Il Casato degli Strozzi è una delle più antiche e importanti famiglie nobili di Firenze, le cui vicende storiche si intrecciarono con alcuni degli avvenimenti più significativi del tardo Medioevo e dell'Età moderna.
Storia Nel XII secolo la famiglia ebbe come centro di prima origine Fiesole, con case aperte in Firenze dove ebbero immediatamente successo e notorietà. La famiglia risiedeva nella Torre degli Strozzi e negli edifici adiacenti, che ancora oggi si trovano in Via Monalda. Ubertino I Strozzi ebbe due figli, Gerio e Strozza, che combatterono nella Battaglia di Montaperti dove Gerio trovò morte nel 1260. Tramite i figli di Gerio e di Strozza la famiglia si diramò in due linee principali, che dettero vita a diversi rami diffusi in varie città d'Italia e d'Europa, che mantennero però sempre proprietà e relazioni con la città 'madre' di Firenze dove nacque la prima fortuna degli Strozzi.
Per le loro ricchezze e capacità politiche furono al centro di tutti gli snodi politici della storia di Firenze dal XIII secolo in poi. Ubertino II di Gerio era Magistrato dei Buononimi nel 1281 e fu il primo degli Strozzi a entrare nella Magistratura dei Priori Bimestrali delle Arti nel 1284 mentre suo fratello Rosso di Gerio nel 1294 fu elevato, primo della sua Casa, a Confaloniere della Repubblica fiorentina: fondò la fortuna degli Strozzi, contribuì a fondare l’oligarchia delle famiglie opulenti che dovevano comandare la Repubblica.
Grazie all'attività finanziaria la famiglia Strozzi divenne estremamente agiata, per alcuni periodi (e fino a buona parte del Quattrocento) venne documentata come la più ricca della città di Firenze. A suffragio della stima delle ricchezze esiste il registro di una tassazione chiamata prestanza, un prestito forzoso richiesto a tutte le famiglie della città nel 1343: se i Medici vennero tassati per esempio di 304 fiorini, gli Strozzi ne dovettero sborsare ben 2.063. Con l'apertura di numerose filiali bancarie in tutta Europa i suoi discendenti si sparsero un po' dappertutto, acquisendo fama e fortuna in Italia e all'estero. Il Banco Strozzi, tra i principali della città di Firenze già dal primo Trecento, prestava denaro a papi e re ed aveva filiali in tutta Europa: Francia, Spagna, Fiandre, oltre a un banco nelle principali corti italiane: Roma, Ferrara, Venezia, Napoli, Palermo, Mantova, eccetera. Fu soprattutto l'attività bancaria di altissima importanza che permise alla famiglia nei suoi vari rami di costruire una solida base economica dalla quale poi derivarono gli incarichi e gli onori, il mecenatismo e i titoli nobiliari che ricevettero da Sovrani di Napoli Angioini, Aragonesi e Borbonici, dai Sovrani di Spagna, dai Re di Francia, dagli Imperatori del Sacro Romano Impero, dai Pontefici Romani, così come dai detentori delle antiche signorie del nord Italia come i Gonzaga, i Visconti e gli Este. In ogni città gli Strozzi facevano costruire lussuose residenze che avevano scopi anche di rappresentanza verso la loro illustre clientela, ed erano ben allenati in quella palestra di banchieri che era la spietata concorrenza di Firenze.
Non a caso quando le condizioni politiche si presentarono avverse agli Strozzi, furono i capifamiglia ad essere esiliati: ciò avvenne una prima volta nel 1382 per il nipote diretto di Rosso di Gerio, Tommaso Strozzi che era stato protagonista della guerra degli otto santi e che in seguito al Tumulto dei Ciompi dovette riparare a Mantova accolto dai Gonzaga, dove portò il ramo della sua famiglia; lo stesso avvenne in seguito quando il nuovo capofamiglia in Firenze, l'illustre Palla Strozzi (maggior contribuente della Repubblica fiorentina), umanista, banchiere e ambasciatore influente, fatto Cavaliere dai Re Angioini di Napoli nel 1415, venne esiliato nel 1434 per mano di Cosimo il Vecchio De' Medici, la cui famiglia era da poco salita nell'élite economica e politica di Firenze, per poi tenere saldamente il potere nei secoli successivi. Da quel momento Palla Strozzi si trasferì a Padova e i suoi figli a Ferrara. Insieme con Palla, tutti i maschi dei vari rami degli Strozzi vennero banditi da Firenze. Alcuni successivamente riuscirono a rientrare, come Filippo Strozzi il Vecchio che dopo aver avuto successo con il Banco Strozzi a Napoli, rifondò la fortuna della famiglia in Firenze dove dette avvio al magnifico Palazzo Strozzi iniziato nel 1489.
