei galere con un'impresa chiamata Galeas per montes.

Le navi partirono dal mare Adriatico, risalirono il fiume Adige e giunsero al porto fluviale di Ravazzone. Da qui, a forza di braccia e di buoi, transitarono per Mori; poi seguirono il corso del rio Cameras fino al lago di Loppio. Superarono anche il passo San Giovanni, discesero per la Bocca di Nago attraverso la valle di Santa Lucia e furono calate nel lago di Garda vicino a Torbole.

Un'impresa gigantesca che rimase nella storia della marineria veneziana, che impiegò circa duemila buoi e costò quindicimila ducati. Dopo un primo insuccesso nel 1439, nell'aprile del 1440 la piccola flotta della repubblica della Serenissima sconfisse la flotta viscontea guidata da Taliano Furlano, riuscendo a conquistare Riva del Garda. La dominazione veneta durò fino al 1509, quando Nago-Torbole tornò al principato vescovile di Trento.

Dopo l'invasione napoleonica nel 1796 e brevi appartenenze al Regno di Baviera e al Regno d'Italia Nago-Torbole fu inglobato nell'Impero austriaco, come tutto il Trentino.

Dal XX secolo Come gli altri paesi della zona, Nago-Torbole fu completamente evacuato durante la prima guerra mondiale perché si trovava sulla linea del fronte. Nel 1919 entrò a far parte del Regno d'Italia. Nel 1929 venne annesso forzosamente dalle autorità fasciste al comune di Riva del Garda.

Durante la seconda guerra mondiale fu annesso alla zona d'operazioni delle Prealpi, assieme a tutta la regione Trentino-Alto Adige e alla provincia di Belluno, e nella non ancora ultimata galleria Adige-Garda si allestirono le officine della Caproni che produssero dalla tarda primavera del 1944 parti di aereo per la Messerschmitt AG destinati alla Luftwaffe. Qui si prepararono le Wunderwaffen come la Me 163, Me 262, la Fieseler Fi 103 e l'A4, queste ultime meglio note come V1 e V2.Giorgio Danilo Cocconcelli, Tunnel factories. Le officine aeronautiche Caproni e FIAT nell’Alto Garda 1943-1945, pp. 202-243.

Nel 1957 il comune fu ricostituito in seguito a un referendum popolare (censimento 1951: pop. res. 1868).Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3Dopo il 1958, con la ritrovata autonomia comunale, sul piano sociale ed economico avvenne un mutamento radicale che portò all'abbandono dell'agricoltura tradizionale e della pesca e alla trasformazione in area a vocazione turistica.

Nel 1980 il windsurf rilanciò economicamente Torbole con l'organizzazione del campionato mondiale. Tale esperienza si è ripetuta poi nel tempo e ha modificato sensibilmente la gestione del territorio.

I dintorni di Nago sono stati valorizzati da numerosi percorsi per mountain bike e per l'arrampicata.

Simboli Stemma Lo stemma è stato approvato con D.G.P. del 22 ottobre 1982 n. 16132/2-B.Approvazione stemma del Comune di Nago Torbole, in Bollettino ufficiale della Regione Autonoma Trentino - Alto Adige n. 54 del 23/11/1982, pp. 2091-2092.

Le torri rappresentano le comunità di Nago e di Torbole costituenti il comune; il cavallo inalberato è simbolo di ardire e di libertà; nella parte inferiore è raffigurato il lago di Garda.

Gonfalone Il gonfalone municipale è un drappo troncato di bianco e di rosso approvato con D.G.P. del 20 gennaio 1983 n. 16132/5-B.Approvazione del gonfalone del Comune di Nago-Torbole, in Bollettino ufficiale della Regione Autonoma Trentino - Alto Adige n. 7 del 15/02/1983, pp. 419-420.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa di San Vigilio. Parrocchiale di Nago, nell'omonima via, una delle arterie principali del paese. La costruzione risale alla fine del XVI secolo (in epoca madruzziana), ma il primo luogo di culto risale probabilmente all'epoca altomedievale. È nominata per la prima volta nel 1203, in un documento relativo a una diatriba tra gli abitanti di Nago e il vescovo di Trento Corrado II di Beseno. Viene definita chiesa collegiata quindi importante nel territorio. Durante la visita pastorale del 1536 gli inviati vescovili invitano gli abitanti del paese a ricostruire la chiesa e i lavori terminarono nel 1599. Venne cambiato l'orientamento della navata, con l'abside a ovest e l'entrata a est, contrariamente alla tradizione. L'interno è sobrio, con altari di marmo settecenteschi. Oltre all'altare maggiore vi sono quelli dedicati a Santo Stefano, alla Vergine del Rosario, a Santa Teresa di Lisieux (un tempo intitolato all'Immacolata Concezione) e a Sant'Antonio di Padova. Quest'ultimo ospita una pala di Bortolo Tomasini raffigurante il santo assieme alla Vergine e al Bambino. Dopo la seconda guerra mondiale, considerato l'alto numero di fedeli, l'edificio venne ampliato con la costruzione del transetto e assunse la forma a croce latina.

Chiesa della Santissima Trinità fu costruita nel XVII secolo ed era la sede di una confraternita. Al suo interno sono conservati l'altare maggiore, costruito in marmo, sul quale è collocata una pregevole scultura lignea raffigurante la Trinità, opera di uno scultore tirolese del XV secolo. Gli altari laterali, presentanti ancona lignea seicentesca e antependio marmoreo dei primi anni del secolo successivo, sono dedicati a San Carlo Borromeo e San Francesco d'Assisi, raffigurati in due pale seicentesche. Sulla cimasa del primo dei due è collocato lo stemma della nobile famiglia dei Tonelli, molto munifica nei confronti nella chiesa. Nella chiesa è presente anche un dipinto del XIX secolo raffigurante la Madonna dell'Aiuto. Chiesa di San Rocco. Piccola chiesa sussidiaria all'estremità est del centro abitato. Chiesa di Sant'Andrea, patrono dei pescatori, si trova sopra l'abitato di Torbole. La prima citazione storica riferita a una cappella di Sant'Andrea in questa località è in un documento del 1175, e in seguito viene ricordata in un documento del 1183 da papa Lucio III. Fu ricostruita in stile tardo barocco dopo la devastazione delle truppe francesi del 1703, ma furono recuperati elementi architettonici precedenti (come dimostrano le date 1496 e 1512 scolpite sul basamento dei due archi di pietra del transetto). La pala dell'abside raffigura il Martirio di S.Andrea, di Giambettino Cignaroli. Le varie figure del dipinto, precise e realistiche, pare siano state realizzate prendendo come modelli diversi popolani di Torbole. Nelle due navate laterali hanno sede due statue lignee, di S. Giuseppe e della cosiddetta Madonna Romani (dal nome del benefattore che la donò). Chiesa di Santa Maria al Lago a Torbole, in riva al lago di Garda

Architetture militari I forti austro-ungarici di Nago sono forse i meglio conservati del Trentino, e ospitano il museo comunale. La storia di queste fortificazioni cominciò il 21 dicembre del 1859, quando il Ministero a Vienna approvò il progetto di costruzione del forte alto di Nago. La costruzione (sotto l'Ufficio del Genio militare di Riva) si svolse fra il 1º giugno del 1860 e il 5 gennaio del 1861. Il collaudo avvenne nel 1863.

Il forte di Nago appartiene alla "prima generazione" (come, per esempio, il forte San Nicolò a Riva), in pietra ben lavorata con materiale reperito in zona (giallo di Mori per il forte superiore e rosa per quello inferiore). Era composto da due casematte poste di traverso alla strada che fu sbarrata con un portone.