In tutto gli Strozzi diedero alla città di Firenze 93 priori e sedici Gonfalonieri di Giustizia; allo stesso tempo furono governatori, giudici, ambasciatori, nei diversi rami della famiglia, per il Ducato di Mantova, il Ducato di Ferrara, Roma e lo Stato Pontificio, la Repubblica di Venezia, il Regno di Francia, il Sacro Romano Impero, il Regno di Sicilia, con cariche politiche, militari e ecclesiastiche.
Nel 1422 tre membri della famiglia furono in contemporanea ambasciatori presso la Repubblica di Venezia: Uberto Strozzi per conto del Marchesato di Mantova, Nanne Strozzi per Signoria di Ferrara e il celebre umanista Palla Strozzi per la Repubblica di Firenze - prima che venisse esiliato da Firenze per mano dei Medici nel 1434.
Gli Strozzi ebbero uomini di chiesa, fra i quali il beato Alessio Strozzi - XIV sec. - priore della basilica di Santa Maria Novella, il cardinale Lorenzo Strozzi, l'Arcivescovo Leone Strozzi, i vescovi Alessandro Strozzi, Roberto Strozzi, Luigi Maria Strozzi, ed ebbero diverse cariche in tutti gli ordini della Chiesa in Firenze, Roma, Mantova e altrove, in particolare nell'ordine dei Padri Domenicani: infatti, gli Strozzi nelle diverse città dove abitavano ereggevano le loro cappelle gentilizie e avevano giuspatronato in principale modo nelle Chiese rette dai Domenicani come la Basilica di Santa Maria Novella a Firenze, la Chiesa di San Domenico a Mantova e la Chiesa di San Domenico di Ferrara, così come la Basilica Santuario Beata Vergine del Molino a Lugo e la Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma; in seguito, gli Strozzi ebbero esponenti anche nei Gesuiti, come il predicatore Padre Tommaso Strozzi, in Napoli e a Roma. Ebbero anche teologi nelle università italiane oltre a quelle di Parigi e Oxford dal XIV secolo.
Soprattutto, gli Strozzi furono grandi banchieri in tutta Europa e nelle terre allora conosciute, uomini politici ed ebbero numerosissimi condottieri militari di valore.
Nanne Strozzi (1376-1427) fu comandante generale delle truppe estensi di Ferrara, Uberto Strozzi dalla fine del '300 fu condottiero per i Gonzaga a Mantova, così come Pietro Strozzi agli inizi del '500. Celebri furono Leone Strozzi, Cavaliere dell'Ordine di Malta nel 1530, Piero Strozzi (nominato nel 1554 Maresciallo di Francia da Enrico II) così come Filippo di Piero Strozzi. Diversi esponenti della famiglia combatterono e morirono nella Battaglia di Lepanto (1571), con cariche di comando militare fra i quali Pandolfo Strozzi, Generale delle galere dell'Ordine di S. Stefano. Diversi esponenti della famiglia sono sepolti nella Concattedrale di San Giovanni a La Valletta, Malta. Nel Seicento, Peter Strozzi (1626–1664), Conte di Schrattenthal, fu Generale austriaco ucciso dagli Ottomani all'assedio di Novi Zrin (Croazia), e un monumento lo commemora ancora a Praga. Sposato con Maria Katharina Khevenhüller ebbe residenza a Vienna nel Palais Strozzi nella Strozzigasse. Il figlio Conte Jacob Strozzi fu Generale e Colonnello Maresciallo delle armate del Sacro Romano Impero. Fino ad oggi si possono contare una dozzina di rami patrizi diversi degli Strozzi, vissuti in varie città italiane e estere. Oltre ai rami fiorentini, mantovano e ferraresi ricordiamo quelli stabilitesi sulle tratte commerciali di Napoli, Palermo, in Avignone, Lione, così come nelle Fiandre, a Barcellona e a Vienna. Annibale Strozzi visse in Polonia con discendenza; Piero Strozzi (Firenze,1483 - 1522), figlio di Andrea Strozzi (del ramo di Gerio) e di Elisabetta di Pandolfo di Giovanni Rucellai, fu un esploratore al seguito dei portoghesi e di Giovanni da Empoli, prese parte nel 1510 all'assedio di Goa che divenne capitale del Vicereame dell'India portoghese, alla presa di Malacca in Malaysia, andò a Kochi e fu fra i primi europei a inoltrarsi nell'arcipelago indonesiano delle isole Molucche. Morì senza discendenza ma altri membri della famiglia, discendenti dal ramo dal pittore Zanobi Strozzi (1412-1468), vissero a Goa, così come anche un Lorenzo Strozzi nella seconda metà del '500 fu il banchiere più influente residente nella capitale del vicereame portoghese, al quale si riferivano i Medici così come le famiglie fiorentine e più in generale italiane per aprire e intensificare nuove vie commerciali con le Indie.
Di fatto, fra la fine del '400 e il '500, nel "secolo delle scoperte" navi dell'Europa intera, armate da case commerciali italiane e fiorentine (i Berardi, gli Strozzi, i Frescobaldi, i Marchionni, i Sernigi, i Gondi) e capitanate dai Colombo, dai Vespucci, dai Caboto e dai Verrazzano compirono fra le più decisive imprese della storia umana occidentale, raddoppiando i confini del mondo ai continenti fino ad allora poco visitati o sconosciuti, dalle Indie orientali alle Americhe. Innumerevoli le committenze affidate dai diversi rami della famiglia Strozzi ai più grandi artisti dal tardo medioevo al Rinascimento: dall'Orcagna al Beato Angelico, da Benedetto da Maiano ai Della Robbia, da Raffaello Sanzio a Giulio Romano, da Michelangelo Buonarroti a Tiziano. Se ne ricordano alcune: gli affreschi trecenteschi di Nardo di Cione strutturati secondo la Divina Commedia di Dante Alighieri e il polittico con Cristo in trono e santi dell'Orcagna per la Cappella Strozzi di Mantova nella Basilica di Santa Maria Novella a Firenze; nella stessa Basilica, la Cappella dell'Annunciazione, la Cappella di Filippo Strozzi con il ciclo di affreschi di Filippino Lippi, e la tomba di Filippo Strozzi, scolpita da Benedetto da Maiano che ritrae l'effigiato anche nel Busto di Filippo Strozzi oggi al Louvre. Mino da Fiesole scolpisce il busto di Niccolò Strozzi (1454) e Desiderio da Settignano quello di Marietta Strozzi (1464), entrambe al Bode Museum di Berlino. Nella Sagrestia di Santa Trinita a Firenze è conservata la Cappella Strozzi commissionata dal celebre Palla Strozzi in onore del padre Onofrio Strozzi e realizzata da Lorenzo Ghiberti, a cui sarebbe poi subentrato Michelozzo, con opere di Puccio Capanna, Gentile da Fabriano, Luca della Robbia e dove era la Deposizione Strozzi di Lorenzo Monaco e Beato Angelico (ora nel Museo di San Marco) e la Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, oggi alla Galleria degli Uffizi.
Delle committenze collegate agli scambi diplomatici e commerciali degli Strozzi è testimonianza emblematica la Tavola Strozzi (XV sec.), donata da Filippo Strozzi al re Ferrante d’Aragona: una delle più celebri rappresentazioni a noi giunte di Napoli in epoca Angioina e Aragonese. Il poeta e politico Tito Vespasiano Strozzi, del ramo ferrarese, venne effigiato in un ritratto (ora alla Fondazione Cini di Venezia) da Baldassarre d'Este, figlio naturale di Niccolò III d'Este. Agli inizi del '500 in occasione delle nozze fra Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, vennero realizzati da Raffaello i celebri Ritratto di Agnolo Doni e Ritratto di Maddalena Strozzi, oltre al Tondo Doni di Michelangelo, conservati agli Uffizi. Successivamente, Tiziano eseguì il Ritratto di Clarissa Strozzi (ora alla Gemäldegalerie di Berlino) mentre il Mausoleo di Pietro Strozzi ora nella Basilica di Sant'Andrea a Mantova è di Bernardino Germani su progetto Giulio Romano. Su un originario progetto di Michelangelo poi riadattato è la seicentesca Cappella Strozzi nella Basilica di Sant'Andrea della Valle a Roma mentre LAutunno di Pietro Bernini e Gian Lorenzo Bernini, così come forse l'intero ciclo delle Quattro Stagioni Aldobrandini, fu realizzato per il principe Leone Strozzi, uno dei primi mecenati del Bernini a Roma.